Ho legato mia nipote per sua richiesta

di
genere
incesti

Mi chiamo Marco, ho quarantadue anni e fino a quel pomeriggio pensavo di conoscere mia nipote Giulia meglio di chiunque altro. Aveva ventidue anni, studiava all’università, era sempre stata la ragazza solare e un po’ ribelle della famiglia. Ma quel giorno scoprii un lato di lei che non avevo mai immaginato.
Eravamo soli in casa. I suoi genitori erano partiti per il fine settimana e lei mi aveva chiesto di passare a darle una mano con alcuni scatoloni in soffitta. Finito il lavoro, ci sedemmo sul divano del soggiorno con due birre fredde. Parlammo del più e del meno, finché lei, dopo un lungo silenzio, mi guardò dritto negli occhi.
«Zio… posso chiederti una cosa molto personale?»
Annuii.
«Mi piacerebbe… essere legata. Forte. E voglio che sia tu a farlo.»
Rimasi senza parole. Il cuore mi batté fortissimo nel petto. Lei arrossì ma non abbassò lo sguardo.
«Non è uno scherzo. Ci penso da mesi. Mi fido di te più di chiunque altro. Voglio sentirmi completamente in tuo potere, senza poter fare niente. Ti prego.»
La sua voce era bassa, quasi un sussurro, ma carica di desiderio. Vidi le sue cosce stringersi leggermente una contro l’altra mentre lo diceva.
La portai nella sua camera. Presi dalla mia auto le corde morbide di nylon che usavo per il camper – non erano corde da bondage professionali, ma erano resistenti e lisce. Giulia si spogliò lentamente davanti a me, senza pudore. Il suo corpo era giovane e perfetto: seni pieni e sodi, vita stretta, un piccolo tatuaggio appena sopra il pube rasato. Aveva i capezzoli già duri.
«Legami come vuoi, zio. Fammi sentire tua.»
La feci stendere supina sul letto. Prima le legai i polsi insieme, poi li fissai alla testiera di ferro. Le gambe le aprii larghe e legai ciascuna caviglia alle colonne del letto, tendendo le corde finché non fu completamente aperta ed esposta. Infine passai una corda sotto la sua schiena e sopra i seni, stringendola quel tanto che bastava per farli gonfiare e rendere la respirazione più profonda.
Giulia respirava affannosamente, gli occhi lucidi di eccitazione.
«Tutto bene?» le chiesi, accarezzandole una guancia.
«Sto impazzendo… toccami, ti prego.»
Iniziai lentamente. Le baciai il collo, poi scesi sui seni, mordicchiando i capezzoli finché non gemette forte. Le mie dita scivolarono tra le sue gambe: era bagnatissima, il clitoride gonfio e pulsante. La accarezzai con calma, girando intorno senza mai darle quello che voleva davvero, mentre lei tirava le corde e si lamentava.
«Zio… ti supplico…»
Le infilai due dita dentro, curve verso l’alto, e cominciai a muoverle con ritmo deciso. Giulia inarcò la schiena, strattonando i legacci. I suoi gemiti diventarono urla quando le presi il clitoride tra le labbra e succhiai forte. Venne la prima volta così, violentemente, tremando tutta e tirando le corde fino a far scricchiolare il letto.
Non la sciolsi.
La girai a quattro zampe come meglio potevo con i polsi legati sopra la testa. Il suo culo perfetto era alzato, la fica ancora bagnata e contratta. Presi il lubrificante dal cassetto che lei stessa mi indicò e ne versai un po’ tra le sue natiche. Prima un dito, poi due, allargandola piano mentre lei gemeva di piacere e vergogna insieme.
«Vuoi il cazzo di tuo zio, vero?»
«Sì… Dio, sì… scopami.»
Entrai dentro di lei con un’unica spinta profonda. Era strettissima e caldissima. La presi con forza, tenendola per i fianchi, mentre le corde le segnavano la pelle. Ogni colpo la faceva gridare. Cambiai ritmo, a volte lento e profondo, a volte veloce e brutale. Le schiaffeggiai le natiche finché non diventarono rosse.
Quando sentii che stavo per venire, uscii e mi posizionai davanti alla sua faccia. Giulia aprì la bocca avidamente. Le venni tra le labbra, coprendole la lingua e il mento mentre lei cercava di prenderne il più possibile.
Dopo, mentre la slegavo lentamente massaggiandole i polsi e le caviglie arrossati, lei mi guardò con un sorriso stanco e soddisfatto.
«Zio… la prossima volta voglio che mi lasci i segni.»
Le baciai la fronte sudata.
«Tutto quello che vuoi, piccola.»
