Errori - 2. La Volpe

di
genere
dominazione

Mi presento alle 15.30 alla porta di casa di Cristina, dopo aver pranzato rapidamente, essermi dato l'orgasmo che mi ero promesso durante la mattinata, e una doverosa penichella. Abita abbastanza vicino a me ed il tragitto lo percorro in bici. Lei mi apre e la squadro da capo a piedi: tuta, piedi nudi, maglietta larga. Niente reggiseno, da come si può notare benissimo dai capezzoli che svettano da sotto il tessuto.

"Dai, non stare lì impalato a guardarmi, entra".

Mi precede fino alla sua camera, mentre dice "Siamo soli oggi". Mi é sempre piaciuta la casa di Cristina, ma in particolare la sua camera. E' molto "sua": piena di libri e vecchi dischi di musica che piace ad entrambi. "Guarda che devi darmi una mano con mate prima. Hai già fatto gli esercizi?" mi chiede. Non li ho ancora fatti, ma sono bravo in questa materia e mi metto all'opera di buona lena, mentre lei un po' guarda quello che faccio, un po' trabatta col cellulare. Io speravo di fare la nostra ricerca, e invece mi trovo incastrato tra gli integrali. Finisco dopo poco e ci sdraiamo sul letto mentre le spiego gli ultimi argomenti. Lei si alza a ricopiare gli esercizi mentre la aspetto sdraiato supino. Con furia cieca, riempie le pagine di esercizi copiati. Finisce nel giro di centoventi secondi, afferra il cellulare e balza sul letto. Mi fissa intensamente, e con cipiglio serio afferma perentoriamente: "Iniziamo".

Si sdraia di fianco a me, apre la galleria del cellulare e mi fa vedere quello che ha trasferito stamane: ci sono una qualche dozzina di foto e quattro video. Parecchia roba, per il poco tempo che ha avuto. Alcune foto sono quelle che abbiamo visto assieme stamattina: nudi da sola, selfie più o meno scontati, altri più interessanti, video di lei che si struscia, il pompino al ragazzo con la sborra che sgorga dalle sue labbra. Altro materiale invece è nuovo. Cristina sogghigna, la sua bocca si apre sui suoi denti bianchissimi: "Guarda questa!" e scoppia in una fragorosa risata. Elisabetta é ripresa di lato a pecorina con delle orecchie da volpe ed un plug anale con una coda pelosa infilato nel culo. Il mio basso ventre sussulta, malgrado l'oca risulti vagamente ridicola in quella posizione.

Osservo meglio: la stanza non sembra decisamente la sua camera da letto. Nelle foto che si scattava da sola, la sua stanza era piuttosto anonima e usuale. Mobili di buona fattura ma semplici, qualche foto in giro sui muri, qualche peluche in giro. Questa stanza, quella in cui lei posa come mammifero quadrupede, è ben diversa: letto di ferro battuto, mobilio di legno scuro e intarsiato, tendaggi elaborati e, alle pareti, dipinti pacchiani in uno stile simil-realista del diciannovesimo secolo. Potrebbe essere benissimo la stanza di mio nonno, almeno come stile. Mi resta comunque il dubbio, e analizzo l'immagine con maggiore attenzione: ne deduco che no, non è la stanza di mio nonno, e concludo che non c'è nessun indizio che mi faccia ipotizzare che Elisabetta si stia scopando un qualche mio anziano parente. Tuttavia, osservando meglio, noto un particolare, che indico immediatamente alla mia amica: "guarda qui", dico con un soffio di voce, mentre strizzo gli occhi.

