Vacanza in Grecia
di
racconticm
genere
feticismo
Questo è il nostro primo racconto, quindi siate clementi.
Il tema centrale del racconto è l'espansione e ingrandimento del seno. Ovviamente tutto il racconto è di fantasia. Se vi piace pubblicheremo anche gli altri capitoli.
Cap.1 - La medicina fa miracoli
Già che volessimo andare in una spiaggia naturista per noi era abbastanza insolito. Certo, era una delle più belle spiagge dell’isola, ma ovviamente significava andarci nudi. Con tutto ciò che era correlato. Io Luca, e mia moglie Luna, 36 anni, mai stati particolarmente aperti verso il mondo esterno con la nostra sessualità. Io principalmente per il mio aspetto fisico, non sicuramente in forma anzi parecchio sovrappeso. Lei per lo stesso motivo (a detta sua): non gli piaceva molto il suo fisico, e non si sentiva a suo agio. Poca altezza (1,60), attività fisica molto ridotta, avevano purtroppo lasciato qualche smagliatura e un po’ di ciccietta sui fianchi. Onestamente a me pareva sempre bellissima e non disdegnavo qualche curva, anzi. Inoltre questo aveva fatto si che nella parte sopra avesse due belle tettone, sode, una quinta coppa F/G, abbondante. Sfioravano la sesta quando grazie al ciclo diventavano più voluminose... il momento in cui preferivo pastrugnarliele per bene.
Ora però devo fare una premessa: io ho sempre avuto una passione per le tette grandi. Anche enormi. Non so se sia un feticismo, se esista un termine per definirlo, ma sta di fatto che io per le tette impazzisco letteralmente. Non è solo preferire le tette al culo, è proprio un volerne sempre di più, sempre più grandi. Certo, la natura e la fortuna avevamo dotato mia moglie già di una buonissima base, ma si sa che i fetish sono strani. Anche perchè la sfiga volle che invece a Luna le sue tette non piacevano per niente. Era sempre in ansia che qualcuno potesse vederle, o considerarle troppo grandi. Già stare in costume, così in spiaggia, non era proprio semplice per lei. Figuriamoci nuda. “Non voglio diventare una mucca” mi diceva spesso, quando fantasticavo su come potessero essere grandi...
Avevamo però deciso che la visita valesse qualche sacrificio. In fondo in Grecia è abbastanza normale trovare spiagge di questo tipo, specie sulle isole piccole. Quindi armati di coraggio e nell’intenzione di stare poco, considerando anche la poca gente, ci avviammo. Dopo esserci “cambiati” o, meglio, spogliati nelle apposite cabine, ci trovammo un posticino isolato per goderci la spiaggia. In effetti la spiaggia era la più bella di tutte, e valeva sicuramente il sacrificio.
Dopo un po mi accorsi e notai che tutte le ragazze che passavano avevano tette molto più grandi di quelle di mia moglie. Non saprei come, ma erano veramente esagerate. Tutte entro limiti normali, ma sembrava come se una dea avesse benedetto le ragazze dell’isola. Lo avevo già notato nei giorni precedenti, ma attraverso i costumi non mi ero ancora reso conto di quanto fossero realmente più grandi. Ora la cosa cominciava a piacermi… forse troppo.
Per fortuna i miei vaneggiamenti furono interrotti da mia moglie che, come avevo previsto, aveva esaurito il suo coraggio e decidemmo di andare via.
Quella notte non riuscì a dormire. Ero ossessionato! Come poteva essere che tutte le donne più dotate si fossero date appuntamento su quest’isola? Così nella notte, cominciai a spulciare internet, alla ricerca di qualche informazione. Faticai un po', ma alla fine unendo informazioni trovate su reddit e post in vari forum non meglio definiti, risalii ad una farmacia locale. Antica, a detta di alcuni, forse risalente anche ai tempi dell’antica Grecia…
Per quanto mi sembrasse impossibile e forse anche un po troppo romanzato, valeva la pena di verificare no?
Così il mattino seguente, con una scusa decisi di andare a visitare proprio il piccolo paesino dell’isola dove avevo letto esserci questo strano negozietto... Mentre lei era impegnata a guardare alcune bancarelle del paesino, mi ci recai. Da fuori sembrava un posto abbandonato, talmente la piccola vetrina era grigia e sporca. Una scritta sull’insegna però indicava che era ancora in attività: APHOTEKE.
