Passione con la domestica

di
genere
feticismo

Mi presento, sono Marco di 25 anni, alto, moro, con un bel fisico tonico e palestrato. Sono romano ma da qualche anno vivo a Ladispoli per lavoro con un coinquilino coetaneo con cui divido l’affitto. Mi capita spesso però di tornare a casa a Roma per stare coi miei e con mio fratello Leonardo di 17 anni. Ho una passione per le donne mature, soprattutto se formose, difficili da sedurre e magari con dei bei piedi e delle mani curate, essendone un feticista incallito. Ho avuto varie esperienze con coetanee ma le più passionali, interessanti e spassose con donne molto più grandi di me, come quella che vi sto per raccontare… Si tratta della domestica che lavora a casa dei miei: una donna rumena di nome Marina, di 58 anni, alta 1.65, mora con capelli corti, formosa, con un seno importante e un fondoschiena grosso da urlo. Quel giorno mi trovavo a casa a Roma essendo in ferie, i miei mi avevano chiesto il favore di restare a casa in mattinata per aprire prima alla signora verso le 12 e poi a mio fratello che tornava da scuola. Verso le 11:30 mi feci una doccia al volo, verso le 11:40, in anticipo citofonò la signora delle pulizie. Cercai di sbrigarmi perché pur volendo non avrei potuto farmi trovare nudo da quest’ultima, quindi mi misi una tuta grigia della Nike e un paio di infradito nere. Accolsi la signora alla porta e mi “innamorai” all’istante del suo corpo, era una vera bomba sexy, rispecchiava pienamente il mio prototipo di donna. Indossava un vestito nero che evidenziava le sue belle gambe sexy nude e un seno abbastanza grande, forse una 5ª. Mi guardò con stupore, non avendomi mai visto prima, le spiegai fosse il figlio maggiore Marco, che quel giorno poteva fare affidamento su di me. Mi sorrise e mi rispose di essere sicuramente in buone mani, iniziando col piede giusto. Ci trovammo subito in sintonia, tra una chiacchiera e un’altra passammo una buona mezz’ora a parlare di noi, spesso ne approfittavo per guardarle il sedere, soprattutto mentre si piegava a prendere qualcosa, o i piedi, visto che indossava un paio di infradito bianche col tacco, da cui spiccavano le sue unghie rosse che mi eccitavano da morire. Mi piaceva che fosse molto curata, nonostante il duro lavoro che fa, ci teneva a sistemarsi, aveva una manicure impeccabile oltretutto. La nostra chiacchierata durò appunto un bel po’, fino a che mi disse di dover andare a prendere il ferro da stiro in camera dei miei. Si allontanò verso il corridoio, non passarono nemmeno 10 secondi che la raggiunsi con l’idea di aiutarla, la sorpresi e le dissi che essendoci io non le avrei permesso di fare sforzi, che non doveva correre il rischio di spezzarsi un’unghia, alludendo esplicitamente sia alla manicure che alle pedicure. Lei mi lodò subito, ringraziandomi e sottolineando quanto fossi un uomo di altri tempi. Portai il ferro da stiro in salone e mi girai verso di lei che mi seguiva continuando a farmi complimenti. Rimase un attimo interdetta, trovandosi di fronte a me, evidentemente le facevo un certo effetto a livello fisico, queste cose si capiscono… Lì per lì però non successe nulla, andò a prendere i panni da stirare e nel frattempo mi andai a sedere sul divano di fronte a lei. Pensai a qualche scusa adatta per avvicinarmi a lei in qualsiasi maniera plausibile e non imbarazzante ma non mi venne in mente niente, per fortuna fu lei a trovare un pretesto per iniziare nuovamente a chiacchierare con me. Mi chiamò per farmi notare un difetto in una camicia di mio padre, l’averla vicina mi fece salire una voglia di saltarle addosso che non potete immaginare… Si propose di ricucirla lei