A letto con mio nipote e la bronchite
di
Ladykalvan
genere
incesti
A LETTO CON MIO NIPOTE E LA BRONCHITE
Questo episodio è accaduto pochissimo tempo fà, diciamo che si tratta quasi di un racconto in diretta.
E confesso che questa esperienza, per quanto dolorosa sotto certi aspetti, è stata utile perchè mi ha messo di fronte a forme di cattiveria umana sorprendenti, ma, nel contempo, istruttive.
Ammetto di avere un brutto vizio: sono esibizionista, e lo sono anche quando le condizioni meteo mi imporrebbero di coprirmi; e invece io, testarda e sciagurata, sfido il freddo e il maltempo con le conseguenze che vado a raccontare.
Ma prima lasciatemi ricordare che questi piccoli episodi che racconto non hanno alcuna particolare ambizione letteraria: sono semplici cronache di esperienze di vita che narro per divertirmi e far divertire chi le legge.
Vi dicevo della mia sciagurata imprudenza.
Fatto è che qualche giorno fa mi sono beccata una brutta bronchite, con tosse, intenso bruciore nel petto e fastidi vari.
Conseguente visita dal medico, farmaci, tempo che perdo, impegni di lavoro che mi inseguono incalzanti, ammiratori che trascuro...che stress ragazzi, credetemi: vado correndo come una pazza, ma non posso fermarmi, assolutamente.
Mio marito al solito è fuori per l'ennesimo convegno dove è relatore, mia figlia totalmente assente e inaffidabile: chi mi va a fare un pò di spesa che sono rimasta senza nulla da mangiare?
Chiamo mia sorella ovviamente, l'unica che a volte si impietosisce e mi aiuta.
Mi andresti pure in farmacia?
Avrei anche una video conferenza ma ho il PC in tilt, conosci qualcuno che al volo me lo aggiusti?
Grazie, sei un tesoro.
La mattina era volata via, ero stanca, sofferente e disfatta.
Ero anche affamata: attendevo mia sorella.
Mi stavo spogliando quando sentii suonare al citofono.
Andai ad aprire senza nemmeno rispondere, lasciai la porta aperta e continuai a spogliarmi.
Lascia pure tutto sul tavolo tesoro, ci penso io, urlai a mia sorella quando la sentii entrare.
Mi stavo abbottonando la pesante maglia di lana che mi ero appena messa quando andai in cucina e mi trovai di fronte mio nipote con un altro ragazzo.
E voi che cazzo fate qua?, chiesi al colmo del disagio.
Mio nipote stava poggiando le buste sul tavolo, mi guardò e mi presentò il suo amico esperto riparatore di PC.
Dove si trova il tuo computer? Mi chiede sorridendo mio nipote.
Stavo per rispondere qualcosa, ma stetti zitta e gli indicai lo studio: di là, sulla scrivania
Qual è il problema signora?, mi chiese il ragazzo.
E che ne so io? Non ci capisco nulla. Non si accende, risposi con tono spazientito.
Ok, Ok, ci penso io, disse mentre cominciava ad armeggiare sul mio portatile.
Andai in cucina per sistemare la roba che aveva portato mio nipote.
Vidi anche le medicine che mi erano state prescritte.
Stavo riempiendo il frigo quando i due ragazzi ricomparvero.
Tutto a posto signora, il suo pc funziona perfettamente.
Lo guardai, tirai un grosso respiro di sollievo.
Grazie, grazie davvero, mi hai salvato la vita, quanto ti devo?
Ma nulla, ci mancherebbe, arrivederci! mi disse sorridendo mentre usciva dalla porta.
Lo fermai.
Mi venne improvvisamente in mente che avevo un problema da risolvere con il mio telegram.
Senti, ne capisci di telegram?
Certo, mi dica pure.
Guarda, io ho questo canale dove qualcuno entra ed esce continuamente, mette commenti offensivi e scappa via, come faccio per bloccarlo?
