Una spa favolosa

di
genere
trio

Una spa favolosa

Come tutti gli anni ci preparavamo per la nostra vacanza a Ischia, una settimana rilassata di terme, spa, passeggiate e cibo.
Lo so, non è quello che ci si aspetta da una coppia neanche trentenne, sposata da appena due anni ma avevamo scoperto che questa settimana fuori stagione era assolutamente straordinaria per noi, una pausa felice in una vita frenetica.
E poi a marzo l’isola era praticamente deserta, il nostro albergo ospitava giusto qualche coppia di stranieri e ci sentivamo letteralmente coccolati dalla famiglia dei proprietari; inoltre era dotata di una spa veramente favolosa dove trascorrevamo molto ma molto tempo e dove, l’anno precedente avevamo assistito, forse non visti, per diversi giorni, alle acrobazie di una coppia matura di tedeschi accompagnati da un amico, nonostante l’età avanzata ci concessero uno spettacolo degno dei migliori porno.
Francesca era assolutamente rapita da questa situazione e lo dimostrava sotto le coperte, era così eccitata raccontando quello che aveva visto e quello che aveva provato che pensai che fosse un modo esplicito per dirmi che voleva provare anche lei ad avere due uomini a disposizione; le dissi che potevamo unirci a loro nella spa così avrebbe potuto soddisfare queste sue voglie, non rispose.
Dopo questa parentesi tornammo alla vita di tutti i giorni e l’argomento non venne più fuori, ma nell’imminenza dei preparativi per la partenza mi tornò prepotentemente in mente e dissi a mia moglie: “chissà se anche quest’anno ci saranno i nostri amici della spa”; le dissi ammiccando; “magari”, rispose lei, “ho proprio bisogno di un po' di trasgressione, voglio passare una settimana a rilassarmi e a scopare come ricci”, sorrise mettendomi una mano sull’uccello.
L’indomani mattina partimmo, era freddo e nuvoloso, arrivammo a Ischia nel tardo pomeriggio accolti dalla famiglia dei proprietari, era ormai la quinta volta che passavamo la nostra settimana in quell’albergo.
Ci preparammo per la cena, eravamo un po' stanchi ma anche affamati,
al ristorante ci guardammo intorno per vedere se c’era qualche viso conosciuto ma gli unici altri ospiti erano tre coppie di stranieri, quindi cenammo e ci ritirammo in camera.
La mattina seguente dopo un’abbondante colazione, ci fiondammo nella spa, volevamo passare tutto il giorno senza far nulla, cercando di rilassarci il più possibile; tutti gli ospiti dell’albergo avevano avuto la stessa idea quindi dopo un’oretta io e Francesca decidemmo di uscire per un giro di negozi e di tornare in spa nel pomeriggio.
Fu una scelta azzeccata, nel pomeriggio eravamo solo noi nella spa e già pregustavo il fatto che avremmo potuto stare completamente nudi e magari farci una scopata in piscina o nella sauna.
La luce soffusa, avvolti dal calore, mia moglie nuda accanto a me, il mio uccello già durissimo mentre stava per essere ingoiato dalla mia dolce Francesca, le sue gambe spalancate che non chiedevano altro che essere accarezzate, penetrata con le dita, stuzzicata con la lingua ed infine penetrata, ecco, in tutto questo turbinio di sensazioni non ci rendemmo conto che qualcuno era entrato nella spa e ci stava guardando.
Lo vide Francesca, eravamo impegnati in un 69 sulle tavole della sauna,
lei con il mio uccello in bocca percepì un movimento e alzò gli occhi, si fermò improvvisamente, io all’oscuro di tutto chiesi cosa stava succedendo, dopo qualche secondo rispose che non era successo niente e riprese a pompare.
Francesca succhiava profondamente e mi fece venire pochi minuti, io non volevo essere da meno e continuai a leccarla e ad affondare il dito nel suo culetto sino a quando venne lanciando quasi un grido liberatorio.
