La mia fidanzata, il tradimento e quella strana sensazione

di
genere
tradimenti

Io penso che la gelosia sia una forma di insicurezza quindi per noi è stata sempre superflua nel nostro rapporto. Non ci siamo mai evitati di frequentare il sesso opposto, ex o situazioni che agli occhi degli altri potevano sembrare equivoche. In effetti io personalmente non mi sono mai preoccupato di chi frequentava la mia ragazza a maggior ragione che il rapporto era solido e andava avanti oramai da 8 anni senza grandi crisi. Erano gli inizi di maggio quando una sera dopo cena stavamo sparecchiano e posando i piatti in lavastoviglie per poi lasciarla andare. F. l’iniziale del nome della mia fidanzata, stava passando uno straccio umido sul piano cottura della cucina mentre io mi accingevo a sgrullare e piegare la tovaglia, per fare questo ho spostato le ultime cose sul tavolo tra cui i nostri telefoni e nel farlo mi accorgo che lo smartphone di F. vibra e compare una preview di un messaggio Whatsapp con su scritto: Non mi aspettavo che ingoiassi, fai cosi anche con lui? Ammetto che su due piedi tutti gli elementi mi facevano davvero pensare male. E in effetti. Era il numero di R. Istituto Majorana. F. ha 35 anni ed è precaria della scuola in attesa di concorso. Ha diverse cattedre e messe a disposizione in un paio di istituti della provincia, ma al pomeriggio da ripetizioni a 3 diversi studenti. Latino per l’esattezza. La prima la chiamerò Flaminia, 3° Classico, la seconda Aurora 4° Classico e poi c’è uno dei due soggetti della storia R. un ragazzo che aveva perso un anno allo Scientifico, doveva avere 16 anni se non ricordo male. Torniamo al messaggio. Inizialmente sono stato molto calmo e ho cercato di convincermi che sicuramente c’era un errore di comunicazione da parte sua e un errore di ricezioni da parte mia. Ho mostrato il cellulare a F. chiedendo in primis di sbloccarlo e poi di farmi leggere l’intero testo, qual’ora ce ne fosse altro. Fermo restando che nel frattempo sono arrivate anche due foto che non lasciavano nulla all’interpretazione. F. era bianca in volto, io avrò perso un paio di battiti, avete presente quando il cuore vi salta un battito? Perché spii le mie cose? - Spio le tue cose? Uno si meraviglia che ingoi, ti manda le foto del suo cazzo ed io spio le tue cose? - E’ una storia lunga ma non è come credi e hai frainteso. - Posso aver frainteso sull’ingestione di un non meglio specificato liquido, ma i cazzi sono inequivocabili.
Messa alle strette alla fine F. confessa: ho fatto sesso con il ragazzo a cui do ripetizioni.
- Cazzo F. ha 16 anni, va bene che è sopra età del consenso, ma a me non ci hai pensato?
Mi sentivo arrabbiato e mi vergognavo perché stavo provando una sensazione al contempo di eccitamento. Cioè la mia ragazza di 35 anni ha scopato con un 16 enne. F. è molto bella, o almeno bella per i miei gusti. Quando usciamo la sera mi piace e la esorto a vestirsi provocante. Voglio che susciti desiderio negli altri uomini, tanto poi me la scopo io. Ma in questa situazione c’era qualcosa di diverso. Era come se fosse stato un semi tradimento. Cioè aveva destato l’eccitazione di un uomo che sapevo non esserlo ancora del tutto, è come se da una parte avesse nutrito una mia perversione senza ferire il mio ego maschile. Però mi vergognavo a provare eccitazione e rimanendo sui toni arrabbiati le dissi che doveva raccontarmi tutto se volevamo superare questa cosa, che la verità era la base della nostra relazione e una relazione non poteva continuare se non avessimo ristabilito la verità. F. è una ragazza di 35 anni, alta 1.78 carnagione chiara capelli lunghi castano scuri lisci fino le scapole. Tra la 4° e la 5° di reggiseno a seconda delle marche. Ne magra, ne grassa, direi carnosa dove serve. Ha un bel culetto e una figa rasata, i peli le creano prurito quindi si ceretta spessa sia sola sia della sua estetista che è anche la sorella. Il seno è bello, comincia un po’ a cadere, infatti quando è sopra di me rischia di sfondarmi una mascella. Insomma nel complesso sicuramente molto più bella di me che devo ammettere mi sono lasciato andare gli ultimi 5 anni. Inizia a raccontarmi che è nato tutto per gioco, come nascono queste bischerate. Scherzavano spesso durante i compiti e F. non è mai stata una professoressa che si prendeva troppo sul serio ne particolarmente legata al suo ruolo serioso. Mi ha giurato che tutto è avvenuto quel pomeriggio e basta. Complice casa vuota e i genitori entrambe avvocati fuori città per una causa nei dintorni di Pisa. Che R era strano lo aveva capito da quando è entrata in casa. Camicia bianca, profumo e compiti in camera sua anziché nel soggiorno come di solito. Portava