Je t'aime, moi non plus 2
di
Serge&Jane
genere
dominazione
Ha il cuore che gli batte in testa. L'ha scampata per un soffio!
Jay rallenta. Ha corso perdifiato per sei isolati. Vede un pub e si lancia dentro.
Ha il fiatone, chiede dov'è il cesso e si nasconde.
Deve ragionare!
Okay, gli hanno beccato la roba, ma non possono sapere che è sua. Sì, lui non fa mai cazzate, è stato attento come sempre. Ma come cazzo hanno fatto a scoprirla?
No, a questo ci penserà dopo. Ora deve sparire per un paio di settimane, non può più tornare a casa.
Batte il pugno contro il muro cercando di ragionare. Cazzo, bastava che fosse arrivato un minuto prima e adesso era già dentro! No, non possono sapere che è roba sua, quella stanza è affittata a un nome inventato e nessuno parlerà mai.
L'ha salvato Niki.
Lo aspettava all'angolo, gli ha detto tutto con gli occhi. Jay ha capito subito ed è scappato all'istante, prima ancora di vedere le luci azzurre.
Cazzo che casino! Deve chiamare il suo amico ad Edmonton, lo nasconderà lui, c'è una fermata qua vicino, ci può andare col Tube, non può tornare indietro per riprendersi l'auto. Cazzo, per fortuna non teneva tutti i soldi in camera.
Jay ha già troppi casini per sé stesso, dedica un solo pensiero per Niki.
Niki se la caverà da sola.
Farà la puttana per Tyrell.
Merda che sfiga!
Nicole ha in spalla un borsone vuoto.
In tasca cinque sterline.
Un vecchio seduto per terra le chiede soldi per un cartone di vino. Gli lascia le cinque sterline.
Si sente più leggera.
Jay non lo rivedrà più, lo sa.
Adora avere le testa vuota ed è una bellissima mattina di primavera, come non ne ha mai viste a Londra.
Una tipa le viene incontro. Trent'anni tacco dieci, strafirmata e trucco perfetto. Una modella con la camminata perfetta. Il lungo soprabito panna svolazza sugli stivali neri. Sotto ha un tubino nero, corto sulle cosce nude.
Le fa fa un cenno di saluto e le sorride come se la conoscesse.
'Sei Niki?'
Nicole si chiude a riccio, come cazzo fa a sapere il suo nome?
Lei ride col gli occhi neri. È più alta di lei. Per i tacchi. Ha un profumo costoso ma buonissimo. La stringe alle spalle. 'L'ho capito subito ch'eri tu, Richard m'ha detto che eri uno schianto, ahaha!'
'Richard?'
'Sì, il fotografo, ha saputo che avete avuto problemi e... Io sono Jennifer.'
Niki cerca di ricordare il fotografo.
'Ma qui ci guardano tutti, ahah! Andiamo a mangiar qualcosa, mi sa che hai fame.'
Nicole si lascia condurre ma rimane mezzo passo indietro.
Jennifer ha un profumo delizioso, sa di pulito. Si sente sporca.
Niki ha sempre diffidato di chi fa l'amica o l'amico con lei.
Jennifer lo intuisce al volo, è come se guardando Niki vedesse la Jennider di dieci anni prima. Lei era così.
Se vuole Niki deve essere sincera con lei, quindi sceglie di giocare a carte scoperte.
La fa sedere in una steackhouse e ordina per lei. Per sé solo acqua minerale.
Niki è veramente deliziosa, Jenny la studia attentamente sotto i capelli spettinati e l'atteggiamento trasandato. Le fa simpatia come si spazzola la bistecca senza domandarsi da dove le arriva. Niki è una che ha deciso di vivere alla giornata: non fa progetti, non si fa problemi e si lascia trasportare dal vento.
Jennifer la invidia un poco, ma solo perché è giovanissima.
Ha solo un momento di nervosismo, quando Niki va in bagno. È vero, è rimasto il suo borsone sulla sedia, ma quella scemetta sarebbe capace di scappare dal retro.
Invece la vede tornare.
'Vieni.' La tira vicino, in piedi contro la sedia su cui è seduta. Le strofina la coscia dietro.
