Andrea e Ilenia – seconda parte (Ilenia mi possiede)

di
genere
corna

Quando tornai a casa dopo aver riaccompagnato Andrea (che abitava a pochi kilometri da casa nostra), trovai Ilenia ancora distesa sul letto, completamente disfatta… “Quel torello mi ha rotto il culo, stasera. Ma ne valeva la pena… credo di aver avuto una quindicina di orgasmi… Cosa ne pensi, amore? Credi che sia il caso di rivederlo?” domandò Ile scrutando la mia reazione.
“Be’… c’è una cosa che devo dirti… In realtà Andrea è deciso a vederti ancora, anche perché mi ha detto che se non lo faremo denuncerà l’incidente…”
“E tu che gli hai detto? Spero gli avrai detto che non è possibile!”
“In realtà… in realtà gli ho detto che può scoparti quando vuole… Almeno finché non saranno scomparse le abrasioni della caduta…”
“Lo sapevo! Sei un maiale! Sei proprio un cornuto incallito! Mi vuole scopare quando vuole? E mi sfonderà la fica quando vuole. Ma non ti dirò quando succederà! Così sarai cornuto davvero!”
Rimasi mortificato… Il mio massimo piacere era nel vederla posseduta, usata come una troia da altri… Se non avessi potuto vederla che piacere ne avrei avuto?
Quella sera il discorso finì lì. Ci addormentammo dopo aver fatto una bella doccia, e il giorno dopo facemmo finta di nulla, nessuno dei due aveva il coraggio di riprendere quella discussione. Ma il giorno dopo, nel pomeriggio, squillò il telefono… Era Andrea, che quella sera aveva casa libera, e aggiunse, testuali parole: “Portami la troia, che stasera te la sbatto per benino. Alle nove, non un minuto più tardi!” Terminò con un tono che non ammetteva repliche.
Chiamai Ilenia, e già mi aspettavo la sua reazione negativa, invece… “Bene, ci andrò, e tu rimarrai a casa con il bambino. E non ribattere! Sai cosa ti ho detto!”
Non potevo che starmene zitto… Aveva ragione, se volevo essere cornuto, dovevo esserlo fino in fondo.
Quella sera cenammo in silenzio, e la seguii in camera quando andò a prepararsi per uscire. Alle otto e mezza era già pronta: trucco non troppo pesante che però faceva risaltare il suo sguardo intenso e profondo e le labbra carnose, un tubino nero con uno spacco profondo sul retro che lasciava scoperte le sue belle spalle e la schiena fino all’attaccatura del culo, autoreggenti nere e scarpe con tacco 12. Dio quanto arrapava! Immaginavo già come il cazzo di Andrea avrebbe reagito ad una mise così…
“Metti Enrico a letto presto, ma tu aspettami sveglio… Voglio che pensi a me, che pensi a come Andrea mi fotterà, a come mi farà godere… Se sarai bravo ti racconterò come sarà andata… Ciao cornuto mio…”
La vidi uscire dalla porta, e in quel momento mi sentii perduto… Il fatto di condividere le sue avventure era sempre stata una sicurezza, ma ora quella sicurezza si sgretolava, e mi sentii quasi mancare…
Cercai di non pensarci, e dopo un’oretta accompagnai a letto Enrico, al quale avevamo detto che la mamma usciva con un’amica.
