Milena, la vacca viene rapita
di
Mariagrazia Piro
genere
dominazione
Milena, la vacca viene rapita.
L'aria pesante puzzava di gas, di ferodo, la
macchina di Agostino procedeva a passo
d'uomo nel vicoletto disabitato, lui aveva
gli occhi feroci, traboccanti di desiderio,
voleva la sua vacca, nel modo più irruento
possibile... erano ormai le tre del mattino,
Milena di l ì a poco sarebbe sbucata dal
portoncino dell'unica abitazione di quella
stradina di periferia, lei non gli aveva dato
alcun appuntamento, voleva solo tornare a
casa a riposare dopo aver lavorato un'
intera giornata a cambiare pannolini e
preparare pappe... ma non appena uscì dal
palazzo, si rese conto che un uomo
corpulento con un cappellino in testa era
alla guida di una grossa station wagon
rossa, e che era fermo li', nel buio, pronto a
seguirla... Milena non lo riconobbe, sentì
una fitta di paura allo stomaco e
contemporaneamente una sensazione
pungente di eccitazione la percorse, dal
clitoride ai capezzoli, come una scossa
elettrica... cerco 'di mantenere la calma
avviandosi a passo svelto verso la piazza
bagnata dalla luce fioca dei lampioni, l '
uomo mise in moto e iniziò ad andarle
dietro, mentre lei cercava di camminare a
passi sempre più svelti, il cuore l e era
salito in gola adesso, e la paura e l'
eccitazione s i mescolavano procurandole
brividi dietro la schiena; incrociò l o
sguardo dell'uomo riuscendo a malapena
a scorgere il viso dai tratti virili, la barba
folta e riccia, le spalle possenti... lui d'un
tratto accelerò e l e s i parò davanti
sbarrandole la strada, e f u allora che lei
capì: era lui, era Agostino, che era venuto a
prendersi la sua vacca; lui uscì con furia
dall'abitacolo, sbattendo la portiera e l e si
avventò addosso afferrandola per l e spalle,
"Sono io, Vacca, adesso vieni con me! E
non gridare, che t i tiro un ceffone
fortissimo! " Lei sbarro'gli occhi, inizio 'a
tremare e senti una goccia di pipi'bollente
inondarle l e mutandine, m a non riuscì a
dire una sola parola, l e mani di lui le
stavano facendo male, troppo male
premendole le spalle, e f u allora che le uscì
un gemito di dolore, di paura, d i
smarrimento:, " aaaiih... mi.. mi fai
male....tanto male... la- lasciami.
.., lui l e
tirò la testa all'indietro afferrandole i
lunghi capelli neri e lisci profumati di
vaniglia, eccitato dal suo panico, dalle
lacrime che prepotenti le riempivano gli
occhi, e la spinse verso il muro freddo e
sporco in mezzo ad un silenzio spettrale, e
f u allora che la baciò sulla bocca con
veemenza, schiacciandola con tutto il suo
corpo, e le afferrò entrambi i seni con una
sola mano, strizzandoglieli violentemente,
mentre lei tremava e piangeva , con la fica
mi rompi tutta...mmmmh... " Godi vacca...
godi!!!" e le diede due ceffoni, uno sul
viso ed uno sui seni, per il gusto di vederla
piangere, di sentirla tremare sotto di lui...
poi la afferrò, la girò a pecora e le penetrò
i l culo, "aaaaaaaaaahhh...!" gridò lei,
mentre lui le dava schiaffoni sulle grosse
natiche bianche, e le tirava i lunghi
capelli... " Vengo Puttana sto venendoooo
.... sei solo una zoccola.... sei la mia
vacca.... prendi.... e le sborro'sulla
schiena, mentre lei era percorsa da
orgasmi multipli e ravvicinati, " girati.
bevi..... lecca la cappella e pulisci... forza! "
e lei con gli occhi gonfi di lacrime gli
obbedi... era solo una vacca, sbattuta sui
sedili posteriori.... era la sua......
