Shopping alternativo
di
fetishboy00
genere
prime esperienze
Era un normale pomeriggio infrasettimanale, fuori c’era una bella giornata primaverile una di quelle con il cielo azzurro ed un leggero venticello che ti invita ad indossare una giacca. Si erano dati appuntamento al centro commerciale per fare un po’ di shopping, lei aveva bisogno di un nuovo paio di jeans ma sapeva che, se ci fosse andata da sola, non si sarebbe mai decisa. Avevano deciso di evitare il weekend per non ritrovarsi sommersi nella calca di gente che, quasi come un rito, affolla i negozi nel fine settimana. Dopo aver visto diversi negozi senza trovare nulla di interessante, avevano deciso di fermarsi a fare merenda ad uno dei bar, appena finito di mangiare lei tirò dalla borsa una nuova tinta labbra che aveva preso qualche giorno prima, con naturalezza applicó la tinta sulle labbra, ma quel gesto non era passato inosservato, anche un semplice gesto come quello aveva acceso qualcosa in lui. Poco dopo ripresero con la ricerca nei negozi, ne mancavano pochi sulla lista. L’ultimo negozio era deserto ma le commesse erano concentrate tutte su fare altro, dopo qualche giro raccolsero un paio di vestiti per lei da provare, un jeans molto semplice di quelli che indossi facilmente la mattina ancora assonnata prima di andare a lavoro ed un vestitino estivo bianco decorato a fiori, si diressero verso i camerini anch’essi deserti. Lei iniziò a provare gli abiti che aveva scelto, prima iniziò con il jeans che la calzava a pennello, le metteva in risalto i punti giusti senza essere scomodo, poi iniziò a svestirsi per provarsi il vestito a fiori. Vuoi la fretta o vuoi il fatto che ci fossero solo loro, la tenda del camerino non era stata chiusa totalmente e dallo spiraglio rimasto si poteva ammirare il riflesso di lei. Indossava un reggiseno nero che sembrava contenerle a pena i suoi seni, forse era in periodo particolare del mese o forse agli occhi di lui voleva solo una scusa per slacciarle il reggiseno per poterle baciare ed accarezzare i seni; indossava delle mutandine anch’esse nere ma di cotone, semplici di quelle che indossi quando vuoi stare comoda e tranquilla. Lui, seduto ad aspettarla fuori si godeva lo spettacolo ma sapeva che non avrebbe resistito ancora a lungo senza fare qualcosa, intanto lei aveva appena finito di indossare il vestitino, le stava d’incanto, forse un po’ troppo corto per i gusti di lei che era sempre attenta a mantenere una certa pudicizia. A guardarla in quelle vesti non c’era più modo di resistere, si guardò intorno per vedere se ci fosse qualcuno nei paraggi ma non sembrava esserci nessuno, allora senza perdere tempo entrò nel camerino, la prese per i polsi e con un gesto deciso la fece poggiare al muro per inziare a baciarla come se avesse fame di lei, i sospiri di entrambi si facevano affannosi ma dovevano stare attenti a non essere rumorosi. Dopo qualche minuto di baci appassionati, lei poggió la mano sul suo pacco che ormai voleva solo essere liberato, gli slacció i pantaloni e li fece scendere giusto il necessario per liberare il pene di lui completamente eretto, velocemente si mise in ginocchio ed iniziò a succhiarlo, si muoveva velocemente ma senza essere frettolosa, senza dimenticarsi del piacere di lui, lui che non poteva abbandonarsi completamente al piacere che la calda bocca di lei gli procurava perché doveva controllare che nessuno potesse notarli, dopo qualche minuto che lei era in ginocchio, la prese per la mano, la fece girare, ora lei era appoggiata al muro, lui le sollevò il vestito quel poco che era necessario e si infilò dentro di lei con un colpo solo, lei emise un gemito, ma lui le mise la mano sulla bocca per soffocarne il suono, un colpo dopo l’altro, la mano di lui sempre più stretta sulla bocca di lei, con altra mano la teneva stretta a lei come per impedirle di scappare, cosa che però lei non si sarebbe mai sognata di fare. Qualche minuto dopo arrivò l’orgasmo di lei, le sue pareti si erano strette, il suo cuore batteva sempre più forte, qualche secondo dopo nemmeno lui riuscì a trattenersi oltre e con un ultimo colpo deciso le venì dentro copiosamente,si erano fermati ma per un attimo sembrava si fossero dimenticati di dove si trovavano, poco dopo sentirono dei passi ma velocemente lui si rialzò i pantaloni, e lei senza dover fare nulla era già pronta, era una commessa che voleva chiedere se fosse tutto okay e loro guardandosi negli occhi fecero un leggero sorriso d’intesa rispondendo che andasse tutto benissimo e che avrebbero preso entrambi i capi.
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