Il viaggio infinito
di
fetishboy00
genere
feticismo
Come ogni Sabato sera lui era passato a prenderla sotto casa per andare a cena fuori, era ormai un’abitudine che avevano preso e difficilmente avrebbero rinunciato, era il loro piccolo appuntamento settimanale. Solitamente non ci metteva tanto a scendere lei, ma questa volta si era presa più tempo del solito, poi all’improvviso si apre il portone: indossava un cappotto nero che però lasciava intravedere l’abito nero che le metteva in risalto tutto il corpo, sembrava le fosse stato cucito addosso, alle gambe portava delle calze di pizzo nere con ricami floreali, ai piedi indossava un paio di tacchi neri che risuonavano ad ogni suo passo rendono la sua camminata un tripudio di sensualità e di leggero imbarazzo che da sempre la caratterizzavano. Il solo rumore dei tacchi era bastato a scaldare la situazione in macchina ma quando la vide, i pensieri più bollenti attraversarono la mente di lui che avrebbe volentieri chiamato il ristorante per disdire la prenotazione e fare della sua compagna la sua cena.
Arrivati al ristorante, si sedettero sul loro tavolo e chiacchierarono delle loro rispettive giornate, ma lui non faceva altro che pensare alle sue gambe decorate da quelle calze dove ogni ricamo sembrava rappresentare il posto su cui posare le sue labbra e come se non bastasse, ad incendiare il suo animo c’era quel tacco leggermente sfilato dal piede che lei faceva dondolare lentamente in un movimento ipnotico come a dire: “tu sei mio e mi basta così poco per non farti distogliere l’attenzione da me”. La cena procedette per il verso giusto fino a concludersi con il dolce, una mouse al cioccolato e peperoncino, la combo afrodisiaca per eccellenza ma probabilmente dalla cucina non sapevano che quella loro creazione sarebbe stata la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso. Più tardi, nella strada di ritorno a pochi minuti dalla partenza lei decise di sfilarsi i tacchi che le avevano massacrato i piedi e, con apparente non curanza, poggiò i sui piedi sulla plancia dell’auto. Mantenere la concentrazione sulla guida fu per lui un arduo compito, pensava fosse un gesto casuale, ma non sapeva di essere caduto della trappola di lei, una trappola da cui non sarebbe più voluto fuggire.
Il viaggio sembró passare in fretta per lui ma nella realtà la sua era solo distrazione, nella sua mente si susseguivano scene di venerazione di quei piedi, già ne sentiva odore e sapore tanto che per tutto il viaggio tra i suoi pantaloni c’era un visibile rigonfiamento che lei aveva già notato e che senza farsi notare aveva già ideato il modo sfruttarlo.
Arrivati a casa di lei, avrebbero avuto la sera e l’indomani del giorno dopo, tutto per loro perché i genitori di lei erano partiti con degli amici lasciando loro piena libertà della casa. Non appena saliti lui si diresse in camera per allentarsi i bottoni della camicia bianca che indossava ma lei lo raggiunse e guardandolo con lo sguardo più sensuale che avesse con un leggero sorrisetto gli fece con il dito il segno di fermarsi perché la serata non era ancora finita.
