Educazione fisica avanzata

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etero

Mi chiamo Mattia e questo è un racconto di quando ero alle superiori.
Sono stato tra quei ragazzi che ha avuto la fortuna di vivere la una "sogno adolescenziale" che diventa realtà, ma non vado oltre e vi lascio al racconto.

All'epoca dei fatti principali ero in quarta superiore e da pochi mesi avevo appena compiuto 18 anni.
Ero reduce da una relazione durata quasi 3 anni, con una ragazza 1 anno più piccola della mia stessa scuola.
Fino ad allora non avevo ancora fatto sesso, la mia ex era molto rigida e seria al riguardo e mi aveva concesso occasionalmente solo dei pompini, specificando che per il sesso avremmo dovuto aspettare i suoi 18 anni.
Nonostante facesse tanto la rigida, l'ironia della sorte volle che dei miei amici la beccarono spompinare un suo compagno di classe, con cui già aveva avuto una storiella poco prima di mettersi con me (ma lascio stare questi dettagli che non sono determinanti per racconto).

La mia classe non era nulla di straordinario. Formata da 22 studenti, avevamo come professori quelli che avevano molte classi dell'istituto, unica eccezione era per educazione fisica.
Dall'inizio della quarta cambiammo un professore che avevamo dalla prima, il quale se ne andò in pensio. A rimpiazzarlo venne una professoressa da poco trasferita, la quale per adesso insegnava solo in un'altra classe oltre la nostra.
Lei si chiamava Prof. Valeria Bianchi (il nome me lo sono inventato), aveva poco più di una quarantina d'anni, alta all'incirca 1,65 m, capelli ricci castani chiari che arrivavano fino alle spalle, pelle chiara e viso candido, semplice, raramente truccato (se non in maniera molto leggera) e che dimostrava perfettamente l'età che portava.
Fino ad allora aveva insegnato in un altro istituto della provincia confinante e, reduce da un divorzio al quanto brutto di un matrimonio di 15 anni (sorprese il marito a farle le corna con la sua migliore amica), volle andarsene dall'altra città per incominciare una nuova vita, portando con se il figlio di 12 anni.

(Se vi domandate come sappia tutto questo lo capirete più avanti)

Era molto gentile ed energica, partecipava attivamente alla lezione, si arrabbiava poche volte e si univa frequentemente alle partitelle di pallavolo che si facevano verso la fine della lezione.
L'unica eccezione era per i suoi test fisici (al quanto duri e faticosi) e che fosse intransigente nei confronti di chi voleva saltare la lezione. A meno che non ci fosse seriamente un problema, non c'erano scusanti che tenevano, motivo per cui non tutti l'avevano in simpatia.
A livello fisico vestiva quasi sempre con tute da ginnastica larghe e solo in poche occasioni metteva qualcosina di leggermente più attilato, ma bastava nel mostrare un minimo la forma del suo corpo: un pochino in carne ma non troppo (si vedeva che aveva guadagnato qualche chiletto, probabilmente per via del divorzio), fianchi leggermente larghi, vita un po' più stretta e un bella 3a abbondante.
La maggior parte dei ragazzi fantasticavano dietro al fisico magro e asciutto delle altre ragazze della classe/dell'istituto o di altre professoresse, e da quello che sapevo solo io e qualche altro ragazzo aveva fantasticato su di lei, venendo 2 o 3 volte palesemente beccato nel fissarla.
Non nego che qualche volta mi fossi segato pensando a lei.

Il primo quadrimestre della quarta passò tranquillamente. Avevo voti medi ma sufficenti nella maggior parte delle materie, l'unica eccezione era educazione fisica. Inizialmente avevo molta difficoltà nei test, ricevendo vari 5 al più qualche 6, ma grazie al fatto che di essere tra i pochi che si comportava bene con lei, cercando allo stesso tempo di dimostrare il mio impegno, riusci ad entrarle in simpatia, permettendomi progressivamente di poter aumentare leggermente i voti rispetto ad inizio anno.
Per secondo quadrimestre avvenne un cambiamento nel programma della materia. La scuola aveva permesso nuovamente di usufruire della piscina comunale, presente poco lontano alla scuola e che negli anni passati veniva regolarmente utilizzata per le lezioni (credo fosse stata chiusa per via di lavori).

