Una coppia unita (?)

di
genere
tradimenti

L’estate era arrivata quasi all’improvviso, portandosi dietro quella voglia irrefrenabile di libertà, mare e notti senza orario. Marco e Alessia aspettavano quella vacanza da mesi: un villaggio sulla costa, bungalow immersi tra pini e sabbia dorata, il rumore delle onde a fare da sottofondo a ogni giornata.

Erano in nove in totale, un gruppo nato dall’unione di due mondi diversi. Da una parte c’erano Marco e i suoi amici storici, Luca e Davide, inseparabili fin dai tempi del liceo. Dall’altra Alessia, con le sue amiche del cuore: Giulia, Serena e Federica, ciascuna con il proprio carattere ma legate da anni di confidenze e risate.

A complicare le cose, però, si erano aggiunti all’ultimo momento anche due ragazzi, amici di Serena: Riccardo e Matteo. Non che fossero antipatici a tutti… ma a Marco proprio non andavano giù. C’era qualcosa nel loro modo di fare, forse un po’ troppo sicuro, forse un po’ troppo invadente, che lo irritava più del dovuto.

Il problema vero, però, non erano le simpatie. Erano i bungalow.

Il villaggio ne aveva assegnati tre, ciascuno da tre posti. Nove persone, tre bungalow: sulla carta, tutto perfetto. Nella realtà, un disastro annunciato.

"Io con voi non ci sto" disse subito Giulia ridendo, indicando Luca e Davide.

"Tranquilla, il sentimento è reciproco" ribatté Luca.

"Alessia ovviamente sta con me" intervenne Marco, quasi dando la cosa per scontata.

"Eh no, calma" lo fermò Serena. "Decidiamo insieme."

Le voci iniziarono a sovrapporsi, tra battute, mezze pretese e tentativi falliti di trovare un accordo. Ognuno aveva una preferenza, nessuno era disposto a cedere davvero. E più passavano i minuti, più la situazione diventava caotica.

Finché Federica, che fino a quel momento era rimasta in silenzio a osservare la scena con un mezzo sorriso, alzò una mano.

"Ok, basta così. Facciamo una cosa semplice: sorteggio."

"Sorteggio?" chiese Alessia.

"Sì. Scriviamo i nomi, li mischiamo e creiamo i gruppi a caso. Niente discussioni, niente drammi."

Per un attimo ci fu silenzio. Poi, quasi con sollievo, tutti accettarono. Sembrava la soluzione più giusta.

Serena prese dei foglietti, scrisse i nomi con calma e li piegò con attenzione, uno per uno. Nessuno fece caso al modo in cui li separava leggermente, né al piccolo sguardo furbo che le attraversò gli occhi.

Quando iniziò a estrarre i nomi, l’atmosfera si fece improvvisamente carica di aspettativa.

Il primo bungalow venne fuori in fretta:
Marco, Luca e Davide.

"Perfetto!" esclamò Marco, battendo il cinque agli amici. Almeno su quello, il destino era stato dalla sua parte.

Il secondo gruppo fu altrettanto lineare: Giulia, Serena e Federica.

Le tre ragazze si guardarono e scoppiarono a ridere. Anche quello funzionava.

Restava l’ultimo bungalow.

Federica pescò gli ultimi tre nomi, fece una pausa teatrale e poi li lesse ad alta voce:

"Alessia… Riccardo… Matteo."

Per un attimo nessuno parlò.

Marco rimase immobile, il sorriso appena accennato che svaniva lentamente. Alessia sbatté le palpebre, sorpresa. Riccardo e Matteo si scambiarono uno sguardo complice.

"Beh…" disse Serena, stringendosi nelle spalle con innocenza. "Il caso ha deciso."

Marco non disse nulla, ma dentro di sé sapeva una cosa con assoluta certezza:
quella vacanza sarebbe stata tutto tranne che tranquilla.


Il villaggio era esattamente come lo avevano immaginato: vialetti di sabbia chiara, pini che facevano ombra anche nelle ore più calde e il mare a pochi passi, così vicino da sentirlo anche di notte.

I bungalow, però, erano meno "lussuosi” di quanto sperassero.

Tre letti nella stessa stanza, disposti senza troppa grazia, e un bagno piccolo da condividere. Niente spazi per nascondersi davvero, niente porte dietro cui isolarsi. Tutto era… esposto.

