Roma – la perla sensuale dell'arte barocca (prima parte)

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Può una città essere sensuale, o addirittura erotica? chiede qualcuno.
Sì, probabilmente può. E non soltanto nella mente di coloro che vengono considerati folli e che riescono a percepire come erotici perfino i ciottoli della strada, ma anche agli occhi di chi sa vedere nella pietra qualcosa di più della semplice pietra. Dove le cupole si innalzano verso il cielo come corpi tesi dal desiderio, le sculture rivelano la carne nascosta sotto il marmo e i selciati levigati dal tempo sembrano conservare la memoria di innumerevoli carezze. Ma è davvero così, oppure siamo noi a proiettare sulla pietra le nostre fantasie erotiche?
Le fondamenta dell'urbanistica di Roma risalgono all'epoca di massimo splendore dell'Impero Romano, quando la capitale si affermò come il più potente centro del mondo antico. Le figure nude scolpite nel marmo non colpiscono soltanto come studi anatomici, ma incarnano un ideale di bellezza ispirato alla stessa dea dell'amore, Venere. Le feste dedicate a lei, come i Veneralia, erano celebrazioni pubbliche; le sue statue e i suoi rilievi erano visibili nei templi, nelle ville aristocratiche e in molti altri luoghi. Gli sguardi e le pose di quelle figure sembrano sussurrare attraverso i secoli: ama, desidera, vivi...
Ma, ad esempio, l'imponente statua equestre di Marco Aurelio, rivestito della sua armatura cerimoniale, è erotica? Probabilmente no. Il potere e la dignità raramente suscitano le stesse suggestioni di un corpo sensuale. A qualche donna sarà mai venuto in mente di salirgli in groppa e «cavalcarlo» come farebbe sul morbido ventre del proprio marito? Una domanda curiosa. E, con ogni probabilità, destinata a rimanere senza risposta. Sebbene già questo ragionamento sia, di per sé, incompleto. Perché sembra mancare qualcosa di essenziale. Qui, l'oggetto del desiderio maschile, infatti, non ha necessariamente bisogno di essere «conquistato». Forse basta che il turista e l'Arma dei Carabinieri raggiungano un tacito accordo sul «prezzo del biglietto» per quella particolare iniziativa.
E forse è proprio questa la vera essenza della questione: la conquista. Non racchiude forse già di per sé qualcosa di profondamente erotico? Ogni seduzione è una forma di conquista e ogni conquista cerca di penetrare nel mondo dell'altro, che sia il suo corpo, la sua mente o la sua anima. La differenza sta soltanto nel fatto che tutto ciò rimanga una metafora poetica oppure che qualcuno decida di prenderla troppo alla lettera.
Ed è proprio una trasformazione di questo genere che Roma ha conosciuto. Sebbene la città sia stata saccheggiata dai Goti nel 410 e dai Vandali nel 455, una parte del patrimonio dell'antichità è sopravvissuta fino ai nostri giorni. Quegli eventi segnarono la fine dell'età antica e l'inizio del Medioevo europeo, ma nel corpo di Roma rimase qualcosa di indelebile: una bellezza che sembrava rifiutarsi di invecchiare. Forse è proprio da qui che nasce l'idea di Roma come Città Eterna.
Durante il Medioevo, pur attraversando un periodo di declino come capitale dello Stato Pontificio, Roma conservò il proprio ruolo di centro spirituale della cristianità. Dopo numerosi incendi e soprattutto dopo il Sacco di Roma del 1527, compiuto dai lanzichenecchi al servizio dell'imperatore Carlo V, ebbe inizio una vasta opera di ricostruzione. La città disponeva infatti di ampi spazi dove erigere nuovi edifici, mentre il marmo e i blocchi di pietra degli antichi monumenti venivano riutilizzati per costruire. Era come se il corpo della Roma antica si fosse offerto volontariamente a un nuovo corpo. Il passato non scomparve, ma si fuse in una forma nuova, lasciando la propria impronta su ogni muro e su ogni colonna.
La corte pontificia, la Chiesa e le ricche famiglie aristocratiche finanziarono grandi progetti edilizi. Pellegrini e mercanti portavano a Roma entrate considerevoli, che permisero la costruzione di nuove chiese, piazze, fontane e palazzi. Anche potenti casate, come i Barberini, commissionarono edifici monumentali per sottolineare la propria ricchezza e il proprio prestigio. La città continuava a rivestirsi di nuovi strati di pietra, come un corpo che la mano dell'architetto modella senza sosta.
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2026-06-28
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