Il gloryhole

di
genere
prime esperienze

Sono un uomo semplice. Impiegato, 31 anni a maggio, sposato con 2 figli.
Una vita regolare, anche quella sessuale. Per tutta la vita ho dato per certo che la mia eterosessualità fosse inattaccabile e per certi versi lo credo ancora ma, dopo svariati mesi di particolari fantasie, ho dovuto rendermi conto di una cosa: il pene mi eccita. Qualsiasi altra parte di un corpo maschile non mi fa alcun effetto. Amo alla follia tutti i tratti delle donne e, in più, il pene.
È cominciata guardando per curiosità video porno di transessuali. Poi ho cominciato a cercarli, desiderarli. Una volta arrivato alle fantasie fisse non avevo più dubbi.
Avevo provato tante esperienze nella vita e sentivo il bisogno di soddisfare anche questo mio desiderio. Volevo provare
quanto meno a toccarne uno.
È il 7 febbraio, una serata freddissima. Sono in un albergo pagato dalla mia azienda per una piccola trasferta. Saluto mia moglie e i miei figli, gli auguro la buonanotte e stacco la videochiamata. Sento subito la voglia di trasgredire. Quella voglia che ti viene un po' perché sei solo, un po' perché sei lontano da casa e sei convinto che nessuno potrà mai scoprire cosa hai fatto.
Cerco online qualcosa. Prima trovo annunci di escort, poi trans, poi ancora scambisti. Infine finisco su un forum che tratta di locali nella zona e uno mi incuriosisce. Si parla di scambi, incontri al buio, bisex, gloryhole.
Il locale era a pochi chilometri dall'albergo. Esco dalla stanza e mi fiondo in quel covo di trasgressione.
Una volta entrato percepisco subito l'atmosfera calda, ma poco intima nella sala principale. Musica altissima, tanti corpi fantastici, qualcuno a torso nudo. Non ho idea di cosa io stia cercando. Non sono neanche sicuro di voler restare. Noto un sospetto via vai di gente dal bagno e mi torna subito in mente di aver letto "gloryhole" nel forum. Così mi avvio.
Inizialmente sembra un bagno qualunque, ma molto pulito rispetto ad altri locali del genere.
Entro in uno degli sportelli e mi chiudo a chiave. Dopo le tre birre, la pisciata era d'obbligo. Sulla parete alla mia destra c'è il famoso buco, ma vuoto. Sotto di esso hanno addirittura lasciato dei panni arrotolati per non lasciarti le ginocchia troppo doloranti. Mi viene da sorridere pensando alla situazione; sembro semplicemente un ragazzino incuriosito dalla novità del momento. Sentendomi ridicolo per i pensieri fatti fino a quel momento, tiro su la zip e decido di tornare in camera mia a dormirci su.
Mentre appoggio la mano sulla chiave, però, sento qualcuno entrare nel bagno a fianco. Chiude anche lui a chiave e si mette a pisciare.
Non so perché sono fermo, in silenzio, ad aspettare che finisca. È come se una parte di me stesse ancora sperando di riuscire a togliersi lo sfizio.
Tira lo sciacquone, poi dopo qualche secondo di silenzio, bussa due volte sulla sottile parete di legno che ci divide. lo mi pietrifico. So di dover fare qualcosa ma non so cosa. O esco o rispondo.
Opto per la seconda. Due bussate decise anche dalla mia parte. Evidentemente è qualche inconfondibile segnale noto ai frequentatori, mi dico.
Sento il rumore di tessuto che sfrega sul muro e poi, abbasso lo sguardo.
Il pisello di uno sconosciuto è di fronte ai miei occhi. Il buco è abbastanza grande per mostrare anche i testicoli e parte del pube, fortunatamente depilato. Il pelo è una di quelle caratteristiche maschili che non apprezzo.
L'uomo bussa di nuovo. Ora sono tre i colpi, molto più delicati.
Questa volta non rispondo, ho il cuore a mille e decido di farlo. Mi sembra una pazzia ma non avrò un'altra occasione.
Mi avvicino e lo sfioro con le dita. È morbido, soffice. A riposo non mi attrae, quindi lo avvolgo e inizio a masturbarlo. Voglio vederlo crescere. Mi rendo conto dopo pochi secondi che sto andando molto in fretta, come se avessi paura di essere scoperto e volessi finire velocemente questa esperienza.
Faccio un respiro profondo e mi rilasso. Questa è l'esperienza che aspetto da mesi.
Devo godermela.
Mi inginocchio nel modo più comodo possibile e torno a massaggiarlo lentamente. Ora ho un cazzo duro nella mia mano, e per la prima volta nella mia vita, non è il mio.
È bellissimo, ha un'asta turgida e venosa. Largo e possente. Sarà sui 1 8 centimetri. La cappella è leggermente più larga dell'asta, lucida e di un tondo ipnotico. Mi viene d'istinto il desiderio di annusarlo. Voglio sentire il suo odore. Per quanto sono schizzinoso, se fosse sgradevole mi rovinerebbe del tutto l'esperienza e probabilmente me ne andrei schifato. Invece no, è un odore gradevolissimo. Un profumo inebriante. Più volte inspiro ribaltando gli occhi per il piacere.
Sento in lui il suo desiderio crescere. Lo sento vibrare. Vorrebbe di più ma io non lo accontento subito. Voglio giocare e stuzzicarlo ancora un po' prima.