"Beh, almeno non ci perderemo di vista," scherzò Davide entrando nel loro bungalow.

Marco rise, buttando la borsa su uno dei letti. In fondo, a lui era andata bene. Stare con Luca e Davide significava risate, zero complicazioni… e nessuna tensione diretta.

O quasi.

Il suo sguardo, però, andava continuamente verso il vialetto che portava al bungalow più lontano. Quello di Alessia.


Nel bungalow misto, l’atmosfera era diversa.

Alessia entrò per prima, lasciando scivolare la valigia sul pavimento. Indossava già un vestitino leggero, di quelli che lasciavano poco spazio all’immaginazione. Sotto, si intravedeva il costume.

"Ok… siamo un po’ stretti" disse, osservando i tre letti.

"Ci si adatta" rispose Riccardo con un sorriso disinvolto, appoggiandosi allo stipite della porta.

Matteo, invece, aveva già tirato fuori la macchina fotografica dalla borsa, quasi fosse la cosa più naturale del mondo.

"La luce qui è pazzesca" commentò, guardandosi intorno. Poi posò lo sguardo su Alessia. "Soprattutto su di te."

Alessia sorrise, senza imbarazzo. Era abituata a quel tipo di attenzione. Anzi, le piaceva. Non era solo vanità: era gioco, era controllo, era il piacere di sentirsi guardata.
E Marco lo sapeva bene.

Tra loro non c’erano segreti. Si raccontavano tutto, anche quelle cose che altre coppie evitavano. Lui ogni tanto provava una punta di gelosia, inevitabile… ma era una gelosia che si mescolava a qualcosa di diverso. Orgoglio. Attrazione. Eccitazione. Fiducia.

Soprattutto fiducia.

Alessia prese il telefono, si girò verso la finestra e si fece una foto veloce, aggiustandosi appena il vestito.

"Questa va su Instagram" disse, più a se stessa che agli altri.

"Aspetta" intervenne Matteo, avvicinandosi di qualche passo. "Se vuoi, posso fartene una io. Con questa luce… viene molto meglio."

Lei lo guardò per un attimo, valutando. Poi sorrise.

"Va bene. Ma fammi sembrare ancora più bella."

"Non sarà difficile" rispose lui, già concentrato.

Riccardo osservava la scena in silenzio, con un mezzo sorriso. Sapeva esattamente cosa stava succedendo. Voleva Alessia e già intuiva si sarebbero divertiti con lei.


Nel frattempo, negli altri bungalow, le cose si muovevano in modo più sottile.

Serena era seduta sul letto, intenta a sistemare i pochi vestiti che aveva portato: costumi, top leggeri, gonne corte. Il minimo indispensabile per sopravvivere a una settimana di caldo… e di sguardi.

Giulia la osservò per un momento. "Sei stranamente tranquilla" disse.

Federica, dall’altra parte della stanza, accennò un sorriso senza alzare lo sguardo.

Serena chiuse la valigia con calma. "Diciamo che… questa vacanza potrebbe essere più interessante del previsto."

Non aggiunse altro. Non ce n’era bisogno. Era stata lei a insistere per il sorteggio. Lei a suggerire di coinvolgere Riccardo e Matteo. E non era stato affatto casuale.

Sapeva dell’interesse dei due per Alessia. Era evidente. E contava proprio su quello.

Dividere Marco da Alessia era il primo passo.

Il resto… sarebbe venuto da sé.



Nel pomeriggio tutti si ritrovarono in spiaggia.

Alessia arrivò per ultima.

Indossava un costume semplice, ma su di lei non aveva nulla di semplice. I capelli ancora leggermente umidi, la pelle illuminata dagli ultimi raggi di sole.

Marco la vide subito.

E sorrise.

Lei si avvicinò, si sedette accanto a lui e gli sussurrò qualcosa all’orecchio. Un dettaglio, forse su come era andato il pomeriggio.

Lui ascoltò, senza interromperla.

Poi le rispose, a bassa voce.

Tra loro, come sempre, non c’erano filtri.

Riccardo e Matteo li osservavano da qualche metro di distanza.

Serena, poco più in là, faceva lo stesso.

La partita era appena iniziata.

E nessuno, davvero, stava giocando con le carte scoperte.




La sera al villaggio aveva un ritmo tutto suo.

