Mia cognata Franca
di
casimiro
genere
corna
Mia cognata Franca
Sono Andrea ho 40 anni, perito informatico, felicemente sposato con Eleonora di 38 anni.
Una domenica di giugno compleanno di mia moglie invitiamo a pranzo i rispettivi genitori e Enzo il fratello di Eleonora e relativa moglie Franca.
Una stupenda donna di 35 anni, coscia lunga un culetto favoloso una quarta di seno ritto e bello sodo
A tavola Franca capita a sedersi accanto a me che ero l’ultimo della fila.
Circa a fine pranzo, date le abbondanti libagioni tutti eravamo abbastanza euforici ed annebbiati, sento sotto al tavolo la gamba di Franca accostarsi alla mia, pensando ad un movimento causale, la scosto leggermente ma lei la segue spingendo con intenzione e inizia a farmi piedino, la cosa mi eccita allungo la mano sulla coscia di Franca che non si ritrae ma anzi la guida tra le sue gambe che prontamente risalgo verso il pube, al contatto con la lieve peluria il mio pene inizia a irrigidirsi, sento che sotto non porta nulla, la sua vulva è già umida infilo le dita tra le grandi labbra che si schiudono facilmente raggiungo il clitoride e inizio a carezzarlo con movimenti circolatori alternando penetrazioni della vagina ad ogni penetrazione stringeva le gambe sbrodolava copiosamente, anche lei allunga la mano e sento che fa scorrere la zip dei pantaloni e la infila sotto gli slip e prende il pene comincia a farmi una sega lo scappuccia e con il pollice accarezza il glande dal meato escono delle gocce di precum che utilizza per tenere umido il pollice, entrambi stavamo per arrivare all’orgasmo, siamo riusciti a fermarci in tempo, finito il pranzo, la giornata è proseguita come se nulla fosse accaduto anzi ci tenevamo distanti.
Dopo circa una settimana mia moglie mi dice, mi ha telefonato mio fratello chiedendomi se potevi andare il giorno successivo a casa sua perché si era guastato il computer di Franca, capisco al volo l’antifona, rispondo vedrò di farcela fingendo di essere infastidito dalla richiesta.
La mattina dopo disdico tutti gli appuntamenti e mi reco a casa di mia cognata, mi apre la porta con sopra un accappatoio da bagno lungo e ben allacciato in vita, vieni in cucina che ci prendiamo prima un caffè, mi siedo mentre lo prepara lo beviamo insieme, ripone le tazzine nel lavandino e senza dire niente mi viene alle spalle, poggia le mani sui miei pettorali carezzandoli, avevo solo una camicia di lino leggera a quel contatto i miei capezzoli si rizzano slaccia la camicia inizia a carezzare il mio petto e baciarmi sul collo e dietro le orecchie mi sussurra Andrea ti desidero, mi alzo e voltandomi vedo che l’accappatoio era in terra lei nuda in tutto il suo splendore, la bacio la sua bocca accoglie avidamente la mia lingua, la prendo in braccio e la porto in camera, la depongo sul bordo del letto con le gambe fuori le allargo mi appare la sua meravigliosa vulva con una leggera peluria mi inginocchio e con le mani allargo le sue grandi labbra con la lingua inizio un cunnilingus salivoso, inizia anche lei a emettere i suoi umori che si mescolano con la saliva, stringo tra le labbra il clitoride molto gonfio e prominente vellicandolo con la punta della lingua, infilo due dita leggermente piegate nella vagina muovendole leggermente avanti e indietro; il suo corpo improvvisamente è percorso da un fremito di piacere trema tutto arriva il primo orgasmo, Andrea scopami voglio sentire il tuo cazzo nella fica; il mio pene era al massimo dell’erezione, metto le sue gambe sulle spalle infilo la cappella nella vagina con un colpo di reni spingo tutto il cazzo dentro, provocandole un sussulto e un sospiro, si mi riempi tutta la fica, pompo con vigore, mentre ha ripetuti orgasmi il cazzo entra tutto dentro ad ogni affondo la cappella va ad urtare il collo dell’utero procurandole piacere, sii Andrea sfondami tutta la fica, me la sento piena del tuo cazzo sono la tua troia era tanto che desideravo questo momento, lei accompagna i miei affondi alzando il bacino seguendo il ritmo della scopata che aumenta sempre di più ad un affondo più forte e profondo urla siiiii vengo, il suo bacino si alza e abbassa freneticamente strabuzza gli occhi e reclina indietro la testa.