Il ragazzo prende il mio telefono, comincia ad armeggiare, le sue dita sembrano impazzite, corrono veloci, le schermate si susseguono, non capisco nulla di quello che sta facendo.
Dopo un quarto d'ora mi restituisce il telefono.
A posto signora, ho sistemato tutto.
Mi spieghi per favore?
Un tizio ha inserito nel suo canale un bot, un programma virale che controlla tutto il canale compiendo qualunque operazione gli venga ordinata di fare.
L'ho bloccato, sono risalito al suo proprietario, che ho pure bloccato.
Ma era questo? Gli chiedo facendogli vedere la pagina del solito "scrittore" disagiato che mi perseguita offendendomi continuamente.
Si. Ha cambiato diversi username, ma è stato facile rintracciarlo. Era presente con diverse utenze, ma le ho bloccate tutte, ora non può fare più nulla. Le consiglio comunque di rendere privato il canale: in rete ci sono tanti tizi pericolosi come questo.
Scusami, un'ultima domanda, ma questo bot, come lo chiami tu, può fare qualunque cosa?
Si, qualunque.
Che so, anche entrare su un sito e andare su pagine specifiche, interagire, mettere voti...?
Certamente: può fare tutto quello che può fare un uomo ma con molta più velocità.
Restai per un attimo perplessa a considerare a quali livelli di becera ossessione e di squallida bassezza umana fossero in grado di arrivare certi personaggi.
Mi scossi.
Guardai il ragazzo negli occhi.
Non so come ringraziarti, gli dissi accarezzandogli il viso.
Oh, non si preoccupi, per la zia di Federico, una donna meravigliosa come lei, questo ed altro. Mi chiami pure quando vuole.
Lo farò, gli dissi dandogli un bacio, grazie.
Mio nipote salutò l'amico, richiuse la porta, mi guardò sorridente e prese a sistemare nella dispensa le cose che aveva comprato.
E tu che fai, perchè non vai via?, gli chiesi acida.
Mamma mi ha detto di badare a te perchè stai male e sei sciagurata. Vai a metterti a letto, ci penso io a cucinare, ti chiamo appena pronto, mi disse mentre armeggiava con le stoviglie.
Avrei voluto urlargli qualcosa, ma ero talmente stanca e dolorante che me ne andai a letto.
Dovevo essermi addormentata perchè all'improvviso venni svegliata da mio nipote con un bacio sulle labbra.
Lo guardai furiosa.
Ma nemmeno quando sto male posso stare un pò in pace?
E' pronto zia, vieni in cucina o vuoi che te lo porti qui?
Vengo, vengo, gli dissi alzandomi.
Mi sorprese. Non me lo aspettavo.
Aveva cucinato davvero bene.
Mangiai di gusto.
Adesso te ne vai perchè io ho da fare, gli dissi appena finito.
No, zia, tu fai pure quello che devi, io pulisco, rassetto e poi me ne vado.
Lo guardai con sospetto, ma ero troppo stanca per discutere.
Avevo la video conferenza che mi attendeva.
Un'ora e mezza di discussioni, avevo un mal di testa feroce e una tosse fastidiosa.
Finalmente potevo tornarmene a letto.
Andai in cucina per prendere un bicchiere d'acqua e vidi mio nipote sul divano che giocava col suo telefono.
E tu che fai qui, non dovevi andartene?
Mamma mi ha detto di non lasciarti sola perchè tu sei irresponsabile.
Qui ho tutto il programma delle medicine che devi prendere. Per esempio è l'ora dell'aerosol, che io adesso ti preparo, disse mentre armeggiava con fialette, tubicini, mascherine e la macchinetta per l'aerosol.
Lo guardavo con un certo fastidio, ma poi osservandolo cominciò a farmi tenerezza nel vedere la cura che metteva in quello che stava facendo.
Ora siediti e tieniti premuta questa sul viso, forza. mi disse mettendomi in mano la mascherina.
Obbedii, mentre lui accendeva la macchinetta.
Il rumore era fastidioso.