Musica bassa in lontananza, luci soffuse tra i vialetti e quell’aria calda che sembrava rallentare ogni cosa. Il gruppo si era sparpagliato sulla spiaggia, tra chi parlava, chi rideva e chi osservava senza farsi notare troppo.

Marco e Alessia, invece, sembravano in una bolla tutta loro.

"Allora?" le chiese lui, guardandola di lato. "Com’è andata davvero?"

Alessia sorrise appena, giocando con la sabbia tra le dita.

"Interessante," rispose. "Matteo è bravo. Molto bravo."

Marco sollevò un sopracciglio. "Solo con la macchina fotografica?"

Lei lo guardò, con quello sguardo che lui conosceva fin troppo bene.

"Anche con gli occhi."

Un attimo di silenzio.

Poi Marco sorrise. Non era una reazione forzata. Era… autentica, anche se leggermente tesa.

"E Riccardo?" chiese.

"Riccardo non ci prova nemmeno a nasconderlo," disse lei. "È diretto. Molto."

"E ti dà fastidio?"

Alessia scosse la testa. "No. Mi diverte." Lo disse con l'eccitazione negli occhi.

Marco annuì lentamente. Dentro sentiva quel solito mix: un filo di gelosia, sì… ma anche qualcosa di più elettrico, più difficile da definire. Era eccitato a dismisura. Sia la situazione che si era creata ma anche la complicità con Alessia rendeva tutto più…. intrigante.

"Ti hanno fatto molte foto?" chiese.

Lei prese il telefono e glielo porse.

Marco iniziò a scorrere.

Le immagini erano… intense. Niente di esplicito, ma studiate. La luce, le pose, il modo in cui Alessia guardava l’obiettivo. Era esattamente come la vedeva lui… e allo stesso tempo diversa. Più distante. Più provocante.

"Questa è pazzesca," disse, fermandosi su una in particolare.

"Lo so," rispose lei, soddisfatta. "Matteo è stato davvero bravo."

Marco rimase qualche secondo in silenzio.

Poi alzò lo sguardo verso di lei. "Domani ne fate altre."

Non era una domanda.

Alessia sorrise più apertamente.

"Sì."

Si sentiva tutta un fremito, non vedeva l'ora.



Poco distante, Serena osservava la scena.

Non poteva sentire le parole, ma capiva perfettamente il linguaggio dei corpi. Troppo vicini per essere in crisi. Troppo tranquilli per essere ignari.

Federica le si avvicinò, incrociando le braccia.

"Come procede?" disse a bassa voce.

Serena non distolse lo sguardo.

"Siamo solo all'inizio" rispose. "vediamo come evolve"

"Stai giocando con il fuoco."

Serena accennò un sorriso.

"È l’unico modo per vedere se ha delle possibilità con Marco."



Il giorno dopo, il sole arrivò presto, insieme al caldo.

Nel bungalow misto, l’aria era già densa.

Alessia era davanti allo specchio, intenta a sistemarsi il costume. Uno di quelli semplici, ma tagliati nel modo giusto per attirare attenzione senza sembrare studiati.

Matteo era seduto sul letto, a controllare le foto del giorno prima.

"Ce n’è una che devi vedere," disse.

Lei si voltò, avvicinandosi.

Riccardo, appoggiato alla porta, li osservava in silenzio.

Matteo le mostrò lo schermo. "Questa."

Alessia si fermò.

L’immagine la ritraeva mentre guardava fuori dalla finestra, il vestito leggermente sollevato dal vento. Il suo culo lasciato totalmente esposto dallo striminzito filo di stoffa del costume, una foto altamente erotica.

Lei era davvero eccitante e si rendeva conto di esserlo.

"Ok," disse lei, piano. "Questa è… wow"

"È vera," rispose Matteo. "Non stavi posando. Sei più bella quando sei naturale"

Riccardo intervenne, con un tono più leggero. "E nuda. Hai un corpo davvero sexy e secondo me dovresti fare foto più esplicite"

Alessia alzò lo sguardo verso di lui. "Sempre diretto, vedo."

Riccardo fece un mezzo sorriso. "Sai che ho ragione."

Silenzio.

Un silenzio carico, ma non scomodo.

Alessia si morse appena il labbro, poi prese il telefono.

"Però poi non le postiamo" disse.

"No?" chiese Matteo.

Lei scosse la testa. "No, però mi intriga l'idea. Vedere il mio pieno potenziale. Ma dovete promettermi che resta tutto tra di noi."