Lui non se lo fece ripetere due volte, la prese per i fianchi e la portò a sé e inizio a baciarla quasi come fosse assetato della sua bocca, ma ad un certo punto lei lo fermò e gli chiese a cosa stesse pensando durante la guida perché lo aveva notato “distratto”, lei lo sapeva benissimo ma adorava vedere quel gioco di ruolo che si creava tra di loro soprattutto quando si trattava dei suoi piedi, lui non ci giró tanto intorno, le sfilò le calze a rete ed iniziò a baciarle le piante dei piedi, quel momento che aveva aspettato per tutto il viaggio di ritorno, erano come li aveva immaginato, smalto nero, pedicure fatta da poco, ogni unghia era al suo posto perfettamente smaltata, al tatto erano morbidi come seta ed emanavano un odore misto tra la vaniglia dell’olio idratante e il naturale odore di pelle, sarebbe potuto venire in quell’istante ma la serata era ancora lunga ed il divertimento era appena iniziato. Dopo aver venerato per un po’ i piedi e le gambe della sua amata era arrivato il momento di passare ad altro, lei oggi aveva altri piani per lui, oggi lui non avrebbe mosso un dito e lei sarebbe stata per lui la sua brava ragazza pronta ad eseguire ogni suo desiderio, si scambiarono i posti ora era lui sdraiato sul letto con i pantaloni scesi, lei invece in ginocchio sotto di lui, lei si raccolse i capelli in una coda ed ,una volta comoda, iniziò a baciare il suo petto, scendendo ogni volta più giù , ora era all’altezza del suo addome, scendeva sempre più giù poi arrivò al suo pene ormai eretto pronto ad essere accolto e così fu, lei lo prese in bocca e lui emise un gemito di goduria, quella sensazione di umido e di calore lo facevano godere ogni volta come se fosse la prima, lei inizió lentamente a fare su e giù con la bocca ed ad ogni movimento lui veniva sovrastato da un’ondata di piacere sempre più grande, lei continuava con i suoi movimenti di bocca, ogni tanto usciva baciava il pene durissimo, passava la lingua leccando tutta l’asta del pene e poi lo riprendeva in bocca regalandogli così una delle sensazioni più intese che potesse provare. Lui probabilmente aveva sognato quel momento sin da quando la vide scendere le scale quando era passato a prenderla ma anche lei sembrava non aspettare altro, i suoi movimenti erano decisi ma allo stesso tempo dolci, dietro di lei c’era uno specchio che rifletteva la scena e rendeva lui attore ma al contempo spettatore, vederla lì tra le sue gambe dedicarsi a lui con cura e quasi devozione lo eccitava ancora di più, lui stava per venire ma lei sapeva che per essere una vera brava ragazza avrebbe dovuto sfoggiare un’ulteriore arma, allora lei si alzò gli disse di sdraiarsi sul letto e lei si sdraiò nel verso contrario di modo che la bocca di lei potesse riprendere da dove si era fermata e la bocca di lui potesse prendersi cura dei piedi stanchi di lei, non ci volle tanto prima che dal suo pene l’apice del piacere inzió a fuoriuscire copioso dentro la bocca di lei che non fece in tempo a togliersi che si ritrovò inondata ma, in fondo, era quello che lei aspettava, voleva venerare il suo uomo e fargli toccare per un attimo il piacere più alto che potesse raggiungere e così fu. Ora però i ruoli si sarebbero invertiti, se fino ad ora lei era stata la brava ragazza pronta a soddisfare i bisogni del suo uomo ora era il compito di lui soddisfare i desideri della sua donna. Il lungo orale l’aveva eccitata tantissimo, essere lei a farlo godere così tanto le dava un misto di orgoglio e di eccitazione che aveva reso la sua vagina completamente bagnata e lui non perse tempo, con la mano sul pube di lei, spinse indice e medio dentro di lei che si era contratta per il piacere ed emise un gemito dolce e soffocato che in un istante fece drizzare il pene di lui, pochi secondi era già dentro di lei, la scopava con amore ma senza smettere di essere deciso e di toccare i punti giusti ad ogni colpo lei emetteva dei gemiti e sul suo dolce viso regnavano solo espressione di goduria, erano in un missionario travolgente in cui lei sentiva tutto, lui avvicinò la sua bocca alla quella di lei e la bació ancora piú intensamente senza smettere di penetrarla e riusciva a sentire gli spasmi delle labbra di lei ad ogni colpo che assestava, poi si fermarono, ripresero fiato a cambiarono posizione, lui sotto e lei sopra, lui ammirava il suo corpo nudo, i suoi seni perfetti e la sua espressione così sensuale mentre lei non aveva altro per la mente, in quel momento c’era spazio solo per le sensazioni più carnali, il bacino di lei si muoveva sensualmente avanti e dietro sempre piú velocemente, colpi decisi ogni volta che facevano gemere entrambi. L’apice di quella serata stava per giungere e lui sentiva che il suo pene stava per esplodere dal piacere e allora la prese, la rimise sul letto a pancia in su, prese le gambe di lei, con una mano chiudendola per le caviglie e con un movimento deciso infilò il suo pene dentro di lei, lei emise un altro gemito e con le mani stringeva le lenzuola sotto di lei, lui prese i suoi piedi e ci poggió la faccia, iniziò a baciarle le piante, poi le succhiò le dita nel mentre l’intensità dei colpi aumentava sempre di più, i gemiti di lei erano sempre più forti, il cigolio del letto aumentava sempre di più ma sembrava che nessuno dei due lo sentisse, poi l’apice arrivò, lei si contrasse tutta e lui le esplose dentro riempiendola ancora più di prima subito dopo l’orgasmo entrambi caddero sul letto esausti ma felici, non fecero a tempo a cambiarsi che si addormentarono tenendosi per mano.
