Merlino e Maga Magò: Incantesimi Carnali
di
Lovely6666
genere
dominazione
Merlino, il leggendario mago di Camelot, se ne stava nella sua torre alta e isolata, illuminata solo da candele fluttuanti e rune luminose. Nonostante l’aspetto maturo, con la lunga barba bianca e i capelli argentei, il suo corpo era ancora possente grazie a secoli di incantesimi di ringiovanimento. Sotto la tunica blu ricamata di stelle, il suo cazzo leggendario – spesso come un polso, lungo oltre venti centimetri e percorso da vene pulsanti – era già mezzo duro in attesa.
Con un gesto della mano e un antico sortilegio, evocò Maga Magò, la giovane e famigerata maga sexy di venticinque anni. Magò apparve in un vortice di scintille viola: capelli corvini lunghissimi che le arrivavano fino al culo perfetto, occhi verdi felini carichi di lussuria, labbra carnose dipinte di rosso scuro, un corpo da dea del peccato. Seni enormi, sodi e naturali che tendevano il corpetto di seta nera semi-trasparente, capezzoli scuri già turgidi, vita stretta, fianchi larghi e un culo rotondo e alto che implorava di essere afferrato. Sotto la gonna corta non portava niente: la sua figa rasata, rosea e già lucida di umori, era pronta.
«Maestro Merlino… mi hai chiamata per studiare antichi grimori o per farmi impazzire di piacere?» ronfò Magò con voce sensuale, avvicinandosi ancheggiando. I suoi seni ballavano a ogni passo.
Merlino sorrise malizioso, gli occhi azzurri che brillavano. «Entrambe, mia cara allieva. Ma stanotte la lezione sarà molto… pratica.»
Magò si inginocchiò immediatamente davanti a lui, gli occhi fissi sul rigonfiamento della tunica. Con dita eleganti aprì la stoffa e liberò il cazzo mostruoso, che schizzò fuori pesante, la cappella grossa e rossa già bagnata di pre-sperma.
«Per gli dei antichi… è ancora più imponente di quanto ricordassi» sussurrò lei, ammirandolo. «Posso adorarlo, Maestro?»
«Succhialo come la troia magica che sei» ordinò Merlino, afferrandole i capelli corvini.
Magò aprì la bocca al massimo e ingoiò la cappella, poi spinse avanti la testa, prendendo metà del cazzo in gola. Succhiava con avidità oscena, la lingua che vorticava intorno alle vene, sbavando copiosamente mentre Merlino le scopava la faccia con spinte profonde e ritmiche.
«Ghlk… ghlk… sì, Maestro… usami la gola… fammi soffocare con il tuo bastone magico!» gorgogliava lei, lacrime di piacere che le rigavano il viso truccato. Con una mano si toccava furiosamente la figa fradicia, infilando tre dita dentro e facendo rumori osceni di bagnato.
Merlino gemeva di piacere. «Brava puttana… più a fondo… prendi tutto fino alle palle!»
Dopo lunghi minuti di gola profonda, Merlino la sollevò con un incantesimo di levitazione e la buttò sul grande tavolo di quercia coperto di pergamene antiche. Le spalancò le gambe e affondò la faccia tra le sue cosce profumate.
«Ahhh! Merlino!» urlò Magò quando la lingua esperta del mago le leccò il clitoride gonfio. Succhiava, mordeva piano le grandi labbra tumide e infilava la lingua il più possibile dentro la figa bollente e stretta, mentre con due dita le massaggiava il buchetto rosa del culo.
«Hai un sapore divino, Magò… la tua figa è zuppa e pronta per essere distrutta» ringhiò lui, leccando con ferocia.
«Ti prego, Maestro… scopami! Ho bisogno del tuo cazzo enorme dentro di me!» supplicò lei, spingendo i fianchi contro la sua bocca.
Merlino si alzò, posizionò la cappella contro le sue labbra bagnate e spinse con forza brutale. Il cazzo scivolò dentro fino in fondo in un’unica stoccata, dilatando le pareti della figa in modo osceno. Il ventre di Magò si gonfiava visibilmente a ogni spinta.
«Fuuuuck! Mi squarci tutta! È così grosso!» gridò lei, gli occhi rovesciati dal piacere.
Merlino la fotteva senza pietà, i fianchi che sbattevano rumorosamente contro il suo culo, le palle pesanti che colpivano la pelle umida. «Prendi tutto, maga troia! Questa figa stretta è proprietà del mio cazzo!» «Sì! Sbattimi più forte! Sono la tua puttana personale!» urlava Magò, le tette enormi che ballavano violentemente.
Con un gesto della mano, Merlino evocò due tentacoli di energia magica luminosa che si avvolsero intorno ai suoi capezzoli, succhiandoli e tirandoli forte, mentre un terzo tentacolo più spesso le entrava lentamente nel culo, dilatandolo e pompando in sincronia con il cazzo nella figa.
«Oh dei! Nel culo e nella figa insieme… sto venendooo!» Magò ebbe un orgasmo violentissimo, squirtando intorno al cazzo di Merlino, il corpo scosso da spasmi incontrollabili mentre i suoi umori bagnavano il tavolo.