Nel frattempo, Marco iniziava a sentire la distanza.

Non una distanza reale. Quella la colmavano parlando, raccontandosi tutto. Ma c’era qualcosa di diverso nell’aria.

Quando Alessia lo raggiunse più tardi, aveva addosso quell’energia che lui riconosceva subito.

"Allora?" le chiese.

"Vogliono farmi foto piu spinte" rispose lei.

Marco la guardò negli occhi.

"Ti piace."

Non era una domanda.

"Sì" ammise lei, senza esitazione. "Mi piace essere guardata così."

Marco inspirò lentamente.

"E ti piace che siano loro a guardarti?"

Alessia fece un passo più vicino. E gli mise la mano sul suo pacco, felice di trovarlo duro.

"Mi piace che tu sappia che lo fanno. E l'effetto che ti fa."

Quella risposta rimase sospesa tra loro.

Poi Marco sorrise, ma stavolta era diverso. Più consapevole.

"Allora fammi vedere fin dove vuoi arrivare."

Stavo esplodendo dall'eccitazione ma quella sera non avrebbero avuto tempo di fare nulla perché ben presto si ritrovarono tutti assieme a fare serata.

E Serena in ogni occasione possibile cercava di avvicinarsi a Marco e separarlo da Alessia.



Il giorno dopo, nel bungalow, Matteo aveva ormai trasformato ogni momento in un’occasione fotografica. E Alessia non si tirava indietro, anzi.

La luce del mattino, quella calda del pomeriggio, perfino le ombre della sera. Alessia era diventata il suo soggetto preferito — non solo per come appariva, ma per come si muoveva davanti all’obiettivo.

Sempre più sicura. Sempre più libera.

Sia di testa, che di vestiti.

"Non devi pensarci," le diceva spesso. "Fai finta che io non ci sia."

E in un certo senso, Alessia ci stava riuscendo davvero.

All’inizio erano pose studiate, controllate. Poi, posa dopo posa, qualcosa si allentò. I gesti divennero più spontanei, meno filtrati. Non era più solo "farsi fotografare”.

Era lasciarsi guardare.

Era diventato tutto "normale" e ora non aveva più nessun problema a mostrarsi a loro e alla fotocamera nuda o in tenute sempre più sensuali ed erotiche.

Matteo da dietro la fotocamera l'ammirava e le dava pochi comandi ma ottimi per metterla nelle condizioni migliori.

Riccardo, invece, non si nascondeva mai dietro la macchina. La sua presenza era diretta, quasi magnetica. Non invadeva, ma c’era. Sempre.

"Dovresti provare qualcosa di diverso," disse un pomeriggio, appoggiato al muro mentre Matteo regolava l’obiettivo.

Alessia lo guardò. "Tipo?"

Riccardo fece un piccolo gesto con la mano, vago ma chiaro nel significato: "potremmo farle insieme, qualcosa di naturale però, non in posa".

Matteo annuì. "Ha ragione. Le foto migliori sono quelle in cui non stai recitando."

Un attimo di silenzio.

Riccardo era un bel ragazzo, e sicuramente sarebbero uscite delle ottime foto. Tuttavia, non era quello che la faceva fremere dal desiderio. Voleva farlo e avrebbe goduto nel mostrare a Marco il risultato.

Poi Alessia sorrise.

"Ok" disse piano. "Facciamolo."



Quella volta fu diverso.

Non c’erano più solo pose pensate per essere pubblicate. C’era un’atmosfera più intima, più sospesa. Il confine tra gioco e realtà si era fatto sottile.

Matteo scattava, concentrato.

Riccardo era entrato prepotentemente in gioco.

Non si limitava più ad ammirare il corpo nudo e sexy della bella Alessia.

Finalmente poteva metterci le mani sopra e aveva una scusa per farlo.

Le prime foto furono quelle più caste e semplici, loro due vicini ma nulla più. Poi Riccardo allungò le mani sempre più impunemente.

E Alessia… non si tirava indietro.

Le foto avevano una carica erotica sempre più alta.

Non era provocazione fine a sé stessa. Era consapevolezza. Del proprio corpo, degli sguardi su di lei, del fatto che stava scegliendo di stare lì, in quel momento. Con Riccardo ma col pensiero a Marco.



Seduta sul letto con il telefono tra le mani, scrisse a Marco.

