Brava! (Racconto completo)
di
Gea della Luna
genere
dominazione
La tensione si era fatta alta, lei lo aspettava da giorni, ma lui era sparito. Silenzio totale.
Dopo tutto quello che si erano raccontati e lei aveva immaginato di fare.
Un appuntamento mancato, come al solito. Il motivo, seppur egoisticamente, a lei non interessava. Era l’ennesimo appuntamento annullato, punto.
Poi l’idea che lei aveva in testa per quel veloce incontro.. desiderava tanto avere il suo sapore in bocca e poi andare a pranzo da suo marito. Aspettativa, disattesa.
Come sempre.
Esisteva una connessione tra le loro fantasie. Cosa rara da trovare. Ma il desiderio di lui nei confronti lei, veniva messo sempre in secondo piano. Veniva dopo i sui mille impegni familiari. Lei capiva e sapeva che il suo era solo un capriccio. Ma lo voleva e basta.
Quando finalmente lui decise quando e dove, lei non se lo fece ripetere due volte, se voleva una cosa la voleva subito, fare giochetti e ripicche non era da lei, era sfacciata, senza nessun freno, e lo desiderava così tanto che non aspettava altro. E poi che fosse lui a condurre il gioco, infondo la faceva eccitare ancora di più.
Era lui che comandava. Lei eseguiva e basta. Senza se e senza ma.
Lui non era affatto arrabbiato, ma fece finta di doverle insegnare a comportarsi bene. A non discutere e rispondere con ubbidienza.
Appena entrarono in casa.
“Sei stata molto maleducata, adesso ti insegno io come ci si comporta..”
“Inginocchiati”
Lei non oppose resistenza, quell’ordine le aveva fatto provare un brivido che le percorse tutto il corpo e la fece tremare. Era già tutta bagnata. Si inginocchiò davanti a lui.
“Slaccia la cinta, sfilala e porgimela guardandomi negli occhi, devi essere punita, lo sai?”
Lei rimase in silenzio con le mani sulle ginocchia.
“Lo sai? Rispondi!” Mollandole un schiaffo sulla guancia, così forte da farla cadere su un lato.
“Si” con la voce tremante.
Lui faceva sul serio
“Si cosa?”
“Si, mi merito di essere punita”
Esegui l’ordine, slacciò la cinta e gliela porse guardandolo negli occhi, con la guancia rossa che ancora le bruciava.
“Adesso tiramelo fuori e inizia a leccarmelo”
“Succhialo, prendilo tutto, fattelo arrivare in gola”
Adesso lui avvolse e allacciò la cinta intorno al collo di lei, la fece alzare in piedi,
“Togliti i pantaloni”
La condusse in cucina, tirandola, lei cadde a terra, a quattro zampe e arrivò la prima frustata. Lei urlò e lui
“Alzati!”
Arrivati in cucina, la fece appoggiare con le mani sul tavolo, leggermente piegata in avanti.
Arrivò la seconda. Lei urlò di nuovo.
“Devi stare zitta! Ora te ne do un’altra se gridi di nuovo non smetto finché non le prendi senza urlare”
Alla cinghiata seguente ancora più forte, lei non riuscì a stare zitta. E lui, come promesso, continuò.
Aprì il rubinetto dell’acqua, le bagnò il culo per farle ancora più male.
Lei con le lacrime agli occhi, trattenne la voce anche se sentiva un male fortissimo e finalmente lui smise.
“Brava..”
“Ti puoi sedere”
Lei si sedette sul tavolo a gambe aperte. Desiderava che la leccasse.
“Ora che sono stata brava, leccamela..”
Lui, verso il vino che lei aveva comprato per il loro incontro.
La guardava senza parlare.
E lei chiese di nuovo
“Leccamela, adesso voglio che mi fai venire..”
“Verrai quando lo decido io”
“Bevi”
Lei chiuse le gambe, la sua figa era caldissima e zuppa. Aveva le mutande intrise, lui iniziò a toccarla e le arrotolò le mutande dentro la figa, facendo toccare il clitoride dall’elastico. Lei cominciò a dondolare con i fianchi. Nel frattempo lui le stava mordendo i capezzoli. E così lei raggiunse l’orgasmo.
