Lei dentro di me
di
Cercatore
genere
confessioni
Tutto è iniziato quando mio zio è venuto a vivere con me e mia madre. Il mio fisico femminile stava prendendo il sopravvento sul mio lato maschile. Le mie gambe lunghe e snelle sembravano così perfette che volevo mostrarle a tutti, soprattutto a mio zio, che non perdeva mai l'occasione di ammirarle. Indossavo spesso pantaloncini succinti che mettevano in mostra le mie cosce femminili e il mio sedere sodo e rotondo. Un giorno mio zio mi fece un regalo. Lo aprii emozionata... era un completo intimo molto sexy e succinto e un miniabito corto ed elasticizzato. All'improvviso mi sentii arrossire e, molto imbarazzata, guardai mio zio. Lui sorrideva. "Ti piace? A me piace molto e non vedo l'ora di vederti indossarlo." Non riuscii a dire una parola e corsi in camera mia, metà imbarazzata, metà felice.
Non riuscii a resistere: indossai subito l'intimo. Sensazioni fortissime... brividi al contatto di quel tessuto morbido e leggero sulla mia pelle... ero eccitata! E l'effetto si trasmise immediatamente al mio clitoride, a malapena contenuto dal perizoma. Mi guardai allo specchio e subito mi sentii una donna affascinante... sensuale!
Rimasi lì a lungo, a guardarmi e a muovermi sensualmente davanti allo specchio. Ma il desiderio di indossare anche l'abito era forte, e lentamente, assaporando il piacere di sentirmi donna, lo sfilai. Aderiva perfettamente al mio corpo, e la sua lunghezza mini metteva in risalto le mie gambe lunghe. E adesso? Avrei dato qualsiasi cosa pur di mostrarmi a mio zio... e infatti, sentii bussare... era lui!
Aprii la porta. Rimase sulla soglia, e nei suoi occhi lessi tutto il desiderio e l'ammirazione. Istintivamente, mi allontanai e, arrossendo, mi voltai per offrirmi completamente al suo sguardo.
"Sei uno spettacolo!" riuscì a dirmi. Le mie gambe erano così nude che mi sentii in imbarazzo, e cercai di abbassare l'elastico del vestito, ma non si allungava.
«Vuoi uscire a cena con me stasera?» chiese con voce flebile.
Non sapevo cosa rispondere. Eccitata, chiesi: «Vestita così?» Sottolineando il mio aspetto con un gesto delle mani.
«Sì, tesoro... proprio così. Sei splendida.» Sentirmi chiamare con un nome femminile mi provocò una profonda vertigine. Quello che provavo era così intenso.
Una nuova vita stava per iniziare.
Non riuscii a resistere: indossai subito l'intimo. Sensazioni fortissime... brividi al contatto di quel tessuto morbido e leggero sulla mia pelle... ero eccitata! E l'effetto si trasmise immediatamente al mio clitoride, a malapena contenuto dal perizoma. Mi guardai allo specchio e subito mi sentii una donna affascinante... sensuale!
Rimasi lì a lungo, a guardarmi e a muovermi sensualmente davanti allo specchio. Ma il desiderio di indossare anche l'abito era forte, e lentamente, assaporando il piacere di sentirmi donna, lo sfilai. Aderiva perfettamente al mio corpo, e la sua lunghezza mini metteva in risalto le mie gambe lunghe. E adesso? Avrei dato qualsiasi cosa pur di mostrarmi a mio zio... e infatti, sentii bussare... era lui!
Aprii la porta. Rimase sulla soglia, e nei suoi occhi lessi tutto il desiderio e l'ammirazione. Istintivamente, mi allontanai e, arrossendo, mi voltai per offrirmi completamente al suo sguardo.
"Sei uno spettacolo!" riuscì a dirmi. Le mie gambe erano così nude che mi sentii in imbarazzo, e cercai di abbassare l'elastico del vestito, ma non si allungava.
«Vuoi uscire a cena con me stasera?» chiese con voce flebile.
Non sapevo cosa rispondere. Eccitata, chiesi: «Vestita così?» Sottolineando il mio aspetto con un gesto delle mani.
«Sì, tesoro... proprio così. Sei splendida.» Sentirmi chiamare con un nome femminile mi provocò una profonda vertigine. Quello che provavo era così intenso.
Una nuova vita stava per iniziare.
9
voti
voti
valutazione
3
3
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Colf
Commenti dei lettori al racconto erotico