La farmacia in effetti sembrava più la bottega di un alchimista o di un erborista dell’epoca pre-medievale: stipati su scaffali di legno c’erano diverse ciotole di marmo e terracotta con all’interno erbe e profumi che ti arrivavano subito al naso, ancora prima di entrare. Non sembravano esserci oggetti particolarmente schifosi o ripugnanti, ma tutto trasudava di vecchio e mistico. La signora, una vecchina dall’aspetto gentile, parlava ovviamente solo greco. Difficile riuscire a farsi capire, e ancora di più vista la situazione e la particolarità di quello che cercavo…
Su reddit avevo trovato il riferimento ad una parola: afxitikí
Non sapevo bene nemmeno cosa volesse dire, ma ci provai… Lo sguardo della signora si illuminò per un attimo. Quasi stesse sorridendo tra se e se… avvicinandosi ad uno scaffale prese alcune cose, e dopo un po di lavoro, passò ad un macchinario dove pressando insieme gli ingredienti, ottenne alcune pillole leggermente verdi. Me ne allungò circa una ventina.
A gesti, cercai di capire esattamente se era quello che chiedevo e la risposta fu in effetti inequivocabile, indicando il petto e ripetendo quella parola. Sempre a gesti, cercai di chiedere il dosaggio. Non volevo esagerare… la signora tirò fuori un foglietto tutto stropicciato, ma scritto in ITALIANO! Non ci potevo credere… Leggendo bene in effetti era un italiano molto arcaico, quasi un latino a dire il vero, ma le istruzioni erano chiare. 1 pillola otteneva l’effetto desiderato, a seconda del dosaggio, aumentando le pillole si potevano ottenere effetti anche particolarmente esagerati. L’importante era tenere sempre sotto controllo la somministrazione, altrimenti si rischiava la dipendenza, con effetti a lungo termine definiti come spiacevoli, ma senza dettagli. Pensai che questa parte sarebbe stata inutile… già non sapevo come l’avrebbe presa, o se fossi riuscito con l’inganno a fargliela prendere… L’altro avviso riguardava l’attenzione alla somministrazione con alcuni tipi di cibi ritenuti potenzianti degli effetti. Boh anche questo mi lasciava perplesso... in ogni caso pagai, una cifra irrisoria a dire il vero, pochi euro, presi foglietto e scatoletta ed uscì.
Nel giro di compere insieme approfittai e comprai alcune versioni dei bikini che lei stessa stava acquistando, ma in misure decisamente più generose. Non so bene come riuscii a non farmi vedere e ovviamente li misi nella mia borsa il più velocemente possibile, non volevo rovinare tutto.
L’occasione fortunatamente si presentò la mattina dopo, gita in barca, ad una spiaggia vicina ma particolarmente bella e famosa. Dopo circa mezz’ora dalla partenza, mia moglie cominciò un pochettino ad accusare un leggero mal di mare…
Non so bene perché, ma presi una delle pillole della farmacia, la spezzai a metà e gliela diedi con un po d’acqua.
mi disse… .
Aspettai… circa 1 minuto. E poi la magia.
Mia moglie cominciò ad ansimare, molto forte, teneva le braccia larghe lungo il corpo, facendo peso sulla panca della barca, sembrava quasi fosse il caldo o qualcosa che doveva uscire da lei. E in questo respirare, quasi sputando l’aria fuori dalla bocca, le sue tette cominciarono piano piano a gonfiarsi, come fossero dei palloni. Letteralmente. Durò pochi secondi, in cui per altro il top del bikini si strappò, viste le dimensioni molto più generose, e le tette di mia moglie erano oramai delle grosse tettone. Sembravano quasi finte, per quanto fossero tonde e immobili, ma erano troppo perfette per esserlo. Era incredibile. Lei cominciò a toccarle, strofinarle, non ci credeva nemmeno lei. Le dimensioni inizialmente erano molto maggiori, ma piano piano cominciarono a stabilizzarsi. Per quanto non fossero cresciute particolarmente in altezza, erano larghe e sode. Sembrava davvero una magia… Alzai gli occhi (con riluttanza) e Luna stava sorridendo.
ma lo disse con poca convinzione. Quasi fosse una battuta. Per fortuna mi ero organizzato, gli passai un costume identico al suo, ma di diverse misure più grandi. Miracolosamente andava bene… meno male! E meno male che nessuno era con noi sul ponte, altrimenti sarebbe stato divertente.