Arrivati al ristorante, si sedettero sul loro tavolo e chiacchierarono delle loro rispettive giornate, ma lui non faceva altro che pensare alle sue gambe decorate da quelle calze dove ogni ricamo sembrava rappresentare il posto su cui posare le sue labbra e come se non bastasse, ad incendiare il suo animo c’era quel tacco leggermente sfilato dal piede che lei faceva dondolare lentamente in un movimento ipnotico come a dire: “tu sei mio e mi basta così poco per non farti distogliere l’attenzione da me”. La cena procedette per il verso giusto fino a concludersi con il dolce, una mouse al cioccolato e peperoncino, la combo afrodisiaca per eccellenza ma probabilmente dalla cucina non sapevano che quella loro creazione sarebbe stata la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso. Più tardi, nella strada di ritorno a pochi minuti dalla partenza lei decise di sfilarsi i tacchi che le avevano massacrato i piedi e, con apparente non curanza, poggiò i sui piedi sulla plancia dell’auto. Mantenere la concentrazione sulla guida fu per lui un arduo compito, pensava fosse un gesto casuale, ma non sapeva di essere caduto della trappola di lei, una trappola da cui non sarebbe più voluto fuggire.
Il viaggio sembró passare in fretta per lui ma nella realtà la sua era solo distrazione, nella sua mente si susseguivano scene di venerazione di quei piedi, già ne sentiva odore e sapore tanto che per tutto il viaggio tra i suoi pantaloni c’era un visibile rigonfiamento che lei aveva già notato e che senza farsi notare aveva già ideato il modo sfruttarlo.
Arrivati a casa di lei, avrebbero avuto la sera e l’indomani del giorno dopo, tutto per loro perché i genitori di lei erano partiti con degli amici lasciando loro piena libertà della casa. Non appena saliti lui si diresse in camera per allentarsi i bottoni della camicia bianca che indossava ma lei lo raggiunse e guardandolo con lo sguardo più sensuale che avesse con un leggero sorrisetto gli fece con il dito il segno di fermarsi perché la serata non era ancora finita.
Lui non se lo fece ripetere due volte, la prese per i fianchi e la portò a sé e inizio a baciarla quasi come fosse assetato della sua bocca, ma ad un certo punto lei lo fermò e gli chiese a cosa stesse pensando durante la guida perché lo aveva notato “distratto”, lei lo sapeva benissimo ma adorava vedere quel gioco di ruolo che si creava tra di loro soprattutto quando si trattava dei suoi piedi, lui non ci giró tanto intorno, le sfilò le calze a rete ed iniziò a baciarle le piante dei piedi, quel momento che aveva aspettato per tutto il viaggio di ritorno, erano come li aveva immaginato, smalto nero, pedicure fatta da poco, ogni unghia era al suo posto perfettamente smaltata, al tatto erano morbidi come seta ed emanavano un odore misto tra la vaniglia dell’olio idratante e il naturale odore di pelle, sarebbe potuto venire in quell’istante ma la serata era ancora lunga ed il divertimento era appena iniziato. Dopo aver venerato per un po’ i piedi e le gambe della sua amata era arrivato il momento di passare ad altro, lei oggi aveva altri piani per lui, oggi lui non avrebbe mosso un dito e lei sarebbe stata per lui la sua brava ragazza pronta ad eseguire ogni suo desiderio, si scambiarono i posti ora era lui sdraiato sul letto con i pantaloni scesi, lei invece in ginocchio sotto di lui, lei si raccolse i capelli in una coda ed ,una volta comoda, iniziò a baciare il suo petto, scendendo ogni volta più giù , ora era all’altezza del suo addome, scendeva sempre più giù poi arrivò al suo pene ormai eretto pronto ad essere accolto e così fu, lei lo prese in bocca e lui emise un gemito di goduria, quella sensazione di umido e di calore lo facevano godere ogni volta come se fosse la prima, lei inizió lentamente a fare su e giù con la bocca ed ad ogni