Il mio culo è ancora vergine desidero che sia tu il primo a sverginarlo; si gira e si mette a pecorina, dal comodino prende del gel lubrificante e se ne metta una dose abbondante nello sfintere e sul mio pene, con le mani si apre bene i glutei mostrando quel bel fiorellino marrone che pulsava di desiderio, per prepararlo inizio a infilare dentro prima un dito poi due infine tre, sento i muscoli dello sfintere rilassati, mi metto dietro con al massimo del’erezione, appoggio il glande al buco del culo e inizio a spingere data la grandezza fa fatica ad entrare, spingo più forte la cappella entra, Franca ha un leggero grido di dolore, mi fermo un attimo esco e poi rientro solo con la cappella tre o quattro volte e ogni volta sempre più dentro per poi infilarlo tutto, siiiiii spaccami il culo ti sento tutto, ad ogni colpo si sente ciaf ciaf le mie palle che urtano le sue chiappe, siiii dai sto godendo sfondami sono tutta tua urla alternando forti gemiti di piacere e muovendo il bacino su e giù, aumento il ritmo, il cazzo si irrigidisce e si ingrossa, siiii amore riempimi il culo di sborra, arriviamo insieme all’orgasmo con il cazzo tutto piantato nel culo riempiendo le sue budella di caldo sperma entrambi lanciando urla di piacere e ci accasciamo sul letto io sopra a lei con il cazzo piantato nel culo.
Andrea sei meraviglioso con mio marito che ha il cazzo piccolo e spesso dura poco devo sempre fingere di godere per poi dovermi soddisfare con un vibratore, finalmente ho avuto tanti orgasmi come non mai.
Ora ci vediamo tutte le settimane e ha gettato il vibratore.
Sono Andrea ho 40 anni, perito informatico, felicemente sposato con Eleonora di 38 anni.
Una domenica di giugno compleanno di mia moglie invitiamo a pranzo i rispettivi genitori e Enzo il fratello di Eleonora e relativa moglie Franca.
Una stupenda donna di 35 anni, coscia lunga un culetto favoloso una quarta di seno ritto e bello sodo
A tavola Franca capita a sedersi accanto a me che ero l’ultimo della fila.
Circa a fine pranzo, date le abbondanti libagioni tutti eravamo abbastanza euforici ed annebbiati, sento sotto al tavolo la gamba di Franca accostarsi alla mia, pensando ad un movimento causale, la scosto leggermente ma lei la segue spingendo con intenzione e inizia a farmi piedino, la cosa mi eccita allungo la mano sulla coscia di Franca che non si ritrae ma anzi la guida tra le sue gambe che prontamente risalgo verso il pube, al contatto con la lieve peluria il mio pene inizia a irrigidirsi, sento che sotto non porta nulla, la sua vulva è già umida infilo le dita tra le grandi labbra che si schiudono facilmente raggiungo il clitoride e inizio a carezzarlo con movimenti circolatori alternando penetrazioni della vagina ad ogni penetrazione stringeva le gambe sbrodolava copiosamente, anche lei allunga la mano e sento che fa scorrere la zip dei pantaloni e la infila sotto gli slip e prende il pene comincia a farmi una sega lo scappuccia e con il pollice accarezza il glande dal meato escono delle gocce di precum che utilizza per tenere umido il pollice, entrambi stavamo per arrivare all’orgasmo, siamo riusciti a fermarci in tempo, finito il pranzo, la giornata è proseguita come se nulla fosse accaduto anzi ci tenevamo distanti.
Dopo circa una settimana mia moglie mi dice, mi ha telefonato mio fratello chiedendomi se potevi andare il giorno successivo a casa sua perché si era guastato il computer di Franca, capisco al volo l’antifona, rispondo vedrò di farcela fingendo di essere infastidito dalla richiesta.
