Bagno tutco

di
genere
bisex

Entrai nel bagno turco e venni subito avvolto da un vapore denso, caldo e profumato di legno bagnato e sudore maschile. L’aria era così umida che sembrava di respirare acqua calda. Mi sentivo già eccitato. Sono un uomo di 175 cm, bel viso maturo con gli occhiali leggermente appannati dal calore, capelli corti brizzolati sui lati, pelle abbronzata e una leggera pancetta morbida da uomo sposato. Il mio cazzo di 16 cm, grosso e carnoso, già iniziava a gonfiarsi tra le gambe mentre camminavo. Con la fede nuziale al dito, ma dentro di me una troia che ogni tanto aveva bisogno di sfogarsi. Mi tolsi l’asciugamano e lo appoggiai su una panca di marmo bollente, completamente nudo.
Appena i miei occhi si abituarono alla densa nebbia, li vidi: due uomini seduti vicini su una panca. Si staccarono di colpo, visibilmente imbarazzati, ma avevo fatto in tempo a notare la mano di uno che stringeva il cazzo dell’altro. Li guardai con calma per qualche secondo, poi sorrisi lentamente, un sorriso complice e affamato da marito infedele in cerca di guai. Mi sedetti poco distante, gambe aperte, lasciando che il mio cazzo da 16 cm fosse ben visibile, e iniziai a toccarmi piano, sfiorandomi con la mano.
Quel sorriso fu la chiave. Si rilassarono all’istante e ricominciarono a segarsi senza più nessuna vergogna, proprio davanti ai miei occhi.
Quello più vicino a me aveva un cazzo che mi fece subito venire l’acquolina in bocca: almeno 20 cm di lunghezza, con una bella curva pronunciata all’insù, completamente depilato e liscio come seta. La cappella era di un rosa acceso, lucida, parzialmente coperta da un prepuzio carnoso e morbido che scivolava indietro mentre lui si segava, rivelando la punta bagnata e sensibile. L’asta era grossa, venosa, con la pelle tirata e lucida di sudore, e diventava ancora più imponente verso la base spessa. Era un vero palo lungo e potente. L’altro ce l’aveva molto simile al mio: lungo, dritto, con una cappella pronunciata e vene in rilievo che pulsavano sotto la sua mano.
Mi appoggiai contro il marmo caldo, sentendo il calore salire lungo la schiena, e iniziai a segarmi con più decisione. La mano scorreva sul mio cazzo che diventava sempre più duro, mentre non riuscivo a staccare gli occhi da quel cazzo lungo e ricurvo da 20 cm.
Dopo qualche minuto di sguardi carichi di desiderio, i due si alzarono e vennero lentamente verso di me attraverso il vapore. Non aspettai. Allungai la mano verso quello lungo e ricurvo, lo afferrai sentendolo caldo, pesante e pulsante, e lo segai lentamente, godendo di come il prepuzio carnoso scivolava su e giù sulla cappella lucida e di quanto fosse difficile circondare tutta quella circonferenza con le dita. Poi mi chinai in avanti, la leggera pancetta che premeva contro le cosce, e lo presi in bocca con vera passione da puttana.
Lo succhiai voracemente, gemendo forte intorno all’asta. La mia lingua girava intorno a quella cappella rosa e sensibile, infilandosi sotto il prepuzio carnoso per leccare ogni millimetro. Sentivo perfettamente la curva all’insù che mi premeva contro il palato e poi verso la gola, mentre quei 20 cm mi riempivano la bocca in modo quasi soffocante. Succhiavo con fame animale, sbavando copiosamente, facendo rumori bagnati, osceni e viscidi, muovendo la testa su e giù con ritmo sempre più profondo, cercando di prenderne il più possibile, anche se riuscivo ad arrivare solo a metà di quella verga lunga e grossa.
L’altro uomo si posizionò di fianco a me, afferrò il mio cazzo da 16 cm con decisione e cominciò a segarmelo con forza, stringendo tutta l’asta carnosa. Con l’altra mano mi massaggiava e strizzava le palle, tirandole piano, facendomi mugolare di piacere intorno al cazzo che avevo in bocca. Il contrasto tra il calore del vapore, il marmo bollente e le loro mani mi stava facendo impazzire.
Il vapore denso ci avvolgeva completamente, rendendo i nostri corpi lucidi di sudore. I gemiti bassi e i rumori bagnati della mia bocca riecheggiavano ovattati nella stanza.
In quel momento entrò il terzo uomo: panzuto, sulla quarantina, con una grossa pancia pelosa. Si fermò un attimo sulla soglia, ci vide e invece di andarsene si tolse l’asciugamano, mostrando un cazzo enorme e spesso. Iniziò a segarsi a distanza, gli occhi fissi su di me che succhiavo come una troia affamata.
Non resistevo più. Succhiavo quel cazzo lungo da 20 cm con disperazione totale, prendendolo fino in gola, soffocando, lacrimando e sbavando abbondantemente mentre l’altro mi segava il cazzo con forza e mi torceva le palle. Il piacere salì all’improvviso: venni come una fontana, il mio cazzo esplose in getti potenti e densi che schizzarono sulle gambe e sulla pancia dell’uomo che mi stava menando, colando caldo e sporco sulla sua pelle.
Quasi nello stesso istante anche lui venne. Il cazzo ricurvo si gonfiò nella mia bocca e schizzò fiotti caldi, abbondanti e densi direttamente in gola. Continuai a succhiare avidamente, ingoiando tutto senza perdere una goccia, gemendo forte intorno all’asta mentre mi riempiva lo stomaco di sborra spessa e saporita. Ingoiai fino all’ultima goccia, leccandolo pulito con passione, passando la lingua sotto il prepuzio per raccogliere ogni residuo di quel lungo cazzo.
L’uomo che mi aveva segato si chinò su di me, mi prese il viso tra le mani e mi diede un bacio profondo, sporco e bagnato. La sua lingua si intrecciò con la mia, ancora piena del sapore del suo amico, assaporando la sborra che mi era rimasta sulle labbra e sul mento.
Restammo qualche istante così, ansimanti, nudi e lucidi di sudore e sborra. Nessuno disse una parola. Ci guardammo negli occhi per un lungo momento, complici e ancora carichi di desiderio. Poi, in silenzio, ci alzammo, ci ripulimmo alla meglio con gli asciugamani umidi e uscimmo dal bagno turco uno dopo l’altro, senza dire niente, ognuno portando con sé il ricordo caldo e proibito di quella bocca e di quei corpi nel vapore
scritto il
2026-06-25
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