Non gli nascondeva nulla. Non lo aveva mai fatto.

Gli raccontò delle foto, di come stavano evolvendo. Di Riccardo, del suo modo di avvicinarsi senza chiedere davvero il permesso… e del fatto che, in fondo, non le dispiaceva.

Passarono pochi minuti.

Poi arrivò la risposta.

Marco era nel suo bungalow, sdraiato sul letto, lo sguardo fisso sullo schermo.

Ogni messaggio di Alessia lo attraversava in modo strano. Non era solo gelosia. Non era solo eccitazione. Era qualcosa di più complesso, più profondo.

La immaginava. La conosceva.

E sapeva che nulla di quello che faceva era casuale.

Scrisse lentamente.

"Se ti fa stare bene… non fermarti.”

Alessia lesse il messaggio e rimase immobile per qualche secondo.

Poi digitò:

"Posso davvero fare quello che voglio?”

Marco esitò appena.

Era una linea sottile. Ma tra loro, quella linea era sempre stata diversa.

"Sì” rispose. "Ma raccontami tutto.”





Libera da qualsiasi inibizione, Alessia cedette a Riccardo definitivamente.

Lui, dal canto suo, non vedeva l'ora di potere finalmente farla sua.

Matteo continuava a immortalare quella scena sempre più erotica.

Alessia non diceva nulla, anzi ne godeva.

La sua faccia fu colta benissimo nel momento di massima eccitazione quando lui le entrò dentro e durante tutti i minuti successivi.

Perché Matteo, da bravo regista, suggeriva le pose e consentiva a Riccardo di approfittare del fatto che Alessia ormai era cosi tanto succube di quell'eccitazione da lasciarsi indicare cosa fare senza protestare.

Questo finchè Matteo decise che era giunto il momento di partecipare.

Mise la fotocamera in modalità video e la fissò sul comodino mentre entrambi giocavano con lei, che ne era molto entusiasta.

L'eccitazione di Alessia era totale: le sembrava una cosa proibita, da non fare e proprio per questo ne godeva. Essere totalmente nelle loro mani era una di quelle fantasie che reputava irrealizzabile, invece ora lo stava facendo e pensava a Marco e a quanto si sarebbe eccitato vedendo il video.

Quella sera, dato anche il brutto tempo che si stava consumando fuori, un classico nubifragio estivo, rimasero nel bungalow e si lasciarono totalmente alla lussuria.

Matteo si alternava con Riccardo alle riprese e con Alessia.

Andarono avanti fino a notte fonda alternando pause e momenti di pura estasi.

Per Alessia era tutto liberatorio. Infrangere i tabù e dare sfogo a tutta la sua carica mentale e sessuale.

Riccardo e Matteo le proposero di fare diversi video e foto espliciti.

Alessia non rifiutò nulla "Però poi voglio che mi date tutto. E che rimanga fra noi.”






Nel villaggio, il tempo sembrava scorrere più veloce del normale. Le giornate si sovrapponevano: sole, mare, musica… e tensioni che crescevano senza pause.

Alessia ormai non si fermava più.

Nel bungalow, la presenza di Riccardo e Matteo era diventata parte del gioco. Non c’era più imbarazzo, né esitazione. Si muoveva con naturalezza, come se quello spazio fosse diventato un piccolo set privato.

Matteo scattava e filmava sempre di più, sempre meglio. Riccardo partecipava, e ormai trattava Alessia come fosse la sua donna.

E Alessia. Lasciava succedere. Non perché fosse obbligata. Ma perché lo stava scegliendo lei.

Inizialmente era tutto circoscritto al bungalow. Fuori sembrava tutto normale, ma non appena erano soli loro tre si scatenavano le più perverse fantasie.



Marco, dall’altra parte del villaggio, viveva tutto in tempo reale.

Messaggi. Foto. Brevi video. Frammenti di quello che stava succedendo. Alessia lo aggiornava ogni volta che poteva.

E ogni volta era la stessa sensazione: un misto di tensione e desiderio, di controllo e perdita di controllo. E un'eccitazione senza fine.

Quella sera, mentre era seduto fuori dal bungalow con Luca e Davide, il telefono vibrò di nuovo.

Un messaggio di Alessia.

"Oggi è successo qualcosa di più.”

Marco si alzò senza dire niente e si allontanò di qualche passo.

"Dimmi.”

Passarono pochi secondi.

