Una calda estate in città (parte terza)

di
genere
gay

Dopo che ci siamo ricomposti, Massimo ed io siamo andati via.
Usciti dalla porta Massimo mi invita ad andare a bere qualcosa da lui per conoscerci meglio.
Seduti in terrazza su un divano mi dice che lavora su una barca con la quale porta in giro i turisti che l’affittano e che generalmente è sempre fuori. Ora però la barca è in cantiere per delle riparazioni urgenti per cui si sarebbe trattenuto qualche settimana. È uscito da una storia per cui ora è single.
Io gli dico essermi trasferito da poco, di avere una relazione aperta con una compagna al momento impegnata per lavoro in Sardegna.
Nel mentre sorseggiavamo una birra, lui mi appoggia una mano sulla gamba e mi chiede se avevo ancora voglia.
Mi avvicino e ci baciamo. Nel frattempo cominciamo a spogliarci vicendevolmente.
Inizia a baciare il mio petto e a scendere lentamente fino ad inginocchiarsi. Mi apre i pantaloni e scende iniziando a baciare il mio cazzo ancora nei boxer.
Lo scopre e lo prende in bocca muovendo la lingua intorno alla cappella turgida.
Mi spoglio del tutto e con la mano spingo la sua testa verso di me. Il cazzo si muove nella sua bocca, si spinge verso la gola mentre lui cerca di resistere al tentativo di rigetto.
Aumento il ritmo ma non voglio venire.
Rientriamo in casa e andiamo sul letto, si spoglia e ci mettiamo uno sull’altro. Lui riprende il mio cazzo in bocca ed io gli inumidisco il culo stimolandolo con la lingua e con le dita.
Tira fuori da un cassetto un dildo e del lubrificante.
Nel mentre lui continua a lavorare di bocca il mio cazzo, io stimolo il suo buco che a questo punto è ben aperto.
Lo faccio girare, lo metto a pecora ed infilo il cazzo dentro.
Dopo il trattamento subito mentre eravamo da Sandra e Giorgio e dopo la stimolazione preventiva, il culo era completamente aperto e il mio cazzo entrava senza alcuna resistenza fino alla prostata.
Dal suo cazzo uscirono degli schizzi di sperma senza che nemmeno si toccasse.
“Si, dai continua così” urlava mentre con le mani si allargava le chiappe.
“Godi cagna, godi. Si, prendilo tutto” gli dicevo e nel contempo gli colpivo le natiche con dei ceffoni che provocavano una leggera contrazione e un incremento del piacere per entrambi.
Decido di girarlo e, sollevate le gambe lo prendo frontalmente. Continuo a pompare, mi piaceva vederlo godere.
Decido di sfilarmi e per tenere il suo buco aperto infilo il dildo e lo muovo dentro e fuori, poi gli rimetto il cazzo in bocca perché lo pulisca e lo riprendo da dietro.
Continuo a scoparlo forte fino a che mi accorgo che entrambi stiamo per venire allora lo giro nuovamente, aumento il ritmo e vengo dentro di lui mentre lui si schizza sul petto e in faccia.
Quando esco e mi giro esausto, ci diamo un bacio e cerchiamo di recuperare le energie mentre dal suo culo ancora aperto scende un rivolo di sperma che lui recupera con la mano e si mette in bocca.
scritto il
2026-05-18
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