Si fa quello che si può

di
genere
trio

Quella domenica mattina non avevamo in programma di andare al mare, il bambino tardava a svegliarsi, anche a noi sembrava un letto diverso,si stava
meglio, Cristina si è alzata per fare la pipì, si è fermata in cucina ha messo in funzione la macchina del caffè -Amore vieni il caffè è pronto- Finita la poesia,
avevo ideato di farci una scopata come si deve ed invece eccoci qua a decidere cosa fare. Non che avessimo tanta scelta, quindi mare -Amore io
penso al bambino tu prepara qualche panino, acqua frutta, al latte per Kiko
penso io- In mezz’ora ero pronto, lei non usciva dal bagno -Cristì sbrigati ci
occupano il posto- -Ho quasi finito, mi sto depilando la figa come piace a te,
erano ricresciuti di un paio di millimetri- -Sono pronta- -Il costume non lo metti-? -Lo metto al mare- Scendiamo giù, la Panda fa le bizze, non vuol
partire -Era destino di stare a casa stamattina- A forza di insistere sono riuscito a metterla in moto, per arrivare al nostro posto ci vogliono una ventina di minuti, erano già le nove convinti di trovare il nostro posto occupato. Nulla di straordinario, c’è una grossa pianta di eucalipto con
numerosi rami che tornano verso terra,che ci evitano di portare l’ombrellone.
Come arriviamo, vedo una bici appoggiata al tronco, faccio un giro,vedo
un ragazzo con la canna da pesca sulla riva del torrente. Mi sembra strano
perché in quel torrente non ho mai visto un pescatore. Lo raggiungo, gli chiedo se non diamo fastidio a metterci sotto la pianta, molto educato ci
risponde che non diamo alcun fastidio. Ci sistemiamo, il bambino disteso
sull’ovetto col carillon che lo distrae ci spogliamo, Cristina resta nuda per infilarsi il costume -C’è il ragazzo che ti vede- -So che ti piace quando mi guardano- Ha sempre ragione lei, a me piace quando la guardano a lei
piace molto di più. Mi torna in mente il problema della Panda vado a vedere,
apro il cofano vedo il morsetto della batteria lento, lo sistemo, riprovo, ok
al primo colpo, torno sotto l’ombrellone trovo il ragazzo che parla con Cristina, mi inserisco nel dialogo, gli rivelo che quello non è un posto in cui
pescare, ci dice che non lo sapeva e che è solo perché i genitori con la sorella sono tornati nel loro paese a prendere alcune cose. Erano venuti
in vacanza da un paesino sulle montagne abruzzesi. -Se vuoi puoi restare
con noi- -Si molto volentieri grazie, qui non conosco nessuno- Lo invito a mettersi sul telo dov’è Cristina che sta trastullando il bambino, anche lui si
mette a giocare, lo invito a spogliarsi, aveva maglietta e pantaloncini, dice che non ha il costume -Resta in mutande- Non ha risposto, è diventato
rosso -Che fai ti vergogni-? -Ho dimenticato di metterle per la fretta di uscire-
Ho recuperato un vecchio asciugamano che portavo per ogni evenienza
nel cofano della Panda, con diverse contorsioni per non farsi vedere è riuscito ad avvolgerlo attorno al bacino. A pensare male a volte si indovina,
mi ero costruito il solito film non ho
infierito. Ci ha raccontato della sua famiglia, della sua vita, del suo paese, dei suoi studi, la facoltà che aveva scelto “psicologia sessuale” ha detto di chiamarsi Walter, comunque un bravo ragazzo,
disponibile al dialogo. Il bambino aveva fame, ha cominciato a frignare, Cristina ha preso la palla al balzo per togliersi il reggiseno ed allattarlo. Di latte non ne aveva tanto quindi compensava con quello in
polvere, al momento però le è sembrato giusto far vedere i seni a Walter,
non uno solo, li ha liberati entrambi. Quando lei capisce il mio punto debole esagera sempre, erano seduti sullo stesso telo, un capezzolo in bocca al
bambino, col sinistro si è attaccata a Walter, che contrariamente al mio
pensiero non era un mini dotato, perché come si è avvicinata a Walter ho
visto la sua semi erezione che cercava di nascondere. Finita la poppata
il bambino si è addormentato, ho messo il mio telo vicino a loro lasciando
Cristina al centro che non aveva alcuna intenzione di rimettere il reggiseno,
si stringeva a Walter ed io mi stringevo a lei, l’eccitazione stava salendo,
per calmarla erano circa le 11,30 ho proposto di mangiare un panino, Cristina non ha volto spezzarlo, mordevano lo stesso panino, anche dal mio ha dato
qualche morso, insomma una promiscuità eccitante che ci ha deviato sul dialogo avente come oggetto il sesso, non poteva andare diversamente,il
cazzo di Walter si è palesato in tutta la sua grandezza, anche il mio non
scherzava e quando l’ho preso in mano mostrandolo a Cristina, lui è rimasto
appena sorpreso, Cristina si è distesa, ho accompagnato Walter sopra di lei
ho preso ancora il suo cazzo infilandolo dolcemente nella figa di Cristina.
L’ho avvisato -Falla venire, sborrale nella figa- Era Cristina eccitata come
mai a dirigere il gioco, le ho messo il mio cazzo in bocca, ed è stato fantastico quell’orgasmo, siamo venuti tutti insieme. Non facciamo queste
attività col primo che capita, ma se un ragazzo ci sembra la persona giusta
mettiamo in pratica il nostro gioco. Walter ci è sembrato all’altezza della
situazione al punto che nel pomeriggio abbiamo rifatto lo stesso gioco con
una variante, ho preso in bocca il cazzo di Walter mentre scopavo Cristina.
Che dire oltre quello non esiste nulla.
scritto il
2026-08-03
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