Rimase su di me per qualche minuto ancora solleticandomi le palle con le unghie, come mi piaceva, poi improvvisamente si alzò e disse: “forse è arrivato qualcuno” tentando di coprirsi con il piccolo asciugamano; in effetti si aprì la porta ed entrò un signore che poteva avere una settantina di anni, magrolino, capelli completamente bianchi, aveva un viso conosciuto ma non riuscivo a ricordare.
“Buon pomeriggio” sorrise amabilmente, “vi spiace se entro e mi rilasso qui con voi?”
Indossava un boxer leggerissimo, forse troppo largo per lui, che non lasciava nulla all’immaginazione, io pensavo di avere un discreto uccello ma lui decisamente mi superava di almeno quattro cinque centimetri ed era così evidente che lo sguardo di Francesca rimase fisso sull’arnese, lui si sedette accanto a lei che maldestramente tentava di coprirsi quello che poteva con il piccolo asciugamano e in tutta risposta, forse per non farla sentire a disagio, si sfilò i boxer che mise di fianco e si appoggiò alla parete chiudendo gli occhi.
Sembrava volesse darci tutto il tempo di ammirare il suo uccello senza metterci in imbarazzo, Francesca guardava lui e guardava me ed esclamò senza voce “wow”.
Improvvisamente il nostro coinquilino di sauna sempre immobile e ad occhi chiusi ruppe il silenzio: “che posto fantastico, vengo qui molto spesso per la tranquillità e perché si incontrano sempre persone interessanti che come me non amano la confusione ma cercano il benessere nell’intimità della coppia”.
Diedi una risposta di circostanza ma era evidente che stesse sondando il terreno per capire se poteva fare qualche avances o se invece avrebbe trovato un muro di fronte, evidentemente per un motivo ancora misterioso aveva deciso che eravamo interessati perché con la mano cominciò a sfiorare la coscia di Francesca magnificando gli effetti della sauna su una bella donna come lei; le venne un brivido, i capezzoli si inturgidirono e tentò di coprirsi con l’asciugamano; lui impassibile continuava ad accarezzarla con movimenti sempre più profondi e insistenti, lei quasi incredula allargò leggermente le gambe come chiaro invito ad andare oltre, ma non era ancora giunto il momento, si fermò le prese la mano portandola sul suo uccello e con gesti gentili ma decisi la guidava facendosi segare, il tutto sempre rimanendo appoggiato alla parete e ad occhi chiusi.
Francesca si lasciò guidare, io invece di protestare le presi l’altra mano e mi feci segare a mia volta; in questa atmosfera irreale il nostro amico decise che si poteva procedere oltre, prese delicatamente la testa di Francesca e se la portò tra le gambe, la bocca si aprì per accogliere il grosso randello e sollevando leggermente i fianchi lo fece sparire per una buona metà tra le labbra di mia moglie, ogni movimento successivo spingeva un po' di più, sempre più dentro, la presa salda sulla sua testa non le permetteva di arretrare ma la obbligava ad accogliere sempre più centimetri di carne.
Ad ogni movimento un rivolo di saliva cadeva sulle palle del fortunato che in pochi istanti raggiunse lo scopo di aver fatto sparire il suo uccello nella gola di mia moglie, la quale non aveva più bisogno di essere guidata ma spingeva autonomamente per accoglierne sempre di più, se avesse potuto avrebbe voluto ingoiarne anche le palle.
Finalmente aprì gli occhi per gustarsi lo spettacolo: “ecco, mia cara, adesso vorrei farti provare la stessa sensazione ma tra le gambe” e mentre lo diceva fece in modo che Francesca si sedesse su di lui dandogli la schiena; non incontrò il minimo ostacolo, con un colpo solo le fu dentro completamente, d’altro canto conoscendo mia moglie doveva essere completamente fradicia tra le gambe; lei rimase immobile per diversi secondi, assaporava tutta la potenza di carne che le riempiva la figa; in tutto questo io ero completamente sparito ai loro occhi, sedevo affianco con l’uccello in mano segandomi lentamente, quasi incredulo di ciò che stavamo facendo.
