Finalmente guardata e bramata
di
Leone Braga
genere
esibizionismo
Mio marito, coetaneo, andava spesso e volentieri fuori con gli amici presso un locale vicino a casa; lo ritenevo normale ma notavo che la nostra vita sessuale si era notevolmente affievolita da quando lo frequentava, fino a quasi scomparire; era più di un anno che non avevo un orgasmo vero e mi limitavo a serate in eterna compagnia della mia mano.
Ritengo di essere ancora una bella donna di 45 anni, di 1metro e 70, mora, occhi verdi, con un bel seno ancora sodo e un sedere ancora capace di attrarre la curiosità, attenta alla linea, pur avendo avuto due figlie (23 e 25 anni), sempre attenta nel vestire e con intimo sempre ricercato. Le figlie entrambe universitarie e fagocitanti di continue richieste economiche, considerando la vita fuori sede con conseguente mia immersione nel lavoro alla ricerca di onorare sempre a tutti gli impegni che tale loro status comportasse.
Stufa di tale astinenza che mi portava alla ricerca di attenzione di altri uomini e nel vestire con un abbigliamento sempre più sensuale nella speranza di avere prima o poi una vera avventura, chiesi a mia figlia se conoscesse il locale.
“Si lo conosco..., passaci uno di questi pomeriggi e potrai trascorrere dei momenti di serenità”
Incuriosita, un pomeriggio, terminato il lavoro, sono contabile di una solida ditta di import/export di macchinari industriali, mi recai al locale. Ero vestita con la mia solita cura nei particolari: una gonna nera appena sopra al ginocchio, delle calze nere autoreggenti, una camicia bianca che faceva solo leggermente intravedere l’intimo nero di pizzo abbinato, come mia consuetudine, una giacca blu, capelli curati ed in ordine. Ammetto che speravo vivamente in qualcosa che mi coinvolgesse.
All’esterno dei bei tavolini con belle tovaglie bianche e fiori freschi, entrai, notando la doppia porta e mi immersi in un ambiente molto riservato, tavoli con belle sedie comode, un pianoforte a coda vecchio stile, un bel bancone scuro pulito; dall’esterno non si sarebbe potuto immaginare la ricercatezza dei particolari e la sensazione di accoglienza che emanava tale posto.
Notai la presenza di due coppie e un paio di uomini che stavano sorseggiando le loro bevande con molta serenità.
Mi si avvicinò un uomo, immagino il proprietario, distinto, con un completo elegante grigio che mi chiese se desiderassi qualcosa di particolare; rispondo un aperitivo e chiesi che tipo di musica si suonasse nelle serate proposte, considerando che era indicato solo il nome della protagonista nel menù che mi stava presentando.
Mi rispose che sarebbe stato molto onorato se avessi voluto parteciparvi come protagonista considerando che da lì a poco ne sarebbe cominciato uno e facendomi i complimenti per l’abito che portavo e l’eleganza del mio portamento.
Mi stavo incuriosendo sempre più e non esplicitando il motivo reale della mia presenza, accolsi l’invito accomodandomi verso un’altra sala. Mi si propone un contratto in cui vi era scritto che avrei partecipato come protagonista di una serata; non era vincolante nel senso che avrei deciso io date e durata, con un compenso di tutto rispetto. Specifico che non sapevo suonare alcuno strumento ma venni rassicurata che sarei stata affiancata da un professionista e avrei dovuto aiutarlo a girare lo spartito al momento opportuno e a sentire le richieste dei clienti…
Accettai entusiasta.
Mi disse che lo spettacolo sarebbe cominciato fra poco, e che sarei stata chiamata al momento opportuno: mi tolsi la giacca stando solo con la mia camicia bianca di seta considerando che la temperatura del locale era oggettivamente aumentata considerevolmente.
Sentii un applauso in sala e pensai che fosse per il musicista con l’altra protagonista che avevo solo furtivamente visto. Avevo notato che era sui 30 anni e portava un completo elegante prima di entrare in scena. Aspettai circa 30 minuti e venni invitata nella sala. Dal fragore degli applausi immaginai che le persone fossero aumentate di numero.
