L'appartamento
di
Lunatika
genere
masturbazione
L’appartamento
Stanca ma eccitata. Così si sentiva su quel letto troppo piccolo per tutte le sue fantasie. Le lenzuola stropicciate le coprivano le gambe aperte. Si voltò verso la finestra: sola nell'appartamento e tutta la città svuotata dall'estate. Ma lei aveva voglia di godere, di morire dal piacere. Gli orgasmi che si dava da sola erano molto più intensi di quelli provati con qualcuno passato distrattamente nel suo letto. Anche ora la mano scendeva tra le gambe aperte, sulla fica che stava bagnandosi. Iniziò a toccarsi, a infilarsi uno, due dita dentro, a leccarsi le dita e poi a metterle di nuovo dentro sfregandosi prima il clitoride gonfio e rosso.
Sussultava quasi in silenzio, aveva imparato a godere anche così. Un’esplosione dentro e impercettibili mugolii che le uscivano dalla bocca.
Finito tutto le piaceva stare qualche minuto immobile. Quel piacere fermava tutto intorno, e la trasportava in una dimensione tale da pensare che Dio esistesse. Si, quel piacere doveva essere stato creato da Dio. Non si era mai sentita blasfema a pensarlo.
Sarebbe stata sola per molte ore e la voglia di fare l’amore era così forte… Scopare bene, essere leccata, toccata nel modo giusto. Le sue fantasie spesso non avevano un volto definito, ma tutto il resto seguiva le sue voglie. Voglie di puttana perché così avrebbe voluto essere con quell’uomo che non sarebbe mai stato suo.
Se tu fossi qui...
Prendimi come vuoi, sono la tua puttana...
Non glielo avrebbe detto, glielo avrebbe fatto fare.
Io sono di spalle, in piedi. Indosso un vestito nero di lino, sotto solo un paio di mutandine, nere anche quelle, di cotone, è caldo, sono sudata.
Il cotone, il lino, non trattengono gli odori, sono finestre aperte che ti fanno sentire il profumo della mia pelle sudata e della mia fica che si sta bagnando perché ti sento dietro di me. Ti sento dietro e io non mi difenderò quando sentirò le tue mani che dalla schiena scendono verso le natiche e poi ancora più giù. Alzi il vestito e infili la testa sotto. Ho la tua testa tra le gambe perché mi vuoi annusare. Sento il tuo naso che mi esplora. Ancora non mi togli le mutandine. Le tue mani mi tengono le gambe aperte e tu sei ancora sotto con la bocca aperta a respirare i miei odori. Sento la punta della tua lingua che bagna le mutandine… cerchi di trovare un varco. Intanto le tue mani salgono, tiri fuori la testa. Le tue mani ora sono sui fianchi, scendendo giù portano con sé le mutande...I miei odori invadono la stanza.
Io sono di spalle ancora, tu ti alzi, ti avvicini e sento il tuo cazzo che si è fatto grosso, duro. Inizi a strusciarti. Le tue mani spostano i miei capelli e sento la tua bocca, la tua lingua sul collo. C’è poca luce nella stanza. Sento che sto per sciogliermi che vorrei sentirti dentro...ma è ancora presto. Tu cominci a spogliarti, fai presto...sei già nudo, pronto. Mi stendi sul letto...mi togli il vestito, mi allarghi le gambe, inizi a leccarmi le caviglie e poi di corsa su... La tua lingua sente com’è bagnata, basterebbero due colpetti con la punta per farmi urlare...mordicchi il clitoride, la lingua ci gioca, mi baci come fosse la bocca, infili dentro due dita per allargarmela un po’…aah...e io sarei già pronta per essere penetrata.
No. È presto. Voglio assaggiarti anche io…voglio mangiarti e sentire di che carne sei. Mi alzo...tu ti sdrai...inizio a leccarti i piedi...belli i tuoi piedi...Accarezzo le gambe aperte...arrivo con la faccia sul tuo cazzo già dritto...duro. Apro la bocca e inizio...la mia mano sinistra ha preso il tuo cazzo, la lingua inizia a leccarlo partendo dalla base arrivando alla cappella ...e giù ancora ...disegno linee verticali e piccoli cerchi e poi me lo infilo tutto in bocca…comincio ad assaggiarlo...a succhiarlo…a masticarlo...e mi arriva in gola. Il calore e l’umidità della mia bocca ti fanno godere molto...lo sento...lo tiro fuori un po’..lo passo sulle labbra, sui denti..sulla faccia e me lo metto tra le tette..te lo sbatto anche così..I miei capezzoli sono diventati così duri.