Merlino non si fermò. La girò a quattro zampe, le schiaffeggiò forte il culo lasciando impronte rosse e le infilò di nuovo il cazzo nella figa da dietro, mentre i tentacoli continuavano a lavorarle il culo e i seni.
«Dimmi quanto ti piace essere la mia schiava sessuale, Magò!» ordinò, tirandole i capelli.
«Mi piace da morire! Sono la tua troia magica, Merlino! Usami, riempimi, distruggimi ogni notte!» gridava lei spingendo indietro il sedere per prenderlo più a fondo.
Merlino accelerò, poi tirò fuori il cazzo dalla figa e lo spinse con forza nel suo culo stretto.
«Ahhh! Sì! Inculami! Spaccami il culo con quel bastone enorme!»
La sodomizzava con spinte potenti e profonde, mentre con le dita le massaggiava il clitoride gonfio. Magò veniva di continuo, urlando incantesimi senza senso, la saliva che le colava dalla bocca.
Alla fine Merlino ruggì di piacere: «Prendi la mia magia, troia!»
Tirò fuori il cazzo e le esplose addosso fiotti densi, caldi e luminosi di sborra magica, coprendole la schiena, le tette enormi, la faccia e la figa spalancata. Magò, con la lingua fuori, leccava tutto quello che riusciva, gemendo di soddisfazione.
Ma la notte era giovane. Merlino pronunciò un incantesimo di resistenza e la prese di nuovo, questa volta facendola cavalcare il suo cazzo mentre fluttuavano a mezz’aria nella torre. Magò saltava su e giù con ferocia, le tette che sbattevano contro il petto di lui, baciandolo con passione sporca, lingue che si intrecciavano.
«Riempimi dentro, Maestro! Voglio il tuo seme magico nell’utero!» supplicò.
Merlino la impalò fino in fondo e venne di nuovo, inondandole la figa di sborra calda e abbondante. Magò ebbe un ultimo orgasmo squirting epico, i loro umori che colavano sul pavimento di pietra.
Esausti e sudati, si sdraiarono sul grande letto di pelliccia. Magò, con la figa e il culo ancora colanti di sborra, gli accarezzava il petto.
«Domani mi insegnerai altri incantesimi proibiti… o mi scoperai di nuovo fino a farmi perdere i sensi?» chiese con un sorriso malizioso.
Merlino le diede una forte pacca sul culo. «Ogni notte, mia cara. La vera magia nasce dal piacere più sporco e depravato.»
E così, nella torre incantata, Merlino e Maga Magò continuarono le loro lezioni proibite di lussuria magica, tra scopate selvagge, tentacoli incantati e orgasmi infiniti.
Fine (ma gli incantesimi carnali continuarono per secoli).
Con un gesto della mano e un antico sortilegio, evocò Maga Magò, la giovane e famigerata maga sexy di venticinque anni. Magò apparve in un vortice di scintille viola: capelli corvini lunghissimi che le arrivavano fino al culo perfetto, occhi verdi felini carichi di lussuria, labbra carnose dipinte di rosso scuro, un corpo da dea del peccato. Seni enormi, sodi e naturali che tendevano il corpetto di seta nera semi-trasparente, capezzoli scuri già turgidi, vita stretta, fianchi larghi e un culo rotondo e alto che implorava di essere afferrato. Sotto la gonna corta non portava niente: la sua figa rasata, rosea e già lucida di umori, era pronta.
«Maestro Merlino… mi hai chiamata per studiare antichi grimori o per farmi impazzire di piacere?» ronfò Magò con voce sensuale, avvicinandosi ancheggiando. I suoi seni ballavano a ogni passo.
Merlino sorrise malizioso, gli occhi azzurri che brillavano. «Entrambe, mia cara allieva. Ma stanotte la lezione sarà molto… pratica.»
Magò si inginocchiò immediatamente davanti a lui, gli occhi fissi sul rigonfiamento della tunica. Con dita eleganti aprì la stoffa e liberò il cazzo mostruoso, che schizzò fuori pesante, la cappella grossa e rossa già bagnata di pre-sperma.
«Per gli dei antichi… è ancora più imponente di quanto ricordassi» sussurrò lei, ammirandolo. «Posso adorarlo, Maestro?»
«Succhialo come la troia magica che sei» ordinò Merlino, afferrandole i capelli corvini.
Magò aprì la bocca al massimo e ingoiò la cappella, poi spinse avanti la testa, prendendo metà del cazzo in gola. Succhiava con avidità oscena, la lingua che vorticava intorno alle vene, sbavando copiosamente mentre Merlino le scopava la faccia con spinte profonde e ritmiche.
«Ghlk… ghlk… sì, Maestro… usami la gola… fammi soffocare con il tuo bastone magico!» gorgogliava lei, lacrime di piacere che le rigavano il viso truccato. Con una mano si toccava furiosamente la figa fradicia, infilando tre dita dentro e facendo rumori osceni di bagnato.
