La bolla
di
BabaMasi
genere
etero
“Tempo fa mi dicesti che c’era un posto che avresti voluto farmi vedere”.
~”già “ ricordai “la bolla”.
“La che?”.
~“La mia bolla, l’ho chiamato così perché è talmente bello e solitario che sembra di essere dentro una bolla che ti isola dal mondo”.
Qualcosa dentro di me risvegliò vecchi ricordi, ricordi di pomeriggi passati incantato dal fumo di una canna, con la faccia sferzata dai primi venti autunnali, bloccato con lo sguardo perso nel panorama quasi infinito sotto di me con il cervello che vagava tra mondi meravigliosi.
“Beh potresti portarmici in questa bolla”.
Portarla dove?. Nel sancta santorum dei miei pensieri più chiusi?. Tra i labirinti sinuosi della mia testa?. Veramente volevo rivelare anche solo ad una persona ciò che più amavo dell’intera mia vita?.
Forse sì, era l’ora, era il giorno, il momento e la persona perfetta con cui mettere a nudo ogni mia parte.
~“Ti ci porterò”. Dissi con la voce che tremava appena.
I sassi sotto le scarpe scricchiolavano leggeri mentre passo dopo passo salivamo la lunga salita sterrata che stretta e sinuosa di addentrava nel bosco più fitto.
Pochi metri dopo la grande roccia rossa, alla sinistra della quercia caduta si apriva ancora un sentiero che scendeva la collina tra la vegetazione bassa e rada. A metà di quella discesa solitaria spiccava maestoso un masso, la punta rivolta verso il mare adagiato in bilico perfetto sulla pendenza della collina.
“È bellissimo “ . Davanti a noi si apriva un panorama meraviglioso sulla pianura maremmana che culminava con il mare sull’orizzonte, ora illuminato dal caldo rosso del sole morente che rendeva tutto ancora più stupefacente.
Mi accovacciai con le gambe incrociate nel centro del masso, tastai le tasche della giacca in cerca della sorpresa finale: una canna, un accendino ed il telefono spento.
“È una sensazione meravigliosa essere fatta in questo posto”. Rideva, il volto leggermente arrossato dalla fatica e dall’effetto benefico della sostanza.
~”la posizione del masso a piombo sulla discesa e il panorama aperto a 360 gradi ti fanno sentire come se volassi.
Prova ad alzarti in piedi e ad aprire le braccia come a voler prendere il mondo intero…”
Era bellissima in piedi stagliata contro il cielo rosato del crepuscolo, i lunghi capelli cullati dalla dolcezza del vento oramai placido, gli occhi chiusi su una faccia estasiata e sorridente, il vestito corto che svolazzava allegro dondolato dalla pacata corrente.
E proprio quel vestito catturò in me una voglia sfrenata di baciarla, di stringerla, come a voler entrare in quel suo momento così stupendo e raro.
Il vestito mosso dal vento lasciava intravedere talvolta nere mutande di pizzo che lasciavano spazia alla fantasia e alla voglia sempre più forte che mi premeva contro i pantaloni.
Non riuscìi a resistere, mi alzai in ginocchio e l’abbracciai forte in vita mentre dolcemente mi abbassavo a baciarle le cosce scoperte, la sentivo tremare di piacere mentre delicatamente baciavo la sua pelle lasciando che la punta della mia lingua stuzzicasse ogni bacio.
Lei si riprese dal suo sogno e mi guardò con quegli occhi carichi di voglia che per troppo tempo non avevano avuto sfogo alcuno, le sue mani intorno alla mia faccia mentre mi fissava silenziosa all’alto.
“Baciami”. disse, spostandosi leggermente in avanti e spingendo la mia faccia nel centro delle sue cosce, verso le mutande umide della sua voglia inconfessata.
Il mio pisello duro spinge contro i pantaloni mentre annuso a pieni polmoni l’odore meraviglioso della vagina calda e pulsante.
Le sue mani portano la mia bocca a premere contro le sue mutande oramai bagnate, mentre lei inizia a muoversi sfregando leggermente la sua fica sulle mie labbra.
La sento gemere mentre tiro fuori la lingua e la lascio passare tra le curve nascoste della sua vagina, lei geme più forte mentre aumenta la pressione della mia testa contro di se ed inizia a muoversi più veloce, come presa da un insolita frenesia .
Il pisello mi fa male da quanto è duro chiuso e nascosto dentro mutande e pantalone, mentre continuo a leccarla, con le mani apro il bottone dei pantaloni, lascio scivolare la cerniera e infilo una mano dentro le mutande agguantando stretto il mio membro voglioso.