"Matteo si è unito a Riccardo e mi hanno preso in due. Assieme.”

Marco chiuse gli occhi un attimo.

"E tu?”

La risposta arrivò subito.

"Non li ho fermati.”

Silenzio.

Poi Marco scrisse:

"Non devi farlo. Se lo vuoi, va bene così.”

Era onesto. Avevano fantasticato tante volte fra loro durante il sesso di come lo eccitasse un Alessia disinibita. Anche con altri.

Quella frase segnò qualcosa.

"Non riesco più a fermarmi." Confessò lei "Penso a quanto godrai quando guarderai i video e il pensiero mi fa godere.”

"Ho decine di video di tutti i tipi. Impazzirai. Ma voglio vederli assieme a te."

Marco era euforico pensando a quando sarebbe di nuovo stato con Alessia e avrebbero scoperto dai video tutto quello che era successo.

E Alessia lo manteneva su di giro inviando delle foto molto spinte, "come anteprime".



Quella stessa notte, Serena entrò nel bungalow e trovò Marco da solo.

"Ti rubo un minuto?" disse, avvicinandosi con naturalezza.

Marco la guardò, un po’ sorpreso. "Dimmi."

Serena si sedette accanto a lui, troppo vicina per essere casuale.

"Devo chiederti una cosa," disse, abbassando leggermente la voce.

Marco incrociò le braccia. "Sembra serio."

Lei lo guardò negli occhi.

"Tu sei davvero tranquillo?"

"Su cosa?"

Serena fece un mezzo sorriso. "Su quello che sta succedendo."

Marco non rispose subito.

Lei continuò:

"Alessia… Riccardo… Matteo… stesso bungalow… stesso spazio…"

Lasciò la frase sospesa.

Marco la fissò, cercando di capire dove volesse arrivare.

"So che ti racconta tutto," aggiunse Serena. "Ma raccontare non è la stessa cosa che vivere."

Quella frase colpì.

Non perché fosse completamente vera. Ma perché rendeva le fantasie definitivamente reali.

"E tu perché me lo stai dicendo?" chiese Marco.

Serena si avvicinò appena di più.

"Perché penso che tu stia facendo finta di stare bene con una cosa che, forse, non lo è."

Silenzio.

Lui sapeva bene che era tutto condiviso fra lui e Alessia, ma non riusciva a dirlo a Serena, che non poteva conoscere le loro fantasie più spinte.

Il rumore del mare riempiva gli spazi tra le parole.

Poi Serena fece l’ultima mossa.

"E perché, magari… potresti stare meglio in un altro modo."

Marco la guardò.

Questa volta, capì.

Non era più sottinteso. Non era più strategia lontana.

Era un attacco diretto.

La sua mano saggiava già la durezza del suo cazzo.

Marco trasalì, non si aspettava nulla di tutto questo ma capì che Serena lo voleva.



Nel bungalow misto, intanto, l’atmosfera era sempre più carica.

Matteo mostrava ad Alessia gli ultimi scatti.

"Questi non sono decisamente da social" disse.

"Dici?" rispose lei con tono scherzoso.

Riccardo si avvicinò, guardando sopra la sua spalla.

"Perché non ne pubblichi una?? Ti sfido" aggiunse.

Alessia non rispose.

Prese il telefono.

Scrisse a Marco.

"Amore mi stanno sfidando a mettere una foto dove sono totalmente nuda su Instagram. Ovviamente dovrei sceglierne una in cui non si vede niente di sconveniente, ma mi eccita l'idea che gli altri capiscano bene che sono nuda. Che ne dici? Posso?"

"Nuda?" rispose subito Marco "Tu mi vuoi fare morire…! L'immagine è tua, se sta bene a te e non pensi possa crearti problemi…. Lo sai che a me eccita"

Alessia "Appunto che lo so, che eccita anche me"

Marco: "Amore è successa una cosa inaspettata"

"Cosa?" rispose Alessia curiosa ma ancora eccitatissima pensando alla foto da pubblicare

"Serena ci ha provato con me”

Passarono pochi secondi.

"Ah si??”

Alessia era un turbine di emozioni.

"E tu?”

Marco guardò Serena, ancora seduta accanto a lui, che stava osservando quello scambio di messaggi.

Poi rispose:

"E' appena successo. Non ho ancora fatto niente ma è qui vicino a me. Siamo soli. Cosa vuoi che faccia?”

