Cenerentola e le Troie della Reggia
di
Lovely6
genere
orge
Cenerentola aveva appena compiuto diciotto anni. Il suo corpo era uno spettacolo peccaminoso: seni pieni e sodi che tendevano il vestito logoro, vita sottile, fianchi morbidi e un culo rotondo, alto e perfetto che ondeggiava mentre lavorava. I capelli biondi lunghi le ricadevano sulla schiena sudata mentre spazzava il pavimento della cucina.
Dalla sala grande arrivavano gemiti e risate lascive. La matrigna Lady Tremaine, una donna matura di quarantacinque anni con tette enormi e pesanti, culo grosso e sodo, era seduta sul divano con le figlie Anastasia e Genoveffa, tutte e tre nude.
«Mamma, guarda come lecca bene la figa la nostra servetta» ridacchiò Anastasia, tenendo la testa di Cenerentola premuta tra le sue cosce spalancate.
Cenerentola era in ginocchio, il viso affondato nella figa rasata e fradicia della sorellastra. «Più a fondo, troietta! Succhia il clitoride come una brava puttana!» ordinò Anastasia, tirandole forte i capelli.
«Sì, sorella… la tua figa è così dolce e bagnata…» mormorò Cenerentola tra una leccata e l’altra, infilando la lingua il più possibile.
Lady Tremaine, con le gambe aperte, si toccava lentamente la figa matura mentre guardava. Genoveffa le succhiava un capezzolo grosso e scuro.
«Brava, Cenerentola. Sei solo una schiava lesbica per noi» disse la matrigna con voce roca. «Vieni qui e leccami mentre le tue sorelle ti preparano.»
Cenerentola strisciò fino a lei. Lady Tremaine le afferrò la testa con forza e le spinse la faccia contro la sua figa calda e profumata.
«Leccami bene, troia. Infila quella lingua dentro… sì, così! Più veloce, puttana!»
Cenerentola obbediva con passione, succhiando e leccando, mentre Anastasia e Genoveffa si posizionavano dietro di lei. Anastasia le alzò il vestito, esponendo il culo nudo, e le infilò due dita nella figa già fradicia.
«Ahh! Sorella… ti prego…» gemette Cenerentola contro la figa della matrigna.
«Sta’ zitta e continua a leccare la Padrona!» ringhiò Lady Tremaine, spingendole la faccia più forte. «La tua bocca esiste solo per farci venire.»
Genoveffa prese un grosso cetriolo e lo spinse dentro la figa di Cenerentola con forza. «Prendilo tutto, serva! Ti stiamo allargando per qualcosa di meglio dopo.»
«Sì! Mi piace… scopatemi forte!» ansimò Cenerentola, muovendo i fianchi.
Lady Tremaine venne per prima, schizzando umori sulla faccia di Cenerentola. «Bevi tutto, troia! Brava…»
Poi le sorellastre la fecero sdraiare sul tavolo. Anastasia si sedette sulla sua faccia: «Leccami il culo adesso, puttana!» Cenerentola spinse la lingua nel buchetto stretto mentre Genoveffa la fotteva con il cetriolo nella figa e Lady Tremaine le succhiava i capezzoli. I gemiti riempivano la stanza:
«Più profonda con la lingua!»
«Sei una lesbica nata per questo!»
«Vengo sulla tua faccia, sorellina!»
Dopo averla fatta venire più volte, Lady Tremaine sorrise maliziosa. «È ora di portare la nostra troietta nella stalla. Il cavallo sta aspettando.»
Cenerentola arrossì violentemente ma si eccitò ancora di più. Le tre donne la trascinarono nella stalla dietro la casa. Il grande stallone nero era lì, muscoloso, con il cazzo già mezzo duro che pendeva pesante, lungo e spesso, con la cappella rosa scura che luccicava.
«Guardate che bestia» disse Anastasia eccitata. «Oggi Cenerentola imparerà cosa significa essere davvero una puttana.»
Lady Tremaine accarezzò il fianco del cavallo. «Inginocchiati sotto di lui, figliastra.»
Cenerentola, tremante di lussuria, si mise a quattro zampe sotto il ventre del cavallo. Il cazzo enorme le penzolava davanti alla faccia.
«Leccalo» ordinò la matrigna.
Cenerentola allungò la lingua e cominciò a leccare la cappella grossa, sentendo il sapore forte e muschiato. «È così grosso… Padrona…» mormorò.
«Brava troia. Prendilo in bocca» disse Genoveffa, spingendole la testa.
Cenerentola aprì la bocca al massimo e riuscì a infilarsi solo la cappella, succhiando avidamente mentre con le mani accarezzava il fusto caldo e venoso. Il cavallo nitrì, il cazzo che diventava completamente duro.