'Senti, non sono qui per caso, lo sai... Richard m'ha parlato molto di te... non offenderti, se no amiche come prima, ma tu fai solo uomini?'
Niki si china e la bacia in bocca.
'Whow, sei fantastica!' Jennifer non ha bisogno di fingere, s'è accaldata davvero.
Si alza di scatto e va a pagare.
In strada camminano a braccetto, Jennifer la stringe forte.
'Ti voglio baciare tutta, Niki... però prima ti fai una bella doccia, puzzi come un negro!'
Nicole s'allontana. 'Ehi, non fare la razzista, non mi piace.'
Jennifer le stringe il viso a due mani e la bacia in strada.
'Hai ragione, scusa... volevo dire che puzzi 'di' negro. Ma quanti te ne sei fatti? Ahahah!'
Niki sorride.
Jennifer le piace, ha più palle di Jay. La osserva mentre guarda nel traffico e solleva un braccio. Dieci secondi e si ferma un taxi.
Questa è una giornata fortunata per Jennifer, cazzo se è felice. Non resiste, manda subito un messaggio a Faisal. 'Vista l'auto, Richard aveva ragione.'
'Procedi.' le risponde.
'Ahiii!'
Il tassista alza gli occhi allo specchietto retrovisore.
Jennifer non leva la mano, continua a massaggiarle la maglietta e si protende verso lei con la bocca. 'Io ti faccio impazzire.' le soffia all'orecchio.
Nicole ha il capezzolo in fiamme, una fitta che ha sentito anche fra le gambe.
Jennifer lascia il seno e le preme la mano sul pube, contro i jeans ruvidi. 'Mmmhh, tu hai paura piccola! È eccitante, vero?'
La casa di Jenny è più ricca di quella dei suoi, un appartamento enorme in un palazzo con portineria. Nicole ha un momento di smarrimento.
'Levati quella roba, svelta!, ti faccio preparare un bel bagno.' e sparisce.
Boh, Niki si spoglia dov'è, nel salone, ma non ha coraggio di poggiare i vestiti sul divano bianco, li lascia a terra.
Compare dal nulla un cameriere filippino dal volto inespressivo, le porge un accappatoio e raccoglie i suoi stracci. Il contatto della morbida spugna sulla pelle nuda la fa sentire ancora più sporca. Ha vergogna del filippino, che la osserva con lo sguardo vuoto e le indica dove andare.
Un lungo corridoio col pavimento a specchio. In fondo c'è una porta aperta.
Un bagno luminoso, più grande dell'appartamentino di Jay e con una vasca idromassaggio a sfioro. Il filippino dietro si riprende l'accappatoio e Niki s'immerge nella schiuma.
Spegne il cervello.
La risveglia una mano sulla spalla. Si volta indietro, all'insù. Chinato su di lei c'è il cameriere. 'Jennifer ti aspetta.'
Si alza ed esce dalla vasca da sola. Le gira la testa ma non afferra la mano protesa dal filippino. È coperta di schiuma, va verso la parete, sotto una doccia a pioggia. L'acqua è già regolata alla temperatura perfetta. Si lava di fronte al cameriere che poi non le permette d'asciugarsi da sola.
È piacevole fare la ricca. Alza le mani sopra la testa, la spugna di cotone la massaggia morbidissima.
I capelli glieli friziona soltanto. 'Non facciamo aspettare, andiamo.' Le cinge un piccolo asciugamano in vita.
La camera di Jennifer è una vetrata unica aperta su Hyde Park. È un pomeriggio luminoso, Nicole sta bene quando vede gli alberi.
'Grazie Romeo, non ci sono per nessuno.'
Le va incontro. È a gambe nude, senza stivali è appena più alta di lei.
Jenny la cinge per i fianchi e la fissa negli occhi grigi. Le carezza il collo sotto i capelli biondo cenere, Niki è un incanto e Jennifer l'accende con un bacio.
Nicole non sente una scossa, ma una roba più profonda, come una corrente a basso voltaggio che le scorre sotto la pelle.
Vibra muta nelle mani di Jenny, vuole fare l'amore.
Ha un corpo per fare l'amore.
