Ho venduto mia moglie
di
pelolungo
genere
dominazione
Mia moglie non voleva entrare, quindi la tirai per la catena con forza. Lo strattone la fece cadere a terra. Era completamente nuda eccetto le scarpe con i tacchi, perizoma, benda sugli occhi e collare al quale era attaccata la catenella. Le mani legate dietro la schiena Non volevo sapesse chi ci fosse nella stanza. . Era stata sempre il desiderio sessuale dei miei amici, ed oggi finalmente potevano coronare il loro desiderio. Tutti rimasero a bocca aperta.
Il prezzo da pagare per avere mia moglie era di 5000 euro a testa.
Feci la proposta a 5 amici ma arrivarono solo in 3. Per me ben 15000 euro in un colpo solo. Era solo l’inizio di una carriera.
Gaia subito non era d’accordo ma presto ci ripensò. Le promisi che dopo questo incontro l’avrei lasciata andare. Ma ovviamente non sarebbe stato così.
I miei amici erano tutti e tre seduti sul divano, avevo lasciato lì un paio di bottiglie di alcolici mentre la preparavo. Le condizioni erano queste: niente condizioni, solo non farle male.
Tirando la catenella legata al collare le feci fare una passerella di fronte a loro. Lei era bellissima con i suoi capelli lunghi biondi sciolti, camminava sui tacchi con le mani legate dietro la schiena, il suo seno sodo faceva venire l’acquolina in bocca e il movimento del suo culo era ipnotico.
La posizionai di fronte a loro e le tolsi il perizoma. Il suo triangolino di peli era perfetto.
Tutti erano immobili sul divano e non avevano coraggio di muoversi.
“Forza su che aspettate, tirate fuori il vostro cazzo non sarete mica venuti qui a giocare con la play station?”
I tre iniziarono si tirarono giù i pantaloni e le mutande e tirarono fuori il pisello. Marco aveva un pisellino che non si vedeva neanche. E come faceva a scopare con quel pisellino.
Gaia iniziò ad ondeggiare i fianchi in modo sinuoso a tempo di musica, il suo corpo era sexy da paura. Il balletto ebbe l’effetto desiderato e i tre pisellini spuntarono fuori. Sempre tirando la catenella portai gaia di fronte a loro e la feci inginocchiare davanti al primo pisello. Lei avendo la benda non lo vedeva e le dovetti accompagnare la testa ad imboccare il primo. Superata l’emozione iniziale, grazie anche all’alcol in circolo, i tre si buttarono su di lei come cani affamati. La toccavano ovunque e le loro mani cercavano ogni buco. I loro cazzi si alternavano nella sua bocca, si spingevano per ottenere il posto nella sua bocca, mentre chi era escluso la scopava da dietro. Ogni tanto quando spingevano troppo forte nella sua bocca tiravo la catenella per allontanarla, ma ormai erano assatanati. Volevano anche il suo culo e non feci in tempo ad accorgermene che Marco glielo aveva già spinto dentro, fortuna la sua microdotazione. Non si fermavano più ed io non riuscivo a contenerli, erano animali. Mentre uno la teneva un altro la scopava e poi si alternavano. Gaia non aveva neanche più la forza di ribellarsi ed era passiva a tutto, il suo viso era imbrattato di sperma, il suo corpo spinto e tirato da tutte le parti. Dopo circa 1 ora e mezza tutti e tre estenuati collassarono a terra. Anche Gaia si distese distrutta da questa maratona. La feci alzare tirandola per la catenella e la aiutai ad andare in bagno a lavarsi. Che giornata!
Avevo guadagnato in un ora 15000 euro, ed era solo l’inizio!
pelolungo@protonmail.com
Il prezzo da pagare per avere mia moglie era di 5000 euro a testa.
Feci la proposta a 5 amici ma arrivarono solo in 3. Per me ben 15000 euro in un colpo solo. Era solo l’inizio di una carriera.
Gaia subito non era d’accordo ma presto ci ripensò. Le promisi che dopo questo incontro l’avrei lasciata andare. Ma ovviamente non sarebbe stato così.
I miei amici erano tutti e tre seduti sul divano, avevo lasciato lì un paio di bottiglie di alcolici mentre la preparavo. Le condizioni erano queste: niente condizioni, solo non farle male.
Tirando la catenella legata al collare le feci fare una passerella di fronte a loro. Lei era bellissima con i suoi capelli lunghi biondi sciolti, camminava sui tacchi con le mani legate dietro la schiena, il suo seno sodo faceva venire l’acquolina in bocca e il movimento del suo culo era ipnotico.
La posizionai di fronte a loro e le tolsi il perizoma. Il suo triangolino di peli era perfetto.
Tutti erano immobili sul divano e non avevano coraggio di muoversi.
“Forza su che aspettate, tirate fuori il vostro cazzo non sarete mica venuti qui a giocare con la play station?”
I tre iniziarono si tirarono giù i pantaloni e le mutande e tirarono fuori il pisello. Marco aveva un pisellino che non si vedeva neanche. E come faceva a scopare con quel pisellino.
Gaia iniziò ad ondeggiare i fianchi in modo sinuoso a tempo di musica, il suo corpo era sexy da paura. Il balletto ebbe l’effetto desiderato e i tre pisellini spuntarono fuori. Sempre tirando la catenella portai gaia di fronte a loro e la feci inginocchiare davanti al primo pisello. Lei avendo la benda non lo vedeva e le dovetti accompagnare la testa ad imboccare il primo. Superata l’emozione iniziale, grazie anche all’alcol in circolo, i tre si buttarono su di lei come cani affamati. La toccavano ovunque e le loro mani cercavano ogni buco. I loro cazzi si alternavano nella sua bocca, si spingevano per ottenere il posto nella sua bocca, mentre chi era escluso la scopava da dietro. Ogni tanto quando spingevano troppo forte nella sua bocca tiravo la catenella per allontanarla, ma ormai erano assatanati. Volevano anche il suo culo e non feci in tempo ad accorgermene che Marco glielo aveva già spinto dentro, fortuna la sua microdotazione. Non si fermavano più ed io non riuscivo a contenerli, erano animali. Mentre uno la teneva un altro la scopava e poi si alternavano. Gaia non aveva neanche più la forza di ribellarsi ed era passiva a tutto, il suo viso era imbrattato di sperma, il suo corpo spinto e tirato da tutte le parti. Dopo circa 1 ora e mezza tutti e tre estenuati collassarono a terra. Anche Gaia si distese distrutta da questa maratona. La feci alzare tirandola per la catenella e la aiutai ad andare in bagno a lavarsi. Che giornata!
Avevo guadagnato in un ora 15000 euro, ed era solo l’inizio!
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