Anastasia e Genoveffa si toccavano guardandola, mentre Lady Tremaine si mise dietro Cenerentola e le infilò quattro dita nella figa.
«Ti piace il cazzo di cavallo, eh? Dillo!»
«Sì, Padrona! Mi piace… è enorme… voglio sentirlo dentro!» supplicò Cenerentola, sbavando sul membro bestiale.
Le sorellastre aiutarono a posizionare Cenerentola. La fecero alzare leggermente e guidarono la cappella del cavallo verso la sua figa fradicia. Lentamente, con spinte attente ma decise, il grosso cazzo cominciò a entrare.
«Ahhh! Mi squarcia! È troppo grosso!» urlò Cenerentola, ma spingeva indietro il culo.
«Prendilo tutto, puttana!» incitava Lady Tremaine, schiaffeggiandole il culo. «Fatti fottere dal cavallo come la troia che sei!»
Il cazzo del cavallo scivolava sempre più dentro, dilatando la figa di Cenerentola in modo osceno. Lei urlava di piacere e dolore, venendo già dopo poche spinte potenti dell’animale.
Anastasia si mise davanti e le fece leccare la figa mentre il cavallo la sbatteva. Genoveffa si sdraiò sotto e le succhiava i capezzoli.
«Più forte! Scopami con quel cazzo di cavallo!» gridava Cenerentola tra un gemito e l’altro.
Lady Tremaine si masturbava furiosamente guardando la scena. «Sei la nostra puttana bestiale. Domani ti faremo prendere anche nel culo.»
Il cavallo nitrì forte e venne, inondando la figa di Cenerentola di sborra calda e densa che colava a fiumi fuori dalle sue labbra dilatate. Cenerentola ebbe un orgasmo violentissimo, squirtando insieme alla sborra animale. Esauste ma non sazie, tornarono in casa. La matrigna prese lo strap-on più grosso e continuò a scopare Cenerentola sul pavimento, mentre Anastasia e Genoveffa si facevano leccare a turno.
«Sei più troia di noi tre messe insieme» rideva Genoveffa.
«Ogni giorno verrai nella stalla con noi» promise Lady Tremaine, sbattendola senza pietà. «Il cavallo, noi, e chiunque vogliamo.»
Cenerentola, coperta di umori e sborra, sorrise sfinita: «Sì, Padrona… sono la vostra puttana lesbica e bestiale… usatemi sempre.»
E da quel giorno la casa e la stalla furono teatro di continue orge depravate tra matrigna, sorellastre, Cenerentola e il grande cavallo nero.
Dalla sala grande arrivavano gemiti e risate lascive. La matrigna Lady Tremaine, una donna matura di quarantacinque anni con tette enormi e pesanti, culo grosso e sodo, era seduta sul divano con le figlie Anastasia e Genoveffa, tutte e tre nude.
«Mamma, guarda come lecca bene la figa la nostra servetta» ridacchiò Anastasia, tenendo la testa di Cenerentola premuta tra le sue cosce spalancate.
Cenerentola era in ginocchio, il viso affondato nella figa rasata e fradicia della sorellastra. «Più a fondo, troietta! Succhia il clitoride come una brava puttana!» ordinò Anastasia, tirandole forte i capelli.
«Sì, sorella… la tua figa è così dolce e bagnata…» mormorò Cenerentola tra una leccata e l’altra, infilando la lingua il più possibile.
Lady Tremaine, con le gambe aperte, si toccava lentamente la figa matura mentre guardava. Genoveffa le succhiava un capezzolo grosso e scuro.
«Brava, Cenerentola. Sei solo una schiava lesbica per noi» disse la matrigna con voce roca. «Vieni qui e leccami mentre le tue sorelle ti preparano.»
Cenerentola strisciò fino a lei. Lady Tremaine le afferrò la testa con forza e le spinse la faccia contro la sua figa calda e profumata.
«Leccami bene, troia. Infila quella lingua dentro… sì, così! Più veloce, puttana!»
Cenerentola obbediva con passione, succhiando e leccando, mentre Anastasia e Genoveffa si posizionavano dietro di lei. Anastasia le alzò il vestito, esponendo il culo nudo, e le infilò due dita nella figa già fradicia.
«Ahh! Sorella… ti prego…» gemette Cenerentola contro la figa della matrigna.
«Sta’ zitta e continua a leccare la Padrona!» ringhiò Lady Tremaine, spingendole la faccia più forte. «La tua bocca esiste solo per farci venire.»
Genoveffa prese un grosso cetriolo e lo spinse dentro la figa di Cenerentola con forza. «Prendilo tutto, serva! Ti stiamo allargando per qualcosa di meglio dopo.»