Jennifer raccoglie dal letto un foulard bianco di seta lucida e lo usa per giocare col suo corpo. La fa tremare di piacere.
Gliela fa scivolare leggerissima su spalle e braccia.
È una nuvola fresca che le bacia il viso. Niki socchiude le labbra, reclina indietro il capo e la nuvola le sfiora il seno.
I capezzoli che Jenny vuole mordere, ma le avvolge i fianchi nudi, lo fa scorrere sulle cosce.
Niki chiude gli occhi, è un brivido nell'anima sentire la mano di Jenni che le solleva l'asciugamano in vita e la seta freschissima risalirle.
Jenny sa cosa sta provando, loro due sono uguali. Non è stupida eccitazione, è molto di più, Niki si sta donando.
E lei se la prenderà.
Le gira attorno, Niki non apre gli occhi.
Jenny le prende una mano, le arrotala il foulard al polso e Niki spinge indietro anche l'altra per farsi legare.
Gliele annoda senza stringere, per finta, come le ha insegnato Faisa, Niki deve sentirsi confusa.
Nicole stringe con le dita il foulard per non farlo cadere. Non è legata, ha solo i polsi uniti dietro la schiena e basta un piccolo movimento per far scivolar via la seta. Per perdere Jenny.
Jenny le fa scorrere le unghie sulla schiena, un lungo brivido di piacere, e scioglie il nodo. L'asciugamano cade ai piedi di Nicole.
Non lo sfiora, è una spina di invidia per Jenny. La piccola Nicole ha un culetto perfetto, così bello e giovane da essere innocente e casto. È il culetto della ragazza in metro che non dimenticherai più, della studentessa che esce col borsone in spalla dalla scuola di latino-americano, della figlia in bikini l'ultimo anno al mare con mamma e papà.
Jenny la bacia dietro al collo mentre le affonda le unghie nella natica tonda. Povera Niki, presto incontrerà Faisal.
Si eccita. 'Vieni a letto, Niki.'
Nicole geme roca con la gola stanca. Ha i capelli ancora bagnati, ma di sudore. Jenny le ha rubato ogni centimetro di pelle. Il dildo fucsia con spesse borchie di gomma la sta sfinendo, le ha strappato orgasmi folli e si ostina a vibrarle nel ventre. 'Fermalo, ti prego.'
Jennifer lo spegne e lo toglie lentamente, facendole sentire ogni borchia che scatta libera in fuori
Le cosce di Niki non si fermano, tremano ancora.
'Mi deludi piccola. Tu puoi far molto meglio.'
Nicole si pente. Affonda il viso nel cuscino e si punta su gomiti e ginocchia sollevando alto il bacino.
Attende.
Jenny gliel'ho fa sentire contro l'ano.
A Niki si blocca il respiro, la tensione la paralizza, quell'affare in culo è una follia. Attende cercando di rimanere immobile, ma le gambe tremano ancora. Ha un crampo al collo del piede, gli orgasmi le hanno arricciato le dita.
Nulla.
Allora spinge lei, in alto, contro il dildo.
Jenny scoppia a ridere e getta via il vibratore. 'No, il culo è per i maschi.'
Nicole è a disagio, con lei si sente stupida e imbranata.
Jenny ha il corpo curatissimo, levigato e resistente, ha forse solo dieci anni di più ma è come se le dividessero cento vite. È profumata da donna e nuda è ancor più elegante che vestita gucci. I piercing a bacchetta infilati nei capezzoli la ipnotizzano. Sì, Jenny ha vissuto molto più di lei.
Nicole sente di volerle bene, arrotola la lingua sul piercing, le succhia il capezzolo chiodato per darle piacere, ma deve saperlo, soffre da quando gliel'ha visto. Si stacca dal seno.
'Chi te l'ha fatto?'
'Il piercing?'
'No. Non è un tatuaggio.'
Le ribacia il capezzolo e spinge la mano sotto per sfiorarle con la punta delle dita lo stemma che Jenny ha sulla natica. È un piccolo ovale con all'interno il profilo stilizzato della testa di un falco. Gliel'ha scoperto, baciato e leccato come se fosse il segreto di Jenny. È sulla chiappa sinistra, in basso vicino all'ano per nasconderlo facilmente con un paio di mutandine. Ma non è un tatuaggio, è in rilievo come una cicatrice.
