Tre giorni 2
di
Spidey93
genere
gay
Quei tre giorni al mare sono stati parecchio impegnativi per me, ahahah!
Carlo lo sapeva e gli piacevo per quello, ero una puttana spudorata. A lui avevo raccontato tutto, sapeva dei miei pomeriggi con gli amici a casa di Lele, facevo pompini a tutti e me lo mettevano in culo col joystick in mano mentre giocavano. Avevamo il cazzo duro, parlavamo di fighe e ce lo segavamo in continuazione, sempre in quattro o cinque, lo ciucciavano anche loro, un paio lo prendevano anche ma con me facevano due tre volte il giro. Lo prendevo senza problemi, me lo tenevano duro in culo per sentirsi uomini. E intanto sparavano cazzate e ridevano. Fuori ci trovavamo in un baretto vicino ad un centro sportivo con campetti da calcio, tennis e squash. Eravamo una manica di imbecilli col testosterone a palla, dovevamo farci notare da tutti.
E notavano me, un bel maschietto liscio, longilineo e carino.
Il primo è stato un quarantenne. Un bel fusto uscito dallo squash. Mi ha preso da parte, fatto i complimenti, mi ha detto che ero più carino di una ragazza. Ha tirato fuori un venti euro. 'Vuoi ciucciare il cazzo di un uomo?'
Ho riso, ero confuso, l'ho seguito e mi sono ritrovato sulla sua auto.
Sono diventato marchettaro senza volerlo.
Carino e facevo pompini giusti, fatto il primo sono arrivati tutti gli altri. Nelle chat sull'app non bannavo più quelli che schifavo, facevo capire che c'era una possibilità. Non m'importa, bastava che fossero puliti e in culo con preservativo era anche più semplice, non li vedevo nemmeno.
Ma piaceva anche il mio uccello e questo era un problema. Non era il massimo farmelo ciucciare e mai o poi mai ficcavo. Mi rimaneva moscio.
Avevo però un tizio fisso, Franco, forse cinquant'anni, fisico grosso e peloso ma pulito e attento. Gli piaceva toccarmi e segarmelo. In auto me lo massaggiava prima da moscio, senza tirarmelo fuori, per lui era il massimo palpare un bel maschietto, mi alzava la maglia e toccava. Ci sapeva fare, erano belle seghe. Quando non resisteva mi dava qualche ciucciata, gli piaceva toccarmi i coglioni. Gli sborravo in mano e poi me la spalmava in faccia e me la faceva leccare. Si segava da solo, non lo toccavo nemmeno, aspettavo a bocca aperta che schizzasse.
Un tipo strano con le sue fisse. Lo facevamo in auto ma la sua eccitazione più grande era poter toccarmelo per strada. Ci davamo appuntamento in un parchetto. Si sedeva vicino a me su una panchina e mi palpava pesante fra le gambe quando non passava nessuno. Ci andavo in tuta, lo eccitava. Infilava la mano, gli piaceva farmelo venire duro ma se mi rimaneva moscio era anche meglio. Mi massaggia i boxer sotto prendendomi in mano uccello e coglioni insieme e con la punta delle dita me li faceva vibrare. Poi si andava in auto e se non ci vedevano per strada mi toccava ancora. Anche il culo. Mi ha portato anche al cinema, spettacolo pomeridiano, la prima fila dietro tutti, a destra. Mi sono rivisto due tempi dello Hobbit con la sua mano nei pantaloni. Una palla assurda, ero eccitato strano, alla fine era eccitante essere puttana, gli veniva duro per me, voleva toccarmi, mi sentivo figo. E mi piace il mio cazzo, ho un bell'uccellone, Franco ci sapeva fare.
La prossima volta torno a raccontare dei miei tre giorni con Carlo.
Carlo lo sapeva e gli piacevo per quello, ero una puttana spudorata. A lui avevo raccontato tutto, sapeva dei miei pomeriggi con gli amici a casa di Lele, facevo pompini a tutti e me lo mettevano in culo col joystick in mano mentre giocavano. Avevamo il cazzo duro, parlavamo di fighe e ce lo segavamo in continuazione, sempre in quattro o cinque, lo ciucciavano anche loro, un paio lo prendevano anche ma con me facevano due tre volte il giro. Lo prendevo senza problemi, me lo tenevano duro in culo per sentirsi uomini. E intanto sparavano cazzate e ridevano. Fuori ci trovavamo in un baretto vicino ad un centro sportivo con campetti da calcio, tennis e squash. Eravamo una manica di imbecilli col testosterone a palla, dovevamo farci notare da tutti.
E notavano me, un bel maschietto liscio, longilineo e carino.
Il primo è stato un quarantenne. Un bel fusto uscito dallo squash. Mi ha preso da parte, fatto i complimenti, mi ha detto che ero più carino di una ragazza. Ha tirato fuori un venti euro. 'Vuoi ciucciare il cazzo di un uomo?'
Ho riso, ero confuso, l'ho seguito e mi sono ritrovato sulla sua auto.
Sono diventato marchettaro senza volerlo.
Carino e facevo pompini giusti, fatto il primo sono arrivati tutti gli altri. Nelle chat sull'app non bannavo più quelli che schifavo, facevo capire che c'era una possibilità. Non m'importa, bastava che fossero puliti e in culo con preservativo era anche più semplice, non li vedevo nemmeno.
Ma piaceva anche il mio uccello e questo era un problema. Non era il massimo farmelo ciucciare e mai o poi mai ficcavo. Mi rimaneva moscio.
Avevo però un tizio fisso, Franco, forse cinquant'anni, fisico grosso e peloso ma pulito e attento. Gli piaceva toccarmi e segarmelo. In auto me lo massaggiava prima da moscio, senza tirarmelo fuori, per lui era il massimo palpare un bel maschietto, mi alzava la maglia e toccava. Ci sapeva fare, erano belle seghe. Quando non resisteva mi dava qualche ciucciata, gli piaceva toccarmi i coglioni. Gli sborravo in mano e poi me la spalmava in faccia e me la faceva leccare. Si segava da solo, non lo toccavo nemmeno, aspettavo a bocca aperta che schizzasse.
Un tipo strano con le sue fisse. Lo facevamo in auto ma la sua eccitazione più grande era poter toccarmelo per strada. Ci davamo appuntamento in un parchetto. Si sedeva vicino a me su una panchina e mi palpava pesante fra le gambe quando non passava nessuno. Ci andavo in tuta, lo eccitava. Infilava la mano, gli piaceva farmelo venire duro ma se mi rimaneva moscio era anche meglio. Mi massaggia i boxer sotto prendendomi in mano uccello e coglioni insieme e con la punta delle dita me li faceva vibrare. Poi si andava in auto e se non ci vedevano per strada mi toccava ancora. Anche il culo. Mi ha portato anche al cinema, spettacolo pomeridiano, la prima fila dietro tutti, a destra. Mi sono rivisto due tempi dello Hobbit con la sua mano nei pantaloni. Una palla assurda, ero eccitato strano, alla fine era eccitante essere puttana, gli veniva duro per me, voleva toccarmi, mi sentivo figo. E mi piace il mio cazzo, ho un bell'uccellone, Franco ci sapeva fare.
La prossima volta torno a raccontare dei miei tre giorni con Carlo.
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