Mi prendi...Mi fa un po’ male…è duro...è grosso...vuoi farmi sentire tutta la tua eccitazione.
Aspetta. inizia a entrare tutto il resto piano...piano e poi forte...forte. Sono io che ora ti dico di muoverti forte...le tue mani mi tengono per i fianchi...e tu che sbatti...spingi, spingi… i tuoi colpi vigorosi mi fanno aprire la bocca e un po’ di saliva mi cola per il mento..per il collo.
Sono la tua puttana.
Voglio scoparti io ora.
Ti vengo sopra ..a cavalcarti ma sono di spalle però, io me lo metto dentro e tu mi spingi per le natiche…Con un colpo mi sbatti giù e me lo fai entrare...Io urlo.
Mi fai alzare, ora siamo tutti e due in ginocchio…
Voglio leccarti lì...ti giri ti volti...le mie mani allargano le tue natiche e metto il naso in mezzo... Inizio a leccarti e a penetrarti con la lingua…infilo anche un dito...ti piace, mi piace…Sono così eccitata così piena di piacere che voglio esplodere…voglio venire e voglio sentirti venire addosso a me…voglio sentirne il calore e il sapore.
Vuoi venirmi in bocca. Prendo il tuo cazzo e te lo succhio finché non scoppia di è sulla mia faccia…sulle labbra…con le dita la raccolgo e la lecco. Lecco anche il tuo cazzo venuto bagnato…
Sono una puttana.
.
Vengo con la fica sulla tua faccia ...mi succhi il clitoride fino a farmi venire...poi aspetto qualche istante…eccolo il fiotto caldo che esce dalla mia fica stropicciata scopata bagnata.
Smosse più velocemente le dita sul clitoride gonfio e rosso di sangue ..bagnato da quelle fantasie…sentiva l’arrivo dell’orgasmo…vampata di fuoco, piedi freddi e una deflagrazione di tutti i muscoli e ossa della sua fica… Venne bene. Pensò a Dio e pensò al dopo.
Dopo, con te c’è il vuoto
Che sento dentro.
Mi scanso dal profondo piacere, non ti riconosco mi fai quasi sporco tu e il tuo corpo estranei al mio…Non ti voglio più...
Fino alla prossima voglia.
L.
Stanca ma eccitata. Così si sentiva su quel letto troppo piccolo per tutte le sue fantasie. Le lenzuola stropicciate le coprivano le gambe aperte. Si voltò verso la finestra: sola nell'appartamento e tutta la città svuotata dall'estate. Ma lei aveva voglia di godere, di morire dal piacere. Gli orgasmi che si dava da sola erano molto più intensi di quelli provati con qualcuno passato distrattamente nel suo letto. Anche ora la mano scendeva tra le gambe aperte, sulla fica che stava bagnandosi. Iniziò a toccarsi, a infilarsi uno, due dita dentro, a leccarsi le dita e poi a metterle di nuovo dentro sfregandosi prima il clitoride gonfio e rosso.
Sussultava quasi in silenzio, aveva imparato a godere anche così. Un’esplosione dentro e impercettibili mugolii che le uscivano dalla bocca.
Finito tutto le piaceva stare qualche minuto immobile. Quel piacere fermava tutto intorno, e la trasportava in una dimensione tale da pensare che Dio esistesse. Si, quel piacere doveva essere stato creato da Dio. Non si era mai sentita blasfema a pensarlo.
Sarebbe stata sola per molte ore e la voglia di fare l’amore era così forte… Scopare bene, essere leccata, toccata nel modo giusto. Le sue fantasie spesso non avevano un volto definito, ma tutto il resto seguiva le sue voglie. Voglie di puttana perché così avrebbe voluto essere con quell’uomo che non sarebbe mai stato suo.
Se tu fossi qui...
Prendimi come vuoi, sono la tua puttana...
Non glielo avrebbe detto, glielo avrebbe fatto fare.
Io sono di spalle, in piedi. Indosso un vestito nero di lino, sotto solo un paio di mutandine, nere anche quelle, di cotone, è caldo, sono sudata.