Merlino gemeva di piacere. «Brava puttana… più a fondo… prendi tutto fino alle palle!»
Dopo lunghi minuti di gola profonda, Merlino la sollevò con un incantesimo di levitazione e la buttò sul grande tavolo di quercia coperto di pergamene antiche. Le spalancò le gambe e affondò la faccia tra le sue cosce profumate.
«Ahhh! Merlino!» urlò Magò quando la lingua esperta del mago le leccò il clitoride gonfio. Succhiava, mordeva piano le grandi labbra tumide e infilava la lingua il più possibile dentro la figa bollente e stretta, mentre con due dita le massaggiava il buchetto rosa del culo.
«Hai un sapore divino, Magò… la tua figa è zuppa e pronta per essere distrutta» ringhiò lui, leccando con ferocia.
«Ti prego, Maestro… scopami! Ho bisogno del tuo cazzo enorme dentro di me!» supplicò lei, spingendo i fianchi contro la sua bocca.
Merlino si alzò, posizionò la cappella contro le sue labbra bagnate e spinse con forza brutale. Il cazzo scivolò dentro fino in fondo in un’unica stoccata, dilatando le pareti della figa in modo osceno. Il ventre di Magò si gonfiava visibilmente a ogni spinta.
«Fuuuuck! Mi squarci tutta! È così grosso!» gridò lei, gli occhi rovesciati dal piacere.
Merlino la fotteva senza pietà, i fianchi che sbattevano rumorosamente contro il suo culo, le palle pesanti che colpivano la pelle umida. «Prendi tutto, maga troia! Questa figa stretta è proprietà del mio cazzo!» «Sì! Sbattimi più forte! Sono la tua puttana personale!» urlava Magò, le tette enormi che ballavano violentemente.
Con un gesto della mano, Merlino evocò due tentacoli di energia magica luminosa che si avvolsero intorno ai suoi capezzoli, succhiandoli e tirandoli forte, mentre un terzo tentacolo più spesso le entrava lentamente nel culo, dilatandolo e pompando in sincronia con il cazzo nella figa.
«Oh dei! Nel culo e nella figa insieme… sto venendooo!» Magò ebbe un orgasmo violentissimo, squirtando intorno al cazzo di Merlino, il corpo scosso da spasmi incontrollabili mentre i suoi umori bagnavano il tavolo.
Merlino non si fermò. La girò a quattro zampe, le schiaffeggiò forte il culo lasciando impronte rosse e le infilò di nuovo il cazzo nella figa da dietro, mentre i tentacoli continuavano a lavorarle il culo e i seni.
«Dimmi quanto ti piace essere la mia schiava sessuale, Magò!» ordinò, tirandole i capelli.
«Mi piace da morire! Sono la tua troia magica, Merlino! Usami, riempimi, distruggimi ogni notte!» gridava lei spingendo indietro il sedere per prenderlo più a fondo.
Merlino accelerò, poi tirò fuori il cazzo dalla figa e lo spinse con forza nel suo culo stretto.
«Ahhh! Sì! Inculami! Spaccami il culo con quel bastone enorme!»
La sodomizzava con spinte potenti e profonde, mentre con le dita le massaggiava il clitoride gonfio. Magò veniva di continuo, urlando incantesimi senza senso, la saliva che le colava dalla bocca.
Alla fine Merlino ruggì di piacere: «Prendi la mia magia, troia!»
Tirò fuori il cazzo e le esplose addosso fiotti densi, caldi e luminosi di sborra magica, coprendole la schiena, le tette enormi, la faccia e la figa spalancata. Magò, con la lingua fuori, leccava tutto quello che riusciva, gemendo di soddisfazione.
Ma la notte era giovane. Merlino pronunciò un incantesimo di resistenza e la prese di nuovo, questa volta facendola cavalcare il suo cazzo mentre fluttuavano a mezz’aria nella torre. Magò saltava su e giù con ferocia, le tette che sbattevano contro il petto di lui, baciandolo con passione sporca, lingue che si intrecciavano.
«Riempimi dentro, Maestro! Voglio il tuo seme magico nell’utero!» supplicò.
Merlino la impalò fino in fondo e venne di nuovo, inondandole la figa di sborra calda e abbondante. Magò ebbe un ultimo orgasmo squirting epico, i loro umori che colavano sul pavimento di pietra.
Esausti e sudati, si sdraiarono sul grande letto di pelliccia. Magò, con la figa e il culo ancora colanti di sborra, gli accarezzava il petto.
«Domani mi insegnerai altri incantesimi proibiti… o mi scoperai di nuovo fino a farmi perdere i sensi?» chiese con un sorriso malizioso.
Merlino le diede una forte pacca sul culo. «Ogni notte, mia cara. La vera magia nasce dal piacere più sporco e depravato.»
E così, nella torre incantata, Merlino e Maga Magò continuarono le loro lezioni proibite di lussuria magica, tra scopate selvagge, tentacoli incantati e orgasmi infiniti.
Fine (ma gli incantesimi carnali continuarono per secoli).
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