Mentre tiro fuori l’uccello anche dalle mutande lei si stacca e mi guarda mentre con la mano destra inizio a masturbarmi; con gli occhi segue i movimenti della mia mano, è visibilmente eccitata mentre mi scappello piano lasciando che guardi la scena mentre con la mano libera mi insinuo tra le sue ginocchia, accarezzo le sue coscie ed infine mi Poggio sulla sua fica bagnata dagli umori e dalla mia saliva.
La sento gemere più forte mentre con le dita faccio pressione sul punto in cui, sotto le sue mutande si nasconde il clitoride, sento i suoi muscoli che si contraggono dal piacere mentre inizio a muovermi con lenti movimenti circolari scendendo verso le labbra della sua vagina.
Stringo più forte il cazzo in mano e inizio ad accelerare il movimento mentre le dita si impregnano del liquido spermatico che esce piano e lubrifica la pelle rosa e la carne sensibile della cappella.
Godo, godo come non mai mentre mi masturbo il cazzo e guardo lei gemere, mi alzo, la bacio sulla bocca e nel farlo sento la sua mano calda che cerca il mio cazzo duro; lo prende in mano, un tocco delicato e grazioso mentre lascia scivolare le dita fin dietro le palle verso il buco del culo.
Chiudo gli occhi in preda al piacere mentre la sento inginocchiarsi, sento la sua mano stringere il mio uccello e mettere alla luce la cappella ormai gonfia di voglia.
E poi il paradiso, percepisco l’umidità della sua bocca mentre delicatamente lascia scivolare il mio cazzo tra le sue labbra, sopra la lingua, per poi chiudere la bocca ed iniziare a succhiare…
La sento mentre succhia alternando movimenti della testa mentre con le dite mi massaggia le palle.
È troppo brava, la sua bocca calda e umida, le sue dita delicate e forti e l’intensità con cui stuzzica la cappella sul mio pisello con la sua lingua ruvida.
Ah, stringe le labbra, ah, aumenta la frequenza della lingua sulla mia cappella, AHH vengo!, inizia a muovere più la velocemente la testa spingendo il mio pisello più in profondità nella sua gola, vengo AAAHHH le sue dita incontrano il mio ano e lo massaggiano piano, aaaaaaaah vengo ripetutamente nella sua bocca mentre le spingo la testa con forza contro il mio cazzo e lascio che il mio pene si svuoti completamente dentro la sua bocca calda.
Resto un attimo con gli occhi chiusi ad assaporare quel momento meraviglioso, poi la guardo mentre sfilo lentamente il pisello dalla sua bocca.
“Ora è il mio turno “.
~”già “ ricordai “la bolla”.
“La che?”.
~“La mia bolla, l’ho chiamato così perché è talmente bello e solitario che sembra di essere dentro una bolla che ti isola dal mondo”.
Qualcosa dentro di me risvegliò vecchi ricordi, ricordi di pomeriggi passati incantato dal fumo di una canna, con la faccia sferzata dai primi venti autunnali, bloccato con lo sguardo perso nel panorama quasi infinito sotto di me con il cervello che vagava tra mondi meravigliosi.
“Beh potresti portarmici in questa bolla”.
Portarla dove?. Nel sancta santorum dei miei pensieri più chiusi?. Tra i labirinti sinuosi della mia testa?. Veramente volevo rivelare anche solo ad una persona ciò che più amavo dell’intera mia vita?.
Forse sì, era l’ora, era il giorno, il momento e la persona perfetta con cui mettere a nudo ogni mia parte.
~“Ti ci porterò”. Dissi con la voce che tremava appena.
I sassi sotto le scarpe scricchiolavano leggeri mentre passo dopo passo salivamo la lunga salita sterrata che stretta e sinuosa di addentrava nel bosco più fitto.
Pochi metri dopo la grande roccia rossa, alla sinistra della quercia caduta si apriva ancora un sentiero che scendeva la collina tra la vegetazione bassa e rada. A metà di quella discesa solitaria spiccava maestoso un masso, la punta rivolta verso il mare adagiato in bilico perfetto sulla pendenza della collina.
“È bellissimo “ . Davanti a noi si apriva un panorama meraviglioso sulla pianura maremmana che culminava con il mare sull’orizzonte, ora illuminato dal caldo rosso del sole morente che rendeva tutto ancora più stupefacente.
Mi accovacciai con le gambe incrociate nel centro del masso, tastai le tasche della giacca in cerca della sorpresa finale: una canna, un accendino ed il telefono spento.
“È una sensazione meravigliosa essere fatta in questo posto”. Rideva, il volto leggermente arrossato dalla fatica e dall’effetto benefico della sostanza.
~”la posizione del masso a piombo sulla discesa e il panorama aperto a 360 gradi ti fanno sentire come se volassi.
Prova ad alzarti in piedi e ad aprire le braccia come a voler prendere il mondo intero…”
Era bellissima in piedi stagliata contro il cielo rosato del crepuscolo, i lunghi capelli cullati dalla dolcezza del vento oramai placido, gli occhi chiusi su una faccia estasiata e sorridente, il vestito corto che svolazzava allegro dondolato dalla pacata corrente.