Quando mia moglie cominciò a salire e scendere su quell’asta aveva già goduto diverse volte ma era decisa a continuare sino allo sfinimento, sembrava non volesse che tutto questo finisse, da parte mia ero così eccitato che non potevo trattenermi oltre e schizzai sulle cosce di Francesca, il nostro anzianotto invece continuava a martellare senza problemi e dopo diversi minuti bloccò Francesca dai fianchi per riversarle dentro una quantità notevole di sborra a giudicare dai gemiti infiniti che emetteva.
Finalmente la lasciò libera, si mise in piedi davanti a lei porgendole nuovamente l’uccello e disse: “ ecco tesoro, succhia tutto”, si fece ripulire completamente e così come era entrato andò via.
Francesca mi baciò ringraziandomi per questa esperienza surreale, la sua lingua era intrisa di sborra e umori vaginali, io ancora in preda all’eccitazione le succhiai la lingua più volte.
Sembrava un sogno dal quale non riuscivamo a svegliarci, eravamo stati investiti da un treno, avevamo vissuto un’esperienza del tutto inaspettata e, nonostante mi avessero scopato la moglie, ero felice per questa esperienza.
Ancora frastornati tornammo in camera per una lunga doccia, mi sembrava, una volta passata l’eccitazione, che tra me e Francesca ci fosse un po' di imbarazzo, lei cercava di non incrociare il mio sguardo, si sentiva a disagio.
Si sentiva in colpa, era convinta di avermi tradito, si sentiva sporca per essersi fatta scopare da un altro uomo e ancora di più perché tutto questo le era piaciuto tanto.
La abbracciai e la rassicurai: nonostante una certa fitta allo stomaco ciò che le avevo visto fare mi era piaciuto molto, avrei voluto partecipare di più per farla stare ancora meglio, ma guardarla godere così tanto mi aveva fatto un enorme piacere.
“Potrai farmi godere tanto anche tu stasera quando torniamo in camera” mi disse ammiccante e finalmente serena.
Cenammo con calma, c’era elettricità tra di noi, non vedevamo l’ora di tornare in stanza naturalmente ripensando a tutto ciò che era successo nel pomeriggio.
Dopo cena salimmo direttamente in camera , già in ascensore avevo cominciato a spogliarla, visto che l’albergo era deserto volevo vederla camminare nuda nel corridoio sui suoi tacchi a spillo.
Uscì completamente nuda e si diresse verso la nostra stanza ancheggiando provocatoriamente, io le fischiettavo dietro, lei si fermava piegandosi in avanti per mostrarmi i suoi buchi; se ci avesse visto qualcuno avrebbe chiamato la polizia!
Ci infilammo nel letto cominciando a coccolarci quando bussarono alla porta, scoppiammo a ridere, forse qualcuno ci aveva visto in corridoio.
Mi infilai una tuta e andai ad aprire, era il nostro amico della spa.
Cosa ci faceva lì, come aveva fatto a trovarci?
“Sono venuto a chiederti scusa” esordì sorridendo, “oggi pomeriggio ho approfittato di voi perché vi ho visto fare sesso e tua moglie è una bellissima donna, mi avete fatto eccitare come non mai e non riesco a smettere di pensare a voi”.
Non sapevo cosa rispondere mi uscì una frase completamente stupida che avrebbe portato a conseguenze inaspettate: “non devi chiedere scusa, anche a noi è piaciuto tanto e ne stavamo parlando proprio adesso”.
Più che una giustificazione sembrò un invito ad entrare, cosa che lui fece senza problemi dato che era venuto esclusivamente per scopare nuovamente Francesca, altro che chiedere scusa a me.
Si spogliò in un baleno e così mister 22 centimetri si preparava ad un’altra sessione di sesso sfrenato.
Ma, sorpresa sorpresa, questa volta le sue attenzioni erano rivolte a me; come nel pomeriggio con Francesca, prese la mia mano e la portò sul suo uccello guidandomi nella sega, io come un ebete assecondai il movimento, mi abbassò la tuta e cominciò a segarmi, in pochi secondi il mio uccello diventò duro e in altrettanti pochi secondi il vecchietto si inginocchiò cominciando a succhiarlo; ci sapeva fare, maledizione, se non lo guardavo potevo tranquillamente immaginare che fosse Francesca a pomparmi; già, Francesca, cosa stava facendo in tutto questo?, aveva spostato le coperte e, una mano sul seno e l’altra tra le cosce si stava dando piacere da sola.