Passo le mie labbra sulla cappella liscia, come a voler dare un bacio ma senza schiocco. Il tatto è piacevole e mi permette di gustarmi ancora per un po' quel profumo. Poi faccio la stessa cosa da sotto e do un piccolo bacio al frenulo. Lo sento vibrare con più vigore e allora, come per fargli un dispetto, tiro fuori la lingua e, con qualche colpetto, lo faccio scattare. lo adoro quando lo fanno a me.
Ormai la lingua é fuori e ho voglia di usarla,
quindi lecco tutta l'asta su e giù. Lui sembra seguire i miei movimenti con il bacino. Sento le sue mani che si muovono sulla parete come se avesse una voglia irrefrenabile di prendermi la testa e spingerla a sé, ma non può.
Decido che è il momento di scoprire com'è la sensazione di avere un grosso cazzo pulsante nella mia bocca. Apro e delicatamente lo faccio sprofondare. Che cosa meravigliosa percepire i rilievi delle vene con le labbra mentre senti la bocca che si riempie. Cerco di lasciare sempre a contatto la lingua per avvolgerlo bene. Lui si lascia sfuggire un gemito. Sapere che la mia bocca lo sta facendo impazzire mi eccita da morire, e un po' mi rende orgoglioso.
Nella mia testa sfilano i pensieri più disparati: "Fatti pompare la minchia dalla tua troia", "usami come uno schiavo e sfondami la gola", "affogami con la tua sborra calda"...
Tutte cose che, per fortuna del mio pudore, non riesco a dire con quel bestione in bocca, tanto largo da dovermi sforzare parecchio per riuscire a non toccarlo coi denti.
Adesso lo invito a usarmi come vuole. Dato che mi sta scopando la bocca con dei colpi di bacino sempre più decisi, apro la bocca più che posso e lo lascio libero di arrivare fino in fondo alla gola.
Fatico a respirare ma non mi importa. Mi sento come una puttanella che farebbe assolutamente qualsiasi cosa pur di soddisfare i bisogni di quello sconosciuto.
Dopo qualche minuto riprendo il controllo della situazione. Lo prendo con una mano e lo sego nella mia bocca mentre continuo a succhiare. Faccio movimenti circolari sia con le mani che con la lingua, che dentro la bocca avvolge la cappella con una danza sensuale. Mi stupisco delle mie capacità. Sento che è vicino all'orgasmo ma io non voglio finirlo così. Mi viene in mente che dico sempre a mia moglie di non usare le mani: è vero, fanno arrivare prima all'orgasmo se usate bene ma la vedo come una scorciatoia per barare. lo voglio solo la bocca, sarei un'ipocrita a usare le mani adesso.
Allora lascio la presa, rallento il ritmo e mi preparo al culmine.
Più si fanno lenti i miei movimenti, più le vene del suo arnese sembrano ingrossarsi e pulsare. Lui è in preda a piccoli spasmi incontrollabili. Lo immagino avvinghiarsi a quella parete come farebbe una tigre con la sua preda.
È mio. Mi sento felice di essere stato in grado di portare un uomo fino al culmine e mi preparo a ricevere il premio che mi sono guadagnato.
Lo sento gridare. Si libera di qualsiasi inibizione e si lascia andare in un piacere profondo dentro di me.
Il primo fiotto riesco a malapena a percepirlo, perché è fortissimo e punta direttamente al centro della gola. Forse non ero così pronto a riceverlo. Il riflesso me lo fa inghiottire senza controllo. Non ho sentito nessun sapore e mi dispiace, ma pochi istanti dopo ho l'occasione di rifarmi. Seguono altri schizzi abbondanti di una crema dolciastra. Questa volta non li lascio passare e me ne riempio la bocca. Ne ho contati 5. Ad ogni schizzo sentivo la base del cazzo ingrossarsi tanto da allargarmi la bocca. Solo dopo il quinto schizzo mi rendo conto del casino che ha fatto lui, da fuori lo avranno sentito tutti.
lo non ce la faccio più. È da quando ho sfiorato per la prima volta il suo cazzo, che il mio sta esplodendo nei pantaloni.
Me lo tiro fuori e mi masturbo mentre lui e il suo sperma sono ancora nella mia bocca. Non credo di aver mai raggiunto l'orgasmo così in fretta, dopo pochi colpi. Nella mente si forma un pensiero: "Oddio.. uno sconosciuto si è appena svuotato le palle nella mia bocca"... e immediatamente godo come un porco e schizzo tanto forte che si sentono i colpi sulla parete.
Fino a quel momento avevo intenzione di sputare il suo seme nel water ma, preso dall'estasi del momento, ingoio tutto senza esitare.
Non lo lascio andare subito. Continuo a pompare dolcemente, facendomi guidare dai suoi spasmi, per assicurarmi di soddisfarlo completamente. Voglio farlo godere fino all'ultimo. Voglio che si ricordi di me.
Solo quando lo sento del tutto rilassato mi stacco e gli do un bacio d'addio a schiocco sulla cappella, come farebbe una mamma con la fronte di suo figlio.
Lo sconosciuto si riallaccia i pantaloni e se ne va. lo pulisco il casino che ho fatto sul muro e vado fuori a lavarmi. Mi mimetizzo in mezzo a un gruppetto che esce dal bagno in quel momento per assicurarmi di non essere notato troppo e scappo in albergo.
Oggi mi rendo conto che troppo spesso penso a quella sera. Quasi sempre mi masturbo pensandoci. A volte bacio mia moglie e immagino quel cazzo tra le nostre bocche.
Forse non era solo una curiosa perversione. Forse è qualcosa di più.
scritto il
2026-05-08
7 8
visite
2
voti
valutazione
7.5
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.