Atto II: superficie
di
Noclip
genere
pissing
Per ovvie ragioni io e il mio ragazzo decidemmo di non dire niente, perfino nemmeno di accennare di questa nostra perversione quando eravamo in pubblico. Niente battutine, niente allusioni, niente. Ogni volta che uscivamo con amici e uscivano temi un po' piccanti facevamo sempre riferimento alla nostra vita prima dell'accaduto.
Dopo uno di queste uscite facemmo tardi ad un ristorante e per colpa della zona dovemmo parcheggiare lontano e quando alle 2:00 di notte ci avviammo per andare a casa ero abbastanza ubriaca.
-ho bisogno del bagno- dissi
-beh, a quest'ora tutti i locali sono chiusi- ribatté lui -ogni volta che tocca a me guidare ti dimentichi di andare in bagno prima di uscire e ti lamenti per tutto il tragitto-
-cattivo... non solo non risolvi il mio problema, ma perfino mi sgridi- continuammo a battibeccare fino alla macchina e partimmo.
Quando prendemmo l'autostrada mi piegai in avanti -non riesco a trattenerla amore, non ce la faccio-
-aspetta che accosto, trattienila per l'amor di Dio- sentii la macchina virare e frenare
-ecco...- cominciò lui, ma io ero al limite. Alzai la gonna e scivolai in avanti fino a che le ginocchia sbatterono sul cruscotto; ricordai il mio imbarazzo nell'essermi ridotta così al limite.
In quel momento mentre l'urina stava per uscire la vista delle mie mutandine venne oscurata da una massa di capelli castani e un paio di labbra morbide baciarono le labbra del mio sesso.
Ero scioccata, ma anche stranamente eccitata e brilla com'ero non esitai un secondo; voleva così tanto bere il mio piscio? Bene, allora ti accontenterò.
Afferrai i suoi capelli con entrambe le mani e lo spinsi contro la mia figa e dopo un'iniziale getto incontrollato cercai di rallentare il flusso in modo che lui possa bere tutto. Il suono che faceva mentre ingoiava era paradisiaco, mi faceva sentire potente, dominatrice che usava il suo schiavetto come il suo bagno personale.
Sentii la sua mano battere sulla mia coscia come per dire "ora basta, non ce la faccio".
-assolutamente no. Hai sempre insistito nel voler bere e adesso che ha l'occasione ti tiri indietro? Prenditi le tue responsabilità come un vero uomo- aggiustai il flusso per rallentarlo ancora un po' -oppure vuoi che la tua bellissima macchina si macchi?-
Chiusi gli occhi e detti gli ultimi due schizzi. Lui cercò a quel punto di allontanarsi ma gli dieti un strattone per farlo tornare al suo posto
–dove pensi di andare, non hai mica finito. Forza, pulisci tutto- sentivo che sorridevo, libera da tutti i preconcetti e paletti che fin da piccola mi ero imposta: igiene perfetta, sempre educata, mai violenta; mi sentivo come liberata.
Quando finalmente lo lasciai libero mi guardò negli occhi e io mi morsi il labbro con fare compiaciuto. Era eccitatissmo e sapevo che voleva la sua vendetta.
Ci spostammo nei sedili di dietro e appena chiuse le portiere gli saltai addosso, o meglio ci provai. Lui violentemente mi saltò sopra e bloccandomi ogni via di fuga mi inchidò schiena sdraiata contro il sedile e mi baciò. Era un bacio diverso, sapeva leggermente di ammoniaca ma la vera differenza stava nello slancio; nessuna tenerezza, nessuna remora, solo lui che faceva quello che voleva col mio corpo. Dio quanto lo amo.
In men che non si dica mi ritrovai senza mutandine e le ginocchia le ritrovai accanto alle orecchie mentre sentivo il suo cazzo, che conosco fin troppo bene, entrare più in profondità e con maggior forza. Non potevo far meno di lasciare la mia voce uscire mentre mi sentivo piegata come un libro sotto il suo peso, con il suo viso a qualche centimetro dal mio. Poi improvvisamente il suo peso svanì lasciandomi libera e vidi il suo bacino in rotta di collisione con la mia faccia, sapevo già cosa voleva e aprii la bocca.
Il suo enorme pene entrò in profondità tanto da provocarmi un piccolo conato, subito soffocato dalla mia lussuria. Un getto, poi un altro; grossi fiotti di seme mi ridipingevano la gola e venivano sparati così in profondità che non potevo neanche oppormi, completamente alla sua mercé mi sottomettei completamente alla sua verga e lasciai che usasse la mia bocca come un sextoys da quattro soldi.
Libera potai prendere finalmente una boccata d'aria, mentre lui si sedette.
-se pensi che sia finita non hai capito proprio niente- mi avventai con la bocca sul suo pene che dava già segni di sgonfiarsi.
-Sai mi piace come sei adesso, più intraprendente- sentii la sua mano sui capelli. Io la schiaffeggia via appena lo sentii riprendere vigore.