'Ah quello!... M'ha fatto un male cane.'
Niki è sconvolta.
'Ma perché?'
'Non essere sciocca!'
Jenny la ribalta di schiena sul materasso e le titilla con l'unghia il capezzolo con ancora impressi i denti delle mollette d'acciaio.
'Tu sai benissimo perché.'
Niki ha uno scatto di paura e, al ricordo del male, succhia l'aria tra i denti socchiusi. Sì, forse sa perché.
'Svegliati, ti porto a comprare qualcosa da metterti. Intanto mettiti quella.
Nicole riapre gli occhi su una tuta di felpa ripiegata sul cuscino, ma è l'ombra del filippino a svegliarla del tutto. Si alza seduta coprendosi il seno col lenzuolo.
'Ahah, non devi aver vergogna di Romeo, è un infermiere. Deve farti un prelievo.'
'Cosa...?!'
'Tu sei stata troppo scema, piccina, e forse ho rischiato anch'io più del dovuto con te... Presto, dobbiamo uscire, non farmi perdere tempo.'
'No!, e io non sono malata.'
'Su queste cose non scherzo, chi lavora per me lo fa ogni quindici giorni'
Nicole ha cosi scoperto di lavorare per Jennifer.
È su un altro taxi col batuffolo di cotone premuto nel braccio chiuso. Indossa la tuta di felpa che le ha prestato, sotto è nuda, senza mutandine o maglietta.
Il ricordo di Jay è già del tutto sbiadito. Quanto c'è stata? Una settimana forse. Le è rimasto il suo sorriso simpatico, sorrideva coi denti bianchi quando era nudo sul letto col coso dritto. Il cazzo si confonde, ricorda più quello di suo cugino. Se poi era suo cugino! Per Jay erano tutti amici e cugini. Gli battevano la mano sulla spalla e lo pagavano. Era sua.
Jay era un arrapato, la scopava in culo. Jenny le ha detto che il culo per i maschi.
La prende un'inquietudine piacevole, ora è con Jenny, lei ha veramente le palle, non come quel casinista di Jayden.
'Sei regolare? Quando hai il ciclo?'
'Tra una settimana...'
'Bene, prendi la pillola?'
'…'
'Sei troppo cretina Niki, tu mi deprimi, dovrò insegnarti proprio tutto!'
La porta in un grande magazzino affollatissimo. Jennifer vestita Gucci è una mosca bianca. Arraffano bracciate di vestiti e occupano un camerino.
Jenny rimane appena fuori, tiene la tenda scostata e nasconde con il corpo Nicole che si cambia. Ha il cellulare in mano, sta lavorando, una telefonata dietro l'altra, la voce cambia continuamente, ora secca e autoritaria, ora suadente, ma chiude sempre con un bye che sembra un bacio.
Niki prova in fretta una roba dopo l'altra. Sceglie Jenny quale va bene con un cenno del capo mentre è al telefono.
Improvvisamente Nicole sente vergogna, s'è allacciata a fatica degli shorts cortissimi, rosa shocking che le lasciano nude le lunette delle chiappe. Gli stessi che aveva messo al mare in un'altra vita. Aveva quindici anni, a Biarritz, mamma aveva dato di matta.
Si guarda allo specchio, seni nudi e quei pantaloncini che paiono rompersi.
'Matthewww!... come stai?... Ho qui un'auto che è stata fatta apposta per te... Sì, ho pensato a te per primo... Non scherzo Matthew, è quella che cerchi da una vita... - copre il microfono con la mano - Slaccia il bottone.'
Niki fa fatica anche a slacciarlo, la cintura degli shorts si apre rivoltandosi a libro.
'No, devi deciderti, questa la piazzo in ventiquattro ore!... Penso di sì, aspetta!' Chiude con la mano e infila la testa dentro il camerino. 'Domani sei libera? Puoi?'
'…?'
'Okay Matthew, domani va benissimo... No, è un'auto preziosa per me, ci devono essere i miei meccanici... Ti chiamo dopo, byee.'
