Il culo di mia nipote Marta.
di
intrigo75
genere
incesti
Sono un medico osteopata, un uomo maturo; non sarò un gran figo, ma ho personalità e un gran cazzo! Convivo con Lara, la mia bella moglie, una gran porca. Ma adesso scriverò di sua nipotina diciottenne, Marta. Ho una vera predilezione per il sedere femminile e Marta ha un culo da infarto. Studia danza, ha quindi un corpo armonioso a cui si aggiunge un viso d’angelo: occhi scuri, lunghissimi capelli color del miele, altezza media, ma con gambe bellissime, seno abbondante e quel gran culo maestoso.
Tutto ha inizio un sabato mattina. Sono solo in casa e, appena uscito dalla doccia, ancora in accappatoio, sento suonare alla porta. Sulla soglia di casa c'è lei, Marta, in tutto il suo splendore. Un po’ sorpreso, non mi accorgo che il mio accappatoio è aperto. Lei è costretta a notare il mio bastone che, anche a riposo, fa la sua bella figura. Arrossisce un po’, ma riesce a pronunciare queste parole: – "Ciao zio! Scusami, ti ho disturbato?"
– "No, piccola. Stai serena! Entra, mi vesto e arrivo".
Mi ripresento con una canotta da vogatore e un paio di bermuda larghi, ricavati da una vecchia tuta grigia, senza boxer.
– "Zio, sono qui perché da qualche giorno avverto forti dolori alla schiena, nella zona lombare in particolare". – "Distenditi qui sul lettino a pancia in giù e rilassati".
Sollevo appena la t-shirt e le abbasso i pantaloncini, iniziando a manipolare i muscoli della schiena, dalle spalle fino ai glutei.
– "Hai delle contratture al centro della schiena e riscontro un indurimento sul gluteo laterale. Un buon massaggio e un po’ di riposo ti rimetteranno in sesto".
Appena glielo riferisco, lei mi anticipa:
– "Zio, non so a chi chiedere. Ti prego, e se lo facessi tu? Potrei venire qui o nel tuo ambulatorio alla chiusura".
La tentazione di avere quel corpo e quel culo sotto gli occhi e tra le mani è fortissima e mi provoca già un’imbarazzante erezione. Pertanto, le dico di sì e, intanto che prendo l’olio per il massaggio, le chiedo di rimanere in quella posizione con addosso solo le mutandine. Quando rientro nella stanza, però, rimango senza fiato e inizio a sudare. La mia “nipotina” è a faccia in giù, mani sotto il viso, occhi chiusi e senza intimo. Una tovaglietta, recuperata dal suo zainetto, non le copre del tutto il culo e lascia intravedere due glutei polposi, marmorei, magnifici, scolpiti da anni di danza. Gambe perfette, cosce tornite.
Deglutisco a fatica, simulando indifferenza, ma sotto i bermuda il cazzo è già durissimo. Verso un po’ d’olio sulle mani e inizio a massaggiarla: parto dal collo, risalgo con le dita a pettine fino alla nuca, esercitando una leggera pressione. Geme e noto i primi brividi sulla pelle. Poi passo su braccia e spalle, premendo con le dita su ogni muscolo. Geme ancora e la sento esclamare:
– "Mmmmmmh che bello! Starei ore a godermi l’effetto delle tue dita sul mio corpo, zio".
– "Il bello deve ancora venire, piccola", le rispondo convinto.
Ancora un po’ d’olio direttamente sulla schiena e inizio a massaggiare tutta la zona lombare e la parte superiore del culo.
– "cazzo zio, mi fai morire! Continua, ti prego!"
Quasi sussurra, poi aggiunge:
-"Leva quella tovaglietta e vai pure più giù, massaggiami il culo, ti prego".
Le mie mani si sono ormai impossessate del suo corpo e, ripartendo dalla schiena, le massaggio glutei e cosce, scendendo lungo tutta la gamba per poi risalire e soffermarmi sull’interno cosce e, quindi, ancora sulle natiche.
– "Mamma mia zio, mi stai facendo impazzire con quelle mani, ma non smettere, è troppo bello".