movimento lui veniva sovrastato da un’ondata di piacere sempre più grande, lei continuava con i suoi movimenti di bocca, ogni tanto usciva baciava il pene durissimo, passava la lingua leccando tutta l’asta del pene e poi lo riprendeva in bocca regalandogli così una delle sensazioni più intese che potesse provare. Lui probabilmente aveva sognato quel momento sin da quando la vide scendere le scale quando era passato a prenderla ma anche lei sembrava non aspettare altro, i suoi movimenti erano decisi ma allo stesso tempo dolci, dietro di lei c’era uno specchio che rifletteva la scena e rendeva lui attore ma al contempo spettatore, vederla lì tra le sue gambe dedicarsi a lui con cura e quasi devozione lo eccitava ancora di più, lui stava per venire ma lei sapeva che per essere una vera brava ragazza avrebbe dovuto sfoggiare un’ulteriore arma, allora lei si alzò gli disse di sdraiarsi sul letto e lei si sdraiò nel verso contrario di modo che la bocca di lei potesse riprendere da dove si era fermata e la bocca di lui potesse prendersi cura dei piedi stanchi di lei, non ci volle tanto prima che dal suo pene l’apice del piacere inzió a fuoriuscire copioso dentro la bocca di lei che non fece in tempo a togliersi che si ritrovò inondata ma, in fondo, era quello che lei aspettava, voleva venerare il suo uomo e fargli toccare per un attimo il piacere più alto che potesse raggiungere e così fu. Ora però i ruoli si sarebbero invertiti, se fino ad ora lei era stata la brava ragazza pronta a soddisfare i bisogni del suo uomo ora era il compito di lui soddisfare i desideri della sua donna. Il lungo orale l’aveva eccitata tantissimo, essere lei a farlo godere così tanto le dava un misto di orgoglio e di eccitazione che aveva reso la sua vagina completamente bagnata e lui non perse tempo, con la mano sul pube di lei, spinse indice e medio dentro di lei che si era contratta per il piacere ed emise un gemito dolce e soffocato che in un istante fece drizzare il pene di lui, pochi secondi era già dentro di lei, la scopava con amore ma senza smettere di essere deciso e di toccare i punti giusti ad ogni colpo lei emetteva dei gemiti e sul suo dolce viso regnavano solo espressione di goduria, erano in un missionario travolgente in cui lei sentiva tutto, lui avvicinò la sua bocca alla quella di lei e la bació ancora piú intensamente senza smettere di penetrarla e riusciva a sentire gli spasmi delle labbra di lei ad ogni colpo che assestava, poi si fermarono, ripresero fiato a cambiarono posizione, lui sotto e lei sopra, lui ammirava il suo corpo nudo, i suoi seni perfetti e la sua espressione così sensuale mentre lei non aveva altro per la mente, in quel momento c’era spazio solo per le sensazioni più carnali, il bacino di lei si muoveva sensualmente avanti e dietro sempre piú velocemente, colpi decisi ogni volta che facevano gemere entrambi. L’apice di quella serata stava per giungere e lui sentiva che il suo pene stava per esplodere dal piacere e allora la prese, la rimise sul letto a pancia in su, prese le gambe di lei, con una mano chiudendola per le caviglie e con un movimento deciso infilò il suo pene dentro di lei, lei emise un altro gemito e con le mani stringeva le lenzuola sotto di lei, lui prese i suoi piedi e ci poggió la faccia, iniziò a baciarle le piante, poi le succhiò le dita nel mentre l’intensità dei colpi aumentava sempre di più, i gemiti di lei erano sempre più forti, il cigolio del letto aumentava sempre di più ma sembrava che nessuno dei due lo sentisse, poi l’apice arrivò, lei si contrasse tutta e lui le esplose dentro riempiendola ancora più di prima subito dopo l’orgasmo entrambi caddero sul letto esausti ma felici, non fecero a tempo a cambiarsi che si addormentarono tenendosi per mano.
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