1 La Zia Camilla

di
genere
incesti

L’idea di massima della famiglia era che io andassi in città ospite della zia Camilla, sorella maggiore di mamma perché dal nostro paese il viaggio verso la scuola sarebbe stato troppo lungo e costoso mentre da casa di zia sarei stato a poco più di due passi.
La cosa non mi spiaceva affatto anche perché zia Camilla ben che l’avessi conosciuta poco era una quarantenne sempre molto alla mano e molto materna.
La zia viene a prendermi in stazione. Io non ho gran che e basta lo zaino Invicta e una borsa blu da piscina recuperata chissà dove per far stare tutto.
Salimmo in auto. Aveva una piccola Mini Cooper bianca davvero stretta specie per lei che era una donna piuttosto giunonica e che si doveva contorcere non poco per scivolare alla guida. Anche io, al suo fianco, avevo le gambe abbastanza sacrificate e cercavo di mettermi più comodo che potevo.
Ora non lo faceva certo apposta ma con quella gonna piuttosto corta e quelle gambe lunghe e un po’ cicciotte fu un attimo vedere la sua coscia fasciata nel nylon ogni volta che schiacciava l’acceleratore. Praticamente a ogni cambiata di marcia si vedeva un pezzo in più e non ci volle molto per vedere che portava i collant. Il segno della cucitura fra la gamba e la “mutandina” era quasi sexy.
Lei forse se ne rese conto che guardavo perché ogni tanto cercava di abbassare la gonna togliendo la mano dal volante ma la cosa non durava molto e alla prima cambiata tutto tornava come prima, o peggio. E non era ancora arrivato il meglio perché a poche curve da casa la gonna era ormai così aperta che le vidi fra le gambe.
Le mutandine? Nooo la patata. Una bella patatona col pelo folto e biondiccio. Ovviamente fu poco più che uno sguardo perché subito Camilla prese provvedimenti ma tanto bastò a farmelo venire di marmo.
Che fosse senza mutandine non stupiva più di tanto. Anche la nonna, sua madre le portava di rado. La scusa ufficiale era che rovinavano le pieghe del vestito e che l’eleganza non le prevedeva così come avendo dei gran seni spesso non li volevano contrarre in scomodi reggiseni preferendo indossare solo dei bustini che invece aiutavano a contrarre la vita e farla più stretta. Coi collant poi era quasi scontato non averle. La nonna li metteva di rado ma era quasi regola avere la patata in vista sotto al nylon cosa che, fra l’altro, trovavo davvero sexy.
In quel momento mi venne da pensare che zia Camilla era all’oscuro del mio torbido segreto. L’incesto.
Prima quello meraviglioso con la nonna Diletta che mi aveva sverginato e insegnato piano piano come si faceva a far davvero godere una donna. Poi la mamma con cui, ormai, trombavo da più di due anni. Ora c’era da chiedersi se una figlia di cotanta madre porca e sorella di così tanta sorella troia per un semplice fatto di DNA non avesse le stesse insane passioni. Un po’ a pensare a quello, un po’ che continuavo a guardare le gambe di Camilla c’è l’avevo di marmo.
E a quel punto lei se ne rende conto perché di colpo accosta e ferma la macchina.
“La nonna mi ha detto del tuo…problema”.
“Ho un problema?”.
“Si -annuisce- il coso, la banana”.
“Aaaa il problema. E quale sarebbe il problema?” visto che è entrata in argomento tanto vale andarle dietro. Io di certo non mi vergogno. Apro la cerniera e il cazzone gigante che ho fra le gambe salta fuori come in eruzione.
“Ooooooo” esclama zia Camilla.
“Ti pare un problema zietta?”.
“Mi pare un braccio” ride lei.
“Ne vado fiero” ribatto io accarezzandolo con la mano.
“Si ma adesso mettilo via che ci vedono”.
“A forse è quello il problema zietta. In effetti rimetterlo nei pantaloni da gonfio è un bel problema.
Inizio a farmi una sega.
“Ma che fai?”.
“È così che si sgonfia zia. Io conosco solo questo modo”.
“E ti fai una sega qui, davanti al supermercato?”.
“Sei tu che ti sei fermata qui zia”.
“Accidenti a me… cerca di coprirti in qualche modo, almeno andiamo dove non ci vedono”.
Detto fatto la mini decolla tipo jet, sorpassa due auto da destra e in trionfo di clacson reclamanti ci infiliamo in un portone, da lì una rampa ci porta sottoterra, il panorama si fa più buio.
La zia guida decisa e infila la macchina in un angolo. “Qui dove siamo?”.
“Sotto casa mia, casa nostra. Fai una cosa veloce e poi sali. Io ti aspetto di sopra”.
“A non mi aiuti?” esclamo accarezzandolo ancora come ad invitarla a prenderlo in mano.
“A devo tirartelo io? Bel pelandrone”.
“Pensavo ti facesse piacere”.
“Ma che porco” esclama lei e apre la portiera.
“Almeno dammi un asciugamano se no ti lavo il cruscotto”.
“Non ho nulla!”.
Ci penso un attimo. “Perché non mi dai il collant”.
“Il mio collant? Vuoi metterti il mio collant?”.
“No solo fasciarmelo sul cazzo. Stimola e non sporca”.
“Ma che situazione” borbotta poi, piano piano se lo fa scivolare piano piano lungo le gambe regalandomi uno scorcio della sua patata pelosa fantastico.
Quando rialza la testa per porgermi il suo indumento così sexy e leggero si accorge che mi sto segando a tutto spiano.
“Ma…” sbotta.
“Mi metti in mostra la patata zia…”.
“A quindi è colpa mia?”.
“Sei così fica zia” gemo segandolo per bene. La macchina oscilla tutta. La zia Camilla esita un attimo poi scivola nella macchina. “Che salame mamma mia” è un po’ esitante lo prende in mano. Sono così eccitato che bastano un paio di tocchi per venirle in mano. Fa appena in tempo a usare il collant come straccio per non farmi schizzare ovunque.
“Meno male che non ti ho sborrato tutta la macchina” dico.
Lei scuote la testa “mi sa che ci ho pensato io” e mi fa notare che mentre mi toccava la sua patata vogliosa ha colato una bella chiazza di sbroda sul sedile.
Ci fissiamo perplessi poi ridiamo.
Penso proprio che a casa della zia Camilla ci sarà da divertirsi.