Da parte mia non riesco più a mascherare una potente erezione; tuttavia, continuo la manipolazione di quel corpo sfacciatamente erotico e di quel poderoso culo, aprendolo a ogni passaggio e facendo occhieggiare la sua rosellina in mezzo a quei promontori di piacere. Marta resta silenziosa, ma il suo respiro comincia ad accorciarsi. Mi convinco che posso osare. Faccio scivolare l’olio in mezzo ai glutei col taglio interno della mano, le sfioro il buco e la fessura fino al clitoride. Ormai giochiamo a carte scoperte e, quando sussulta al primo tocco sulla fica, inizia a sporgere il culo seguendo il ritmo della mia manipolazione. È quello che vuole anche lei, dunque!
Spalmo l’olio lungo il solco con un dito, ma questa volta mi attardo sulla sua rosellina grinzosa, pressandola con il polpastrello per poi scendere lungo la fessura e stuzzicarle l’ingresso della fica. – - "Ahaaaaaaa… Sìììììììì, zio continua".
Marta si solleva col busto, appoggiandosi sui gomiti, spalanca le cosce in una tipica posizione a rana e inarca la schiena in modo da mettere in evidenza culo e fica e favorire i miei movimenti sui suoi buchi.
Ne viene fuori un'immagine bellissima e altamente erotica. Le sciolgo i lunghissimi capelli che scivolano morbidi sulla schiena come una cascata, fino a toccarle il culo. La ammiro al grande specchio sulla parete di fronte: vederla così è tremendamente oscena e lussuriosa. Ho desiderato quella femmina con tutto me stesso!
– "Guardati!" le ordino quasi. "Sai cosa sembri in questo momento?"
Le domando.
– "Sì, una gran troia, una gran puttana con tanta voglia di cazzo... del tuo!"
Risponde a tono, con la voce roca per il desiderio.
Il bellissimo seno è gonfio di eccitazione, con grandi capezzoli turgidi e dritti come chiodi. Metto una mano a coppa su uno e lo strizzo forte tra le dita.
– "Ohooooooo… cazzo zio! Sto impazzendo".
Poi, sempre in quella arrapante posizione, le infilo medio e anulare in fica e l’indice nel culo.
– "Sìììììììì, sì, sì sì!"
Urla. La scopo in questo modo per un po’ e con l’altra mano inizio a torturarle il clitoride: prima in modo lento, poi rapido. Geme sempre più forte fino a urlare e il suo primo orgasmo glielo regalo così. Schizza una quantità di sborra esagerata, allagando il lettino mentre trema e sussulta per il godimento.
La faccio alzare, obbligandola a novanta sul lettino, chiedendole: – "Dove te lo infilo il cazzo, puttanella?"
– "NEL CULO! Lo voglio tutto nel culo, maiale bastardo!"
Risponde senza esitazione. Le punto la cappella sul buco e, in un’unica penetrazione, glielo spingo tutto nel culo, finché le mie palle non sbattono sulle sue natiche.
– "Ahaaaaaaaaa…"
Urla, sicuramente per il dolore misto a piacere. Rimango immobile per qualche secondo, ma lei mi intima subito:
– "Muoviti lentamente porco, fammelo sentire in gola quel cazzone che ho sognato sin dal mio quindicesimo compleanno, quando ti ho sorpreso ad inculare quella troia della zia".
Questa gran troia sa ciò che vuole, pertanto inizio a fotterla con un buon ritmo. Lei si sditalina la fica e ci guarda dallo specchio.
– "Cazzo, in una sola mattinata mi hai trasformato in una grandissima troia, la tua!"
Si ammira ancora riflessa e esclama:
-"Quello specchio non mente; mi fa apparire quella che sono veramente: una lurida cagna in calore. E allora fottitela questa vacca, rompile il culo, ma fai godere la tua nipotina, vecchio porco perverso".
Non capisco più nulla mentre la possiedo, aprendole il culo con il mio grosso cazzo. Lei gode e io inizio a tormentarle il clitoride insultandola in tutti i modi; a ogni parola risponde "sì, sì, sì", venendomi incontro con i fianchi e urlando:
– "Cazzo è bellissimo, non l’avevo mai fatto e sto impazzendo dalla voglia, non pensavo si potesse godere col culo, fammelo tutto, vecchio maiale, spaccamelo!"
