Una brutta avventura
di
eufasio
genere
corna
Avevamo acquistato un canotto gonfiabile non perché ne avessimo bisogno, l’avevano messo in offerta speciale ne abbiamo approfittato. Mi sono accorto che era molto voluminoso rispetto alla nostra utilitaria, ho dovuto acquistare dei dispositivi per assicurarlo e non creare pericoli. Siamo andati a provarlo il sabato mattina, l’impressione è stata ottima, avevamo fatto un bell’affare. Nelle volte successive ci allontanavamo sempre di più rispetto alla spiaggia, abbiamo provato di metterci nudi, veramente bellissimo, un senso di libertà mai provato prima. Una bella remata per allontanarci che tonificavano i miei muscoli, non mi rendevo conto dei rischi perché Tania non sapeva nuotare ed io non è che fossi un esperto nuotatore. La mattina partiamo allontanandoci oltre il dovuto, addirittura eravamo arrivati vicino ad una piattaforma, mi accorgo che il canotto perde aria, si sta sgonfiando, cerco di verificare dov’è la perdita ad un lato c’è un taglio, cerco di chiuderlo, ho causato l’effetto contrario, il taglio si è allargato ed in un minuto ci siamo trovati in difficoltà, la nostra fortuna è stata la vicinanza alla piattaforma, ci siamo aggrappati a quella mentre quello che restava del canotto con la corrente si è allontanato portando via i nostri costumi. Eravamo rimasti nudi aggrappati ai montanti della piattaforma ed attorno non si vedeva nessuno. Non è stato un momento bellissimo, speravamo che qualcuno sarebbe passato da quelle parti, cercavo di tranquillizzare Tania ma anch’io mi cagavo sotto. Non so quando tempo è passato, sento il ronzio di un motore, non riuscivo a vedere nessuno, il ronzio sempre più forte, dal lato nascosto ci appare una barca spinta da un discreto motore, guidata da un ragazzo, ci vede
si avvicina, gli spieghiamo cosa è successo, non si pone nessun problema, ci aiuta a metterci sulla barca, ci vede nudi, ci sorride, dico che è stata una fortuna che sia arrivato, Tania una volta sulla barca l’abbraccia e lo bacia sulla bocca quale salvatore. Ci informa che è venuto a prendere delle cozze, impiega pochissimo tempo e ci riporta a riva. Tania è rimasta abbracciata a lui, a me da dell’imbecille che l’ho portata a correre quel rischio, si inginocchia, tira giù i pantaloncini del ragazzo, inizia a fargli un pompino, il cazzo parte in un attimo si trovano sul materassino di bordo a scopare. Una frase non la scorderò mai -Sborrami dentro voglio un figlio da te e non da quel cretino- rivolgendosi a me. Sapevo che era una frase detta a cazzo poiché prendeva la pillola, lo diceva per eccitarlo. Sono stati a scopare per tanto tempo mentre li guardavo, le cozze non le ha pescate, siamo ritornati a riva, Giorgio si chiamava il ragazzo, è andato nella nostra utilitaria, gli abbiamo detto dove erano le chiavi, ci ha portati alcuni indumenti e finalmente ci siamo sentiti Cristoforo Colombo. Giorgio è
rimasto nostro amico, Tania lo chiamava spesso per scopare, ci portava le cozze, restava a pranzo da noi, delle volte anche a dormire. Mi ero convinto che senza di lui staremmo ancora sulla piattaforma perciò avevano la mia benedizione a scopare. Nei giorni successivi sono andato a reclamare da chi ci aveva venduto il canotto, si è detto rammaricato per quello che era successo, ci faceva un ottimo sconto per acquistarne un altro. Non l'ho acquistato. In fondo questa avventura mi ha fatto capire che provavo piacere a vedere scopare Tania con Giorgio.
si avvicina, gli spieghiamo cosa è successo, non si pone nessun problema, ci aiuta a metterci sulla barca, ci vede nudi, ci sorride, dico che è stata una fortuna che sia arrivato, Tania una volta sulla barca l’abbraccia e lo bacia sulla bocca quale salvatore. Ci informa che è venuto a prendere delle cozze, impiega pochissimo tempo e ci riporta a riva. Tania è rimasta abbracciata a lui, a me da dell’imbecille che l’ho portata a correre quel rischio, si inginocchia, tira giù i pantaloncini del ragazzo, inizia a fargli un pompino, il cazzo parte in un attimo si trovano sul materassino di bordo a scopare. Una frase non la scorderò mai -Sborrami dentro voglio un figlio da te e non da quel cretino- rivolgendosi a me. Sapevo che era una frase detta a cazzo poiché prendeva la pillola, lo diceva per eccitarlo. Sono stati a scopare per tanto tempo mentre li guardavo, le cozze non le ha pescate, siamo ritornati a riva, Giorgio si chiamava il ragazzo, è andato nella nostra utilitaria, gli abbiamo detto dove erano le chiavi, ci ha portati alcuni indumenti e finalmente ci siamo sentiti Cristoforo Colombo. Giorgio è
rimasto nostro amico, Tania lo chiamava spesso per scopare, ci portava le cozze, restava a pranzo da noi, delle volte anche a dormire. Mi ero convinto che senza di lui staremmo ancora sulla piattaforma perciò avevano la mia benedizione a scopare. Nei giorni successivi sono andato a reclamare da chi ci aveva venduto il canotto, si è detto rammaricato per quello che era successo, ci faceva un ottimo sconto per acquistarne un altro. Non l'ho acquistato. In fondo questa avventura mi ha fatto capire che provavo piacere a vedere scopare Tania con Giorgio.
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