Alessia senti una botta allo stomaco, ma era pervasa da quel senso di eccitazione assoluto e i pensieri si mischiavano.
Decise che come stava giocando lei, avrebbe potuto farlo anche lui.

"Tu mi hai concesso di giocare, mi sembra giusto che possa farlo anche tu. Ma anche tu tienimi aggiornata e non nascondermi niente."



La settimana non era nemmeno a metà.

Ma ormai era chiaro a tutti, anche se nessuno lo diceva apertamente:

non era più solo una vacanza.

Era diventata una perdizione di lussuria e perversione.

E ogni giorno… si raggiungevano traguardi pensati solo nelle fantsie piu nascoste.

Il quarto giorno fu quello in cui tutto smise di essere sottinteso.

Nel bungalow misto, l’odore di sesso impregnava tutto.

Non c'erano più tabù di nessun tipo.

Giravano tutti e tre nudi, facevano la doccia assieme e ogni momento era buono per fare qualcosa. I ragazzi si divertivano a stuzzicare Alessia e spingere sempre oltre le sue perversioni.

"Allora quanti like hai ricevuto?" chiese Riccardo. Il riferimento alla foto che aveva pubblicato su Instagram in cui era nuda in penombra era evidente.

"E' incredibile, ho passato il migliaio…. e dire che di solito mi fermo sui 300" rispose Alessia con una punta di orgoglio.

"Devi ringraziare Matteo per lo scatto" la punzecchiò.

"Grazie Matteo!" disse Alessia girandosi verso di lui che si stava riposando sul letto "Ma credo di avervi già ben più che ringraziato…." con tono allusivo.

In quel momento squillo il telefono di Alessia, era sicuramente un messaggio di Marco.

Riccardo la guardò con aria furba "Vero. E noi dobbiamo ringraziare Marco che ci consente di divertirci con una troia come te!"

Senza darle tempo di controbattere, Riccardo le infilò il cazzo in bocca e le prese la testa guidandola nell'ennesimo pompino, che ormai era diventato quasi normalità.
Ma in quell'occasione, il riferimento a Marco e l'averle impedito di guardare il messaggio sul telefono le aveva dato una scossa di piacere, dovuto forse alla sottomissione che stava sempre più crescendo nei confronti di Riccardo.

Succhiò quindi col massimo della cura, mentre Matteo colse il momento con una foto che inviò subito a Marco "Alessia è impegnata ora"

Ormai non c'era più nulla di celato fra loro. Era tutto parte di un tacito accordo che soddisfaceva tutte le parti.

"Ah ma non sei la sola che si diverte!" Disse Matteo, dopo aver vista la risposta di Marco, che aveva inviato una foto mentre faceva lo stesso con Serena.

Alessia ancora intenta a succhiare, con una mano prese e guardò anche lei il telefono e vide la foto di Marco con Serena con il messaggio "amore ti volevo solo avvisare"

Lei sentiva ogni volta una fitta di gelosia ma vedendo la sua situazione non poteva che essere felice per il suo ragazzo.

Riccardo "Sembra che ne stiano beneficiando tutti, che bella vacanza!"

Matteo si sentì di intervenire "Dovresti aprire un profilo OnlyFans"

Alessia fu lasciata libera dalla presa di Riccardo e per lei fu come un colpo, rimase stranita "Cosa? Ma... no dai… è troppo. io… e poi Marco non penso approverebbe!" pensandoci però il suo corpo non mentiva e si era eccitato come non mai.

Riccardo che aveva capito tutto, fece prima un segno a Matteo di filmarli, e poi prese Alessia e la mise a pecora sul divano, penetrandola senza tanti preamboli. Lei era un lago e non fece alcuna resistenza, la eccitava essere trattata così.

"Marco sarà d'accordo con tutto quello che deciderai, l'hai già visto" sentenziò, "Facciamo una scommessa, ora ti scopo brutalmente e se vieni entro 1 minuto lo dovrai aprire. E questo sarà il primo video che dovrai caricare…."

Per Alessia fu un pungo allo stomaco, ma in senso positivo. L'effetto sorpresa di tutto quel momento, il pensare a cosa avrebbe dovuto fare…. farsi vedere da tutti… la eccitava tremendamente, non poteva nascondersi. E anche Marco era un falso tabù, è vero che avrebbe acconsentito a tutto quello che lei avrebbe voluto. Alzo gli occhi, video Matteo che li stava riprendendo. Riccardo intanto la umiliava a parole e non solo.

