La doppia vita
di
BEBA
genere
confessioni
Sono arrivata alla soglia dei 50 con una buona reputazione, sono sposata da una vita con un uomo buono ma assente, non abbiamo figli. A volte l'ho tradito, con discrezione, al punto che non sono mai stata coinvolta dai chiacchiericci del paese. Sono ancora una bella donna, formosetta, tonica, con i capelli lunghi e mori.
Ma ho sempre vestito abiti discreti, trucco non appariscente, non mancavo le presenze in chiesa. Una brava moglie, quasi perfetta.
Il problema è la solitudine unita ad una curiosità un pò morbosa. Ho iniziato a guardare video porno, a leggere i racconti di questo sito, e a masturbarmi per placare un piacere che in realtà cresceva.
Alla fine mi sono iscritta ad un sito di incontri. Mi dicevo che lo facevo per la compagnia, per fare due chiacchiere, ma il primo che si presentò decentemente nel giro di pochi giorni ottenne un appuntamento. In un bar del paese vicino, di pomeriggio.
Andai, un pò titubante, ma in fondo mi dicevo che non avevo nulla da perdere.
Arrivai al bar dove lui era già seduto davanti ad un caffè. La foto del profilo non era falsa, era solo più sciupato e grosso. Anche lui sulla cinquantina, alto e grosso, calvo, con gli occhiali ed un sorriso lascivo.
Mi squadrò come se dovesse farmi i raggi. Mi sedetti un pò impacciata, lui mi offrì da bere. La conversazione era un pò bloccata, io ero frenata. Vedevo i suoi occhi sul mio seno, allora mi feci coraggio. Gli misi una mano sul braccio e gli chiesi quali aspettative avesse. Mi sorrise più sinceramente di prima, e mi rispose che sperava in una bella figa che avesse voglia di essere generosa senza creare problema.
Così. Brutale, ma onesto.
Allora gli chiesi se potevo passare per una bella figa. A quel punto lui mise la mano sulla mia coscia, come se fossimo in confidenza, e mi rispose che ero una bella donna, e avrebbe valuta meglio la merce nel suo furgone.
La presi come una sfida. Mi stupiva la mia sfacciataggine, la mancanza del senso di vergogna, ma non ero una verginella e sapevo la finalità di quegli incontri. La potenza di scopare con uno sconosciuto non è male come fantasia sessuale.
Ci alzammo dal tavolino e ci dirigemmo nel parcheggio. Mi prese per il gomito e mi guidò verso un'auto furgonata, tipo fiorino.
Aprì il portello posteriore e mi fece salire. Il pianale aveva un materassino coperto da un lenzuolo. Chiuse lo sportello ed accese una piccola luce, dandomi il benvenuto nel suo scannatoio. Non la tirerò per le lunghe. Mi trovai le sue mani addosso e l'aiutai a spogliarmi. In breve ero nuda fra le sua braccia e la sua bocca lavorava alla grande fra le mie gambe. In qualche modo mi trovai coinvolta in un 69, con un cazzo bello in tiro, non particolarmente grande o grosso, ma assolutamente duro.
Lo presi dentro cavalcandolo, stando sopra a lui, mentre giocava con le tette. Mi insultava a voce bassa, come credo succeda molto spesso. Gli piaceva la figa calda e bagnata, i capezzoli dritti e grossi. Venne abbastanza in fretta e ne approfittò per farmi stare seduta mentre lui si accomodava fra le mie braccia per potere allattarsi del seno. Era piacevole, dopo poco i capezzoli erano ricettacoli di piacere, stimolati dal suo succhiare.
Portò la mia testa all'altezza del cazzo e lo presi in bocca mezzo floscio Succhiai e leccai da brava bambina, che si applicava ai compiti, e in breve lo ritrovai in tiro.
Mi girò a pecora e mi prese da dietro, perchè disse che le troie andavano montate così.
Ho goduto molto, mi sono bagnata tantissimo ed ho avuto orgasmi per cui ho dovuto mordere il lenzuolo per non urlare e non farci sentire dalla gente nel parcheggio.
Quando anche lui venne, e mi venne nella figa, riempendomi bene di liquido, mi chiese se mi avrebbe offesa se chiamava il suo collega, che gli aveva lasciato il messo per scopare, ma lui trovava corretto concederli una scopata per ringraziarlo.