Pagano due borsoni di roba.
'Stai diventando ricca, Niki.'
Jay rallenta. Ha corso perdifiato per sei isolati. Vede un pub e si lancia dentro.
Ha il fiatone, chiede dov'è il cesso e si nasconde.
Deve ragionare!
Okay, gli hanno beccato la roba, ma non possono sapere che è sua. Sì, lui non fa mai cazzate, è stato attento come sempre. Ma come cazzo hanno fatto a scoprirla?
No, a questo ci penserà dopo. Ora deve sparire per un paio di settimane, non può più tornare a casa.
Batte il pugno contro il muro cercando di ragionare. Cazzo, bastava che fosse arrivato un minuto prima e adesso era già dentro! No, non possono sapere che è roba sua, quella stanza è affittata a un nome inventato e nessuno parlerà mai.
L'ha salvato Niki.
Lo aspettava all'angolo, gli ha detto tutto con gli occhi. Jay ha capito subito ed è scappato all'istante, prima ancora di vedere le luci azzurre.
Cazzo che casino! Deve chiamare il suo amico ad Edmonton, lo nasconderà lui, c'è una fermata qua vicino, ci può andare col Tube, non può tornare indietro per riprendersi l'auto. Cazzo, per fortuna non teneva tutti i soldi in camera.
Jay ha già troppi casini per sé stesso, dedica un solo pensiero per Niki.
Niki se la caverà da sola.
Farà la puttana per Tyrell.
Merda che sfiga!
Nicole ha in spalla un borsone vuoto.
In tasca cinque sterline.
Un vecchio seduto per terra le chiede soldi per un cartone di vino. Gli lascia le cinque sterline.
Si sente più leggera.
Jay non lo rivedrà più, lo sa.
Adora avere le testa vuota ed è una bellissima mattina di primavera, come non ne ha mai viste a Londra.
Una tipa le viene incontro. Trent'anni tacco dieci, strafirmata e trucco perfetto. Una modella con la camminata perfetta. Il lungo soprabito panna svolazza sugli stivali neri. Sotto ha un tubino nero, corto sulle cosce nude.
Le fa fa un cenno di saluto e le sorride come se la conoscesse.
'Sei Niki?'
Nicole si chiude a riccio, come cazzo fa a sapere il suo nome?
Lei ride col gli occhi neri. È più alta di lei. Per i tacchi. Ha un profumo costoso ma buonissimo. La stringe alle spalle. 'L'ho capito subito ch'eri tu, Richard m'ha detto che eri uno schianto, ahaha!'
'Richard?'
'Sì, il fotografo, ha saputo che avete avuto problemi e... Io sono Jennifer.'
Niki cerca di ricordare il fotografo.
'Ma qui ci guardano tutti, ahah! Andiamo a mangiar qualcosa, mi sa che hai fame.'
Nicole si lascia condurre ma rimane mezzo passo indietro.
Jennifer ha un profumo delizioso, sa di pulito. Si sente sporca.
Niki ha sempre diffidato di chi fa l'amica o l'amico con lei.
Jennifer lo intuisce al volo, è come se guardando Niki vedesse la Jennider di dieci anni prima. Lei era così.
Se vuole Niki deve essere sincera con lei, quindi sceglie di giocare a carte scoperte.
La fa sedere in una steackhouse e ordina per lei. Per sé solo acqua minerale.
Niki è veramente deliziosa, Jenny la studia attentamente sotto i capelli spettinati e l'atteggiamento trasandato. Le fa simpatia come si spazzola la bistecca senza domandarsi da dove le arriva. Niki è una che ha deciso di vivere alla giornata: non fa progetti, non si fa problemi e si lascia trasportare dal vento.
Jennifer la invidia un poco, ma solo perché è giovanissima.
Ha solo un momento di nervosismo, quando Niki va in bagno. È vero, è rimasto il suo borsone sulla sedia, ma quella scemetta sarebbe capace di scappare dal retro.
Invece la vede tornare.
'Vieni.' La tira vicino, in piedi contro la sedia su cui è seduta. Le strofina la coscia dietro.