Le feci segno di avvicinarsi, vista la situazione che si era creata volevo provare due bocche sul mio uccello; vederli inginocchiati davanti a me, con le lingue che si intrecciavano, con l’uccello che spariva ora nella bocca di lui e ora nella bocca di lei, non resistetti a lungo, la sborra uscì copiosa depositandosi sulle loro facce.
Era la giornata delle prime volte, di tante prime volte, mai avrei immaginato quello che stava accadendo; e non era certo finita.
Il nostro ospite voleva ricevere la stessa attenzione e con una mano sulla spalla mi invitò ad inginocchiarmi e mi ritrovai in un attimo con un uccello in bocca tenuto in mano da mia moglie che con l’altra mi spingeva la testa verso di lui; non sapevo esattamente come fare, mi venne naturale usare molto la lingua, aveva un bel cazzo, non era duro ma era grosso e mi piaceva molto il sapore delle goccioline di liquido che uscivano dalla cappella;
anche Francesca reclamava la sua parte e ci mettemmo con impegno a succhiare e leccare.
Sentivo il suo uccello pulsare nella bocca, sapevo che stava per venire e la ragione mi diceva che dovevo spostarmi ma l’istinto e tutta la serie di prime volte di quella giornata mi dissero di andare avanti e accogliere in gola gli spruzzi prolungati ed infiniti di quell’uomo.
Avevo la bocca piena di sperma, Francesca con la lingua cercava di raccoglierne dalla mia bocca e ingoiarlo ma inaspettatamente anche lui si inginocchiò e con la lingua frugò tra le mie labbra; era un bacio a tre condito di sborra. Anche questa prima volta era andata.
Ci spostammo sul letto, volevo scopare Francesca ma non ero ancora pronto, lui si mise alle spalle di Francesca e con il suo uccello sfregava contro la figa di mia moglie, misi la mia mano accarezzando l’uno e l’altra, puntai la cappella rigonfia tra le grandi labbra di mia moglie e lui entrò deciso dentro di lei, come faceva quest’uomo così più grande di noi ad essere sempre pronte rimaneva un mistero per me, pensavo mentre gli accarezzavo l’uccello che penetrava Francesca e mentre finalmente anche io ero tornato attivo e scalpitavo per entrare in gioco.
Sfilò il suo uccello completamente bagnato dagli umori di Francesca per lasciarmi posto, entrai in una grotta umida e calda, sentivo anche l’uccello di lui che sfregava contro di noi poi prese la direzione del culo di mia moglie e cominciò a farsi strada, lentamente , costantemente, lei non sapeva se farlo fermare, ma si sa, c’è una prima volta per tutto e anche lei come me non voleva precludersi anche questa nuova esperienza.
Rimase senza fiato per qualche secondo mentre noi ci muovevamo lentamente, poi cominciò ad ansimare sempre più forte, anche i nostri movimenti divennero più forti e più veloci: “continuate, non smettete, più forte, sfondatemi tutta” Francesca sembrava impazzita, noi sempre più decisi a farla godere.
Questa volta fu lui a sborrare per primo, sentivo il suo uccello che pulsava contro il mio, aveva una quantità di sborra esagerata quest’uomo, non ce la facevo più e venni anche io; Francesca con le mani ci teneva stretti a sé, non voleva che uscissimo, voleva ancora sentirsi piena: “voglio farlo sempre così” mi disse in preda all’ennesimo orgasmo.
Ero felice di vederla felice.
Avevamo vissuto un’esperienza fantastica che avremmo ricordato per il resto della nostra vita e, nonostante le successive diverse esperienze, quella delle prime volte è rimasta indelebile nei nostri cuori.
Viva le prime volte.

Lupetto solitario



scritto il
2026-01-06
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