Non potevo crederci, ma risposi che mi sembrava un'ottima idea.
Inviò un messaggio e dopo pochi minuti entrò un uomo sempre sulla cinquantina, direi nordafricano. Chiuse il portellone, dentro eravamo fitti, ma loro non sembravano affatto a disagio. Il primo che mi aveva scopata mi sussurrò che adesso mi sarebbe piaciuto tanto, e non arrivai a chiedere perchè dal momento che si aprì i pantaloni tirando fuori un cazzo monumentale .Mi fecero stendere, il primo si mise dalla parte della testa, e mi mise in bocca lo scroto da leccare e succhiare. L'altro si infilò fra le gambe e mi riempì. A fatica. spingeva lentamente aspettando che la carne si adattasse a quell'invasione. Gemevo, ma riuscii a prenderlo tutto. A quel punto mi scopò, come si può scopare una fottuta puttana, aveva una buona resistenza, e mentre mi sfondava mi parlava, dicendo che aveva un cazzo per punire le cagne infedeli. Mi derideva, dicendo che avrebbe voluto sentirmi mentre confessavo di avere preso il cazzo enorme di un africano per tornare a casa dal maritino a recitare il ruolo di mogliettina fedele.
Eh beh, aveva ragione, e lo sorpresi perchè anzichè sentirmi umiliata gli chiesi se era possibile prenderne ancora. Se avessero voluto ero disponibile a replicare la settimana dopo, e avrebbero potuto farmi quello che volevano. L'africano mi mise un dito in culo. Lo vidi compiacersi, mi chiese se ero ancora vergine. Sì, risposi, non avevo mai dato il culo. Ci accordammo per rivederci. Sapevamo tutti e tre cosa sarebbe successo.
E in effetti, la volta successiva dopo averli leccati e eccitati, sottomettendomi e supplicandomi di riempirmi di sborra, prima uno e poi l'altro mi presero il culo. Devo raccontare il male? tanto. Ma altrettanto il piacere.
Tornnai a casa dolente e provata, il giorno successivo non riuscii ad alzarmi da letto. Ma li incontrai ancora un a decina di volte, prima di passare ad un altro utente.
Ora avevo aperto tutto e molto bene. I cazzi potevano scivolare dentro me, davanti e dietro, senza provocarmi dolore, solo piacere. Il piacere represso da anni di una borghese che finalmente aveva trovato la forza di vivere le sue voglie.
Ma ho sempre vestito abiti discreti, trucco non appariscente, non mancavo le presenze in chiesa. Una brava moglie, quasi perfetta.
Il problema è la solitudine unita ad una curiosità un pò morbosa. Ho iniziato a guardare video porno, a leggere i racconti di questo sito, e a masturbarmi per placare un piacere che in realtà cresceva.
Alla fine mi sono iscritta ad un sito di incontri. Mi dicevo che lo facevo per la compagnia, per fare due chiacchiere, ma il primo che si presentò decentemente nel giro di pochi giorni ottenne un appuntamento. In un bar del paese vicino, di pomeriggio.
Andai, un pò titubante, ma in fondo mi dicevo che non avevo nulla da perdere.
Arrivai al bar dove lui era già seduto davanti ad un caffè. La foto del profilo non era falsa, era solo più sciupato e grosso. Anche lui sulla cinquantina, alto e grosso, calvo, con gli occhiali ed un sorriso lascivo.
Mi squadrò come se dovesse farmi i raggi. Mi sedetti un pò impacciata, lui mi offrì da bere. La conversazione era un pò bloccata, io ero frenata. Vedevo i suoi occhi sul mio seno, allora mi feci coraggio. Gli misi una mano sul braccio e gli chiesi quali aspettative avesse. Mi sorrise più sinceramente di prima, e mi rispose che sperava in una bella figa che avesse voglia di essere generosa senza creare problema.
Così. Brutale, ma onesto.
Allora gli chiesi se potevo passare per una bella figa. A quel punto lui mise la mano sulla mia coscia, come se fossimo in confidenza, e mi rispose che ero una bella donna, e avrebbe valuta meglio la merce nel suo furgone.
La presi come una sfida. Mi stupiva la mia sfacciataggine, la mancanza del senso di vergogna, ma non ero una verginella e sapevo la finalità di quegli incontri. La potenza di scopare con uno sconosciuto non è male come fantasia sessuale.