'Senti, non sono qui per caso, lo sai... Richard m'ha parlato molto di te... non offenderti, se no amiche come prima, ma tu fai solo uomini?'
Niki si china e la bacia in bocca.
'Whow, sei fantastica!' Jennifer non ha bisogno di fingere, s'è accaldata davvero.
Si alza di scatto e va a pagare.
In strada camminano a braccetto, Jennifer la stringe forte.
'Ti voglio baciare tutta, Niki... però prima ti fai una bella doccia, puzzi come un negro!'
Nicole s'allontana. 'Ehi, non fare la razzista, non mi piace.'
Jennifer le stringe il viso a due mani e la bacia in strada.
'Hai ragione, scusa... volevo dire che puzzi 'di' negro. Ma quanti te ne sei fatti? Ahahah!'
Niki sorride.
Jennifer le piace, ha più palle di Jay. La osserva mentre guarda nel traffico e solleva un braccio. Dieci secondi e si ferma un taxi.
Questa è una giornata fortunata per Jennifer, cazzo se è felice. Non resiste, manda subito un messaggio a Faisal. 'Vista l'auto, Richard aveva ragione.'
'Procedi.' le risponde.
'Ahiii!'
Il tassista alza gli occhi allo specchietto retrovisore.
Jennifer non leva la mano, continua a massaggiarle la maglietta e si protende verso lei con la bocca. 'Io ti faccio impazzire.' le soffia all'orecchio.
Nicole ha il capezzolo in fiamme, una fitta che ha sentito anche fra le gambe.
Jennifer lascia il seno e le preme la mano sul pube, contro i jeans ruvidi. 'Mmmhh, tu hai paura piccola! È eccitante, vero?'
La casa di Jenny è più ricca di quella dei suoi, un appartamento enorme in un palazzo con portineria. Nicole ha un momento di smarrimento.
'Levati quella roba, svelta!, ti faccio preparare un bel bagno.' e sparisce.
Boh, Niki si spoglia dov'è, nel salone, ma non ha coraggio di poggiare i vestiti sul divano bianco, li lascia a terra.
Compare dal nulla un cameriere filippino dal volto inespressivo, le porge un accappatoio e raccoglie i suoi stracci. Il contatto della morbida spugna sulla pelle nuda la fa sentire ancora più sporca. Ha vergogna del filippino, che la osserva con lo sguardo vuoto e le indica dove andare.
Un lungo corridoio col pavimento a specchio. In fondo c'è una porta aperta.
Un bagno luminoso, più grande dell'appartamentino di Jay e con una vasca idromassaggio a sfioro. Il filippino dietro si riprende l'accappatoio e Niki s'immerge nella schiuma.
Spegne il cervello.
La risveglia una mano sulla spalla. Si volta indietro, all'insù. Chinato su di lei c'è il cameriere. 'Jennifer ti aspetta.'
Si alza ed esce dalla vasca da sola. Le gira la testa ma non afferra la mano protesa dal filippino. È coperta di schiuma, va verso la parete, sotto una doccia a pioggia. L'acqua è già regolata alla temperatura perfetta. Si lava di fronte al cameriere che poi non le permette d'asciugarsi da sola.
È piacevole fare la ricca. Alza le mani sopra la testa, la spugna di cotone la massaggia morbidissima.
I capelli glieli friziona soltanto. 'Non facciamo aspettare, andiamo.' Le cinge un piccolo asciugamano in vita.
La camera di Jennifer è una vetrata unica aperta su Hyde Park. È un pomeriggio luminoso, Nicole sta bene quando vede gli alberi.
'Grazie Romeo, non ci sono per nessuno.'
Le va incontro. È a gambe nude, senza stivali è appena più alta di lei.
Jenny la cinge per i fianchi e la fissa negli occhi grigi. Le carezza il collo sotto i capelli biondo cenere, Niki è un incanto e Jennifer l'accende con un bacio.
Nicole non sente una scossa, ma una roba più profonda, come una corrente a basso voltaggio che le scorre sotto la pelle.
Vibra muta nelle mani di Jenny, vuole fare l'amore.
Ha un corpo per fare l'amore.
Jennifer raccoglie dal letto un foulard bianco di seta lucida e lo usa per giocare col suo corpo. La fa tremare di piacere.
