Meno male che esistono le escort!
di
mascettino
genere
etero
Qualche giorno prima di partire per la vacanza in bassa stagione, ai primi di giugno, a Rimini, dove sarei andato con mio papà, scrissi un annuncio su un noto sito d'incontri per adulti. Cercavo un ragazzo gay o bisessuale del posto o magari anche lui in vacanza, con cui fare conoscenza e trascorrere qualche momento piacevole. Tra i soliti profili falsi, persone poco serie e conversazioni che non portavano a nulla, non riuscii a combinare niente. Essendo in ferie e quindi più tranquillo e spensierato del solito, sentivo anche un desiderio sessuale maggiore rispetto alla quotidianità. D’altronde non è certo leggendo Lazarillo de Tormes o ascoltando Charles Mingus e Sun Ra che si può soddisfare quel tipo di appetito... Per evitare di perdere nuovamente tempo con uomini inconcludenti, decisi quindi di ricorrere a un altrettanto noto sito di escort. Dopo aver letto diverse recensioni positive di una giovane ragazza brasiliana che si trovava proprio a Rimini in quei giorni, fissai un appuntamento. Finalmente ero contento: avrei potuto andare sul sicuro e concedermi un'ora di evasione. Inoltre, avendo tutto il tempo a disposizione, non mi pesava nemmeno dover camminare per circa mezz'ora per raggiungere il suo appartamento. Quando arrivai, però, mi trovai davanti a un imprevisto: lei e una sua collega erano rimaste chiuse dentro casa perché la serratura era rotta. La ragazza provò a passarmi le chiavi dalla finestra ma anche quel tentativo fallì. Io non riuscivo ad aprire la porta dall'esterno e, come se non bastasse, dalla finestra non potevo entrare a causa dell'inferriata. Purtroppo non ero forte come Lancillotto e quindi la mia Ginevra avrebbe dovuto aspettare ancora un po'... Dovetti perciò telefonare al proprietario dell'appartamento e spiegargli la situazione, chiedendogli di mandare al più presto un fabbro. La cosa curiosa era che dovetti occuparmene io, perché la ragazza non conosceva l'italiano ma soltanto il portoghese, essendo brasiliana. Per comunicare con lei inoltre dovetti spesso affidarmi al traduttore di Google. Quando arrivò finalmente il fabbro, preferii defilarmi e feci capire alla ragazza di avvisarmi quando tutto fosse stato sistemato. Durante quell'attesa, che durò circa un'ora e mezza, iniziai lentamente a perdere entusiasmo. Da una parte ero nervoso per l'imprevisto, dall'altra sentivo che tutta quella tensione accumulata stava facendo diminuire il desiderio che mi aveva portato fin lì. È proprio quando ormai avevo perso ogni speranza che arrivò il suo messaggio. Mi tornò immediatamente il sorriso. Mi recai di nuovo da lei con uno spirito completamente diverso: quella lunga attesa, invece di spegnere il desiderio, lo aveva fatto rinascere. Quando finalmente ci incontrammo faccia a faccia, potei constatare che le fotografie dell'annuncio erano autentiche. Non c'erano sorprese o finzioni: era davvero la ragazza che avevo visto online. Dopo aver effettuato i lavaggi di rito e versato l'obolo, finalmente potei rilassarmi. La tensione accumulata durante l'attesa lasciò spazio alla curiosità e alla voglia di vivere quel momento. Lei comprese subito che sono una persona a cui piace molto il lato affettuoso dell'intimità e cominciò quindi ad accarezzarmi la schiena e a baciarmi profondamente. Questa cosa sembrò piacerle e il clima diventò progressivamente più rilassato e naturale. Ebbi di conseguenza un'erezione pulsante e mi sentii pronto per il passo successivo. Proprio in quel momento squillò il mio telefono: era mio papà... Risposi cercando di mantenere la massima naturalezza e gli dissi che ero fuori per una passeggiata sul lungomare. Da lì in avanti mi lasciai andare completamente verso una dimensione più fisica e coinvolgente. Mi piace molto quando si crea quel tipo di scambio in cui c'è reale compartecipazione. Cominciai quindi a tastare, accarezzare e ciucciare le sue poppone e nel frattempo le stimolavo il clitoride e la vagina. Quanto mi piace far eccitare le ragazze così e nel frattempo essere masturbato! Appena lei cominciò a bagnarsi, sentii dei gridolini. Questo mi fece eccitare ancora di più e godetti maggiormente allorché lei si spalmò sulle dita le sue secrezioni vaginali, in modo che potesse usarle ora inumidite nel masturbarmi. A me piace l’autenticità, mica quelle schifezze industriali che sono i lubrificanti! A un certo punto tirò fuori anche un giocattolo sessuale che contribuì a rendere il momento ancora più particolare e divertente: con il vibratore le stimolai il clitoride a differenti intensità e nel frattempo la penetravo con una parte fallica, anch’essa munita di vibratore. Mi piacque il modo in cui si potevano alternare sensazioni diverse e osservare insieme le reazioni dell’altra persona. Dopo tante coccole e bellissimi preliminari, lei me lo incappucciò e cominciai a penetrarla in più posizioni, tra cui quella della missionaria per poter continuare a ciucciare con gusto le sue tettone. Arrivai piuttosto rapidamente al momento clou ma la cosa non mi pesò, poiché avevo vissuto un’ora intensa, fatta di attesa, imprevisti e infine di piacere, in un insieme che dava senso a tutta la giornata. Uscii dall’appartamento allegro, alleggerito e soddisfatto. Quando tornai alla piscina dell'albergo e mio papà mi chiese che cosa avessi fatto in quattro ore, ripetei la stessa versione di prima: una semplice passeggiata sul lungomare. L’incontro con questa ragazza mi piacque perché la percepii partecipe e, nei limiti del contesto, autentica. Avevo la sensazione di trovarmi davanti a una persona reale, con reazioni e modi propri di vivere il momento. Le barriere linguistiche c’erano ma non impedirono di immergermi nell’esperienza: spesso la comunicazione passava più attraverso gesti, tempi e risposte corporee che attraverso le parole, rendendo tutto più diretto e istintivo. Io mi sentii a mio agio proprio perché non percepii freddezza o distacco. Resta per me l’idea che chi svolge questo lavoro sia comunque una persona, con sensibilità e un proprio modo di stare nella relazione del momento: questo non cambia la natura professionale dell’incontro ma neppure cancella del tutto la dimensione umana. Il giorno seguente, il desiderio non era ancora esaurito e riuscii finalmente a organizzare un incontro con un ragazzo. Ma questa è un’altra storia!
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