Per la prima lezione di nuoto trovai molta difficoltà, normalmente andavo a nuotare poche volte al mare e, nonostante facessi calcio, avevo ugualmente difficoltà con la resistenza. Lei notò da subito le nostre difficoltà e cerco di incoraggiarci e correggerci tutti quanti, notando però una particolare attenzione nei miei confronti.
Finita la lezione dovevamo docciarci e rivestirci in fretta per tornare a scuola, essendo che eravamo un filo in ritardo. Io ero tra gli ultimi in fila per la doccia e, arrivato il mio turno, ero già in ritardo. Fatta la doccia andai ad asciugarmi velocemente, ma subito dopo mi accorsi di avevo dimenticato di portare le mutande di ricambio.
Cercai subito le mutande che avevo messo durante la giornata, ma non le trovai. Tutto impanicato iniziai a cercare in tutto lo spogliatoio dove potessero essere, ritrovandomi poi ad essere l'ultimo rimasto.
Riuscii a ritrovarle nel bagno in cui ero andato nel mentre che mi cambiavo, subito corro verso il mio borsone, se non che, girando l'angolo, mi trovo davanti la professoressa.
Essendo che andavo veloce non faccio in tempo ad accorgermene, andando quindi a sbattere contro ti lei e, per colpa credo del pavimento scivoloso, finiamo entrambi per cadere, con me sopra di lei.
Mi ritrovo mezzo intontito con una mano che preme sul suo seno e il cazzo che poggiava e strusciava su suoi pantaloni, proprio sopra la zona del pube.
Rimango qualche secondo immobile in quella posizione (credo una decina di secondi), a guardare il tutto, poco basta quella scena per farmelo venire duro, premendolo di conseguenza sul pube. Poi alzai lo sguardo e la vidi immobile ed in silenzio a fissarmi con occhi spalancati. Allora mi alzo subito di scatto tutto imbarazzato, cercando goffamente di coprire l'erezione.
Lei inizialmente continua a rimanere in silenzio a guardarmi impassibile o impietrita, poi dopo essersi alzata e sistemata mi chiede se stessi bene, che era venuta a cercarmi perché bisognava andare via e quale fosse il problema. Io girato di spalle le spiego, un pochino balbettando per vai dell'imbarazzo, il tutto e che avrei fatto il più in fretta.
Lei annuii e rimase qualche secondo in silenzio a fissarmi, poi si gira e mi dice solo di affrettarmi che orami sono già andati tutti verso scuola ed esce dallo spogliatoio.
Passai il resto della mattinata a ripensare quel momento. Avevo paura che magari lei da lì in poi se la sarebbe presa con me di tutto quel casino.

Passarono 3 settimane dell'accaduto, delle lezioni successive non ricordo molto, le uniche cose che ricordo sono che lei non mi prestò particolare attenzione e che le poche volte in cui ci interagivo si dimostrava più impassibile e seria del solito.
Arrivò poi il giorno della lezione di nuoto successiva. Anche in questa occasione non mi rivolse molto la parola, solo qualche sguardo che sul momento mi sembravano di pietra.
Finimmo lezione prima del previsto (sia per fare prima negli spogliatoi che per un suo impegno subito dopo lezione).
Nel mentre che feci la doccia ripensai nuovamente all'accaduto dell'ultima volta, che forse avrei dovuto scusarmi seriamente con lei e, non eppena asciugato e rivestito ebbi il coraggio e mi diressi verso "l'ufficio degli insegnanti" che c'era alla piscina (una sorta di piccola infermeria che era stato dato in concessione alla mia scuola come piccolo ufficio per i professori di ginnastica).
Poco prima di arrivare davanti all'ufficio notai che la porta era leggermente socchiusa e allora continuai ad avvicinarmi iniziando a chiamare la prof, ma subito davanti alla porta mi interruppi incredulo per quello che stavo vedendo: lei nuda con solo un paio di mutandine bianche nel intendo di cambiarsi.

La porta era abbastanza aperta da poter guardare gran parte della stanza (probabilmente non l'aveva chiusa bene) e rimasi imbabolato immobile a guardare il suo corpo e le sue belle tettone, notando da subito che si stesse mettendo la camicia senza il reggiseno.
Dopo questa vista magnifica e quel dettaglio il mio cazzo non poté che diventare subito di marmo, mostrandosi in rilievo sui pantaloni.
Rimasi imbambolato a guardarla tutto il tempo, nel mentre che si rimettiva da prima la camicia tendonola sbottonata per poi mettere i pantaloni, quando tutto ad un tratto accadde un forte rumore nel corridoio accanto portando il mio sguardo in quella direzione (non ricordo di preciso cosa fosse successo, avevo la mente tra le nuvole) ma, non appena riportai lo sguardo verso la prof, la vidi immobile coprirsi e fissarmi con occhi gelidi.
Ero impietrito, non riuscivo a muovere un muscolo tanto che non pensai nemmeno a coprire la il rilievo dell'erezione, chiaramente visibile e in mostra dalla fessura della porta.
Non feci neanche in tempo a scusarmi che lei fece uno scatto verso la porta e la chiuse tutto in un colpo.
Gli altri compagni mi raggiunsero poco più tardi (ovviamente ho avuto il tempo di levare l'erezione), poi lei poco dopo uscii e ci fece cenno di poter andare. Guardò tutti tranne me.
Subito ritornarono i pensieri dell'ultima volta ma moltiplicati per 100. Altro che brutti voti, ero dell'idea che mi avrebbe fatto sospendere, ma invece non successe niente.

La settimana passò tranquillamente e senza problematiche fino a che non arrivò il giorno di educazione fisica.
Quel giorno in classe eravamo credo poco meno di 10 (essendo che c'era una delle prime manifestazioni sul cambiamento climatico). Noi altri andammo ugualmente a scuola sia per recuperare delle interrogazioni programmate per le ore successive (io ero tra questi) sia perché alcuni reputassero inutili quelle manifestazioni.
Durante la lezione lei si dimostrò ancora più impassibile delle volte precedenti, guardandomi indirettamente qualche volta e rivolgendomi molto più di rado la parola, soprattutto con una freddezza ed una tensione palpabile.
Verso fine lezione mi passò accanto e con voce moderata e senza che gli altri sentissero mi disse che voleva parlare con me in privato dopo scuola.
Da lì in avanti iniziai a sudare freddo ad avevo la gola come bloccata. Pensai appunto che fino ad allora ero stato fortunato e che adesso invece avrei subito tutte le conseguenze. Il tempo da lì in avanti si era fermato e credo di aver superato l'interrogazione a stento (nonostante avessi studiato).

CONTINUA...
scritto il
2026-03-23
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