Lui infuriato la prese per i capelli e la sbattè a terra.
“Ti avevo detto che non dovevi venire, giusto? Continui a fare come ti pare eh…”
Riprese a tirarla per il collo e la portò fuori dalla porta, la costrinse a mettersi a quattro zampe e le ordinò di fare pipì come una brava cagnolina che viene portata a spasso.
A questa richiesta, giorni prima aveva detto di no.
Ma quel giorno aveva davvero paura a contraddirlo.
Si sfilò le mutandine e iniziò a fare pipì.
Lui la guardava, toccandosi, con pochi movimenti, le schizzò in faccia, glielo infilò in bocca per l’ultimo goccio
“Adesso pulisciti il viso con la mano e lecca tutto”
Lei lo fece, si succhiò le dita fino a pulire tutto.
“Brava..”
Tornarono in casa. Lui la face mettere sul divano, sdraiata a pancia sotto. Si fece una striscia che aveva messo dalla fine della schiena fino alla fessura del culo. Poi leccò quello che era rimasto.
La fece alzare e iniziò a scoparle la bocca per farselo tornare duro. Poi le preparò una striscia sul suo cazzo. Lei tirò e leccò tutto il resto, ricominciando a succhiarlo spingendoselo fino in fondo alla bocca. Fino a sentire le palle sulle labbra. Poi iniziò a segarlo leccandogli le palle che erano di nuovo gonfie e turgide.
Tornarono in cucina, continuarono a bere, fumare e accarezzarsi baciandosi e leccandosi a vicenda. Sembrava un momento di resa, di calma. Si osservavano pensando alla prossima scena. Erano stanchi ma non ancora pienamente soddisfatti.
Lui versò ancora un po’ di vino.
Bevvero ancora un bicchiere.
Mentre beveva lui si aggirava nella cucina. Apriva gli sportelli, i cassetti, cercava qualcosa.
“Cosa stai cercando?” Chiese lei
“Devi stare zitta.. adesso vedi”
“Girati, abbassati le mutande”
Lei inginocchiandosi sulla sedia, con le mani poggiate sullo schienale, si calò le mutande fin sotto il culo.
Sì sentì all’improvviso infilare in bocca una cosa di metallo, fredda, larga più di qualche centimetro, un manico di qualcosa. Lo guardò togliendoselo dalla bocca, era un batticarne, lui prese a sculacciarla forte
“Leccalo, ti conviene bagnarlo bene”
Smise per un attimo di sculacciarla e gli infilò il manico del batticarne nel culo. Spinse forte, avrebbe voluto ficcarglielo tutto insieme dentro, ma il buco era troppo stretto e lei si scansò, opponendo resistenza.
Aveva fatto ciò di più sbagliato potesse fare.
Lui le tolse la cinta dal collo e prese, in preda alla rabbia, a frustarla ovunque.
La prese e la sbattè nella doccia, aprì l’acqua gelida, continuando a prenderla a cinghiate. Appena sfogata tutta la rabbia, la tirò fuori dalla doccia. Si toglie la camicia e la asciugò, adesso, quasi a voler prendersene cura. Lei stava piangendo dal dolore che aveva provato. E comincia a baciarlo. Quasi a chiedere scusa.
“Lo vedi cosa mi fai fare?” “Devi fare la-Bra-va.”
Lei annuisce “Hai ragione, scusa”
Tornano in cucina.
Ancora vino e una striscia.
Lei è totalmente persa adesso, in grado di lasciare andare ogni controllo.
Torna a posizionarsi sulle sedia, senza seguire nessun ordine, prende il batti carne, ricomincia a leccare il manico e poi, prima se lo infila nella figa tutta bagnata ansimando e toccandosi i capezzoli. Poi si poggia sul tavolo davanti a lui che era seduto sulla sedia accanto che si toccava guardandola, e si comincia ad infilare il manico nel culo.