Cristina ingrandisce l'immagine: dall'altra parte della stanza, oltre la figura della ragazza, c'é uno specchio che riflette chi sta scattando la foto. C'è un uomo, nudo. Ha qualche pelo sparso per il corpo e il fisico asciutto, anche se non proprio tonico, e la sua capigliatura è tutt'altro che folta - anzi: la parte superiore della testa non ha proprio capelli, e quelli che restano sui lati sono decisamente grigi. Il volto dell'uomo é coperto dalla mano che scatta la foto e non é riconoscibile. Sicuramente non é lo stesso che si é fatto una sega nel video di stamattina, poco ma sicuro. "Ahpperò! Andiamo sul vintage qui!" esclama Cristina sbellicandosi dalle risate. E dire che é sempre sembrata la classica ragazza fissata coi classici ragazzi di estetica banalotta: fisico atletico, occhi azzurri, bianchi, taglio di capelli basico, magari qualcuno che gioca a calcio, magari qualcuno che tra qualche anno direbbe "se non mi fossi rotto il crociato". Insomma, più come il tipo a cui stava succhiando il cazzo nell'altro video.

Le piace? Si fa pagare? Questo uomo le fa dei regali? Io e Cristina ci guardiamo perplessi, prima di procedere alla fotografia successiva, entrambi chiedendoci cosa ci avrebbe aspettato dopo questa. Zoofilia, magari?

Purtroppo o per fortuna, l'immagine successiva é stata scattata nello stesso momento della precedente, solo che l'inquadratura é dall'alto: l'uomo la sta fottendo e il suo membro é infilato per metà dentro la vagina, mentre la coda da volpe é spostata di fianco per permettere alla fotocamera di riprendere meglio. Inoltre da qui si vede che Elisabetta ha un tatuaggio, proprio sopra il culo. Guardo Cristina, aggrottando le sopracciglia: "Nemmeno io lo sapevo.", dice. "Dev'esserselo fatto recentemente. In effetti non fa quasi mai educazione fisica ultimamente, sembra quasi che abbia le mestruazioni due volte al mese e quelle poche volte che partecipa alle lezioni é sempre l'ultima a cambiarsi assieme ad Anna... Non l'avevo mai notato".

Resta il fatto che Elisabetta ha un gran bel culo, e io inizio ad avere un'erezione prepotente e devo mettermi a sedere a gambe incrociate per restare comodo. La mia amica adocchia i miei movimenti, e il suo sguardo cade sul pacco: "Che c'é, ti sta venendo duro?". "Certo che sì, non sono così insensibile a... Tanta poesia".

Ridiamo assieme, il morale é alto e questa faccenda ci sta divertendo parecchio. Cristina continua a scorrere le foto, ma le rimanenti non sono così interessanti. Di certo, niente zoofilia. Passiamo ai video. Uno sembra quello che avevamo già visto e lo riguardiamo meglio assieme, alzando il volume. E' proprio quello di stamattina: lei succhia ingorda, lecca le palle, sbrodola e lo sperma esce a fiotti. La sua lingua fa un gran rumore e qualche volta ha dei colpi di tosse, lui geme forte e la incita, chiamandola, molto classicamente, 'Troia bocchinara'.

Cristina commenta apertamente: "é inaspettatatamente vacca".

Passiamo al video successivo. E' quello in cui lei ha il plug con la coda. Vestita per modo di dire... Lui la fotte piano e la chiama con epiteti tipo "troietta", "cagna", mentre lei lo adocchia vogliosa da dietro la spalla. Se fossi stato lì, avrei puntualizzato che 'volpe' sarebbe stato più appropriato di 'cagna', ma tant'è. La voce dell'uomo non è così profonda come quella del ragazzo, ma è comunque piuttosto rauca. A questo punto, mi inclino leggermente verso il cellulare per vedere meglio e, nel farlo, appoggio una mano, dietro la nuca di Cristina, ora sdraiata al mio fianco. Lei si gira, guardandomi con un sopracciglio alzato. Malgrado il momento, non l'avevo fatto con malizia. Non del tutto, quantomeno.Il video continua e l'uomo aumenta il ritmo. Il suo cazzo entra ed esce nel corpo di Elisabetta, e sembra quasi che per lui la ragazza sia poco più che un pezzo di carne per soddisfarsi. Guardo il suo pene: abbastanza lungo, decisamente largo, e sicuramente molto duro per un uomo che avrà avuto più o meno cinquant'anni abbondanti. Immagino si sarà fatto dare un aiutino.

