Vacanza Bollente a Sharm!
di
Xian
genere
scambio di coppia
Io e Valentina stavamo insieme da tre anni. Lei è alta 1 metro e 68, corpo atletico ma morbido nei punti giusti: capelli ramati mossi che le arrivano a metà schiena, occhi nocciola grandi e luminosi, un seno pieno e sodo e un culo rotondo che ondeggia quando cammina. Ha la pelle chiara che si arrossa facilmente al sole e un’aria dolce, quasi innocente, che nasconde una vena di lussuria che esce solo quando si sente al sicuro.
Giorgia invece è minuta – 1 metro e 50 al massimo – ma formosa da far girare la testa: tette abbondanti (quarta misura) che sembrano sfidare la gravità nonostante la statura piccola, vita strettissima e un culo sodo, alto e sporgente che sembra scolpito. Capelli neri lisci e lunghissimi, occhi verdi da gatta, labbra carnose sempre dipinte di rosso scuro. Ha un piercing nella lingua e un tatuaggio di una rosa nera sul fianco destro che spunta dal bikini. È sfacciata, provocante, con quella risata bassa che ti entra sottopelle.
Tommy è il classico ragazzone da spiaggia: 1 metro e 85, fisico scolpito in palestra, capelli corti castani, barba di tre giorni e un sorriso da stronzo simpatico. Cazzo grosso, lo si vedeva già dal costume aderente.
I primi giorni a Sharm furono un’escalation di battute tra me Giorgia. Giorgia, se continui a muoverti così, rischio un infarto." Lei rideva e rispondeva: "Magari è proprio quello che voglio, farti venire... un colpo” Valentina rideva, ma notavo che arrossiva e si mordeva il labbro inferiore ogni volta che Giorgia si chinava mostrando il solco tra le tette o quando Tommy usciva dall’acqua con il costume bagnato che gli segnava tutto.
Il giorno dell’escursione in barca Valentina e Tommy partirono all’alba con un gruppo di una ventina di turisti. Io e Giorgia restammo al villaggio.
In piscina, con solo poche persone sparse, la tensione esplose. Giorgia indossava un bikini intero nero lucido che le stringeva le tette fino a farle quasi traboccare. Sott’acqua le spostai il tessuto di lato e la penetrai con un dito, tenendola premuta contro il bordo. Facevamo finta di chiacchierare, ma ogni spinta le strappava un gemito soffocato. Due coppie a una decina di metri ci guardarono sospettose, ma noi continuamm finché non venne. l
Su contraeva tremando, mordendosi il pugno per non urlare.
Alla spa fu ancora più selvaggio. Nudi sul lettino, leccai il suo ano fino a farla implorare, poi la presi da dietro mentre le strofinavo il clito. Venne schizzando, poi si girò e mi succhiò fino a farmi esplodere in gola. In camera mia finimmo con l’anal: il suo culo strettissimo che si apriva piano intorno al mio cazzo lubrificato di saliva e succhi, spinte profonde mentre le dita pompavano la figa. Alla fine mi svuotai in bocca, lei ingoiò tutto leccandosi le labbra con aria da troia compiaciuta.
Quando Valentina e Tommy tornarono quella sera, l’atmosfera era strana. Valentina aveva le guance arrossate, evitava il mio sguardo per un po’. Durante la cena, dopo qualche bicchiere di vino, abbassò la voce e mi disse timidamente:
“Sai… in barca è successo qualcosa.”
Io la guardai, già eccitato solo all’idea. “Racconta.”
Arrossì violentemente, giocherellò con il bicchiere. “All’inizio niente, solo snorkeling. Ma poi… c’era un angolo della barca, dietro le casse dell’attrezzatura, dove nessuno poteva vedere bene. Tommy mi ha tirata lì. Mi ha baciata forte, mi ha infilato le mani sotto il costume… io ho provato a fermarlo ma… ero già bagnata.”
Fece una pausa, vide che il mio cazzo si stava gonfiando sotto il tavolo e continuò, la voce più bassa e roca:
“Mi ha girata di spalle, mi ha abbassato il costume appena sotto il culo. Mi ha scopata lì, in piedi, mentre la barca dondolava e sentivamo le voci degli altri turisti a pochi metri. Mi tappava la bocca con la mano per non farmi gridare. È venuto dentro di me… tanto che quando sono tornata sul ponte sentivo ancora il suo sperma colarmi lungo le cosce.”
Mi guardò negli occhi, vide quanto fossi duro e aggiunse con un sorrisetto malizioso: “E tu? Con Giorgia… cos’avete fatto?”
Le raccontai tutto, senza censura. Lei si morse il labbro, le pupille dilatate. “Cazzo… mi eccita da morire.”
L’ultimo giorno decidemmo di chiudere in bellezza.
Invitammo Giorgia e Tommy in camera nostra per la colazione. Ordinammo tutto in camera: vassoi carichi di frutta, croissant, caffè, succo. Ci mettemmo tutti e quattro sul lettone king size, ancora in accappatoio. Le ragazze si scambiarono uno sguardo complice. Valentina, con un sorriso timido ma deciso, posò una mano sulla coscia di Giorgia. Lei rispose subito, accarezzandole il seno sotto l’accappatoio.