Mi bastano un paio di minuti con quel ritmo forsennato e finalmente la sento godere:
– "Aaaaaargh! Cosìììì! Fantastico! Meraviglioso! Non smettere di pomparmi, aprimi come una mela, spaccami il culo, ancora! Sììììì, bastardo, è bellissimo! Mettici dentro anche le palle! Ohooo, vengo, vengooooo".
Dalla fica viene fuori un torrente di sborra che le inonda le cosce e il pavimento. Resta accasciata sul lettino per diversi secondi, poi si gira:
– "Non sei bello, ma sei veramente un maschio arrapante. Il tuo cazzo mi ha mandato in paradiso e non sono ancora sazia!"
Mi bacia in bocca, afferra il cazzo e lo sega rapida. La spingo sul lettino e le spalanco le cosce. Fa una spaccata prodigiosa a centottanta gradi con la fica estremamente aperta. Impugna il mio cazzo, lo strofina sul clitoride e lo punta all’ingresso della fica:
–"Trapanami tutta la fica senza ritegno e fammi vedere come fai godere questa nipotina ninfomane".
Quella fessurina stretta sembra strozzarmi il cazzo. Le tengo un braccio dietro la schiena e con la lingua mi dedico ai suoi capezzoli, succhiandoli e mordendoli. Il mio cazzo la devasta di piacere. In breve, la sento urlare e godere ancora, travolta da un orgasmo mentre i suoi umori zampillano dalla fica. Io non ho ancora goduto! Quindi la faccio distendere e le sollevo le gambe sulle mie spalle, infilandoglielo di nuovo nel culo. Ormai è aperto e lubrificato e la mia minchia scivola dentro senza attrito.
Riprende a gemere mentre si sditalina con tutto il palmo, infilando prima tre poi quattro dita e urlando:
– "Vecchio maiale bastardooooo, fottiti la nipotina, aprile il culo e falla godere. Voglio che il tuo cazzo mi arrivi fino in gola".
È sudatissima e in preda all’ennesimo orgasmo grida agitando il capo. Dallo specchio noto i suoi lunghi capelli che svolazzano, rendendola ancora più eccitante e vulnerabile. Godiamo insieme, quasi contemporaneamente, riempiendole il culo di sperma. Ci accasciamo sul lettino e lei sussurra: – "Da questo momento in poi il tuo cazzone appartiene a me, alla mia fica e al mio culo!!!"
Tutto ha inizio un sabato mattina. Sono solo in casa e, appena uscito dalla doccia, ancora in accappatoio, sento suonare alla porta. Sulla soglia di casa c'è lei, Marta, in tutto il suo splendore. Un po’ sorpreso, non mi accorgo che il mio accappatoio è aperto. Lei è costretta a notare il mio bastone che, anche a riposo, fa la sua bella figura. Arrossisce un po’, ma riesce a pronunciare queste parole: – "Ciao zio! Scusami, ti ho disturbato?"
– "No, piccola. Stai serena! Entra, mi vesto e arrivo".
Mi ripresento con una canotta da vogatore e un paio di bermuda larghi, ricavati da una vecchia tuta grigia, senza boxer.
– "Zio, sono qui perché da qualche giorno avverto forti dolori alla schiena, nella zona lombare in particolare". – "Distenditi qui sul lettino a pancia in giù e rilassati".
Sollevo appena la t-shirt e le abbasso i pantaloncini, iniziando a manipolare i muscoli della schiena, dalle spalle fino ai glutei.
– "Hai delle contratture al centro della schiena e riscontro un indurimento sul gluteo laterale. Un buon massaggio e un po’ di riposo ti rimetteranno in sesto".
Appena glielo riferisco, lei mi anticipa:
– "Zio, non so a chi chiedere. Ti prego, e se lo facessi tu? Potrei venire qui o nel tuo ambulatorio alla chiusura".