Ci alzammo dal tavolino e ci dirigemmo nel parcheggio. Mi prese per il gomito e mi guidò verso un'auto furgonata, tipo fiorino.
Aprì il portello posteriore e mi fece salire. Il pianale aveva un materassino coperto da un lenzuolo. Chiuse lo sportello ed accese una piccola luce, dandomi il benvenuto nel suo scannatoio. Non la tirerò per le lunghe. Mi trovai le sue mani addosso e l'aiutai a spogliarmi. In breve ero nuda fra le sua braccia e la sua bocca lavorava alla grande fra le mie gambe. In qualche modo mi trovai coinvolta in un 69, con un cazzo bello in tiro, non particolarmente grande o grosso, ma assolutamente duro.
Lo presi dentro cavalcandolo, stando sopra a lui, mentre giocava con le tette. Mi insultava a voce bassa, come credo succeda molto spesso. Gli piaceva la figa calda e bagnata, i capezzoli dritti e grossi. Venne abbastanza in fretta e ne approfittò per farmi stare seduta mentre lui si accomodava fra le mie braccia per potere allattarsi del seno. Era piacevole, dopo poco i capezzoli erano ricettacoli di piacere, stimolati dal suo succhiare.
Portò la mia testa all'altezza del cazzo e lo presi in bocca mezzo floscio Succhiai e leccai da brava bambina, che si applicava ai compiti, e in breve lo ritrovai in tiro.
Mi girò a pecora e mi prese da dietro, perchè disse che le troie andavano montate così.
Ho goduto molto, mi sono bagnata tantissimo ed ho avuto orgasmi per cui ho dovuto mordere il lenzuolo per non urlare e non farci sentire dalla gente nel parcheggio.
Quando anche lui venne, e mi venne nella figa, riempendomi bene di liquido, mi chiese se mi avrebbe offesa se chiamava il suo collega, che gli aveva lasciato il messo per scopare, ma lui trovava corretto concederli una scopata per ringraziarlo.
Non potevo crederci, ma risposi che mi sembrava un'ottima idea.
Inviò un messaggio e dopo pochi minuti entrò un uomo sempre sulla cinquantina, direi nordafricano. Chiuse il portellone, dentro eravamo fitti, ma loro non sembravano affatto a disagio. Il primo che mi aveva scopata mi sussurrò che adesso mi sarebbe piaciuto tanto, e non arrivai a chiedere perchè dal momento che si aprì i pantaloni tirando fuori un cazzo monumentale .Mi fecero stendere, il primo si mise dalla parte della testa, e mi mise in bocca lo scroto da leccare e succhiare. L'altro si infilò fra le gambe e mi riempì. A fatica. spingeva lentamente aspettando che la carne si adattasse a quell'invasione. Gemevo, ma riuscii a prenderlo tutto. A quel punto mi scopò, come si può scopare una fottuta puttana, aveva una buona resistenza, e mentre mi sfondava mi parlava, dicendo che aveva un cazzo per punire le cagne infedeli. Mi derideva, dicendo che avrebbe voluto sentirmi mentre confessavo di avere preso il cazzo enorme di un africano per tornare a casa dal maritino a recitare il ruolo di mogliettina fedele.
Eh beh, aveva ragione, e lo sorpresi perchè anzichè sentirmi umiliata gli chiesi se era possibile prenderne ancora. Se avessero voluto ero disponibile a replicare la settimana dopo, e avrebbero potuto farmi quello che volevano. L'africano mi mise un dito in culo. Lo vidi compiacersi, mi chiese se ero ancora vergine. Sì, risposi, non avevo mai dato il culo. Ci accordammo per rivederci. Sapevamo tutti e tre cosa sarebbe successo.
E in effetti, la volta successiva dopo averli leccati e eccitati, sottomettendomi e supplicandomi di riempirmi di sborra, prima uno e poi l'altro mi presero il culo. Devo raccontare il male? tanto. Ma altrettanto il piacere.
Tornnai a casa dolente e provata, il giorno successivo non riuscii ad alzarmi da letto. Ma li incontrai ancora un a decina di volte, prima di passare ad un altro utente.
Ora avevo aperto tutto e molto bene. I cazzi potevano scivolare dentro me, davanti e dietro, senza provocarmi dolore, solo piacere. Il piacere represso da anni di una borghese che finalmente aveva trovato la forza di vivere le sue voglie.
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