Il mio zerbino

di
genere
dominazione

Tutto è iniziato con un piccolo atto di sfida nei miei confronti. Un gesto stupido, ma che nella nostra relazione non dovrebbe esistere. Il mio verme non deve mai permettersi di tirarsi indietro quando voglio baciarlo. Non è una scelta. È qualcosa che deve fare.

Da lì è partita una breve colluttazione. Breve, perché tanto l’esito è sempre lo stesso: vinco io. All’inizio non era così semplice, lo ammetto. Dovevo impegnarmi davvero per tenerlo sotto controllo. Ma col tempo è diventato sempre più facile.

Perché? Non lo so con certezza. Forse la paura. La paura logora la testa e rende deboli.

Si dice sempre che un uomo possa sopraffare una donna. In teoria è vero. Ma questo vale quando davanti hai davvero un uomo. Nel mio caso no. Il mio non è un uomo: è uno zerbino.

Fisicamente sarebbe anche più forte di me. Ma quando si trova davanti a me succede qualcosa nella sua testa. Il corpo prova a reagire, prova a muoversi, ma la mente lo blocca. Non riesce a difendersi davvero, non riesce a ribellarsi. È come se si spegnesse.

Infatti mi sono ritrovata a schiaffeggiarlo mentre gli tenevo le mani bloccate sotto le mie cosce. Questa volta è successo tutto ancora più in fretta. Non avevo voglia di perdere tempo.

Gli ho afferrato il sesso con forza, stringendo abbastanza da fargli capire che doveva muoversi quando glielo dicevo io. L’ho trascinato fino al tavolo, l’ho piegato a novanta gradi e ho preso il primo oggetto che avevo vicino: un mestolo.

Poi ho iniziato a colpirlo sul culo. Forte. Ancora. Ancora. Finché la pelle non è diventata completamente rossa.

Gli faceva male, si vedeva. Ma per gente come lui è l’unico linguaggio che funziona.

Vederlo così, piegato, il corpo che tremava e il culo rosso per le botte, mi ha acceso qualcosa dentro. Troppo. Così ho preso un dildo e ho iniziato a usarlo su di me.

Poi l’ho fatto sdraiare. Il mio povero fidanzato è diventato semplicemente un tavolino. Il dildo appoggiato sul suo corpo mentre io mi muovevo sopra, scopandomi e godendo senza neanche guardarlo davvero.

Più cercavo di umiliarlo, più mi eccitavo. Non mi bastava mai.

A un certo punto mi sono alzata, ho piantato il piede sul suo corpo per tenerlo fermo e ho continuato a muovermi finché non sono esplosa, bagnandolo completamente.

Ero fuori controllo. Vederlo lì sotto di me, inerme, dopo aver preso botte senza reagire… mi faceva bagnare ancora di più.

Sono venuta due volte. Lui era completamente coperto del mio piacere.

E alla fine, come ciliegina sulla torta, si è messo a pulire tutto con la lingua. Senza dire una parola. Come lo zerbino che è.
scritto il
2026-03-05
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