stessa e per ringraziarla le misi una mano dietro la schiena, un gesto che ci fece provare un brivido a entrambi non indifferente, visto anche come mi guardò lei subito dopo. Riandai a sedermi sul divano e accavallai le gambe verso di lei poggiandole su un tavolino. La vidi buttare spesso l’occhio su di me, forse sulle piante dei miei piedoni taglia 45 rivolte verso di lei. A un certo punto si diresse verso la sedia dove aveva poggiato la seconda montagna di panni da stirare, al che ne approfittai per alzarmi e propormi di farlo io. Mi ringraziò, ripetendomi spesso che non dovessi stancarmi in ferie, che fosse il suo lavoro. Scherzai dicendole che mi stesse offendendo, che non mi mancasse la forza per prendere quei panni, che tutto fosse una scusa per fare pesi. Per fortuna che me ne uscii con quella frase perché fu galeotta… Alludendo ai pesi mi disse che avessi delle braccia davvero possenti, che si vedeva fossi ben allenato. Mi avvicinai a lei facendo un po’ il sostenuto, un po’ il pavone, mostrandole i muscoli e dicendole che poteva toccarli e testarli. Rimase sbigottita facendomi notare quanto fossi enorme, mi guardò tutto tra l’ammirato e il sorpreso. Allora scherzando le dissi di non aver paura, che mi sembrava spaventata ma lei sorridendo mi rispose di non pensarlo nemmeno per un momento, che stesse semplicemente notando quanto fossi robusto, in confronto a lei che seppur in carne fosse molto più piccola di me. Guardandomi le mani mi disse che fossero davvero grandi e possenti, per cui ne approfittai finalmente per cercare un contatto fisico con lei e le proposi di confrontarci i palmi di entrambe le mani, effettivamente le sue erano più piccole delle mie, incrociai le dita alle sue, facendole notare che le mie dita le arrivassero fino al polso, mentre le sue sulle mie nocche. Quanto fu bello quel momento, mano nella mano con lei, mancava solo il bacio, ero pronto a farmi avanti, si vedeva che ci desideravamo, anche solo nella presa delle nostre mani, rimanendo così per qualche secondo a guardarci. Cosa poteva rovinare il tutto? Ovviamente quell’idiota di mio fratello che adoro ma ha sempre il tempismo giusto per rovinarmi le cose o rompermi le scatole. Entrò a casa con il suo migliore amico Giovanni e una sua amica che non conoscevo di nome Federica. Come avrei potuto togliermeli dalle scatole? Volevo rimanere solo con la domestica e leccarla da testa a piedi, avevo una voglia matta di lei… Ci guardavamo spesso, molto probabilmente pensava la stessa cosa. I ragazzi si tolsero le scarpe e si misero sul divano a parlare fra loro, già quello mi fece capire che non avevano intenzione di uscire di casa molto presto… Marina continuò a stirare e mi proposi di fargli dei toast, Giovanni mi ringraziò invece mio fratello era preso nel parlare con quella ragazza, evidentemente erano in fase “scontro” per poi fidanzarsi, non mi degnarono di una risposta. Dissi a Leonardo di far silenzio e ascoltarmi e mi rispose che i toast fossero perfetti, la ragazza lo provocò dicendogli che nemmeno suo fratello lo sopportasse e rispettasse, lui le tirò un cuscino in faccia. Andai in cucina e gli portai i toast cinque minuti dopo, sperando di trovare un pretesto per farli uscire, sia per restare solo con Marina, sia perché fossero davvero rumorosi, più che altro i due piccioncini perché Giovanni subiva in silenzio il loro continuo provocarsi. Lascia sul tavolo i toast e Giovanni si fiondò a mangiare, gli altri due continuavano a discutere, per cui gli dissi di andare a mangiare perché si sarebbero freddati. Si misero a pranzare e raggiunsi Marina in corridoio, che era andata a riempire d’acqua il