-avanti che sono straeccitata- gemetti mettendomi a pecora con testa e braccia ben aderenti al sedile, in modo che lui avesse solo il mio culo davanti.
Sentii il suo braccio che mi premette ancosa di più la testa sul sedile e il suo sesso entrò dentro di me
-oh sì, così mi piaci, più violento di prego- gemetti completamente dominata e inchiodata in posa da sottomissione.
-non me lo faccio ripetere due volte- iniziò a pistonare come un pazzo, poi mi afferrò i capelli e li tirò costringendomi su quattro zampe
-non pensare che sia così delicato come le altre volte- mi sussurrò all'orecchio -quella cosa che hai fatto prima era davvero eccitante e quel nettare era devvero delizioso, mai assaggiato niente di simile-
Ricominciò a pistonare ma tenendomi per i capelli si assicurò che il mio culo tornasse velocemente a farsi impalare sulla sua verga. I miei gemiti e la mia incitazioni non lasciavano dubbi che stetti per venire e lui raddoppiò il ritmo fino a ché non venni -amore, stò venendo, tienilo dentro ti prego- dissi con voce spezzata mentre lui non accennava a rallentare. La stimolazione divenne fortissima, quasi dolorosa quando improvvisamente la sua presenza scomparve e le sue braccia mi rigirarono pancia in su e vidi lui, cazzo in mano che si segava furiosamente. Il primo getto mi fiottò sul seno prosperoso andando a imbiancare i miei capezzoli, io mi coprii gli occhi coll'avambraccio. Tirai fuori la lingua e presto venni ricompensata quando due filamente di seme mi raggiunsero il viso e la lingua.
Poi sentii lui che prendendomi per i capelli mi tirò su violentemente guidò la mia faccia verso il suo cazzo mentre lui ormai matido di sudore stava seduto e muoveva la mia testa come un giocattolo.
-sai, mi sei piaciuta stasera. Una piccola principessina che pretende ubbidienza dal suo servetto, per poi trasformarsi in una troia da competizione appena ha davanti un cazzo- mi allontanò lasciandomi libera la bocca -vero troia?-
Di tutta risposta gemetti di desiderio e feci mi spinsi in avanti per riprenderlo in bocca. Succhiarlo e pulirlo per bene.
Rimanemmo così a lungo: lui seduto e il con la sua testa poggiata sulle sue gambe con il suo cazzo in bocca. Ogni tanto gli davo una succhiata o due, ma per il resto lo lasciavo li, poggiato sulla mia lingua dove è giusto che sia.
Dopo quello che mi parve un'eternità mi puntellai per su un braccio per raggiungere la sua faccia e dissi seria -lo rifarai vero, bere intendo-
Lui si limitò a sorridere e con una mano abbassarmi la testa di nuovo in posizione, ovvero col suo cazzo in gola.
Dopo uno di queste uscite facemmo tardi ad un ristorante e per colpa della zona dovemmo parcheggiare lontano e quando alle 2:00 di notte ci avviammo per andare a casa ero abbastanza ubriaca.
-ho bisogno del bagno- dissi
-beh, a quest'ora tutti i locali sono chiusi- ribatté lui -ogni volta che tocca a me guidare ti dimentichi di andare in bagno prima di uscire e ti lamenti per tutto il tragitto-
-cattivo... non solo non risolvi il mio problema, ma perfino mi sgridi- continuammo a battibeccare fino alla macchina e partimmo.
Quando prendemmo l'autostrada mi piegai in avanti -non riesco a trattenerla amore, non ce la faccio-
-aspetta che accosto, trattienila per l'amor di Dio- sentii la macchina virare e frenare
-ecco...- cominciò lui, ma io ero al limite. Alzai la gonna e scivolai in avanti fino a che le ginocchia sbatterono sul cruscotto; ricordai il mio imbarazzo nell'essermi ridotta così al limite.
In quel momento mentre l'urina stava per uscire la vista delle mie mutandine venne oscurata da una massa di capelli castani e un paio di labbra morbide baciarono le labbra del mio sesso.
Ero scioccata, ma anche stranamente eccitata e brilla com'ero non esitai un secondo; voleva così tanto bere il mio piscio? Bene, allora ti accontenterò.
Afferrai i suoi capelli con entrambe le mani e lo spinsi contro la mia figa e dopo un'iniziale getto incontrollato cercai di rallentare il flusso in modo che lui possa bere tutto. Il suono che faceva mentre ingoiava era paradisiaco, mi faceva sentire potente, dominatrice che usava il suo schiavetto come il suo bagno personale.
Sentii la sua mano battere sulla mia coscia come per dire "ora basta, non ce la faccio".
-assolutamente no. Hai sempre insistito nel voler bere e adesso che ha l'occasione ti tiri indietro? Prenditi le tue responsabilità come un vero uomo- aggiustai il flusso per rallentarlo ancora un po' -oppure vuoi che la tua bellissima macchina si macchi?-
Chiusi gli occhi e detti gli ultimi due schizzi. Lui cercò a quel punto di allontanarsi ma gli dieti un strattone per farlo tornare al suo posto
–dove pensi di andare, non hai mica finito. Forza, pulisci tutto- sentivo che sorridevo, libera da tutti i preconcetti e paletti che fin da piccola mi ero imposta: igiene perfetta, sempre educata, mai violenta; mi sentivo come liberata.
