Gloryhole, il buco del piacere

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confessioni

GLORYHOLE, IL BUCO DEL PIACERE
Ti piacerebbe fare un'esperienza nuova?
Quale? Chiedo incuriosita
Mi hanno parlato di un gloryhole, a Zermatt, nemmeno troppo lontano.
Siiii! Cazzo se mi piacerebbe! Rispondo entusiasta.
Mi eccita l'idea di guardarti mentre ti fai scopare da un enorme cazzo che spunta fuori da un buco, mi dice mio marito con sguardo luciferimo.
E a me eccita l'idea che tu guardi e ti faccio un pompino mentre ho la fica riempita da un cazzo sconosciuto, rispondo provocante.
Questo il dialogo tra me e mio marito una sera di qualche tempo fà.
Non ne facemmo più parola, poi l'altra sera io ero da poco rientrata a casa dopo una giornata di lavoro stressante, ed ecco mio marito che torna da una sessione di esami all'università.
Allora chiamo, mi hanno dato il numero, mi dice con aria euforica.
A che ti riferisci?, gli chiedo perplessa.
Il GLORYHOLE, ho il contatto, mi risponde guardandomi entusiasta.
Prendemmo appuntamento per un sabato sera.
Partimmo alla volta di Zermatt.
Arrivammo a piedi davanti a un elegante fabbricato in una via laterale del paese.
La palazzina era a due piani, non vi era alcuna indicazione, tanto che ci venne qualche dubbio che fosse il posto giusto.
Suonammo.
Nome? Rispose una voce in tedesco.
Mio marito rispose col nome in codice che gli era stato fornito e la porta si aprì.
Ad attenderci un tipo serio, che mi diede l'impressione di un buttafuori.
Muscoloso, sguardo truce, di poche parole, che ci invitò a seguirlo.
L'ambiente era affascinante.
Ben curato, tappezzeria bordò, luci soffuse, due corridoi, di cui uno lungo che correva alla nostra sinistra e uno che conduceva a una scalinata che portava al piano superiore.
Fummo introdotti in quella che mi sembrò una sala d'attesa.
Da una porta spuntò una signora che mi diede l'impressione di essere una segretaria di uno studio notarile: ma la mia era solo deformazione professionale, frequentando assiduamente quegli uffici.
Ci fece entrare nella stanza attigua, che era un vero e proprio ufficio commerciale.
Facemmo le presentazione, parlammo, ci spiegò nei dettagli.
Parlava un italiano fluente, mio marito si complimentò.
Abbiamo moltissimi clienti italiani...ci disse lasciando la frase in sospeso.
Mio marito aveva già comunicato le scelte in ordine al tipo di cazzo che preferivamo avere, e il tizio era già pronto nella stanza 6, all'interno della quale fummo accompagnati dal buttafuori che ci aveva aperto.
Il locale era angusto.
Una parete in cartongesso nera, imbottita, divideva la stanza in due.
Nella parete erano presenti diversi fori ad altezza varie.
Mi spogliai, e mentre mi toglievo gli slip da uno dei buchi apparve un bel cazzo nero, non ancora in tiro.
La cosa mi eccitò subito: nulla di meglio di un bel cazzo da leccare e da far irrigidire.
Lo presi in mano e iniziai a segarmelo in bocca.
Cresceva rapidamente.
Mio marito guardava eccitato.
Si toccava e scattava foto a ripetizione.
E mente facevo il pompino a quel cazzo nero, che ora risplendeva in tutti i suoi 25 centimetri, mio marito, dietro di me, mi accarezzava le tette, i capezzoli, il culo, la fica.
Iniziai a inumidirmi.
La mia fica sentiva la necessità di essere riempita, e così mi girai, mi allargai la fica con le mani e spinsi verso quell'enorme cazzo per farlo entrare dentro.
Non fu affatto facile.
Dovetti fare tutto da me: impugnare il cazzo, trovare la giusta posizione, dirigerlo dentro la fica, spingermi indietro, finchè lo sentii quasi tutto dentro.
Che sensazione straordinaria!
Piena, piena, urlavo di piacere, mentre mio marito con il suo cazzo in mano me lo avvicinava alla bocca.
Presi a leccarlo, mentre col culo andavo a sbattere continuamente sulla parete provocando rumori sordi.
Diedi una voce al tizio del cazzo: Non mi sborrare nella fica, ti voglio in bocca, chiaro?
Mi rassicurò, mentre mio marito tornò a scoparmi in bocca.
Con il culo che faceva avanti e indietro, la fica che urlava di piacere, la mano sinistra che segava il cazzo di mio marito, pronto a venirmi in bocca, presi a masturbarmi selvaggiamente, e proprio mentre mio marito mi sborrava in bocca, venni ansimando e contorcendomi di piacere.
Finii di leccare per bene il cazzo di mio marito, ingoiai tutta la sua sborra, quindi mi girai verso il cazzo nero, lo presi con entrambe le mani e iniziai a segarlo furiosamente, mentre con la lingua lo leccavo avidamente.
Ero come assatanata, lo segavo vorticosamente fino a quando lo sentii vibrare, spalancai la bocca e attesi, mentre con le mani continuavo a masturbarlo.
Pochi secondi e venni centrata da un fiotto caldo di sperma che mi imbrattò tutta la faccia.
I getti si susseguivano mentre continuavo a segarlo con le mani e con la bocca andavo alla ricerca della sborra che fuoriusciva rapida da quel cazzo enorme.
Quando le emissioni cessarono andai a leccare per bene il cazzo e poi me lo passai sul viso per raccogliere la sborra che c'era e ingoiarla.
Mio marito fotografava eccitato, mentre io mi divertivo a giocare ancora con quello splendido cazzo che non ne voleva sapere di sgonfiarsi.
Quando fu il momento andai in bagno a darmi una pulita, mi rivestii e, prima di andare via, passammo in segreteria per prendere un nuovo appuntamento.
Lo stesso o uno diverso?, ci chiese gentilmente la donna...
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scritto il
2026-01-16
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