Gliela fa scivolare leggerissima su spalle e braccia.
È una nuvola fresca che le bacia il viso. Niki socchiude le labbra, reclina indietro il capo e la nuvola le sfiora il seno.
I capezzoli che Jenny vuole mordere, ma le avvolge i fianchi nudi, lo fa scorrere sulle cosce.
Niki chiude gli occhi, è un brivido nell'anima sentire la mano di Jenni che le solleva l'asciugamano in vita e la seta freschissima risalirle.
Jenny sa cosa sta provando, loro due sono uguali. Non è stupida eccitazione, è molto di più, Niki si sta donando.
E lei se la prenderà.
Le gira attorno, Niki non apre gli occhi.
Jenny le prende una mano, le arrotala il foulard al polso e Niki spinge indietro anche l'altra per farsi legare.
Gliele annoda senza stringere, per finta, come le ha insegnato Faisa, Niki deve sentirsi confusa.
Nicole stringe con le dita il foulard per non farlo cadere. Non è legata, ha solo i polsi uniti dietro la schiena e basta un piccolo movimento per far scivolar via la seta. Per perdere Jenny.
Jenny le fa scorrere le unghie sulla schiena, un lungo brivido di piacere, e scioglie il nodo. L'asciugamano cade ai piedi di Nicole.
Non lo sfiora, è una spina di invidia per Jenny. La piccola Nicole ha un culetto perfetto, così bello e giovane da essere innocente e casto. È il culetto della ragazza in metro che non dimenticherai più, della studentessa che esce col borsone in spalla dalla scuola di latino-americano, della figlia in bikini l'ultimo anno al mare con mamma e papà.
Jenny la bacia dietro al collo mentre le affonda le unghie nella natica tonda. Povera Niki, presto incontrerà Faisal.
Si eccita. 'Vieni a letto, Niki.'
Nicole geme roca con la gola stanca. Ha i capelli ancora bagnati, ma di sudore. Jenny le ha rubato ogni centimetro di pelle. Il dildo fucsia con spesse borchie di gomma la sta sfinendo, le ha strappato orgasmi folli e si ostina a vibrarle nel ventre. 'Fermalo, ti prego.'
Jennifer lo spegne e lo toglie lentamente, facendole sentire ogni borchia che scatta libera in fuori
Le cosce di Niki non si fermano, tremano ancora.
'Mi deludi piccola. Tu puoi far molto meglio.'
Nicole si pente. Affonda il viso nel cuscino e si punta su gomiti e ginocchia sollevando alto il bacino.
Attende.
Jenny gliel'ho fa sentire contro l'ano.
A Niki si blocca il respiro, la tensione la paralizza, quell'affare in culo è una follia. Attende cercando di rimanere immobile, ma le gambe tremano ancora. Ha un crampo al collo del piede, gli orgasmi le hanno arricciato le dita.
Nulla.
Allora spinge lei, in alto, contro il dildo.
Jenny scoppia a ridere e getta via il vibratore. 'No, il culo è per i maschi.'
Nicole è a disagio, con lei si sente stupida e imbranata.
Jenny ha il corpo curatissimo, levigato e resistente, ha forse solo dieci anni di più ma è come se le dividessero cento vite. È profumata da donna e nuda è ancor più elegante che vestita gucci. I piercing a bacchetta infilati nei capezzoli la ipnotizzano. Sì, Jenny ha vissuto molto più di lei.
Nicole sente di volerle bene, arrotola la lingua sul piercing, le succhia il capezzolo chiodato per darle piacere, ma deve saperlo, soffre da quando gliel'ha visto. Si stacca dal seno.
'Chi te l'ha fatto?'
'Il piercing?'
'No. Non è un tatuaggio.'
Le ribacia il capezzolo e spinge la mano sotto per sfiorarle con la punta delle dita lo stemma che Jenny ha sulla natica. È un piccolo ovale con all'interno il profilo stilizzato della testa di un falco. Gliel'ha scoperto, baciato e leccato come se fosse il segreto di Jenny. È sulla chiappa sinistra, in basso vicino all'ano per nasconderlo facilmente con un paio di mutandine. Ma non è un tatuaggio, è in rilievo come una cicatrice.