Iniziarono a baciarsi piano, lingue che si intrecciavano, mani che scivolavano ovunque. Valentina aprì l’accappatoio di Giorgia, prese in bocca un capezzolo scuro e lo succhiò forte. Giorgia gemette, poi guardò Tommy e disse: “Falle vedere cosa avete fatto ieri.”
Valentina, eccitata dal comando, si chinò e prese il cazzo già duro di Tommy in bocca. Lo succhiò lentamente, guardandomi dritto negli occhi, come a sfidarmi: “Vedi? Questo è quello che ho fatto in barca.” Lo ingoiò fino in fondo, la gola che si contraeva, saliva che colava.
Io non resistetti. Presi Giorgia per i capelli, la feci inginocchiare e le infilai il cazzo in bocca. “Falle vedere anche tu,” le dissi. Giorgia succhiò con fame, la lingua che girava intorno alla cappella, una mano che mi massaggiava le palle.
Da lì fu un’esplosione. Valentina si mise a quattro zampe, Tommy la penetrò da dietro mentre lei leccava la figa di Giorgia. Io presi Giorgia nel culo, spingendo piano nel suo buchetto stretto mentre lei gemeva sulla figa di Valentina. Cambiammo posizioni mille volte: io che scopavo Valentina mentre lei succhiava Tommy, Giorgia che cavalcava Tommy mentre io le leccavo il clito, le ragazze che si leccavano a vicenda con i nostri cazzi dentro.
Alla fine ci mettemmo in cerchio sul letto. Valentina e Giorgia in ginocchio, noi in piedi. Le scopammo la bocca a turno, alternandoci. Venimmo quasi insieme: getti caldi e densi sulle loro lingue, sui visi, sulle tette. Loro si baciarono, mescolando lo sperma in un bacio profondo e sporco, leccandosi a vicenda fino a pulirsi.
Qualche mese dopo il rientro a casa,
Valentina e Giorgia rimasero incinte… contemporaneamente!
Ma nessuna delle due sa con certezza di chi sia il bambino!!!
Invece di dividerci, la cosa ci ha uniti ancora di più.
Abbiamo deciso di crescere i bimbi insieme. Le serate sono piene di carezze, di ricordi bollenti e di promesse di altre vacanze come quella. E quando le pance hanno iniziato a crescere, le scopate sono diventate ancora più intense: corpi morbidi, seni gonfi di latte, voglie incontenibili.
Sharm non è stata solo una vacanza. È stato l’inizio di qualcosa di selvaggio, sporco e incredibilmente nostro..
Vuoi leggere il continuo?
Giorgia invece è minuta – 1 metro e 50 al massimo – ma formosa da far girare la testa: tette abbondanti (quarta misura) che sembrano sfidare la gravità nonostante la statura piccola, vita strettissima e un culo sodo, alto e sporgente che sembra scolpito. Capelli neri lisci e lunghissimi, occhi verdi da gatta, labbra carnose sempre dipinte di rosso scuro. Ha un piercing nella lingua e un tatuaggio di una rosa nera sul fianco destro che spunta dal bikini. È sfacciata, provocante, con quella risata bassa che ti entra sottopelle.
Tommy è il classico ragazzone da spiaggia: 1 metro e 85, fisico scolpito in palestra, capelli corti castani, barba di tre giorni e un sorriso da stronzo simpatico. Cazzo grosso, lo si vedeva già dal costume aderente.
I primi giorni a Sharm furono un’escalation di battute tra me Giorgia. Giorgia, se continui a muoverti così, rischio un infarto." Lei rideva e rispondeva: "Magari è proprio quello che voglio, farti venire... un colpo” Valentina rideva, ma notavo che arrossiva e si mordeva il labbro inferiore ogni volta che Giorgia si chinava mostrando il solco tra le tette o quando Tommy usciva dall’acqua con il costume bagnato che gli segnava tutto.
Il giorno dell’escursione in barca Valentina e Tommy partirono all’alba con un gruppo di una ventina di turisti. Io e Giorgia restammo al villaggio.
In piscina, con solo poche persone sparse, la tensione esplose. Giorgia indossava un bikini intero nero lucido che le stringeva le tette fino a farle quasi traboccare. Sott’acqua le spostai il tessuto di lato e la penetrai con un dito, tenendola premuta contro il bordo. Facevamo finta di chiacchierare, ma ogni spinta le strappava un gemito soffocato. Due coppie a una decina di metri ci guardarono sospettose, ma noi continuamm finché non venne. l
Su contraeva tremando, mordendosi il pugno per non urlare.