Quando Enrico si addormentò mi spogliai e mi misi a letto anche io, ma la mia mente viaggiava… Vedevo come in sogno Ile che si inginocchiava davanti al bel cazzo di Andrea, che lo sbocchinava con passione… Vidi come lui la prendeva in tutti i modi, instancabile, una macchina da sesso… vidi come la faceva godere, come le spaccava di nuovo il culo, come la riempiva con il la sua sborra, con quella sborra che non finiva mai e colava sul viso, sulla bocca, sul seno di Ile con i suoi capezzoli duri, appuntiti… Vidi quella sborra colare dalla sua fica a fiotti, come se uscisse da lei stessa…
Il “clic” della serratura del portone mi risvegliò. Evidentemente dovevo essermi addormentato, ma quel sogno era così vivido… reale…
Ilenia entrò in camera. Alla luce dell’abatjour la vidi come un alone soffuso, indefinito, finché non si avvicinò e potei vedere il suo viso: il trucco disfatto, il mascara colato sotto gli occhi, il rossetto ormai assente, ma le labbra rosse, come abrase… Il vestito e le calze strappate in più punti…
“Resta lì!” mi ordinò. “Ti sei addormentato, vero? Perché se è così non ti racconterò nulla…”
“Sì, mi sono addormentato, ma in sogno c’eri tu con Andrea, ed era come se vi vedessi…”
“Taci!” disse con stizza… E lentamente si spogliò. Io la guardai rapito… aveva addosso tutti i segni dell’amore, ma, quando si avvicinò, sentii anche un odore che sovrastava ogni profumo… l’odore della sborra di Andrea…
Le salì sul letto, senza dire una parola, e si accovacciò sulla mia bocca… La sua fica era ancora fradicia di umori, le grandi labbra scure e bagnate, le piccole labbra spalancate, come se, dopo essere state dilatate a lungo, non riuscissero a richiudersi… Ile mi guardava con un sorrisino beffardo, agitando il bacino a destra e sinistra, come a farmi desiderare ancora di più il contatto: “La vuoi leccare, eh? Vuoi davvero sentire che sapore ha essere cornuti fino in fondo? Vuoi assaggiare ancora la sborra di Andrea? Hai visto come mi ha scopata l’altra sera? Oggi è stato peggio… Mi ha aperta in due come una zucca… mi ha inculato ancora più forte… Ti stai eccitando, vero? Sei un maiale cornuto… Toccati il cazzetto, dai…”
Io ero eccitato da morire… sentivo il cuore rimbombarmi nel petto, le orecchie che ronzavano… Quando finalmente mi porse la sua fica grondante da leccare impazzii… sentivo davvero il sapore di Andrea nella mia bocca, e la fica di Ile prese a colare copiosamente... “Lecca, stronzo! Leccami la fica!” disse affondando sulla mia faccia… Io soffocavo, e allo stesso tempo sborrai come un cane in calore… “Stai godendo, cornuto… ecco, bevi tutta la sborra del mio toro! Leccami anche il culo… forse ne è rimasta anche lì, dai… I prossimi giorni mi farò sbattere ancora, e ancora…” e mi prese la testa come se fossi un oggetto, un cane da lecco, un oggetto che non meritava altro…
Venni subito una seconda volta… ma la mia “punizione” non era finita… Ile si alzò, e andò a prendere la sua borsa. Come un mago estrae il coniglio dal cilindro, lei estrasse invece un dildo indossabile… “Vuoi sapere come mi ha inculato Andrea oggi? Ti accontento subito… Questo oggettino me lo ha dato il mio stallone, per te… Mettiti a pecorina!”
Mentre obbedivo al suo ordine lei indossò il dildo, che era abbastanza grosso… Me lo mise davanti alla bocca: “Succhialo cornuto! Bagnalo per bene… Oggi mi prendo il tuo culo!”
Obbedii senza fiatare, eccitatissimo… Ora mi sentivo io la sua troia… Me lo fece succhiare per qualche minuto, spingendomelo fino in gola, per farmi sbavare ancora di più. Nel frattempo lei, dopo essersi sputata sulla mano, con la stessa mi prese a bagnare il culo, massaggiandolo… “Ti piace troietta? Oggi sei la mia troietta, la mia cagna…” Mi tolse il dildo dalla bocca e lo appoggiò sul buco del culo… Una fitta di dolore mi arrivò fino al cervello… “Fa male, vero? Ma vedrai che ti piacerà, cornuto! Ricorda che adesso sei la mia trioetta…” disse Ile continuando a spingere…
Dopo le prime spinte riuscii a rilassarmi, e il dolore si trasformò lentamente in un piacere infinito… Il mio amore, Ilenia, mi stava possedendo per la prima volta! E ci sapeva fare… Alternava spinte lente e dolci con altre violente e dure… “Ti piace, vero? Lo sapevo… sei la mia zoccola, adesso!”
L’eccitazione che mi davano quelle parole si aggiunsero al piacere che mi provocava quel grosso cazzo di gomma… “Siii, inculami, dai! Sono tuo… sono la tua zoccola!” A quelle parole Ile cominciò a pompare il mio culo con vigore, e nel frattempo mi sculacciava come se fossi una cavalla… Dopo alcune spinte più forti ansimavamo praticamente all’unisono… sentii che lei stava avendo un orgasmo, e io venni di nuovo gridando… “Scopami… siiii… scopami forte… daiii! Daiiiii!”
Ci accasciammo sul letto, sfiniti… Ile mi guardò negli occhi e mi baciò… “Sei mio, adesso… non te lo dimenticare… cornuto mio!”
“Sì amore… sono sempre stato tuo… ora puoi fare di me quello che vuoi…” dissi, sempre più innamorato.
“Sabato devo tornare da Andrea,” disse Ilenia scrutando una mia reazione… “E mi ha detto che ci saranno anche alcuni suoi amici… Potrai venire anche tu, ma questa volta il mio stallone ti possiederà come ho fatto io… e forse anche i suoi amici…” e terminò la frase con un sorriso compiaciuto…
“Per te tutto, amore mio…” Sussurrai.
scritto il
2026-02-17
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