Ma continua a non entrare.
Allora è di nuovo lui a prendere il comando. Con la sigaretta in bocca, per liberarsi le mani, ne usa una per allargarle bene il culo e con l’altra le comincia ad infilare il manico nel culo, sputandole sul buco, piano piano inizia ad entrare.
Lei comincia ad urlare.
“Ti fa male?”
“Si..”
“Ma ti piace, lo so”
“Sì mi piace.. mettilo tutto”
“Brava.. diventi sempre più brava”
Quando finalmente riesce ad infilarglielo tutto. Lasciandolo dentro. La fa sdraiare sul tavolo e inizia a scoparle la figa.
Lei esplode in un orgasmo che la spezza e ricompone allo stesso tempo.
Lui le lecca la figa grondante infilandole la lingua nel buco della figa e lei ha subito un altro orgasmo.
Lui le sfila il batticarne dal culo. E la fa sedere sulle sue gambe.
Ancora una striscia. Un po’ sulla sigaretta. Fumano e bevono ancora un po’.
“Alzati in piedi, siediti sul mio cazzo, voglio che te lo infili nel culo da sola”
Lei, eccitatissima, inizia piano a farlo entrare, sente il buco del suo culo bruciare, un misto tra dolore e piacere, continua a farlo scivolare dentro, ora la cappella è tutta dentro.
Inizia a farla uscire e infilarla, dentro e fuori, cominciando ad ansimare e godere. Il cazzo di lui era come di marmo.
“Brava… adesso infilalo tutto dentro”
Lui guardandola farsi scivolare sempre più dentro, era così eccitato da non riuscire ad aspettare i suoi tempi. Così la piega sul tavolo e glielo infila tutto dentro in un solo colpo.
Lei urla. Ma è talmente persa, nel piacere che inizia a spingersi contro di lui, per farlo entrare tutto, fino a sentire le palle che le sbattono sul culo.
Lui lo fa uscire e glielo infila di nuovo tutto in un colpo, lo fa tante volte e poi inizia ad incularla con foga.
“Allargati il culo con le mani.. “
“No, cosi mi fa male.”
“Ti piace, dillo che ti piace, allargati il culo.. sennò mi costringi a riprendere la cinta!”
Lei lo fece e si rese conto che così le piaceva ancora di più, arresa al suo volere, con la faccia schiacciata sul tavolo, totalmente persa, con il culo tutto aperto
“Toccami la figa..”
Lui le infila una mano tra le cosce e inizia a toccarle e schiaffeggiarle la figa.
Poi le mette le mani sui fianchi e ricomincia a sfilarlo e infilarlo, infilarlo e sfilarlo, ancora e ancora. Poi le prende le mani e gliele tiene sulla schiena.
“Godi, non serve che ti tocco, godi insieme a me..”
Lui ormai la stava inculando come un animale, aveva il cazzo che gli bruciava, ma non era i grado di fermarsi, stava per venire, ma ad un tratto si ferma. Non voleva ancora finire.
Lei, riprende fiato per un attimo, ad un tratto sente un liquidò caldo che le schizza nel buco del culo. Le stava pisciando sul culo. Lei era così eccitata, che gli chiese di dargliene uno schizzo in bocca. Lui la prese per i capelli la inginocchiò e gli schizzò l’ultimo goccio in bocca.
Tirata su, la porta sul divano, lui si siede e la fa sedere di nuovo sul suo cazzo, infilandolo di nuovo nel culo, lei di schiena, con le gambe aperte appoggiate sul divano, inizia a muoversi sopra di lui, che si gode la scena senza più toccarla. Lei eccitatissima e il suo cazzo duro infilato tutto nel culo, gode come una cagna.
Lui prende, la fa alzare in piedi, e la piega a novanta gradi.
Le fa di nuovo allargare il culo con le mani e tenendola per le braccia continua ad incularla fortissimo, fino ad esplodere nel suo culo, godendo tantissimo e inondandola di sborra nel culo
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