Sverginata
di
aurispa
genere
trans
Mi piace il cazzo come a qualunque femmina solo che io non lo sono, almeno biologicamente. Così la mia vita scorre da donna mancata. Non ho mai seguito cure ormonali perché credo che sia inutile sembrare di essere quello che non si è. Come una brava ragazza mi piace dotarmi di una lingerie adeguata ed essere quando è possibile una femmina. Domenico è stato il mio uomo per diversi anni. Sapeva come prendermi e farmi godere. Con lui mi era facile essere donna, mostrare il mio vero lato umano. Non ha mai avuto problemi nel chiamarmi al femminile. Lo aspettavo a casa quando tornava dalla campagna, stanco e sporco ma non esitava un attimo a scoparmi. E' stato lui che mi ha sverginato anche se un porco aveva abusato di me qualche anno prima. Mi piace ricordare la mia prima volta con Domenico quella bella. A causa della mia esperienza terribile con quel maniaco che in un bagno pubblico mi aveva sfondato con violenza, non volevo dare la mia fica anale ed evitavo rapporti completi. Domenico fu molto paziente. Mi dava il suo gioiello quando volevo e io lo spompinavo a dovere. A lui piaceva molto usare la mia bocca come una fica. A metà pompino lo sfilava dalle labbra lasciandomi orfana del suo pene
- ridammelo
gli dicevo
- ti prego
Lui me lo appoggiava sulle labbra bagnate, mi fermava il capo ed entrava lentamente, io appoggiavo le mani sulle sue cosce pelose, muscolose e dure in modo da evitare che entrasse troppo in gola. Lui iniziava il suo andirivieni con le mie labbra che i serravano sul suo membro a mò di ventosa. I testicoli sbattevano sulle labbra producendo un rumore sordo ed io godevo nel sentirmi così vacca. Quando era pronto per scoparmi mi chiedeva
- ti voglio
- lo sai che non riesco
- dai, ti prego
quella volta ero così infoiata
- va bene ma devi essere molto delicato
- userò un lubrificante
si sfilò dalla mia bocca, mi fece alzare
- ti voglio tutta
mi fece inchinare a mò di pecora e con il dito cercò la passerina. Mi sentivo così donna mentre lui infilava lentamente il dito dentro di me. Ondate di piacere di pervadevano tutta. Al medio unì l'indice così da allargare al meglio il pertugio. Entrava ed usciva lentamente, con calma e pazienza. Ci sapeva fare! Poi si sfilò e lo sentii armeggiare. Un liquido freddo scese tra le natiche lui riprese la scia e con il dito e tornò ad infilare il dito nella mia fica. Adesso scorreva più liberamente.
- adesso ti scopo
- si dai, ti prego
sfilò le dita dalla fica e subito dopo sentii la il suo glande tra le cosce. Con la mano lo guidò sino al buchino. Entrò lentamente prima il glande, si fermò attese un attimo e poi riprese la sua marcia trionfale. Sentii un caldo entrarmi nelle viscere, un leggero dolore, ma anche una sensazione di piacere che faceva sempre più intensa. Una volta che entro dentro di me completamente si fermò.
- ti ho fatto male?
- no, sei stato delicato
Pensai, adesso si che sono femmina con questo cazzone dentro di me
Lui si ritrasse completamente per riaffondare con maggiore determinazione. Ripeté nuovamente l'identica operazione uscendo e rientrando ma aumentando la frequenza. Mi accorsi che nel suo movimento di spinta, io accompagnavo favorendo la penetrazione. Dopo un pò mi stava cavalcando i una scopata magnifica. Godevo sentendomi vacca da monta.
- sto per godere
mi disse al culmine del piacere. E mi venne dentro copiosamente accompagnando ogni schizzo con spinte decise.
- non uscire ti prego, aspetta un momento
gli dissi
Lui aspettò che io assaporassi il piacere di avere il suo membro dentro di me. Poi usci ed io rimasi per un attimo ancora alla pecorina. Lui si posizionò davanti a me. IL cazzo bagnato aveva perso la sua magnifica durezza. Glielo presi in mano.
- Si è comportato bene il soldatino
gli dissi prendendoglielo in bocca. Sapeva di sperma.
- ridammelo
gli dicevo
- ti prego
Lui me lo appoggiava sulle labbra bagnate, mi fermava il capo ed entrava lentamente, io appoggiavo le mani sulle sue cosce pelose, muscolose e dure in modo da evitare che entrasse troppo in gola. Lui iniziava il suo andirivieni con le mie labbra che i serravano sul suo membro a mò di ventosa. I testicoli sbattevano sulle labbra producendo un rumore sordo ed io godevo nel sentirmi così vacca. Quando era pronto per scoparmi mi chiedeva
- ti voglio
- lo sai che non riesco
- dai, ti prego
quella volta ero così infoiata
- va bene ma devi essere molto delicato
- userò un lubrificante
si sfilò dalla mia bocca, mi fece alzare
- ti voglio tutta
mi fece inchinare a mò di pecora e con il dito cercò la passerina. Mi sentivo così donna mentre lui infilava lentamente il dito dentro di me. Ondate di piacere di pervadevano tutta. Al medio unì l'indice così da allargare al meglio il pertugio. Entrava ed usciva lentamente, con calma e pazienza. Ci sapeva fare! Poi si sfilò e lo sentii armeggiare. Un liquido freddo scese tra le natiche lui riprese la scia e con il dito e tornò ad infilare il dito nella mia fica. Adesso scorreva più liberamente.
- adesso ti scopo
- si dai, ti prego
sfilò le dita dalla fica e subito dopo sentii la il suo glande tra le cosce. Con la mano lo guidò sino al buchino. Entrò lentamente prima il glande, si fermò attese un attimo e poi riprese la sua marcia trionfale. Sentii un caldo entrarmi nelle viscere, un leggero dolore, ma anche una sensazione di piacere che faceva sempre più intensa. Una volta che entro dentro di me completamente si fermò.
- ti ho fatto male?
- no, sei stato delicato
Pensai, adesso si che sono femmina con questo cazzone dentro di me
Lui si ritrasse completamente per riaffondare con maggiore determinazione. Ripeté nuovamente l'identica operazione uscendo e rientrando ma aumentando la frequenza. Mi accorsi che nel suo movimento di spinta, io accompagnavo favorendo la penetrazione. Dopo un pò mi stava cavalcando i una scopata magnifica. Godevo sentendomi vacca da monta.
- sto per godere
mi disse al culmine del piacere. E mi venne dentro copiosamente accompagnando ogni schizzo con spinte decise.
- non uscire ti prego, aspetta un momento
gli dissi
Lui aspettò che io assaporassi il piacere di avere il suo membro dentro di me. Poi usci ed io rimasi per un attimo ancora alla pecorina. Lui si posizionò davanti a me. IL cazzo bagnato aveva perso la sua magnifica durezza. Glielo presi in mano.
- Si è comportato bene il soldatino
gli dissi prendendoglielo in bocca. Sapeva di sperma.
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