Mi premette la mascherina sul viso: così zia, premi, altrimenti non serve a niente.
Lasciai la mascherina e feci fare a lui.
Lui con una mano mi teneva premuta la mascherina sul viso e con l'altra aveva preso ad accarezzarmi i capelli.
Poi cominciò a scendere giù, sul collo, le tette.
Gli afferrai la mano per toglierla, ma poi lo lasciai fare.
Mi piaceva che mi accarezzasse.
Mi sbottonai la maglia di lana, lentamente.
La sua mano entrò, sotto la canottiera, dentro il reggiseno, e prese a strizzarmi con dolcezza i capezzoli.
Cominciai ad avere fremiti di piacere.
Dalla mascherina non usciva più vapore.
Mio nipote la poggiò sul tavolo, mi prese per mano e mi trascinò verso la camera da letto.
L'asciugamano, Federico, gli dissi a bassa voce.
Stese il grande asciugamano sul letto e prese a spogliarsi.
Mi spogliai anche io e mi allungai sul letto.
Ma non baciarmi in bocca oggi, ti prego, e non sborrarmi in bocca, ho una tosse fastidiosa.
Qui dentro, nella tua fica zia, mi disse mentre me la allargava e con la lingua penetrava in profondità per leccarmela tutta.
Afferro con le mani i suoi capelli e gli spingo la testa con forza sulla mia fica.
Fammi godere, porco, gli dico ansimante.
Mio nipote lecca, succhia con un ardore sconosciuto, mentre con le mani mi tormenta i capezzoli.
Si mette in ginocchio, prende in mano il suo cazzo, pronto a ficcarmelo nella fica.
Aspetta, gli dico afferrandolo. dammelo in bocca prima, lo voglio assaggiare.
Lo lecco avidamente, ne gusto il sapore, ma non posso andare in profondità, tossisco.
Qualche secondo e sento il suo cazzo penetrarmi con decisione la fica.
Si, godo come una vera troia.
Mio nipote spinge, spinge con forza.
Mi sento piena, proprio come adoro sentirmi.
Ansimo, ancheggio.
Mi sbatte sempre più forte, sempre più veloce, fino a quando mi fa venire facendomi urlare di piacere.
Lui esce repentinamente, mi rigira, mi fa mettere a quattro zampe e prende a leccarmi il culo con feroce avidità.
Pochi secondi e lo sento entrare, lentamente, ma con decisione.
Urlo di nuovo, di dolore e di piacere.
Riprende a sbattermi con vigore.
Ho il culo in fiamme, mentre mi masturbo con violenza urlando come un'ossessa.
Il suo cazzo va sempre più in profondità quando all'improvviso mi sento invasa dal suo sperma.
Continua a spingere, mentre la sua sborra invade il mio culo.
Dammelo, lo voglio leccare, gli dico vogliosa mentre vengo di nuovo gemendo di piacere.
Afferro il suo cazzo ancora duro e umido, lo lecco estasiata, ingoio la sborra che riesco a leccare.
Raccogli la sborra che mi esce dal culo col tuo cazzo, dai, gli dico spingendolo.
Faccio riuscire la sborra dal mio culo, mentre lui, col suo cazzo in mano, la raccoglie: afferro il suo cazzo e lecco deliziata la sborra raccolta.
Trattengo a lungo il suo cazzo in bocca, fino a quando lo sento sgonfiarsi.
Sono soddisfatta, ma stanca.
Tossisco.
Ora rivestiti e vai, gli dico alzandomi. Io vado in bagno.
Ma se hai bisogno mi chiami zia?
Si ti chiamo, vai, e grazie di tutto.
Promesso?
Si, promesso, gli dico mentre mi avvio verso il bagno a pulirmi e lavarmi.
Ricordati le medicine, e l'aerosol, due volte al giorno, capito zia?, mi dice mentre si riveste.
Si!!, gli rispondo voltandomi a salutarlo, ed entro nel bagno: ho assoluto bisogno di una doccia calda.