«Sì! Mi piace… scopatemi forte!» ansimò Cenerentola, muovendo i fianchi.
Lady Tremaine venne per prima, schizzando umori sulla faccia di Cenerentola. «Bevi tutto, troia! Brava…»
Poi le sorellastre la fecero sdraiare sul tavolo. Anastasia si sedette sulla sua faccia: «Leccami il culo adesso, puttana!» Cenerentola spinse la lingua nel buchetto stretto mentre Genoveffa la fotteva con il cetriolo nella figa e Lady Tremaine le succhiava i capezzoli. I gemiti riempivano la stanza:
«Più profonda con la lingua!»
«Sei una lesbica nata per questo!»
«Vengo sulla tua faccia, sorellina!»
Dopo averla fatta venire più volte, Lady Tremaine sorrise maliziosa. «È ora di portare la nostra troietta nella stalla. Il cavallo sta aspettando.»
Cenerentola arrossì violentemente ma si eccitò ancora di più. Le tre donne la trascinarono nella stalla dietro la casa. Il grande stallone nero era lì, muscoloso, con il cazzo già mezzo duro che pendeva pesante, lungo e spesso, con la cappella rosa scura che luccicava.
«Guardate che bestia» disse Anastasia eccitata. «Oggi Cenerentola imparerà cosa significa essere davvero una puttana.»
Lady Tremaine accarezzò il fianco del cavallo. «Inginocchiati sotto di lui, figliastra.»
Cenerentola, tremante di lussuria, si mise a quattro zampe sotto il ventre del cavallo. Il cazzo enorme le penzolava davanti alla faccia.
«Leccalo» ordinò la matrigna.
Cenerentola allungò la lingua e cominciò a leccare la cappella grossa, sentendo il sapore forte e muschiato. «È così grosso… Padrona…» mormorò.
«Brava troia. Prendilo in bocca» disse Genoveffa, spingendole la testa.
Cenerentola aprì la bocca al massimo e riuscì a infilarsi solo la cappella, succhiando avidamente mentre con le mani accarezzava il fusto caldo e venoso. Il cavallo nitrì, il cazzo che diventava completamente duro.
Anastasia e Genoveffa si toccavano guardandola, mentre Lady Tremaine si mise dietro Cenerentola e le infilò quattro dita nella figa.
«Ti piace il cazzo di cavallo, eh? Dillo!»
«Sì, Padrona! Mi piace… è enorme… voglio sentirlo dentro!» supplicò Cenerentola, sbavando sul membro bestiale.
Le sorellastre aiutarono a posizionare Cenerentola. La fecero alzare leggermente e guidarono la cappella del cavallo verso la sua figa fradicia. Lentamente, con spinte attente ma decise, il grosso cazzo cominciò a entrare.
«Ahhh! Mi squarcia! È troppo grosso!» urlò Cenerentola, ma spingeva indietro il culo.
«Prendilo tutto, puttana!» incitava Lady Tremaine, schiaffeggiandole il culo. «Fatti fottere dal cavallo come la troia che sei!»
Il cazzo del cavallo scivolava sempre più dentro, dilatando la figa di Cenerentola in modo osceno. Lei urlava di piacere e dolore, venendo già dopo poche spinte potenti dell’animale.
Anastasia si mise davanti e le fece leccare la figa mentre il cavallo la sbatteva. Genoveffa si sdraiò sotto e le succhiava i capezzoli.
«Più forte! Scopami con quel cazzo di cavallo!» gridava Cenerentola tra un gemito e l’altro.
Lady Tremaine si masturbava furiosamente guardando la scena. «Sei la nostra puttana bestiale. Domani ti faremo prendere anche nel culo.»
Il cavallo nitrì forte e venne, inondando la figa di Cenerentola di sborra calda e densa che colava a fiumi fuori dalle sue labbra dilatate. Cenerentola ebbe un orgasmo violentissimo, squirtando insieme alla sborra animale. Esauste ma non sazie, tornarono in casa. La matrigna prese lo strap-on più grosso e continuò a scopare Cenerentola sul pavimento, mentre Anastasia e Genoveffa si facevano leccare a turno.
«Sei più troia di noi tre messe insieme» rideva Genoveffa.
«Ogni giorno verrai nella stalla con noi» promise Lady Tremaine, sbattendola senza pietà. «Il cavallo, noi, e chiunque vogliamo.»
Cenerentola, coperta di umori e sborra, sorrise sfinita: «Sì, Padrona… sono la vostra puttana lesbica e bestiale… usatemi sempre.»
E da quel giorno la casa e la stalla furono teatro di continue orge depravate tra matrigna, sorellastre, Cenerentola e il grande cavallo nero.
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