Frammenti 5.2: Mistero sull'autostrada
di
Frammenti 5.2
genere
confessioni
4. Ma questa volta non finirà così. Il momento è molto più intenso e solenne, perché il tuo corpo anela altre carezze per continuare a vibrare… Con un gesto rapido, sciogli i nodi del tuo bikini estivo sotto il vestito e getti con noncuranza le tue mutandine mezze bagnate in mio grembo. Le tue gambe sono aperte, pronte a dare spazio alle dita…
Ho pensato che il piacere intenso di me stessa al volante di un’auto che corre meritasse di essere catturato – come quando vogliamo fermare per sempre i momenti più belli della vita. Sembrava che il momento giusto fosse finalmente arrivato: la tua eccitazione che cresce veloce, il mio corpo che trema in attesa dell’apice.
Ho tirato fuori la macchina fotografica dalla borsa con un gesto rapido e ho sussurrato:
“Posso filmarti mentre…?“
“Non solo puoi… dovresti farlo“ hai risposto con sicurezza, “a dire il vero sono un po’ stanca dei miei selfie femminili. Voglio vedere lo sguardo potente ed eccitato di un`uomo rivolto verso di me… uno sguardo capace di cogliere ogni corrente nascosta dentro di me, ogni sentimento che scorre attraverso il mio corpo come un fiume segreto. In ogni inquadratura deve esserci passione, gioco, vita che pulsa e anima che si accende. Tutto ciò che il mio corpo sente ora deve vivere nella tua registrazione, così che, rivedendola… tu sarai ai miei occhi un vero maestro! “
“Oh, Signore… una donna e così tanti compiti tutti insieme!” ho riso, mentre lui mi trascinava completamente con sé, eccitandomi fino al limite. “Non ringhiare così tanto, tesoro… Sono già andato oltre ogni confine solo con parole e pensieri, e mi sono acceso troppo… adesso ondeggio sull’orlo di orgasmo come se fossi su uno scoglio… Senza offesa, ma non posso spiegarlo meglio di così... richiede i miei abili movimenti delle dita... i tocchi giusti nei punti giusti, e verrò subito..."
Detto questo, hai spinto le dita sempre più in profondità tra le tue gambe divaricate, mentre le tue dita accarezzavano il tuo clitoride sempre più velocemente...
Cosa rimane di quel momento nella cinepresa? – l’inquadratura perfetta in cui l’auto sfreccia a tutta velocità lungo la strada, prima che il corpo riesca a raggiungerla. Ogni tuo tocco sul pedale accelera e rallenta le tue sensazioni interiori, una nuova onda di tensione erotica. Vedo quell’immagine in cui il tempo non è più un limite, ma materia da modellare in attesa e desiderio, e dove il corpo risponde a un ritmo che non appartiene più al mondo ordinario… quando le tue dita scivolano con un movimento più deciso sul clitoride… fai delle pause… inspiri profondamente… guardi la strada che si contorce davanti a te… ma non riesci più a concentrarti su di essa, solo a seguire le richieste del tuo corpo.
… Alberi e cespugli sfrecciano nell’inquadratura, frusciando come una massa viva i cui contorni l’occhio non distingue più… E poi – esplodi, non puoi più trattenerti… il grido improvviso dei freni taglia quell’inquadratura fluida in due, lasciando dietro di sé un istante che si chiama- orgasmo.
--------
5. Silenzio… secondi, secondi, secondi… In quei momenti credo di aver immaginato che fossimo già davanti alle Porte del Paradiso — quindi un lieto fine, il migliore possibile, due in uno — nessuno da rimpiangere… Oppure, se eravamo ancora sulla terra, almeno intrappolati in un relitto d’auto fumante, con le gambe rivolte verso il cielo?
Ma per fortuna nella realtà non era accaduto nulla del genere: l’Onnipotente ci aveva salvati anche questa volta dal peggio. Eravamo rimasti sulla strada, solo gli pneumatici avevano lasciato sull’asfalto una disperata traccia di frenata a zig-zag, quando l’auto si era infine fermata sul ciglio della strada. Ansavi leggermente e ti asciugavi con il palmo della mano il sudore dalla fronte rovente, come se fossi stato appena tirato fuori da un forno per il pane…
-Beh, vedi cosa succede quando ti si lascia al volante, - vorrei dire, ma invece dissi:
“Beh… e dov’è finito quel ragazzo del distributore? Mi è rimasto tutto un po’ confuse”, cercando di cogliere il lato comico della situazione, quando anche a me era arrivato il calo di tensione.
L’unico a cui non faceva affatto ridere eri tu stesso, quando mi rispondesti piuttosto irritato:
“Ah, quale ragazzo?…che ne so… se n’è andato!…
Ma davvero, è andata per un soffio! Dannazione, meno male che non c’era nessuna auto sulla strada e nessun testimone dell’accaduto… a parte noi, ovviamente”, dicesti con un’incredibile praticità, come se tutta la tua coscienza fosse tornata di colpo, iniziando a pulire il sedile dell’auto bagnato, ma con un’espressione come se non avessi la minima idea da dove potesse provenire!
Quello sguardo mi fece terribilmente ridere, ma tenni la bocca chiusa. Se in quel momento mi avessi chiesto se mi fossi arrabbiato o ingelosito con te, ne avrei soltanto riso: ci si può forse arrabbiare con una persona che non è pienamente cosciente, ci si può forse irritare per un’esperienza onirica così intensamente erotica che ti ha dato tanta gioia… soprattutto considerando che uno dei partecipanti essenziali di quel gioco ero stato proprio io!