La tentazione di avere quel corpo e quel culo sotto gli occhi e tra le mani è fortissima e mi provoca già un’imbarazzante erezione. Pertanto, le dico di sì e, intanto che prendo l’olio per il massaggio, le chiedo di rimanere in quella posizione con addosso solo le mutandine. Quando rientro nella stanza, però, rimango senza fiato e inizio a sudare. La mia “nipotina” è a faccia in giù, mani sotto il viso, occhi chiusi e senza intimo. Una tovaglietta, recuperata dal suo zainetto, non le copre del tutto il culo e lascia intravedere due glutei polposi, marmorei, magnifici, scolpiti da anni di danza. Gambe perfette, cosce tornite.
Deglutisco a fatica, simulando indifferenza, ma sotto i bermuda il cazzo è già durissimo. Verso un po’ d’olio sulle mani e inizio a massaggiarla: parto dal collo, risalgo con le dita a pettine fino alla nuca, esercitando una leggera pressione. Geme e noto i primi brividi sulla pelle. Poi passo su braccia e spalle, premendo con le dita su ogni muscolo. Geme ancora e la sento esclamare:
– "Mmmmmmh che bello! Starei ore a godermi l’effetto delle tue dita sul mio corpo, zio".
– "Il bello deve ancora venire, piccola", le rispondo convinto.
Ancora un po’ d’olio direttamente sulla schiena e inizio a massaggiare tutta la zona lombare e la parte superiore del culo.
– "cazzo zio, mi fai morire! Continua, ti prego!"
Quasi sussurra, poi aggiunge:
-"Leva quella tovaglietta e vai pure più giù, massaggiami il culo, ti prego".
Le mie mani si sono ormai impossessate del suo corpo e, ripartendo dalla schiena, le massaggio glutei e cosce, scendendo lungo tutta la gamba per poi risalire e soffermarmi sull’interno cosce e, quindi, ancora sulle natiche.
– "Mamma mia zio, mi stai facendo impazzire con quelle mani, ma non smettere, è troppo bello".
Da parte mia non riesco più a mascherare una potente erezione; tuttavia, continuo la manipolazione di quel corpo sfacciatamente erotico e di quel poderoso culo, aprendolo a ogni passaggio e facendo occhieggiare la sua rosellina in mezzo a quei promontori di piacere. Marta resta silenziosa, ma il suo respiro comincia ad accorciarsi. Mi convinco che posso osare. Faccio scivolare l’olio in mezzo ai glutei col taglio interno della mano, le sfioro il buco e la fessura fino al clitoride. Ormai giochiamo a carte scoperte e, quando sussulta al primo tocco sulla fica, inizia a sporgere il culo seguendo il ritmo della mia manipolazione. È quello che vuole anche lei, dunque!
Spalmo l’olio lungo il solco con un dito, ma questa volta mi attardo sulla sua rosellina grinzosa, pressandola con il polpastrello per poi scendere lungo la fessura e stuzzicarle l’ingresso della fica. – - "Ahaaaaaaa… Sìììììììì, zio continua".
Marta si solleva col busto, appoggiandosi sui gomiti, spalanca le cosce in una tipica posizione a rana e inarca la schiena in modo da mettere in evidenza culo e fica e favorire i miei movimenti sui suoi buchi.
Ne viene fuori un'immagine bellissima e altamente erotica. Le sciolgo i lunghissimi capelli che scivolano morbidi sulla schiena come una cascata, fino a toccarle il culo. La ammiro al grande specchio sulla parete di fronte: vederla così è tremendamente oscena e lussuriosa. Ho desiderato quella femmina con tutto me stesso!
– "Guardati!" le ordino quasi. "Sai cosa sembri in questo momento?"
Le domando.
– "Sì, una gran troia, una gran puttana con tanta voglia di cazzo... del tuo!"
Risponde a tono, con la voce roca per il desiderio.
Il bellissimo seno è gonfio di eccitazione, con grandi capezzoli turgidi e dritti come chiodi. Metto una mano a coppa su uno e lo strizzo forte tra le dita.
– "Ohooooooo… cazzo zio! Sto impazzendo".
Poi, sempre in quella arrapante posizione, le infilo medio e anulare in fica e l’indice nel culo.
– "Sìììììììì, sì, sì sì!"
Urla. La scopo in questo modo per un po’ e con l’altra mano inizio a torturarle il clitoride: prima in modo lento, poi rapido. Geme sempre più forte fino a urlare e il suo primo orgasmo glielo regalo così. Schizza una quantità di sborra esagerata, allagando il lettino mentre trema e sussulta per il godimento.
