La Verginella Parte 1
di
Birba
genere
dominazione
Era un freddo giorno d'inverno del 2022, come tutte le mattine mi stavo avviando in ospedale (sono un medico) per timbrare il maledetto cartellino.
Come tutti i giorni mi attendevano i miei colleghi, Gigi l'infermiere, Salvatore ortopedico come me e tre gentili OSS, tutte molto piccanti.
Tra queste ce n'era una dal nome Simonetta: vent'anni, mora, dalla postura ricurva e le mani costantemente in faccia...la tipica Verginella che ha paura del suo nuovo lavoro.
In quel freddo mattino, non c'era nessuna urgenza in ospedale e la becco a messaggiare in orario lavorativo appoggiata sul lettino mio da ortopedico, così mi avvicino e le dico: ma sei proprio una bastarda ( in tono ironico ), così la vedo arrossare come un'adolescente sorpresa a masturbarsi dai genitori, così approfitto per chiudere la porta della mia stanza a chiave e farle una prima visita.
Le stringo le mani al collo e le sussurro all'orecchio che so quanto ama farsi insultare, lei prova a opporsi, a negarlo dimenandosi, poi dopo un po' si arrende all'orgasmo, e le dico che dopo la giornata lavorativa sarebbe venuta a casa mia, per capire chi fosse davvero.
Passata la giornata lavorativa, lei era tutta sudata e vergognata, la afferro nella mia stanza e dopo che tutti i colleghi erano già usciti, le do un paio di sculacciate mentre le tappo la bocca con la mano sinistra, la vedo eccitare, i capezzoli, stavano sfondando la divisa e le sue grandi labbra inumidendola, così le dico testualmente: cagna cambiati, ti aspetto nel parcheggio del reparto.
Dopo pochi minuti la zoccola la vedo arrivare, entra in macchina timorosa e subito, prontamente, la obbligo a farsi tutto il viaggio verso casa mia ( circa 25 minuti ) con la sua mano sul mio cazzo da stallone svedese di 18 cm.
Arrivati in garage ( abito in una villa in campagna ed è interno ) la obbligo a scendere dalla macchina a mo' di cagna a 4 zampe, finché arrivata in casa la denudo, le sfilo le scarpe fradicie di sudore ( sono feticista ) le annuso e vado anche di sniffata al suo 38.5/39 impregnato del sudore che generano le ciabatte di gomma ospedaliere, dopodiché la spoglio del suo baby doll e la metto a pecora finché lei sbavando mi chiede di trattarla come nei film erotici di dominazione che vedeva così la getto sul letto-divano e prendo un plug che avevo lì appoggiato, le riempio la bocca e le dico testualmente:" puttana sei la mia succhia cazzo " così lei apre le gambe mentre succhia il plug e vedo che la sua vagina stava trasudando eccitazione da ogni poro delle sue grandi labbra. Così decido di afferrarla per i piedi e chiamarla, prima di venire decisi di uscire, sostituire il plug col mio cazzo nella sua bocca e farmi fare un pompino mentre mi sbocchinavo i suoi alluci valghi puzzolenti. Dopo essere venuto copiosamente nella sua gola (essendo la sua bocca da minuscola bambolina da stuprare a piacimento), decido di gettarle i vestiti addosso e di tornare il giorno seguente alle ore 16:00 non un secondo dopo, altrimenti la sua goduriosa esperienza da schiavetta sessuale sarebbe terminata.
Come tutti i giorni mi attendevano i miei colleghi, Gigi l'infermiere, Salvatore ortopedico come me e tre gentili OSS, tutte molto piccanti.
Tra queste ce n'era una dal nome Simonetta: vent'anni, mora, dalla postura ricurva e le mani costantemente in faccia...la tipica Verginella che ha paura del suo nuovo lavoro.
In quel freddo mattino, non c'era nessuna urgenza in ospedale e la becco a messaggiare in orario lavorativo appoggiata sul lettino mio da ortopedico, così mi avvicino e le dico: ma sei proprio una bastarda ( in tono ironico ), così la vedo arrossare come un'adolescente sorpresa a masturbarsi dai genitori, così approfitto per chiudere la porta della mia stanza a chiave e farle una prima visita.
Le stringo le mani al collo e le sussurro all'orecchio che so quanto ama farsi insultare, lei prova a opporsi, a negarlo dimenandosi, poi dopo un po' si arrende all'orgasmo, e le dico che dopo la giornata lavorativa sarebbe venuta a casa mia, per capire chi fosse davvero.
Passata la giornata lavorativa, lei era tutta sudata e vergognata, la afferro nella mia stanza e dopo che tutti i colleghi erano già usciti, le do un paio di sculacciate mentre le tappo la bocca con la mano sinistra, la vedo eccitare, i capezzoli, stavano sfondando la divisa e le sue grandi labbra inumidendola, così le dico testualmente: cagna cambiati, ti aspetto nel parcheggio del reparto.
Dopo pochi minuti la zoccola la vedo arrivare, entra in macchina timorosa e subito, prontamente, la obbligo a farsi tutto il viaggio verso casa mia ( circa 25 minuti ) con la sua mano sul mio cazzo da stallone svedese di 18 cm.
Arrivati in garage ( abito in una villa in campagna ed è interno ) la obbligo a scendere dalla macchina a mo' di cagna a 4 zampe, finché arrivata in casa la denudo, le sfilo le scarpe fradicie di sudore ( sono feticista ) le annuso e vado anche di sniffata al suo 38.5/39 impregnato del sudore che generano le ciabatte di gomma ospedaliere, dopodiché la spoglio del suo baby doll e la metto a pecora finché lei sbavando mi chiede di trattarla come nei film erotici di dominazione che vedeva così la getto sul letto-divano e prendo un plug che avevo lì appoggiato, le riempio la bocca e le dico testualmente:" puttana sei la mia succhia cazzo " così lei apre le gambe mentre succhia il plug e vedo che la sua vagina stava trasudando eccitazione da ogni poro delle sue grandi labbra. Così decido di afferrarla per i piedi e chiamarla, prima di venire decisi di uscire, sostituire il plug col mio cazzo nella sua bocca e farmi fare un pompino mentre mi sbocchinavo i suoi alluci valghi puzzolenti. Dopo essere venuto copiosamente nella sua gola (essendo la sua bocca da minuscola bambolina da stuprare a piacimento), decido di gettarle i vestiti addosso e di tornare il giorno seguente alle ore 16:00 non un secondo dopo, altrimenti la sua goduriosa esperienza da schiavetta sessuale sarebbe terminata.
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