La mattina dopo disdico tutti gli appuntamenti e mi reco a casa di mia cognata, mi apre la porta con sopra un accappatoio da bagno lungo e ben allacciato in vita, vieni in cucina che ci prendiamo prima un caffè, mi siedo mentre lo prepara lo beviamo insieme, ripone le tazzine nel lavandino e senza dire niente mi viene alle spalle, poggia le mani sui miei pettorali carezzandoli, avevo solo una camicia di lino leggera a quel contatto i miei capezzoli si rizzano slaccia la camicia inizia a carezzare il mio petto e baciarmi sul collo e dietro le orecchie mi sussurra Andrea ti desidero, mi alzo e voltandomi vedo che l’accappatoio era in terra lei nuda in tutto il suo splendore, la bacio la sua bocca accoglie avidamente la mia lingua, la prendo in braccio e la porto in camera, la depongo sul bordo del letto con le gambe fuori le allargo mi appare la sua meravigliosa vulva con una leggera peluria mi inginocchio e con le mani allargo le sue grandi labbra con la lingua inizio un cunnilingus salivoso, inizia anche lei a emettere i suoi umori che si mescolano con la saliva, stringo tra le labbra il clitoride molto gonfio e prominente vellicandolo con la punta della lingua, infilo due dita leggermente piegate nella vagina muovendole leggermente avanti e indietro; il suo corpo improvvisamente è percorso da un fremito di piacere trema tutto arriva il primo orgasmo, Andrea scopami voglio sentire il tuo cazzo nella fica; il mio pene era al massimo dell’erezione, metto le sue gambe sulle spalle infilo la cappella nella vagina con un colpo di reni spingo tutto il cazzo dentro, provocandole un sussulto e un sospiro, si mi riempi tutta la fica, pompo con vigore, mentre ha ripetuti orgasmi il cazzo entra tutto dentro ad ogni affondo la cappella va ad urtare il collo dell’utero procurandole piacere, sii Andrea sfondami tutta la fica, me la sento piena del tuo cazzo sono la tua troia era tanto che desideravo questo momento, lei accompagna i miei affondi alzando il bacino seguendo il ritmo della scopata che aumenta sempre di più ad un affondo più forte e profondo urla siiiii vengo, il suo bacino si alza e abbassa freneticamente strabuzza gli occhi e reclina indietro la testa.
Il mio culo è ancora vergine desidero che sia tu il primo a sverginarlo; si gira e si mette a pecorina, dal comodino prende del gel lubrificante e se ne metta una dose abbondante nello sfintere e sul mio pene, con le mani si apre bene i glutei mostrando quel bel fiorellino marrone che pulsava di desiderio, per prepararlo inizio a infilare dentro prima un dito poi due infine tre, sento i muscoli dello sfintere rilassati, mi metto dietro con al massimo del’erezione, appoggio il glande al buco del culo e inizio a spingere data la grandezza fa fatica ad entrare, spingo più forte la cappella entra, Franca ha un leggero grido di dolore, mi fermo un attimo esco e poi rientro solo con la cappella tre o quattro volte e ogni volta sempre più dentro per poi infilarlo tutto, siiiiii spaccami il culo ti sento tutto, ad ogni colpo si sente ciaf ciaf le mie palle che urtano le sue chiappe, siiii dai sto godendo sfondami sono tutta tua urla alternando forti gemiti di piacere e muovendo il bacino su e giù, aumento il ritmo, il cazzo si irrigidisce e si ingrossa, siiii amore riempimi il culo di sborra, arriviamo insieme all’orgasmo con il cazzo tutto piantato nel culo riempiendo le sue budella di caldo sperma entrambi lanciando urla di piacere e ci accasciamo sul letto io sopra a lei con il cazzo piantato nel culo.
Andrea sei meraviglioso con mio marito che ha il cazzo piccolo e spesso dura poco devo sempre fingere di godere per poi dovermi soddisfare con un vibratore, finalmente ho avuto tanti orgasmi come non mai.
Ora ci vediamo tutte le settimane e ha gettato il vibratore.
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