Ho pensato che il piacere intenso di me stessa al volante di un’auto che corre meritasse di essere catturato – come quando vogliamo fermare per sempre i momenti più belli della vita. Sembrava che il momento giusto fosse finalmente arrivato: la tua eccitazione che cresce veloce, il mio corpo che trema in attesa dell’apice.
Ho tirato fuori la macchina fotografica dalla borsa con un gesto rapido e ho sussurrato:
“Posso filmarti mentre…?“
“Non solo puoi… dovresti farlo“ hai risposto con sicurezza, “a dire il vero sono un po’ stanca dei miei selfie femminili. Voglio vedere lo sguardo potente ed eccitato di un`uomo rivolto verso di me… uno sguardo capace di cogliere ogni corrente nascosta dentro di me, ogni sentimento che scorre attraverso il mio corpo come un fiume segreto. In ogni inquadratura deve esserci passione, gioco, vita che pulsa e anima che si accende. Tutto ciò che il mio corpo sente ora deve vivere nella tua registrazione, così che, rivedendola… tu sarai ai miei occhi un vero maestro! “
“Oh, Signore… una donna e così tanti compiti tutti insieme!” ho riso, mentre lui mi trascinava completamente con sé, eccitandomi fino al limite. “Non ringhiare così tanto, tesoro… Sono già andato oltre ogni confine solo con parole e pensieri, e mi sono acceso troppo… adesso ondeggio sull’orlo di orgasmo come se fossi su uno scoglio… Senza offesa, ma non posso spiegarlo meglio di così... richiede i miei abili movimenti delle dita... i tocchi giusti nei punti giusti, e verrò subito..."
Detto questo, hai spinto le dita sempre più in profondità tra le tue gambe divaricate, mentre le tue dita accarezzavano il tuo clitoride sempre più velocemente...
Cosa rimane di quel momento nella cinepresa? – l’inquadratura perfetta in cui l’auto sfreccia a tutta velocità lungo la strada, prima che il corpo riesca a raggiungerla. Ogni tuo tocco sul pedale accelera e rallenta le tue sensazioni interiori, una nuova onda di tensione erotica. Vedo quell’immagine in cui il tempo non è più un limite, ma materia da modellare in attesa e desiderio, e dove il corpo risponde a un ritmo che non appartiene più al mondo ordinario… quando le tue dita scivolano con un movimento più deciso sul clitoride… fai delle pause… inspiri profondamente… guardi la strada che si contorce davanti a te… ma non riesci più a concentrarti su di essa, solo a seguire le richieste del tuo corpo.
… Alberi e cespugli sfrecciano nell’inquadratura, frusciando come una massa viva i cui contorni l’occhio non distingue più… E poi – esplodi, non puoi più trattenerti… il grido improvviso dei freni taglia quell’inquadratura fluida in due, lasciando dietro di sé un istante che si chiama- orgasmo.
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5. Silenzio… secondi, secondi, secondi… In quei momenti credo di aver immaginato che fossimo già davanti alle Porte del Paradiso — quindi un lieto fine, il migliore possibile, due in uno — nessuno da rimpiangere… Oppure, se eravamo ancora sulla terra, almeno intrappolati in un relitto d’auto fumante, con le gambe rivolte verso il cielo?
Ma per fortuna nella realtà non era accaduto nulla del genere: l’Onnipotente ci aveva salvati anche questa volta dal peggio. Eravamo rimasti sulla strada, solo gli pneumatici avevano lasciato sull’asfalto una disperata traccia di frenata a zig-zag, quando l’auto si era infine fermata sul ciglio della strada. Ansavi leggermente e ti asciugavi con il palmo della mano il sudore dalla fronte rovente, come se fossi stato appena tirato fuori da un forno per il pane…
-Beh, vedi cosa succede quando ti si lascia al volante, - vorrei dire, ma invece dissi:
“Beh… e dov’è finito quel ragazzo del distributore? Mi è rimasto tutto un po’ confuse”, cercando di cogliere il lato comico della situazione, quando anche a me era arrivato il calo di tensione.
L’unico a cui non faceva affatto ridere eri tu stesso, quando mi rispondesti piuttosto irritato:
“Ah, quale ragazzo?…che ne so… se n’è andato!…
Ma davvero, è andata per un soffio! Dannazione, meno male che non c’era nessuna auto sulla strada e nessun testimone dell’accaduto… a parte noi, ovviamente”, dicesti con un’incredibile praticità, come se tutta la tua coscienza fosse tornata di colpo, iniziando a pulire il sedile dell’auto bagnato, ma con un’espressione come se non avessi la minima idea da dove potesse provenire!
Quello sguardo mi fece terribilmente ridere, ma tenni la bocca chiusa. Se in quel momento mi avessi chiesto se mi fossi arrabbiato o ingelosito con te, ne avrei soltanto riso: ci si può forse arrabbiare con una persona che non è pienamente cosciente, ci si può forse irritare per un’esperienza onirica così intensamente erotica che ti ha dato tanta gioia… soprattutto considerando che uno dei partecipanti essenziali di quel gioco ero stato proprio io!
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Commenti dei lettori al racconto erotico