'Ah quello!... M'ha fatto un male cane.'
Niki è sconvolta.
'Ma perché?'
'Non essere sciocca!'
Jenny la ribalta di schiena sul materasso e le titilla con l'unghia il capezzolo con ancora impressi i denti delle mollette d'acciaio.
'Tu sai benissimo perché.'
Niki ha uno scatto di paura e, al ricordo del male, succhia l'aria tra i denti socchiusi. Sì, forse sa perché.
'Svegliati, ti porto a comprare qualcosa da metterti. Intanto mettiti quella.
Nicole riapre gli occhi su una tuta di felpa ripiegata sul cuscino, ma è l'ombra del filippino a svegliarla del tutto. Si alza seduta coprendosi il seno col lenzuolo.
'Ahah, non devi aver vergogna di Romeo, è un infermiere. Deve farti un prelievo.'
'Cosa...?!'
'Tu sei stata troppo scema, piccina, e forse ho rischiato anch'io più del dovuto con te... Presto, dobbiamo uscire, non farmi perdere tempo.'
'No!, e io non sono malata.'
'Su queste cose non scherzo, chi lavora per me lo fa ogni quindici giorni'
Nicole ha cosi scoperto di lavorare per Jennifer.
È su un altro taxi col batuffolo di cotone premuto nel braccio chiuso. Indossa la tuta di felpa che le ha prestato, sotto è nuda, senza mutandine o maglietta.
Il ricordo di Jay è già del tutto sbiadito. Quanto c'è stata? Una settimana forse. Le è rimasto il suo sorriso simpatico, sorrideva coi denti bianchi quando era nudo sul letto col coso dritto. Il cazzo si confonde, ricorda più quello di suo cugino. Se poi era suo cugino! Per Jay erano tutti amici e cugini. Gli battevano la mano sulla spalla e lo pagavano. Era sua.
Jay era un arrapato, la scopava in culo. Jenny le ha detto che il culo per i maschi.
La prende un'inquietudine piacevole, ora è con Jenny, lei ha veramente le palle, non come quel casinista di Jayden.
'Sei regolare? Quando hai il ciclo?'
'Tra una settimana...'
'Bene, prendi la pillola?'
'…'
'Sei troppo cretina Niki, tu mi deprimi, dovrò insegnarti proprio tutto!'
La porta in un grande magazzino affollatissimo. Jennifer vestita Gucci è una mosca bianca. Arraffano bracciate di vestiti e occupano un camerino.
Jenny rimane appena fuori, tiene la tenda scostata e nasconde con il corpo Nicole che si cambia. Ha il cellulare in mano, sta lavorando, una telefonata dietro l'altra, la voce cambia continuamente, ora secca e autoritaria, ora suadente, ma chiude sempre con un bye che sembra un bacio.
Niki prova in fretta una roba dopo l'altra. Sceglie Jenny quale va bene con un cenno del capo mentre è al telefono.
Improvvisamente Nicole sente vergogna, s'è allacciata a fatica degli shorts cortissimi, rosa shocking che le lasciano nude le lunette delle chiappe. Gli stessi che aveva messo al mare in un'altra vita. Aveva quindici anni, a Biarritz, mamma aveva dato di matta.
Si guarda allo specchio, seni nudi e quei pantaloncini che paiono rompersi.
'Matthewww!... come stai?... Ho qui un'auto che è stata fatta apposta per te... Sì, ho pensato a te per primo... Non scherzo Matthew, è quella che cerchi da una vita... - copre il microfono con la mano - Slaccia il bottone.'
Niki fa fatica anche a slacciarlo, la cintura degli shorts si apre rivoltandosi a libro.
'No, devi deciderti, questa la piazzo in ventiquattro ore!... Penso di sì, aspetta!' Chiude con la mano e infila la testa dentro il camerino. 'Domani sei libera? Puoi?'
'…?'
'Okay Matthew, domani va benissimo... No, è un'auto preziosa per me, ci devono essere i miei meccanici... Ti chiamo dopo, byee.'
Pagano due borsoni di roba.
'Stai diventando ricca, Niki.'
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