ferro, scusandomi per il fastidio di trovarsi quei marmocchi lì. Tornammo entrambi in salone e trovai Giovanni sul divano e i due che si lanciavano l’un l’altra un cuscino, Marina continuò a stirare guardando i ragazzi sorridendo e io andai a sedermi vicino Giovanni per fargli compagnia. Mio fratello quando ci si metteva era davvero fastidioso, ma anche la ragazza non era da meno, gli teneva testa. Federica lanciò il cuscino a Leo prendendolo in faccia, io e Giovanni ci complimentammo per la mira. Il cuscino finì dietro il divano e mio fratello di sfilò un calzino e si alzò per metterglielo in bocca… Cioè una cosa simile nemmeno io da feticista la avrei fatta… La ragazza scappò, gli prese il calzino e lo buttò via, poi si fiondò su mio fratello e lo spinse sul divano, gli dava degli schiaffetti senza forza ma in maniera ripetuta, Leo cercava di pararli con le mani ma spesso gli prendeva la testa. Leonardo si alzò e le disse di spingerlo, incrociarono le dita delle loro mani e iniziarono a spingersi, durò per una decina di minuti quella loro lotta… A un certo punto stufo di loro gli dissi di staccarsi, di andare in camera di Leonardo a giocare. Se ne andarono in cameretta, li raggiunsi poco dopo per dirgli di non uscire per un’oretta perché la signora avrebbe pulito il corridoio e la camera dei miei, Giovanni si mise alla play e i due ragazzi continuarono a spingersi, chiusi la porta e andai da Marina. Le chiesi scusa per il casino, che poteva andare a fare i bagni e la camera dei miei, la stanza più isolata della casa. Finiti i bagni la sentii dirigersi nella camera da letto, che era più avanti nel corridoio, bisognava girare a destra, era la stanza in fondo. La raggiunsi poco dopo, era intenta a pulire con lo straccio il pavimento. Mi fermò dicendomi che l’ingresso della stanza fosse già bagnato, mi tolsi le infradito e scalzo entrai in stanza, chiudendo la porta dietro di me. La guardai intensamente, le chiesi come stesse, lei capì le mie intenzioni. Mi avvicinai a lei, le presi una mano e la intrecciai alla mia, le dissi che fosse bellissima, che non vedevo l’ora di restare solo con lei. Marina mi disse che un ragazzo così giovane non dovesse cercare una donna anziana come lei, ma più giovane. Le risposi ma quale anziana, che fosse bellissima, la baciai. Fu un bacio fugace perché era troppo in imbarazzo, mi chiese “e se ci vedono”? Mi diressi verso la porta, la chiusi a chiave e portai un dito sulla bocca facendole il gesto del silenzio. Mi fiondai verso di lei che finalmente trovai super predisposta nei miei confronti, baciandomi in maniera passionale, muovendo tantissimo la lingua, facendo rumore tra un incrocio e un altro delle nostre lingue impazzite e calde. Mi piaceva tremendamente come ci guardassimo insistentemente, eravamo sempre più presi e in maniera concitata ci spogliammo rimanendo completamente nudi in piedi e avvinghiati, tra baci passionali e leccate varie sul collo, sia da parte sua che mia. Mise i suoi piedi sopra i miei, come per esser più alta e baciarmi meglio, soprattutto dietro l’orecchio, ansimavamo entrambi ma facevamo attenzione a non emettere gemiti troppi striduli o chiassosi. La portai sul letto e la feci sdraiare, iniziai a leccarle i piedi, non vedevo l’ora di farlo, fu bellissimo. Poi mi avvicinai alla sua vagina infuocata e gliela stimolai un po’ col il dito medio, per poi leccargliela in maniera passionale. Non era completamente depilata, quindi aveva un odore ancora più forte, che mi piaceva terribilmente assaporare. Bagnai la sua fica della mia saliva, ero assatanato. Continuai così per tanto, lei godeva come una pazza, incrociammo ripetutamente