Il cotone, il lino, non trattengono gli odori, sono finestre aperte che ti fanno sentire il profumo della mia pelle sudata e della mia fica che si sta bagnando perché ti sento dietro di me. Ti sento dietro e io non mi difenderò quando sentirò le tue mani che dalla schiena scendono verso le natiche e poi ancora più giù. Alzi il vestito e infili la testa sotto. Ho la tua testa tra le gambe perché mi vuoi annusare. Sento il tuo naso che mi esplora. Ancora non mi togli le mutandine. Le tue mani mi tengono le gambe aperte e tu sei ancora sotto con la bocca aperta a respirare i miei odori. Sento la punta della tua lingua che bagna le mutandine… cerchi di trovare un varco. Intanto le tue mani salgono, tiri fuori la testa. Le tue mani ora sono sui fianchi, scendendo giù portano con sé le mutande...I miei odori invadono la stanza.
Io sono di spalle ancora, tu ti alzi, ti avvicini e sento il tuo cazzo che si è fatto grosso, duro. Inizi a strusciarti. Le tue mani spostano i miei capelli e sento la tua bocca, la tua lingua sul collo. C’è poca luce nella stanza. Sento che sto per sciogliermi che vorrei sentirti dentro...ma è ancora presto. Tu cominci a spogliarti, fai presto...sei già nudo, pronto. Mi stendi sul letto...mi togli il vestito, mi allarghi le gambe, inizi a leccarmi le caviglie e poi di corsa su... La tua lingua sente com’è bagnata, basterebbero due colpetti con la punta per farmi urlare...mordicchi il clitoride, la lingua ci gioca, mi baci come fosse la bocca, infili dentro due dita per allargarmela un po’…aah...e io sarei già pronta per essere penetrata.
No. È presto. Voglio assaggiarti anche io…voglio mangiarti e sentire di che carne sei. Mi alzo...tu ti sdrai...inizio a leccarti i piedi...belli i tuoi piedi...Accarezzo le gambe aperte...arrivo con la faccia sul tuo cazzo già dritto...duro. Apro la bocca e inizio...la mia mano sinistra ha preso il tuo cazzo, la lingua inizia a leccarlo partendo dalla base arrivando alla cappella ...e giù ancora ...disegno linee verticali e piccoli cerchi e poi me lo infilo tutto in bocca…comincio ad assaggiarlo...a succhiarlo…a masticarlo...e mi arriva in gola. Il calore e l’umidità della mia bocca ti fanno godere molto...lo sento...lo tiro fuori un po’..lo passo sulle labbra, sui denti..sulla faccia e me lo metto tra le tette..te lo sbatto anche così..I miei capezzoli sono diventati così duri.
Mi prendi...Mi fa un po’ male…è duro...è grosso...vuoi farmi sentire tutta la tua eccitazione.
Aspetta. inizia a entrare tutto il resto piano...piano e poi forte...forte. Sono io che ora ti dico di muoverti forte...le tue mani mi tengono per i fianchi...e tu che sbatti...spingi, spingi… i tuoi colpi vigorosi mi fanno aprire la bocca e un po’ di saliva mi cola per il mento..per il collo.
Sono la tua puttana.
Voglio scoparti io ora.
Ti vengo sopra ..a cavalcarti ma sono di spalle però, io me lo metto dentro e tu mi spingi per le natiche…Con un colpo mi sbatti giù e me lo fai entrare...Io urlo.
Mi fai alzare, ora siamo tutti e due in ginocchio…
Voglio leccarti lì...ti giri ti volti...le mie mani allargano le tue natiche e metto il naso in mezzo... Inizio a leccarti e a penetrarti con la lingua…infilo anche un dito...ti piace, mi piace…Sono così eccitata così piena di piacere che voglio esplodere…voglio venire e voglio sentirti venire addosso a me…voglio sentirne il calore e il sapore.
Vuoi venirmi in bocca. Prendo il tuo cazzo e te lo succhio finché non scoppia di è sulla mia faccia…sulle labbra…con le dita la raccolgo e la lecco. Lecco anche il tuo cazzo venuto bagnato…
Sono una puttana.
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Vengo con la fica sulla tua faccia ...mi succhi il clitoride fino a farmi venire...poi aspetto qualche istante…eccolo il fiotto caldo che esce dalla mia fica stropicciata scopata bagnata.
Smosse più velocemente le dita sul clitoride gonfio e rosso di sangue ..bagnato da quelle fantasie…sentiva l’arrivo dell’orgasmo…vampata di fuoco, piedi freddi e una deflagrazione di tutti i muscoli e ossa della sua fica… Venne bene. Pensò a Dio e pensò al dopo.
Dopo, con te c’è il vuoto
Che sento dentro.
Mi scanso dal profondo piacere, non ti riconosco mi fai quasi sporco tu e il tuo corpo estranei al mio…Non ti voglio più...
Fino alla prossima voglia.
L.
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