Alla spa fu ancora più selvaggio. Nudi sul lettino, leccai il suo ano fino a farla implorare, poi la presi da dietro mentre le strofinavo il clito. Venne schizzando, poi si girò e mi succhiò fino a farmi esplodere in gola. In camera mia finimmo con l’anal: il suo culo strettissimo che si apriva piano intorno al mio cazzo lubrificato di saliva e succhi, spinte profonde mentre le dita pompavano la figa. Alla fine mi svuotai in bocca, lei ingoiò tutto leccandosi le labbra con aria da troia compiaciuta.
Quando Valentina e Tommy tornarono quella sera, l’atmosfera era strana. Valentina aveva le guance arrossate, evitava il mio sguardo per un po’. Durante la cena, dopo qualche bicchiere di vino, abbassò la voce e mi disse timidamente:
“Sai… in barca è successo qualcosa.”
Io la guardai, già eccitato solo all’idea. “Racconta.”
Arrossì violentemente, giocherellò con il bicchiere. “All’inizio niente, solo snorkeling. Ma poi… c’era un angolo della barca, dietro le casse dell’attrezzatura, dove nessuno poteva vedere bene. Tommy mi ha tirata lì. Mi ha baciata forte, mi ha infilato le mani sotto il costume… io ho provato a fermarlo ma… ero già bagnata.”
Fece una pausa, vide che il mio cazzo si stava gonfiando sotto il tavolo e continuò, la voce più bassa e roca:
“Mi ha girata di spalle, mi ha abbassato il costume appena sotto il culo. Mi ha scopata lì, in piedi, mentre la barca dondolava e sentivamo le voci degli altri turisti a pochi metri. Mi tappava la bocca con la mano per non farmi gridare. È venuto dentro di me… tanto che quando sono tornata sul ponte sentivo ancora il suo sperma colarmi lungo le cosce.”
Mi guardò negli occhi, vide quanto fossi duro e aggiunse con un sorrisetto malizioso: “E tu? Con Giorgia… cos’avete fatto?”
Le raccontai tutto, senza censura. Lei si morse il labbro, le pupille dilatate. “Cazzo… mi eccita da morire.”
L’ultimo giorno decidemmo di chiudere in bellezza.
Invitammo Giorgia e Tommy in camera nostra per la colazione. Ordinammo tutto in camera: vassoi carichi di frutta, croissant, caffè, succo. Ci mettemmo tutti e quattro sul lettone king size, ancora in accappatoio. Le ragazze si scambiarono uno sguardo complice. Valentina, con un sorriso timido ma deciso, posò una mano sulla coscia di Giorgia. Lei rispose subito, accarezzandole il seno sotto l’accappatoio.
Iniziarono a baciarsi piano, lingue che si intrecciavano, mani che scivolavano ovunque. Valentina aprì l’accappatoio di Giorgia, prese in bocca un capezzolo scuro e lo succhiò forte. Giorgia gemette, poi guardò Tommy e disse: “Falle vedere cosa avete fatto ieri.”
Valentina, eccitata dal comando, si chinò e prese il cazzo già duro di Tommy in bocca. Lo succhiò lentamente, guardandomi dritto negli occhi, come a sfidarmi: “Vedi? Questo è quello che ho fatto in barca.” Lo ingoiò fino in fondo, la gola che si contraeva, saliva che colava.
Io non resistetti. Presi Giorgia per i capelli, la feci inginocchiare e le infilai il cazzo in bocca. “Falle vedere anche tu,” le dissi. Giorgia succhiò con fame, la lingua che girava intorno alla cappella, una mano che mi massaggiava le palle.
Da lì fu un’esplosione. Valentina si mise a quattro zampe, Tommy la penetrò da dietro mentre lei leccava la figa di Giorgia. Io presi Giorgia nel culo, spingendo piano nel suo buchetto stretto mentre lei gemeva sulla figa di Valentina. Cambiammo posizioni mille volte: io che scopavo Valentina mentre lei succhiava Tommy, Giorgia che cavalcava Tommy mentre io le leccavo il clito, le ragazze che si leccavano a vicenda con i nostri cazzi dentro.
Alla fine ci mettemmo in cerchio sul letto. Valentina e Giorgia in ginocchio, noi in piedi. Le scopammo la bocca a turno, alternandoci. Venimmo quasi insieme: getti caldi e densi sulle loro lingue, sui visi, sulle tette. Loro si baciarono, mescolando lo sperma in un bacio profondo e sporco, leccandosi a vicenda fino a pulirsi.
Qualche mese dopo il rientro a casa,
Valentina e Giorgia rimasero incinte… contemporaneamente!
Ma nessuna delle due sa con certezza di chi sia il bambino!!!
Invece di dividerci, la cosa ci ha uniti ancora di più.
Abbiamo deciso di crescere i bimbi insieme. Le serate sono piene di carezze, di ricordi bollenti e di promesse di altre vacanze come quella. E quando le pance hanno iniziato a crescere, le scopate sono diventate ancora più intense: corpi morbidi, seni gonfi di latte, voglie incontenibili.
Sharm non è stata solo una vacanza. È stato l’inizio di qualcosa di selvaggio, sporco e incredibilmente nostro..
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Commenti dei lettori al racconto erotico