le nostre mani per la forte intesa tra noi e l’immensa goduria di entrambi. Poi passai al seno, mordicchiandole i capezzoli e facendola ansimare sempre più. Le misi tre dita in bocca per zittirla, iniziando a succhiarmele. Quel gesto mi fece venire voglia di farmelo succhiare prima di iniziare a fare sesso. La feci alzare e mi sdraiai facendole segno di avvicinarsi e venire sopra di me, come avevo fatto io. Con mio immenso stupore iniziò a leccarmi i piedi, il che mi fece godere come un folle, accese il feticismo che è in me, mi fece drizzare il pene facendomelo diventare grosso e teso come mai avuto prima. Lei se ne accorse e passò dai piedi a succhiarmelo in maniera assatanata, ci guardammo negli occhi, io ansimavo, lei sembrava una furia, le venni dentro, le sborrai anche un po’ in faccia, tanto che raggiungendomi per baciarmi le tolsi con una mano la sborra dal viso per non ingerirla. Ci baciammo in maniera concitata, lei mi succhiò anche la lingua, era davvero selvaggia. Era venuto ma dopo due minuti di baci già mi stavo ricaricando, le dissi di salirmi sopra, si sistemò il mio pene dentro il suo sedere e iniziammo a scopare. Mi piaceva il rumore che emetteva il contatto ripetuto tra pene e culo, la sbattevo in maniera violenta. Non ero pronto ancora a venire, le presi i piedi e li posizionai sopra il mio pene, facendole capire che volessi una bella sega. Quella fu pazzesca, mi riaccese di nuovo, ma stavolta volevo penetrarla per bene. Si mise sopra di me e infilai il pene nella sua vagina e iniziammo a farlo in maniera più passionale, fu diverso, entrambi lì cercammo certamente l’orgasmo ma credo che il pensiero principale di entrambi fosse far godere l’altro, fargli sentire tutta la voglia. Fu una bella e dolce cavalcata passionale, ci guardavamo estasiati e complici, le feci segno di darmi le mani, le incrociammo e ci guardammo sempre più intensamente, prossimi all’orgasmo, guardavo le dita delle nostre mani che si stringevano, le sue che sparivano intrecciandosi alle mie, amavo quella posizione, le chiesi con un gesto se potessi venirle dentro e lei mi fece cenno di sì, spruzzandole dentro ogni litro della mia attrazione nel suoi confronti. Ci ricomponemmo ma continuammo a baciarci, a coccolarci per un po’. Quel giorno fu stupendo. Accompagnai Marina alla porta salutandola con un bacio in bocca, poi andai in camera da mio fratello che si segava. Mi disse che i suoi amici fossero andati via da tanto, che avesse sentito dei rumori in stanza dei nostri, che capì di me e la domestica. Io gli chiesi come mai si stesse segando sul letto e mi confidò che gli piacesse Federica da pazzi, che ogni momento del loro provocarsi, del loro lottare gli fosse piaciuto da matti. Praticamente un piccolo me stava crescendo in lui, ovviamente in maniera giustamente più infantile. Mi confidò che Giovanni forse infastidito se ne andò quasi subito a casa trovando una scusa. Lui rimase con lei per poco, non più a litigare e a lottare ma a chiacchierare, che si fossero confrontati i loro piedi nudi, il che mi fece sorridere, visto che mi parve che il feticismo fosse di famiglia… Lui mi disse che gli piaceva tutto di lei, soprattutto lo stare da solo con lei, che fosse diversa, più dolce, meno competitiva e strafottente. Lui non indossava più un calzino e come me e la domestica, trovò il pretesto per confrontarsi i piedi con lei, quanto mi fece tenerezza, sembrava un mini me. Ovviamente eventuali sviluppi saranno prontamente raccontati da me, a meno che non vogliate sapere altre esperienze… Potete scrivermi su ig a gen.lode8.
scritto il
2026-05-11
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