E proprio quel vestito catturò in me una voglia sfrenata di baciarla, di stringerla, come a voler entrare in quel suo momento così stupendo e raro.
Il vestito mosso dal vento lasciava intravedere talvolta nere mutande di pizzo che lasciavano spazia alla fantasia e alla voglia sempre più forte che mi premeva contro i pantaloni.
Non riuscìi a resistere, mi alzai in ginocchio e l’abbracciai forte in vita mentre dolcemente mi abbassavo a baciarle le cosce scoperte, la sentivo tremare di piacere mentre delicatamente baciavo la sua pelle lasciando che la punta della mia lingua stuzzicasse ogni bacio.
Lei si riprese dal suo sogno e mi guardò con quegli occhi carichi di voglia che per troppo tempo non avevano avuto sfogo alcuno, le sue mani intorno alla mia faccia mentre mi fissava silenziosa all’alto.
“Baciami”. disse, spostandosi leggermente in avanti e spingendo la mia faccia nel centro delle sue cosce, verso le mutande umide della sua voglia inconfessata.
Il mio pisello duro spinge contro i pantaloni mentre annuso a pieni polmoni l’odore meraviglioso della vagina calda e pulsante.
Le sue mani portano la mia bocca a premere contro le sue mutande oramai bagnate, mentre lei inizia a muoversi sfregando leggermente la sua fica sulle mie labbra.
La sento gemere mentre tiro fuori la lingua e la lascio passare tra le curve nascoste della sua vagina, lei geme più forte mentre aumenta la pressione della mia testa contro di se ed inizia a muoversi più veloce, come presa da un insolita frenesia .
Il pisello mi fa male da quanto è duro chiuso e nascosto dentro mutande e pantalone, mentre continuo a leccarla, con le mani apro il bottone dei pantaloni, lascio scivolare la cerniera e infilo una mano dentro le mutande agguantando stretto il mio membro voglioso.
Mentre tiro fuori l’uccello anche dalle mutande lei si stacca e mi guarda mentre con la mano destra inizio a masturbarmi; con gli occhi segue i movimenti della mia mano, è visibilmente eccitata mentre mi scappello piano lasciando che guardi la scena mentre con la mano libera mi insinuo tra le sue ginocchia, accarezzo le sue coscie ed infine mi Poggio sulla sua fica bagnata dagli umori e dalla mia saliva.
La sento gemere più forte mentre con le dita faccio pressione sul punto in cui, sotto le sue mutande si nasconde il clitoride, sento i suoi muscoli che si contraggono dal piacere mentre inizio a muovermi con lenti movimenti circolari scendendo verso le labbra della sua vagina.
Stringo più forte il cazzo in mano e inizio ad accelerare il movimento mentre le dita si impregnano del liquido spermatico che esce piano e lubrifica la pelle rosa e la carne sensibile della cappella.
Godo, godo come non mai mentre mi masturbo il cazzo e guardo lei gemere, mi alzo, la bacio sulla bocca e nel farlo sento la sua mano calda che cerca il mio cazzo duro; lo prende in mano, un tocco delicato e grazioso mentre lascia scivolare le dita fin dietro le palle verso il buco del culo.
Chiudo gli occhi in preda al piacere mentre la sento inginocchiarsi, sento la sua mano stringere il mio uccello e mettere alla luce la cappella ormai gonfia di voglia.
E poi il paradiso, percepisco l’umidità della sua bocca mentre delicatamente lascia scivolare il mio cazzo tra le sue labbra, sopra la lingua, per poi chiudere la bocca ed iniziare a succhiare…
La sento mentre succhia alternando movimenti della testa mentre con le dite mi massaggia le palle.
È troppo brava, la sua bocca calda e umida, le sue dita delicate e forti e l’intensità con cui stuzzica la cappella sul mio pisello con la sua lingua ruvida.
Ah, stringe le labbra, ah, aumenta la frequenza della lingua sulla mia cappella, AHH vengo!, inizia a muovere più la velocemente la testa spingendo il mio pisello più in profondità nella sua gola, vengo AAAHHH le sue dita incontrano il mio ano e lo massaggiano piano, aaaaaaaah vengo ripetutamente nella sua bocca mentre le spingo la testa con forza contro il mio cazzo e lascio che il mio pene si svuoti completamente dentro la sua bocca calda.
Resto un attimo con gli occhi chiusi ad assaporare quel momento meraviglioso, poi la guardo mentre sfilo lentamente il pisello dalla sua bocca.
“Ora è il mio turno “.
4
voti
voti
valutazione
4.5
4.5
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Lei
Commenti dei lettori al racconto erotico