Telegram @seduzioneamaranto per chat
Chi è interessato al mio Canale Privato Telegram, a ingresso libero, per immagini di me, trova il link sulla mia pagina Instagram @annamariaamaranto
Questo episodio è accaduto pochissimo tempo fà, diciamo che si tratta quasi di un racconto in diretta.
E confesso che questa esperienza, per quanto dolorosa sotto certi aspetti, è stata utile perchè mi ha messo di fronte a forme di cattiveria umana sorprendenti, ma, nel contempo, istruttive.
Ammetto di avere un brutto vizio: sono esibizionista, e lo sono anche quando le condizioni meteo mi imporrebbero di coprirmi; e invece io, testarda e sciagurata, sfido il freddo e il maltempo con le conseguenze che vado a raccontare.
Ma prima lasciatemi ricordare che questi piccoli episodi che racconto non hanno alcuna particolare ambizione letteraria: sono semplici cronache di esperienze di vita che narro per divertirmi e far divertire chi le legge.
Vi dicevo della mia sciagurata imprudenza.
Fatto è che qualche giorno fa mi sono beccata una brutta bronchite, con tosse, intenso bruciore nel petto e fastidi vari.
Conseguente visita dal medico, farmaci, tempo che perdo, impegni di lavoro che mi inseguono incalzanti, ammiratori che trascuro...che stress ragazzi, credetemi: vado correndo come una pazza, ma non posso fermarmi, assolutamente.
Mio marito al solito è fuori per l'ennesimo convegno dove è relatore, mia figlia totalmente assente e inaffidabile: chi mi va a fare un pò di spesa che sono rimasta senza nulla da mangiare?
Chiamo mia sorella ovviamente, l'unica che a volte si impietosisce e mi aiuta.
Mi andresti pure in farmacia?
Avrei anche una video conferenza ma ho il PC in tilt, conosci qualcuno che al volo me lo aggiusti?
Grazie, sei un tesoro.
La mattina era volata via, ero stanca, sofferente e disfatta.
Ero anche affamata: attendevo mia sorella.
Mi stavo spogliando quando sentii suonare al citofono.
Andai ad aprire senza nemmeno rispondere, lasciai la porta aperta e continuai a spogliarmi.
Lascia pure tutto sul tavolo tesoro, ci penso io, urlai a mia sorella quando la sentii entrare.
Mi stavo abbottonando la pesante maglia di lana che mi ero appena messa quando andai in cucina e mi trovai di fronte mio nipote con un altro ragazzo.
E voi che cazzo fate qua?, chiesi al colmo del disagio.
Mio nipote stava poggiando le buste sul tavolo, mi guardò e mi presentò il suo amico esperto riparatore di PC.
Dove si trova il tuo computer? Mi chiede sorridendo mio nipote.
Stavo per rispondere qualcosa, ma stetti zitta e gli indicai lo studio: di là, sulla scrivania
Qual è il problema signora?, mi chiese il ragazzo.
E che ne so io? Non ci capisco nulla. Non si accende, risposi con tono spazientito.
Ok, Ok, ci penso io, disse mentre cominciava ad armeggiare sul mio portatile.
Andai in cucina per sistemare la roba che aveva portato mio nipote.
Vidi anche le medicine che mi erano state prescritte.
Stavo riempiendo il frigo quando i due ragazzi ricomparvero.
Tutto a posto signora, il suo pc funziona perfettamente.
Lo guardai, tirai un grosso respiro di sollievo.
Grazie, grazie davvero, mi hai salvato la vita, quanto ti devo?
Ma nulla, ci mancherebbe, arrivederci! mi disse sorridendo mentre usciva dalla porta.
Lo fermai.
Mi venne improvvisamente in mente che avevo un problema da risolvere con il mio telegram.
Senti, ne capisci di telegram?
Certo, mi dica pure.
Guarda, io ho questo canale dove qualcuno entra ed esce continuamente, mette commenti offensivi e scappa via, come faccio per bloccarlo?