Ad un certo punto, la scopa veramente forte e lei urla. Si ferma: c'é un momento di confusione in cui l'inquadratura si fa buia, silenzio e poi ecco che riappare Elisabetta, con una ball gag rossa in bocca fissata dietro la testa con una striscia di cuoio e la saliva che inizia a inumidirle le labbra. Lui a questo punto inizia a tirare la coda senza troppe cerimonie, causando un gemito ed un'espressione contrita di dolore sul viso di Elisabetta. Finalmente, il plug esce: é nero, più o meno delle dimensioni di un'albicocca. La nostra ochetta grida di nuovo, e lo fulmina con lo sguardo, furiosa, gli occhi bagnati dalle prime lacrime. Lui afferra il suo cazzo e lo punta contro il suo sfintere, iniziando a fotterla senza pietà: lei strilla, e affonda la faccia nel letto per soffocare le urla. Dopo poco inizia a dimenarsi, cercando di divincolarsi, ma lui le afferra entrambe le braccia con una mano e la tiene in posizione, mentre le penetra il culo sempre più a fondo e con più vigore. L'ano di Elisabetta avvolge completamente la verga dell'uomo, e sembra quasi sussultare spasmodicamente per il dolore. Sembra però che all'uomo non interessi e, anzi, che quella reazione lo ecciti ancora di più. Finalmente, lui prorompe affannosamente: "Troia inutile, sei solo uno sborratoio... Ti riem...pio il culo!". L'inquadratura si avvicina al buco impalato e il cazzo, con intense e visibili contrazioni che ne mettono in risalto le vene, scarica il suo liquido dentro alla nostra compagna di classe, che mugugna rumorosamente dentro l'imbavagliatura.

E' proprio uno spettacolo e pensare che la protagonista del video é una persona con cui ho passato sei mattine a settimana negli ultimi cinque anni mi fa eccitare ancora di più. Dopo aver avuto l'orgasmo, l'uomo accarezza il viso della ragazza dolcemente, lei sorride soddisfatta, anche se con il trucco che le macchia gli occhi e le guance: malgrado tutto sembra aver apprezzato.

A questo punto il video si ferma e Cristina mi fissa: "Certo che é proprio troia la nostra Eli" e si mette a ridere. "Ci divertiremo a ricattarla!".

Giusto. Era questo il piano originale, me ne stavo dimenticando. Nel frattempo la mia mano, un po' distrattamente, un po' di proposito, era finita a sfiorare il rigonfiamento tra le mie gambe, che ormai era diventato fin troppo evidente. Cristina si volta, nota le mie mosse, mi fa spostare la mano con uno schiaffetto brusco. "Che fai?". Io, di tutta risposta, le faccio una smorfia, la lingua di fuori. Si solleva, sedendosi: sorride portando il viso a mezza spanna dal mio e mi dà una strizzata improvvisa al pacco, afferrando cazzo e coglioni contemporaneamente, facendomi sussultare, non tanto per il piacere, ma per la sorpresa. Stringo i denti, infastidito: "Piuttosto tu che fai!" Lei ride e recita la parte della ragazza vogliosa, abbassando lo sguardo ed assumendo un'espressione lasciva degna del peggior porno: "Oh, oh... Cos'abbiamo qui... Complimenti..."

Si alza ridendo fragorosamente e mi strizza l'occhio: "Andiamo a berci un caffè, abbiamo un piano da preparare". Seduti al tavolo della cucina discutiamo su come gestire la situazione con Elisabetta. Entro mezz'ora troviamo un accordo ed é praticamente tutto deciso. Chiacchieriamo del più e del meno, fino a quando non torna la madre. "Ciao Cristina!", annuncia ad alta voce dall'uscio. Entrando in cucina, si accorge della mia presenza: "Ah, ma c'é anche Raffaello!". Due convenevoli: come stai, come non stai, ti piace ancora matematica, ascolti sempre tanta musica. Sono sempre stato simpatico a sua madre, forse anche per alcuni miei interessi, forse per la mia cortesia esemplare, che sfoggio specialmente con i genitori. Mi congedo e mi avvio verso casa, ripensando al nostro piano.

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scritto il
2026-01-14
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