Era troppo per lei. I suoi sensi erano all'estremo e si lasciò andare completamente. L'orgasmo la travolse impetuoso subito.
Ebbe una scossa nel corpo che si accasciò sul letto senza forza.

Riccardo però non pago di quella vittoria, la risollevò subito e riprese a scoparla duramente. "Come immaginavo non sei riuscita a resistere nemmeno un minuto. Ora sai cosa dovrai fare, vero??"

Alessia non capiva più niente, sollevò gli occhi verso Matteo che la stava riprendendo e urlò il suo ennesimo orgasmo alla telecamera "Siiiii! Siiiiiii!"

Sapeva che era l'ennesima resa nei confronti dei due e pensò subito a Marco e a quanto le loro fantasie l'avevano spinta in basso e quando ancora sarebbe potuta scendere.


Quando più tardi si trovarono tutti in spiaggia, Alessia prese da parte Marco e lo porto nel suo bungalow, approfittando del fatto che fosse vuoto.

"Ho voglia di te e ti devo mostrare una cosa" disse mentre lo spogliò del costume

Lo spinse sul letto e gli montò sopra. Non fece in tempo a iniziare qualche sfregamento che lo trovò già durissimo. E anche lei era già bagnatissima, la voglia era troppa.

Senza aspettare oltre si impalò su di lui, mentre continuava a guardarlo negli occhi.

"Ti amo"

"Anch'io"

Marco era durissimo in lei ma dopo poco si accorse di qualcosa di diverso.

"Ti sento più larga" disse Marco mentre lei continuava il suo su è giù ed entrambi ansimavano.

"Colpa di Riccardo, lui ce l'ha più grande del tuo e mi sto abituando a lui" fu onesta e sincera come sempre. Poco dopo sentì contrarsi e indurirsi di più il cazzo dentro di lei. "No no no amore, non venire ora…. aspetta!"

Marco aveva chiuso gli occhi in preda al godimento, sembrava davvero già sul punto di cedere. Ma lei lo fermò.

"Davvero stavi per venire solo perché ti ho parlato del cazzo di Riccardo?? Ti piace proprio che la tua ragazza sia una troia eh?"

"Non posso mentire, mi eccita a dismisura. Ma ti amo, non ti voglio perdere per nessun motivo"

"Amore non dirlo nemmeno per scherzo. Anch'io ti amo e non mi perderai mai. Ti confesso che mi eccita molto spogliarmi ed essere nelle mani di altri, ma finita l'eccitazione vorrò sempre tornare da te!"

Lei si abbassò su di lui e gli diede il bacio più passionale possibile

Marco riprese a muoversi, dopo lo stop per non venire subito.

"Mmm ti amo troppo… però ti ho portato qui per mostrarti una cosa" disse Alessia mentre afferrò il telefono vicino a lei.

Nel mentre che porse a Marco il telefono continuò a montarlo a smorzacandela su di lui. Erano entrambi eccitatissimi.

"Fai partire il video"

Marco lo fece e si ritrovò a guardare il video in cui Riccardo la scopava mentre le proponeva la scommessa di OnlyFans. Il video durava meno di un minuto, tempo in cui Riccardo aveva vinto la scommessa.

Resistette a malapena fino alla fine del video e non trattenne oltre l'orgasmo. Riempi Alessia che si godeva quella reazione.

"Non ci credo" furono le prime parole di Marco appena ripresosi.

"Scusa" rispose lei "ma sono felice dell'effetto che ti ha fatto"

"Lui.... tu..." non riusciva ancora a mettere insieme le parole

"Che ne dici se apro OnlyFans?" le chiese lei a bruciapelo.

"Cazzo, non ci credo" si stupì lei. Marco era appena venuto ma non era mai uscito e poteva sentirlo nuovamente durissimo in lei. "Lo prendo come un si. E' questo l'effetto che ti fa??"

"Si" sentenziò Marco "Sei proprio una troia. La mia troia. Ti amo troppo!"

La trascinò giù e si baciarono nuovamente. le lingue si intrecciavano in un turbine di passione.

Erano una coppia strana, ma funzionavano perfettamente.


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Per commenti potete scrivermi a adangerousmind81@gmail.com
scritto il
2026-04-15
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