Quindi gli raccontai tutto… la farmacia, le mie ricerche su internet e le pillole che avevo preso. Notai però che mentre raccontavo, Luna non era particolarmente interessata a ciò che le dicevo… guardava in continuazione le sue nuove tettone, che ora erano sodamente fisse, si muovevano in maniera sensuale al ritmo del suo respiro, e del movimento altalenante della barca. Lei stessa sembrava a suo agio, come se le avesse sempre avute così. Le dimensioni che aveva raggiunto erano ragguardevoli. Nonostante non fossero esagerate, si notava ad occhio la differenza con le precedenti. La quinta ormai era un ricordo, e la sesta non bastava più a contenerle. Sarebbero state più vicine ad una settima probabilmente, quindi calcolai che mezza pillola corrispondeva circa a 1 misura in più. Incredibile! Oltre ad eccitarmi, la cosa mi piaceva assai. A questo punto, con calma mi misi a raccontargli tutto, della farmacia, della vecchina etcc. Ovviamente mi presi i miei insulti, per via del piccolo inganno. Ma dopo qualche minuto anche lei cedette e cominciando a ridere della cosa ci godemmo il resto del tempo sulla barca.Io non riuscivo a staccare gli occhi dalle sue tette. Erano grosse, veramente, nulla a cui ero abituato.
L’apertura del mare aveva portato con se alcune onde, una in particolare presa bene colpì mia moglie da dietro bagnandola tutta. Lei fece un piccolo sussulto per la sopresa e per l’acqua fredda: le sue nuove tettone rimbalzarono su e giù. Mi preoccupai che la cosa potesse in qualche modo avergli fatto male, sembravano molto pesanti. Ma invece la sensazione doveva essergli piaciuta perché poco dopo cominciò a saltare su se stessa, come per saggiare la nuova sensazione di pesantezza e quasi volesse provarle, provocando uno smottamento non solo del suo seno, ma anche della mia eccitazione. Avevo letteralmente il cazzo che scoppiava nei pantaloni… e Luna sembrava saperlo. Ogni tanto mi guardava, in maniera sensuale, spostando con una mano una ciocca di capelli dietro l’orecchio. Così facendo strizzava quelle nuove tettone che mi facevano impazzire.
Non so come avrei resistito il resto della giornata… e ancora non avevo idea di tutto il resto che sarebbe successo.
Continua……
Il tema centrale del racconto è l'espansione e ingrandimento del seno. Ovviamente tutto il racconto è di fantasia. Se vi piace pubblicheremo anche gli altri capitoli.
Cap.1 - La medicina fa miracoli
Già che volessimo andare in una spiaggia naturista per noi era abbastanza insolito. Certo, era una delle più belle spiagge dell’isola, ma ovviamente significava andarci nudi. Con tutto ciò che era correlato. Io Luca, e mia moglie Luna, 36 anni, mai stati particolarmente aperti verso il mondo esterno con la nostra sessualità. Io principalmente per il mio aspetto fisico, non sicuramente in forma anzi parecchio sovrappeso. Lei per lo stesso motivo (a detta sua): non gli piaceva molto il suo fisico, e non si sentiva a suo agio. Poca altezza (1,60), attività fisica molto ridotta, avevano purtroppo lasciato qualche smagliatura e un po’ di ciccietta sui fianchi. Onestamente a me pareva sempre bellissima e non disdegnavo qualche curva, anzi. Inoltre questo aveva fatto si che nella parte sopra avesse due belle tettone, sode, una quinta coppa F/G, abbondante. Sfioravano la sesta quando grazie al ciclo diventavano più voluminose... il momento in cui preferivo pastrugnarliele per bene.
Ora però devo fare una premessa: io ho sempre avuto una passione per le tette grandi. Anche enormi. Non so se sia un feticismo, se esista un termine per definirlo, ma sta di fatto che io per le tette impazzisco letteralmente. Non è solo preferire le tette al culo, è proprio un volerne sempre di più, sempre più grandi. Certo, la natura e la fortuna avevamo dotato mia moglie già di una buonissima base, ma si sa che i fetish sono strani. Anche perchè la sfiga volle che invece a Luna le sue tette non piacevano per niente. Era sempre in ansia che qualcuno potesse vederle, o considerarle troppo grandi. Già stare in costume, così in spiaggia, non era proprio semplice per lei. Figuriamoci nuda. “Non voglio diventare una mucca” mi diceva spesso, quando fantasticavo su come potessero essere grandi...