Quando finalmente lo lasciai libero mi guardò negli occhi e io mi morsi il labbro con fare compiaciuto. Era eccitatissmo e sapevo che voleva la sua vendetta.
Ci spostammo nei sedili di dietro e appena chiuse le portiere gli saltai addosso, o meglio ci provai. Lui violentemente mi saltò sopra e bloccandomi ogni via di fuga mi inchidò schiena sdraiata contro il sedile e mi baciò. Era un bacio diverso, sapeva leggermente di ammoniaca ma la vera differenza stava nello slancio; nessuna tenerezza, nessuna remora, solo lui che faceva quello che voleva col mio corpo. Dio quanto lo amo.
In men che non si dica mi ritrovai senza mutandine e le ginocchia le ritrovai accanto alle orecchie mentre sentivo il suo cazzo, che conosco fin troppo bene, entrare più in profondità e con maggior forza. Non potevo far meno di lasciare la mia voce uscire mentre mi sentivo piegata come un libro sotto il suo peso, con il suo viso a qualche centimetro dal mio. Poi improvvisamente il suo peso svanì lasciandomi libera e vidi il suo bacino in rotta di collisione con la mia faccia, sapevo già cosa voleva e aprii la bocca.
Il suo enorme pene entrò in profondità tanto da provocarmi un piccolo conato, subito soffocato dalla mia lussuria. Un getto, poi un altro; grossi fiotti di seme mi ridipingevano la gola e venivano sparati così in profondità che non potevo neanche oppormi, completamente alla sua mercé mi sottomettei completamente alla sua verga e lasciai che usasse la mia bocca come un sextoys da quattro soldi.
Libera potai prendere finalmente una boccata d'aria, mentre lui si sedette.
-se pensi che sia finita non hai capito proprio niente- mi avventai con la bocca sul suo pene che dava già segni di sgonfiarsi.
-Sai mi piace come sei adesso, più intraprendente- sentii la sua mano sui capelli. Io la schiaffeggia via appena lo sentii riprendere vigore.
-avanti che sono straeccitata- gemetti mettendomi a pecora con testa e braccia ben aderenti al sedile, in modo che lui avesse solo il mio culo davanti.
Sentii il suo braccio che mi premette ancosa di più la testa sul sedile e il suo sesso entrò dentro di me
-oh sì, così mi piaci, più violento di prego- gemetti completamente dominata e inchiodata in posa da sottomissione.
-non me lo faccio ripetere due volte- iniziò a pistonare come un pazzo, poi mi afferrò i capelli e li tirò costringendomi su quattro zampe
-non pensare che sia così delicato come le altre volte- mi sussurrò all'orecchio -quella cosa che hai fatto prima era davvero eccitante e quel nettare era devvero delizioso, mai assaggiato niente di simile-
Ricominciò a pistonare ma tenendomi per i capelli si assicurò che il mio culo tornasse velocemente a farsi impalare sulla sua verga. I miei gemiti e la mia incitazioni non lasciavano dubbi che stetti per venire e lui raddoppiò il ritmo fino a ché non venni -amore, stò venendo, tienilo dentro ti prego- dissi con voce spezzata mentre lui non accennava a rallentare. La stimolazione divenne fortissima, quasi dolorosa quando improvvisamente la sua presenza scomparve e le sue braccia mi rigirarono pancia in su e vidi lui, cazzo in mano che si segava furiosamente. Il primo getto mi fiottò sul seno prosperoso andando a imbiancare i miei capezzoli, io mi coprii gli occhi coll'avambraccio. Tirai fuori la lingua e presto venni ricompensata quando due filamente di seme mi raggiunsero il viso e la lingua.
Poi sentii lui che prendendomi per i capelli mi tirò su violentemente guidò la mia faccia verso il suo cazzo mentre lui ormai matido di sudore stava seduto e muoveva la mia testa come un giocattolo.
-sai, mi sei piaciuta stasera. Una piccola principessina che pretende ubbidienza dal suo servetto, per poi trasformarsi in una troia da competizione appena ha davanti un cazzo- mi allontanò lasciandomi libera la bocca -vero troia?-
Di tutta risposta gemetti di desiderio e feci mi spinsi in avanti per riprenderlo in bocca. Succhiarlo e pulirlo per bene.
Rimanemmo così a lungo: lui seduto e il con la sua testa poggiata sulle sue gambe con il suo cazzo in bocca. Ogni tanto gli davo una succhiata o due, ma per il resto lo lasciavo li, poggiato sulla mia lingua dove è giusto che sia.
Dopo quello che mi parve un'eternità mi puntellai per su un braccio per raggiungere la sua faccia e dissi seria -lo rifarai vero, bere intendo-
Lui si limitò a sorridere e con una mano abbassarmi la testa di nuovo in posizione, ovvero col suo cazzo in gola.
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