L'aria pesante puzzava di gas, di ferodo, la
macchina di Agostino procedeva a passo
d'uomo nel vicoletto disabitato, lui aveva
gli occhi feroci, traboccanti di desiderio,
voleva la sua vacca, nel modo più irruento
possibile... erano ormai le tre del mattino,
Milena di l ì a poco sarebbe sbucata dal
portoncino dell'unica abitazione di quella
stradina di periferia, lei non gli aveva dato
alcun appuntamento, voleva solo tornare a
casa a riposare dopo aver lavorato un'
intera giornata a cambiare pannolini e
preparare pappe... ma non appena uscì dal
palazzo, si rese conto che un uomo
corpulento con un cappellino in testa era
alla guida di una grossa station wagon
rossa, e che era fermo li', nel buio, pronto a
seguirla... Milena non lo riconobbe, sentì
una fitta di paura allo stomaco e
contemporaneamente una sensazione
pungente di eccitazione la percorse, dal
clitoride ai capezzoli, come una scossa
elettrica... cerco 'di mantenere la calma
avviandosi a passo svelto verso la piazza
bagnata dalla luce fioca dei lampioni, l '
uomo mise in moto e iniziò ad andarle
dietro, mentre lei cercava di camminare a
passi sempre più svelti, il cuore l e era
salito in gola adesso, e la paura e l'
eccitazione s i mescolavano procurandole
brividi dietro la schiena; incrociò l o
sguardo dell'uomo riuscendo a malapena
a scorgere il viso dai tratti virili, la barba
folta e riccia, le spalle possenti... lui d'un
tratto accelerò e l e s i parò davanti
sbarrandole la strada, e f u allora che lei
capì: era lui, era Agostino, che era venuto a
prendersi la sua vacca; lui uscì con furia
dall'abitacolo, sbattendo la portiera e l e si
avventò addosso afferrandola per l e spalle,
"Sono io, Vacca, adesso vieni con me! E
non gridare, che t i tiro un ceffone
fortissimo! " Lei sbarro'gli occhi, inizio 'a
tremare e senti una goccia di pipi'bollente
inondarle l e mutandine, m a non riuscì a
dire una sola parola, l e mani di lui le
stavano facendo male, troppo male
premendole le spalle, e f u allora che le uscì
un gemito di dolore, di paura, d i
smarrimento:, " aaaiih... mi.. mi fai
male....tanto male... la- lasciami.
.., lui l e
tirò la testa all'indietro afferrandole i
lunghi capelli neri e lisci profumati di
vaniglia, eccitato dal suo panico, dalle
lacrime che prepotenti le riempivano gli
occhi, e la spinse verso il muro freddo e
sporco in mezzo ad un silenzio spettrale, e
f u allora che la baciò sulla bocca con
veemenza, schiacciandola con tutto il suo
corpo, e le afferrò entrambi i seni con una
sola mano, strizzandoglieli violentemente,
mentre lei tremava e piangeva , con la fica
mi rompi tutta...mmmmh... " Godi vacca...
godi!!!" e le diede due ceffoni, uno sul
viso ed uno sui seni, per il gusto di vederla
piangere, di sentirla tremare sotto di lui...
poi la afferrò, la girò a pecora e le penetrò
i l culo, "aaaaaaaaaahhh...!" gridò lei,
mentre lui le dava schiaffoni sulle grosse
natiche bianche, e le tirava i lunghi
capelli... " Vengo Puttana sto venendoooo
.... sei solo una zoccola.... sei la mia
vacca.... prendi.... e le sborro'sulla
schiena, mentre lei era percorsa da
orgasmi multipli e ravvicinati, " girati.
bevi..... lecca la cappella e pulisci... forza! "
e lei con gli occhi gonfi di lacrime gli
obbedi... era solo una vacca, sbattuta sui
sedili posteriori.... era la sua......
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