Il ragazzo prende il mio telefono, comincia ad armeggiare, le sue dita sembrano impazzite, corrono veloci, le schermate si susseguono, non capisco nulla di quello che sta facendo.
Dopo un quarto d'ora mi restituisce il telefono.
A posto signora, ho sistemato tutto.
Mi spieghi per favore?
Un tizio ha inserito nel suo canale un bot, un programma virale che controlla tutto il canale compiendo qualunque operazione gli venga ordinata di fare.
L'ho bloccato, sono risalito al suo proprietario, che ho pure bloccato.
Ma era questo? Gli chiedo facendogli vedere la pagina del solito "scrittore" disagiato che mi perseguita offendendomi continuamente.
Si. Ha cambiato diversi username, ma è stato facile rintracciarlo. Era presente con diverse utenze, ma le ho bloccate tutte, ora non può fare più nulla. Le consiglio comunque di rendere privato il canale: in rete ci sono tanti tizi pericolosi come questo.
Scusami, un'ultima domanda, ma questo bot, come lo chiami tu, può fare qualunque cosa?
Si, qualunque.
Che so, anche entrare su un sito e andare su pagine specifiche, interagire, mettere voti...?
Certamente: può fare tutto quello che può fare un uomo ma con molta più velocità.
Restai per un attimo perplessa a considerare a quali livelli di becera ossessione e di squallida bassezza umana fossero in grado di arrivare certi personaggi.
Mi scossi.
Guardai il ragazzo negli occhi.
Non so come ringraziarti, gli dissi accarezzandogli il viso.
Oh, non si preoccupi, per la zia di Federico, una donna meravigliosa come lei, questo ed altro. Mi chiami pure quando vuole.
Lo farò, gli dissi dandogli un bacio, grazie.
Mio nipote salutò l'amico, richiuse la porta, mi guardò sorridente e prese a sistemare nella dispensa le cose che aveva comprato.
E tu che fai, perchè non vai via?, gli chiesi acida.
Mamma mi ha detto di badare a te perchè stai male e sei sciagurata. Vai a metterti a letto, ci penso io a cucinare, ti chiamo appena pronto, mi disse mentre armeggiava con le stoviglie.
Avrei voluto urlargli qualcosa, ma ero talmente stanca e dolorante che me ne andai a letto.
Dovevo essermi addormentata perchè all'improvviso venni svegliata da mio nipote con un bacio sulle labbra.
Lo guardai furiosa.
Ma nemmeno quando sto male posso stare un pò in pace?
E' pronto zia, vieni in cucina o vuoi che te lo porti qui?
Vengo, vengo, gli dissi alzandomi.
Mi sorprese. Non me lo aspettavo.
Aveva cucinato davvero bene.
Mangiai di gusto.
Adesso te ne vai perchè io ho da fare, gli dissi appena finito.
No, zia, tu fai pure quello che devi, io pulisco, rassetto e poi me ne vado.
Lo guardai con sospetto, ma ero troppo stanca per discutere.
Avevo la video conferenza che mi attendeva.
Un'ora e mezza di discussioni, avevo un mal di testa feroce e una tosse fastidiosa.
Finalmente potevo tornarmene a letto.
Andai in cucina per prendere un bicchiere d'acqua e vidi mio nipote sul divano che giocava col suo telefono.
E tu che fai qui, non dovevi andartene?
Mamma mi ha detto di non lasciarti sola perchè tu sei irresponsabile.
Qui ho tutto il programma delle medicine che devi prendere. Per esempio è l'ora dell'aerosol, che io adesso ti preparo, disse mentre armeggiava con fialette, tubicini, mascherine e la macchinetta per l'aerosol.
Lo guardavo con un certo fastidio, ma poi osservandolo cominciò a farmi tenerezza nel vedere la cura che metteva in quello che stava facendo.
Ora siediti e tieniti premuta questa sul viso, forza. mi disse mettendomi in mano la mascherina.
Obbedii, mentre lui accendeva la macchinetta.
Il rumore era fastidioso.