sempre le discussioni su qualcosa che avesse un doppio senso. Adesso l’abbigliamento di una showgirl, poi una notizia di gossip hot battuta da qualche giornale e cosi via. Lei mi ha detto che non ci trovava inizialmente nulla di sospetto, un ragazzo in piena pubertà di certo non parla volentieri di Cicerone. Dopo 30/40 minuti lei si accorge che lui cerca spesso il contatto fisico e con gli occhi. C’è da dire che io ho visto come era vestita F. quella sera e nulla dava a vedere camicette aperte o gonne corte, il solito abbigliamento serio che si addice ad una educatrice. In casa faceva caldo, i termosifoni andavano a tutta forza, sicché F si tolse per lo meno il maglione e rimase con una camicia chiusa e le maniche alzate al gomito a correggere un pezzo di versione di R. In seguito cade una penna sotto il tavolo e R si precipita ad abbassarsi quando prima di risalite inizia a baciare l’intero coscia della mia fidanzata per poi con le dita abbassarle la cerniera del pantaloni con una lentezza da quei film che guardavamo proprio a 16-17 anni. Voi mi direte: e F? Lei inizialmente ha provato a fare un balzo indietro, ma le braccia di R avendo previsto la reazione avevano trattenuto le gambe della sedia e le dita erano già arrivate in quei punti di piacere che scollegano il cervello dalla volontà umana. Poi la situazione ha cominciato a precipitare perché la sua lingua ha preso il posto delle dita e i pantaloni non si sa con quale forza divina hanno cominciato a scivolare restando solo con le mutandine rosa che aveva indossato la mattina, per di più spostate. Sembrava la lingua più lunga che lei abbia sentito, la esplorava nel profondo mentre sentiva bagnarsi sempre di più e lui le dire: hai un buon sapore. Era un animale che l’avrebbe mangiata da li a poco. R aveva capito, come un bieco calcolatore, che adesso l’aveva preparata e che da quel momento poteva farne tutto quel che voleva. Senza che lei fosse ancora venuta, lui si alzo da sotto il tavolo, adesso era il suo turno. Seduta sulla sedia, mentre lui in piedi, si slaccio la cinta e abbassò la cerniera liberando secondo F, buoni 20 cm di pene. io viaggio sui 15 e ubi major minor cessat. Lo guardava negli occhi come a dirgli: ti prego fermati tu che io non ne ho le forze, ma i suoi occhi sembrano in uno stato semi incosciente. La prese da dietro la testa e le spinse il suo pene in bocca. Fu qualcosa di automatico, lei cominciò a succhiare. Mi ha detto che non aveva un sapore sgradevole, tutt’altro, era quasi glabro, senza peli se non superiormente, un pene giovane ma muscoloso che aveva quasi completato lo sviluppo. Si vedeva che faticava a non venire ancora, voleva godersi il momento più a lungo possibile, certo che non sarebbero stati disturbati prima dell’indomani. F. devo dire in fatto di pompini è sempre stata molto brava, quindi non escludo che R si stesse trattenendo a forza. Mentre F leccava l’asta per riprendere fiato lui le prendeva in mano le mammelle che nel frattempo erano state liberate un po' da entrambi dal reggiseno. Ma nel momento lui afferrò il meraviglioso seno di F. le gridò di finire a mano perché stava per venire, ma lei non si tolse e accolse quel nettare che lei descrisse come caldo nella sua ugola mandandolo giù a poco a poco con non poca difficoltà perché molto denso. La fece alzare dalla sedie e insieme si sdraiarono sul letto di lui, lei sul suo petto e lui le accarezzava i fianchi con la promessa che sarebbe arrivato tra qualche minuto anche il suo turno. Io penso che neanche a 17 anni il mio pene si sarebbe ripreso cosi velocemente e ridiventato duro come il marmo dopo appena 15 minuti. Nuove generazioni evidentemente. Sicuramente F. massaggiandogli la prostata lo ha aiutato finché lui completamente ristabilito la prepara con le dite alla penetrazione, la passerina della mia ragazza è un po' strettina quindi dobbiamo utilizzare qualche accortezza in più. Dopo essersi lavati entrambi i denti la bocca tornarono sul letto, lei più eccitata di lui perché a differenza era stata lasciata metà. Gli chiese solo l’accortezza di usare il preservativo che lui ovviamente non aveva. Allora lui rovistò nei cassetti del bagno del padre trovandone una scatola di ritardanti. Questo ha significato che F è stata pompata 38 minuti e solo l’ausilio delle sue super bombe hanno convinto il pisello di R ad esplodere finalmente. Nonostante fosse venuto 55 minuti prima la sacca era strapiena di sperma. Quanto è bella giovinezza che si fugge tuttavia.

scritto il
2026-01-11
4 8 8
visite
2
voti
valutazione
1
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

Adele, gola profonda

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.