La faccio alzare, obbligandola a novanta sul lettino, chiedendole: – "Dove te lo infilo il cazzo, puttanella?"
– "NEL CULO! Lo voglio tutto nel culo, maiale bastardo!"
Risponde senza esitazione. Le punto la cappella sul buco e, in un’unica penetrazione, glielo spingo tutto nel culo, finché le mie palle non sbattono sulle sue natiche.
– "Ahaaaaaaaaa…"
Urla, sicuramente per il dolore misto a piacere. Rimango immobile per qualche secondo, ma lei mi intima subito:
– "Muoviti lentamente porco, fammelo sentire in gola quel cazzone che ho sognato sin dal mio quindicesimo compleanno, quando ti ho sorpreso ad inculare quella troia della zia".
Questa gran troia sa ciò che vuole, pertanto inizio a fotterla con un buon ritmo. Lei si sditalina la fica e ci guarda dallo specchio.
– "Cazzo, in una sola mattinata mi hai trasformato in una grandissima troia, la tua!"
Si ammira ancora riflessa e esclama:
-"Quello specchio non mente; mi fa apparire quella che sono veramente: una lurida cagna in calore. E allora fottitela questa vacca, rompile il culo, ma fai godere la tua nipotina, vecchio porco perverso".
Non capisco più nulla mentre la possiedo, aprendole il culo con il mio grosso cazzo. Lei gode e io inizio a tormentarle il clitoride insultandola in tutti i modi; a ogni parola risponde "sì, sì, sì", venendomi incontro con i fianchi e urlando:
– "Cazzo è bellissimo, non l’avevo mai fatto e sto impazzendo dalla voglia, non pensavo si potesse godere col culo, fammelo tutto, vecchio maiale, spaccamelo!"
Mi bastano un paio di minuti con quel ritmo forsennato e finalmente la sento godere:
– "Aaaaaargh! Cosìììì! Fantastico! Meraviglioso! Non smettere di pomparmi, aprimi come una mela, spaccami il culo, ancora! Sììììì, bastardo, è bellissimo! Mettici dentro anche le palle! Ohooo, vengo, vengooooo".
Dalla fica viene fuori un torrente di sborra che le inonda le cosce e il pavimento. Resta accasciata sul lettino per diversi secondi, poi si gira:
– "Non sei bello, ma sei veramente un maschio arrapante. Il tuo cazzo mi ha mandato in paradiso e non sono ancora sazia!"
Mi bacia in bocca, afferra il cazzo e lo sega rapida. La spingo sul lettino e le spalanco le cosce. Fa una spaccata prodigiosa a centottanta gradi con la fica estremamente aperta. Impugna il mio cazzo, lo strofina sul clitoride e lo punta all’ingresso della fica:
–"Trapanami tutta la fica senza ritegno e fammi vedere come fai godere questa nipotina ninfomane".
Quella fessurina stretta sembra strozzarmi il cazzo. Le tengo un braccio dietro la schiena e con la lingua mi dedico ai suoi capezzoli, succhiandoli e mordendoli. Il mio cazzo la devasta di piacere. In breve, la sento urlare e godere ancora, travolta da un orgasmo mentre i suoi umori zampillano dalla fica. Io non ho ancora goduto! Quindi la faccio distendere e le sollevo le gambe sulle mie spalle, infilandoglielo di nuovo nel culo. Ormai è aperto e lubrificato e la mia minchia scivola dentro senza attrito.
Riprende a gemere mentre si sditalina con tutto il palmo, infilando prima tre poi quattro dita e urlando:
– "Vecchio maiale bastardooooo, fottiti la nipotina, aprile il culo e falla godere. Voglio che il tuo cazzo mi arrivi fino in gola".
È sudatissima e in preda all’ennesimo orgasmo grida agitando il capo. Dallo specchio noto i suoi lunghi capelli che svolazzano, rendendola ancora più eccitante e vulnerabile. Godiamo insieme, quasi contemporaneamente, riempiendole il culo di sperma. Ci accasciamo sul lettino e lei sussurra: – "Da questo momento in poi il tuo cazzone appartiene a me, alla mia fica e al mio culo!!!"
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