Mi premette la mascherina sul viso: così zia, premi, altrimenti non serve a niente.
Lasciai la mascherina e feci fare a lui.
Lui con una mano mi teneva premuta la mascherina sul viso e con l'altra aveva preso ad accarezzarmi i capelli.
Poi cominciò a scendere giù, sul collo, le tette.
Gli afferrai la mano per toglierla, ma poi lo lasciai fare.
Mi piaceva che mi accarezzasse.
Mi sbottonai la maglia di lana, lentamente.
La sua mano entrò, sotto la canottiera, dentro il reggiseno, e prese a strizzarmi con dolcezza i capezzoli.
Cominciai ad avere fremiti di piacere.
Dalla mascherina non usciva più vapore.
Mio nipote la poggiò sul tavolo, mi prese per mano e mi trascinò verso la camera da letto.
L'asciugamano, Federico, gli dissi a bassa voce.
Stese il grande asciugamano sul letto e prese a spogliarsi.
Mi spogliai anche io e mi allungai sul letto.
Ma non baciarmi in bocca oggi, ti prego, e non sborrarmi in bocca, ho una tosse fastidiosa.
Qui dentro, nella tua fica zia, mi disse mentre me la allargava e con la lingua penetrava in profondità per leccarmela tutta.
Afferro con le mani i suoi capelli e gli spingo la testa con forza sulla mia fica.
Fammi godere, porco, gli dico ansimante.
Mio nipote lecca, succhia con un ardore sconosciuto, mentre con le mani mi tormenta i capezzoli.
Si mette in ginocchio, prende in mano il suo cazzo, pronto a ficcarmelo nella fica.
Aspetta, gli dico afferrandolo. dammelo in bocca prima, lo voglio assaggiare.
Lo lecco avidamente, ne gusto il sapore, ma non posso andare in profondità, tossisco.
Qualche secondo e sento il suo cazzo penetrarmi con decisione la fica.
Si, godo come una vera troia.
Mio nipote spinge, spinge con forza.
Mi sento piena, proprio come adoro sentirmi.
Ansimo, ancheggio.
Mi sbatte sempre più forte, sempre più veloce, fino a quando mi fa venire facendomi urlare di piacere.
Lui esce repentinamente, mi rigira, mi fa mettere a quattro zampe e prende a leccarmi il culo con feroce avidità.
Pochi secondi e lo sento entrare, lentamente, ma con decisione.
Urlo di nuovo, di dolore e di piacere.
Riprende a sbattermi con vigore.
Ho il culo in fiamme, mentre mi masturbo con violenza urlando come un'ossessa.
Il suo cazzo va sempre più in profondità quando all'improvviso mi sento invasa dal suo sperma.
Continua a spingere, mentre la sua sborra invade il mio culo.
Dammelo, lo voglio leccare, gli dico vogliosa mentre vengo di nuovo gemendo di piacere.
Afferro il suo cazzo ancora duro e umido, lo lecco estasiata, ingoio la sborra che riesco a leccare.
Raccogli la sborra che mi esce dal culo col tuo cazzo, dai, gli dico spingendolo.
Faccio riuscire la sborra dal mio culo, mentre lui, col suo cazzo in mano, la raccoglie: afferro il suo cazzo e lecco deliziata la sborra raccolta.
Trattengo a lungo il suo cazzo in bocca, fino a quando lo sento sgonfiarsi.
Sono soddisfatta, ma stanca.
Tossisco.
Ora rivestiti e vai, gli dico alzandomi. Io vado in bagno.
Ma se hai bisogno mi chiami zia?
Si ti chiamo, vai, e grazie di tutto.
Promesso?
Si, promesso, gli dico mentre mi avvio verso il bagno a pulirmi e lavarmi.
Ricordati le medicine, e l'aerosol, due volte al giorno, capito zia?, mi dice mentre si riveste.
Si!!, gli rispondo voltandomi a salutarlo, ed entro nel bagno: ho assoluto bisogno di una doccia calda.
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