La casa di zia Camilla è un piccolo appartamento al quarto piano in un quartiere popolare medio basso. Salotto piccolo, cucina grande, una camera da letto, balconcino e bagno.
“E io dove dormo?” esclamo appena vedo un unico letto matrimoniale.
“Bhe con me” dice sorridendo la zia.
“A!”
“Non mi dirai che ti crea problemi dormire con tua zia”.
“Se non li crea a te” sorrido.
Ho i jeans spessi e fa ancora un gran caldo, li tolgo. Sotto non ho gli slip. Il cazzo è un po’ gonfio forse per la bella visione della zia.
Neanche a farlo apposta si apre la porta. Entra mia zia. Si blocca.
“Oooooo”.
Mi limito a sorridere. Forse dovrei correre a coprirmi ma non sono il tipo. Lei continua a guardare.
“Cavolo Key ma hai un cazzo esagerato”
“Si, lo so” sorrido lasciando che se lo studi ben bene.
Visto che non sono uno che si fa tanti problemi dico “vuoi toccarlo?”.
Arrossisce “ma dai!”.
“E dai toccalo, guarda come scodinzola”.
“Mio dio Tommy hai sborrato dieci minuti fa e sei di nuovo così”.
“Una sega non mi soddisfa”.
“E scusa ma con la nonna come facevate?”.
“Mi faceva trombare ovviamente”.
Sgrana gli occhi “ti trombavi una settantenne?”.
“E cosa c’entra la nonna è così bella, con quelle tettone, quella bocca sexy, così bella, così provocante”.
“Si è una bella donna”.
“Del resto è tua madre, hai preso da lei” sorrido.
“Di un po’ ma mi stai corteggiando perché io apra le gambe?”.
“Reneresti tutto più facile zia ma se non ti va, chiudi la porta, ho sempre la mano”.
Si mette a ridere “ma sei venuto in città per studiare o per ammazzarti di seghe?”.
“Magari cerco qualcosa di meglio delle seghe” e mi butto nudo sul letto.
La vedo studiarsi per bene il cazzo, poi prende la decisone. Si leva la camicetta. Le grosse tettone a pera saltano fuori di prepotenza e lo stesso fa la sua bella fica bionda appena toglie la gonna.
Mi viene accanto “Non ci fare l’abitudine è solo che non scopo da un po’ e ne ho voglia”.
“Anche io ho tanta voglia zia” rispondo abbracciandole le poppe per mungerle a dovere.
“E così ti sei scopato pure la nonnina”.
“È si”.
“Che vecchia troia”.
“Bhe è tua madre”.
Ride “in effetti sono abbastanza troia anche io”.
Le scivolo sopra. Il suo corpo caldo, giunonico mi eccita come non mai.
Le metto una mano sulla bella ficona, gliela accarezzo per bene mentre le dita, piano piano si insinuano dentro di lei. Inizio a muovere il dito a tutta forza, la masturbo di brutto, lei gradisce, inizia a gemere. “Oooo non sei solo superdotato sei anche bravooooo”
Spruzzz…. la sua fica piscia un orgasmo da paura. Sembra una pisciata.
“Hai goduto?”.
“O si ma adesso mi hai aumentato la voglia tesoro”.
Esattamente quello che volevo. Le scivolo sopra alla missionaria. È così umida che il mio cazzone la penetra quasi senza sforzo.
“Cazzo che palo” urla.
“Faccio piano tranquilla”.
“O no, no, pompa amore pompami tutta” invoca lei agitandosi. Ovviamente la accontento. La strizzo forte aggrappato alle sue maniglie dell’amore, le ficco la testa fra le tettone per ciucciare bene bene quei bei capezzoloni e prendo a sbatterla freneticamente. Su e giù, su e giù, dentro fuori dentro. “Godo, godo, godo…” ulula la zia.
“Si, si godo anche io” impreco e con una frustata sborro che è un piacere. Il cazzo sembra inesauribile. Ogni colpo una sborrata. Le sto facendo il pieno, un litro di sborra nella pancia forse di più….
Esco. Il cazzo gocciola ancora. Dalla sua fica piena esce di tutto. La zia sdraiata sul letto pare non avere nemmeno la forza di rialzarsi. “Sono davvero contenta di averti mio ospite” bela ancora in estasi.
Io le accarezzo voglioso una delle belle tettone “non sai nemmeno quanto sono felice io” sorrido già immaginandomi quante porcate faremo insieme.

Johngalloclub@gmail.com
scritto il
2026-04-05
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