Avevamo però deciso che la visita valesse qualche sacrificio. In fondo in Grecia è abbastanza normale trovare spiagge di questo tipo, specie sulle isole piccole. Quindi armati di coraggio e nell’intenzione di stare poco, considerando anche la poca gente, ci avviammo. Dopo esserci “cambiati” o, meglio, spogliati nelle apposite cabine, ci trovammo un posticino isolato per goderci la spiaggia. In effetti la spiaggia era la più bella di tutte, e valeva sicuramente il sacrificio.
Dopo un po mi accorsi e notai che tutte le ragazze che passavano avevano tette molto più grandi di quelle di mia moglie. Non saprei come, ma erano veramente esagerate. Tutte entro limiti normali, ma sembrava come se una dea avesse benedetto le ragazze dell’isola. Lo avevo già notato nei giorni precedenti, ma attraverso i costumi non mi ero ancora reso conto di quanto fossero realmente più grandi. Ora la cosa cominciava a piacermi… forse troppo.
Per fortuna i miei vaneggiamenti furono interrotti da mia moglie che, come avevo previsto, aveva esaurito il suo coraggio e decidemmo di andare via.
Quella notte non riuscì a dormire. Ero ossessionato! Come poteva essere che tutte le donne più dotate si fossero date appuntamento su quest’isola? Così nella notte, cominciai a spulciare internet, alla ricerca di qualche informazione. Faticai un po', ma alla fine unendo informazioni trovate su reddit e post in vari forum non meglio definiti, risalii ad una farmacia locale. Antica, a detta di alcuni, forse risalente anche ai tempi dell’antica Grecia…
Per quanto mi sembrasse impossibile e forse anche un po troppo romanzato, valeva la pena di verificare no?
Così il mattino seguente, con una scusa decisi di andare a visitare proprio il piccolo paesino dell’isola dove avevo letto esserci questo strano negozietto... Mentre lei era impegnata a guardare alcune bancarelle del paesino, mi ci recai. Da fuori sembrava un posto abbandonato, talmente la piccola vetrina era grigia e sporca. Una scritta sull’insegna però indicava che era ancora in attività: APHOTEKE.
La farmacia in effetti sembrava più la bottega di un alchimista o di un erborista dell’epoca pre-medievale: stipati su scaffali di legno c’erano diverse ciotole di marmo e terracotta con all’interno erbe e profumi che ti arrivavano subito al naso, ancora prima di entrare. Non sembravano esserci oggetti particolarmente schifosi o ripugnanti, ma tutto trasudava di vecchio e mistico. La signora, una vecchina dall’aspetto gentile, parlava ovviamente solo greco. Difficile riuscire a farsi capire, e ancora di più vista la situazione e la particolarità di quello che cercavo…
Su reddit avevo trovato il riferimento ad una parola: afxitikí
Non sapevo bene nemmeno cosa volesse dire, ma ci provai… Lo sguardo della signora si illuminò per un attimo. Quasi stesse sorridendo tra se e se… avvicinandosi ad uno scaffale prese alcune cose, e dopo un po di lavoro, passò ad un macchinario dove pressando insieme gli ingredienti, ottenne alcune pillole leggermente verdi. Me ne allungò circa una ventina.
A gesti, cercai di capire esattamente se era quello che chiedevo e la risposta fu in effetti inequivocabile, indicando il petto e ripetendo quella parola. Sempre a gesti, cercai di chiedere il dosaggio. Non volevo esagerare… la signora tirò fuori un foglietto tutto stropicciato, ma scritto in ITALIANO! Non ci potevo credere… Leggendo bene in effetti era un italiano molto arcaico, quasi un latino a dire il vero, ma le istruzioni erano chiare. 1 pillola otteneva l’effetto desiderato, a seconda del dosaggio, aumentando le pillole si potevano ottenere effetti anche particolarmente esagerati. L’importante era tenere sempre sotto controllo la somministrazione, altrimenti si rischiava la dipendenza, con effetti a lungo termine definiti come spiacevoli, ma senza dettagli. Pensai che questa parte sarebbe stata inutile… già non sapevo come l’avrebbe presa, o se fossi riuscito con l’inganno a fargliela prendere… L’altro avviso riguardava l’attenzione alla somministrazione con alcuni tipi di cibi ritenuti potenzianti degli effetti. Boh anche questo mi lasciava perplesso... in ogni caso pagai, una cifra irrisoria a dire il vero, pochi euro, presi foglietto e scatoletta ed uscì.