Fu solo l’inizio.Mi chiamo Marco, ho quarantadue anni e fino a quel pomeriggio pensavo di conoscere mia nipote Giulia meglio di chiunque altro. Aveva ventidue anni, studiava all’università, era sempre stata la ragazza solare e un po’ ribelle della famiglia. Ma quel giorno scoprii un lato di lei che non avevo mai immaginato.
Eravamo soli in casa. I suoi genitori erano partiti per il fine settimana e lei mi aveva chiesto di passare a darle una mano con alcuni scatoloni in soffitta. Finito il lavoro, ci sedemmo sul divano del soggiorno con due birre fredde. Parlammo del più e del meno, finché lei, dopo un lungo silenzio, mi guardò dritto negli occhi.
«Zio… posso chiederti una cosa molto personale?»
Annuii.
«Mi piacerebbe… essere legata. Forte. E voglio che sia tu a farlo.»
Rimasi senza parole. Il cuore mi batté fortissimo nel petto. Lei arrossì ma non abbassò lo sguardo.
«Non è uno scherzo. Ci penso da mesi. Mi fido di te più di chiunque altro. Voglio sentirmi completamente in tuo potere, senza poter fare niente. Ti prego.»
La sua voce era bassa, quasi un sussurro, ma carica di desiderio. Vidi le sue cosce stringersi leggermente una contro l’altra mentre lo diceva.
La portai nella sua camera. Presi dalla mia auto le corde morbide di nylon che usavo per il camper – non erano corde da bondage professionali, ma erano resistenti e lisce. Giulia si spogliò lentamente davanti a me, senza pudore. Il suo corpo era giovane e perfetto: seni pieni e sodi, vita stretta, un piccolo tatuaggio appena sopra il pube rasato. Aveva i capezzoli già duri.
«Legami come vuoi, zio. Fammi sentire tua.»
La feci stendere supina sul letto. Prima le legai i polsi insieme, poi li fissai alla testiera di ferro. Le gambe le aprii larghe e legai ciascuna caviglia alle colonne del letto, tendendo le corde finché non fu completamente aperta ed esposta. Infine passai una corda sotto la sua schiena e sopra i seni, stringendola quel tanto che bastava per farli gonfiare e rendere la respirazione più profonda.
Giulia respirava affannosamente, gli occhi lucidi di eccitazione.
«Tutto bene?» le chiesi, accarezzandole una guancia.
«Sto impazzendo… toccami, ti prego.»
Iniziai lentamente. Le baciai il collo, poi scesi sui seni, mordicchiando i capezzoli finché non gemette forte. Le mie dita scivolarono tra le sue gambe: era bagnatissima, il clitoride gonfio e pulsante. La accarezzai con calma, girando intorno senza mai darle quello che voleva davvero, mentre lei tirava le corde e si lamentava.
«Zio… ti supplico…»
Le infilai due dita dentro, curve verso l’alto, e cominciai a muoverle con ritmo deciso. Giulia inarcò la schiena, strattonando i legacci. I suoi gemiti diventarono urla quando le presi il clitoride tra le labbra e succhiai forte. Venne la prima volta così, violentemente, tremando tutta e tirando le corde fino a far scricchiolare il letto.
Non la sciolsi.
La girai a quattro zampe come meglio potevo con i polsi legati sopra la testa. Il suo culo perfetto era alzato, la fica ancora bagnata e contratta. Presi il lubrificante dal cassetto che lei stessa mi indicò e ne versai un po’ tra le sue natiche. Prima un dito, poi due, allargandola piano mentre lei gemeva di piacere e vergogna insieme.
«Vuoi il cazzo di tuo zio, vero?»
«Sì… Dio, sì… scopami.»
Entrai dentro di lei con un’unica spinta profonda. Era strettissima e caldissima. La presi con forza, tenendola per i fianchi, mentre le corde le segnavano la pelle. Ogni colpo la faceva gridare. Cambiai ritmo, a volte lento e profondo, a volte veloce e brutale. Le schiaffeggiai le natiche finché non diventarono rosse.
Quando sentii che stavo per venire, uscii e mi posizionai davanti alla sua faccia. Giulia aprì la bocca avidamente. Le venni tra le labbra, coprendole la lingua e il mento mentre lei cercava di prenderne il più possibile.
Dopo, mentre la slegavo lentamente massaggiandole i polsi e le caviglie arrossati, lei mi guardò con un sorriso stanco e soddisfatto.
«Zio… la prossima volta voglio che mi lasci i segni.»
Le baciai la fronte sudata.
«Tutto quello che vuoi, piccola.»
Fu solo l’inizio.
scritto il
2026-05-10
4 6 8
visite
2
voti
valutazione
9
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.