Nel giro di compere insieme approfittai e comprai alcune versioni dei bikini che lei stessa stava acquistando, ma in misure decisamente più generose. Non so bene come riuscii a non farmi vedere e ovviamente li misi nella mia borsa il più velocemente possibile, non volevo rovinare tutto.
L’occasione fortunatamente si presentò la mattina dopo, gita in barca, ad una spiaggia vicina ma particolarmente bella e famosa. Dopo circa mezz’ora dalla partenza, mia moglie cominciò un pochettino ad accusare un leggero mal di mare…
Non so bene perché, ma presi una delle pillole della farmacia, la spezzai a metà e gliela diedi con un po d’acqua.
mi disse… .
Aspettai… circa 1 minuto. E poi la magia.
Mia moglie cominciò ad ansimare, molto forte, teneva le braccia larghe lungo il corpo, facendo peso sulla panca della barca, sembrava quasi fosse il caldo o qualcosa che doveva uscire da lei. E in questo respirare, quasi sputando l’aria fuori dalla bocca, le sue tette cominciarono piano piano a gonfiarsi, come fossero dei palloni. Letteralmente. Durò pochi secondi, in cui per altro il top del bikini si strappò, viste le dimensioni molto più generose, e le tette di mia moglie erano oramai delle grosse tettone. Sembravano quasi finte, per quanto fossero tonde e immobili, ma erano troppo perfette per esserlo. Era incredibile. Lei cominciò a toccarle, strofinarle, non ci credeva nemmeno lei. Le dimensioni inizialmente erano molto maggiori, ma piano piano cominciarono a stabilizzarsi. Per quanto non fossero cresciute particolarmente in altezza, erano larghe e sode. Sembrava davvero una magia… Alzai gli occhi (con riluttanza) e Luna stava sorridendo.
ma lo disse con poca convinzione. Quasi fosse una battuta. Per fortuna mi ero organizzato, gli passai un costume identico al suo, ma di diverse misure più grandi. Miracolosamente andava bene… meno male! E meno male che nessuno era con noi sul ponte, altrimenti sarebbe stato divertente.
Quindi gli raccontai tutto… la farmacia, le mie ricerche su internet e le pillole che avevo preso. Notai però che mentre raccontavo, Luna non era particolarmente interessata a ciò che le dicevo… guardava in continuazione le sue nuove tettone, che ora erano sodamente fisse, si muovevano in maniera sensuale al ritmo del suo respiro, e del movimento altalenante della barca. Lei stessa sembrava a suo agio, come se le avesse sempre avute così. Le dimensioni che aveva raggiunto erano ragguardevoli. Nonostante non fossero esagerate, si notava ad occhio la differenza con le precedenti. La quinta ormai era un ricordo, e la sesta non bastava più a contenerle. Sarebbero state più vicine ad una settima probabilmente, quindi calcolai che mezza pillola corrispondeva circa a 1 misura in più. Incredibile! Oltre ad eccitarmi, la cosa mi piaceva assai. A questo punto, con calma mi misi a raccontargli tutto, della farmacia, della vecchina etcc. Ovviamente mi presi i miei insulti, per via del piccolo inganno. Ma dopo qualche minuto anche lei cedette e cominciando a ridere della cosa ci godemmo il resto del tempo sulla barca.Io non riuscivo a staccare gli occhi dalle sue tette. Erano grosse, veramente, nulla a cui ero abituato.
L’apertura del mare aveva portato con se alcune onde, una in particolare presa bene colpì mia moglie da dietro bagnandola tutta. Lei fece un piccolo sussulto per la sopresa e per l’acqua fredda: le sue nuove tettone rimbalzarono su e giù. Mi preoccupai che la cosa potesse in qualche modo avergli fatto male, sembravano molto pesanti. Ma invece la sensazione doveva essergli piaciuta perché poco dopo cominciò a saltare su se stessa, come per saggiare la nuova sensazione di pesantezza e quasi volesse provarle, provocando uno smottamento non solo del suo seno, ma anche della mia eccitazione. Avevo letteralmente il cazzo che scoppiava nei pantaloni… e Luna sembrava saperlo. Ogni tanto mi guardava, in maniera sensuale, spostando con una mano una ciocca di capelli dietro l’orecchio. Così facendo strizzava quelle nuove tettone che mi facevano impazzire.
Non so come avrei resistito il resto della giornata… e ancora non avevo idea di tutto il resto che sarebbe successo.
Continua……
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