Mi avvicinai al pianoforte che stava accompagnando la mia entrata. Il proprietario mi presentò come una nuova collaboratrice e di accogliermi con una grande applauso di incoraggiamento.
Avvicinandomi notai che la ragazza che mi aveva preceduta aveva adesso, rispetto a prima, una vestaglia di seta come la camicia e le luci, perfettamente progettate e ben coordinate, mettevano in risalto sia il suo seno che il mio intimo, adesso non solo accennato, ma perfettamente visibile. Visto l’effetto trasparenza era evidente inoltre che non portasse più l’intimo scorgendo il suo sesso perfettamente depilato.
Ad ogni mio movimento mi accorgevo che la sala mi stava apprezzando; cominciavo ad essere orgogliosa di me stessa e mi stava piacendo questo ruolo e la sensualità che si stava creando.
Come da accordi, mi avvicinai ai tavoli per capire se avessero delle richieste ed una coppia nel chiedermi un pezzo di blues, la lei mi cinge i fianchi e lentamente mi abbassa la zip della gonna, rilasciando il bottone e trovandomi in autoreggenti e slip con la camicia che mi copriva a malapena. Non mi opposi perché lo fece con gesti sicuri ed eleganti.
Più anni senza che qualcuno mi potesse solo guardare ed apprezzare veramente mi portarono ad uno stato a cui non avrei mai creduto.
Sentii un lungo applauso appena rimasi senza la gonna, tornai al pianoforte e sentii delle mani calde che alzarono la camicia fino a slacciarmi completamente il reggiseno che era tenuto ormai in equilibrio solo dalle maniche della camicia.
Un applauso ritmato che seguiva la musica non fece che portarmi ad uno stato di ulteriore esibizionismo: mi sfilai la camicia rimanendo in slip con le calze autoreggenti che evidenziavano maggiormente il mio sedere ancora parzialmente coperto ed il seno, una quarta con due grandi capezzoli eretti che aspettavano solo di essere toccati.
Mi spostai nella sala scorgendo che alcune donne del pubblico erano anche loro a seno nudo ed altre o o con la gonna alzata o con una mano immersa nei pantaloni.
Sentii un fiotto caldo che mi colpì un polpaccio, mi chinai d’istinto per pulirmi: non l’avessi mai fatto! Una donna del pubblico, più determinata di tanti maschietti troppo intenti a fare altro, mi prese il bordo degli slip e me li abbassò completamente con delicatezza sfiorando il mio sesso.
Venni investita dal faro luminoso.
Ero di spalle rispetto alla luce e la vista della mia rosellina ancora vergine assieme al mio sesso furono alla mercè di tutti. Ero bagnata ed eccitata come non mai, mi misi la mano sopra con le dita che inevitabilmente si posarono sulle piccole labbra sentendo la leggera peluria che sempre mantenevo.
Sentii un altro fiotto caldo che mi colpì questa volta sulla coscia, non mi chinai e mi diressi come se niente fosse, al centro della stanza; ero quasi completamente nuda ma veramente orgogliosa di essere riuscita a trasportare tutte queste persone e me stessa all’eccitazione che per tanto tempo mi era stata negata.
Mi sedetti sulla prima sedia, il cuoio a contatto con il mio sesso era stupendo, mi tolsi le scarpe e le calze rimanendo finalmente completamente ed assolutamente nuda!!!
NUDA completamente di fronte a degli estranei, almeno così pensavo, con una luce che non mi faceva vedere chi mi stesse agognando nel proprio piacere. Mi si avvicinò un uomo anch’egli nudo completamente, completamente depilato, gli presi il sesso eretto e cominciai un pompino che da ormai oltre dieci anni non facevo, allargando nel frattempo il mio sesso in maniera oscena.
Arrivai velocemente con un applauso dei presenti, mentre un altro uomo invitandomi ad alzarmi mi fece appoggiare le mani sullo schienale della sedia, piegandomi in avanti. Dopo un anno di continui ditalini sentii un sesso vero che mi penetrò, non mi importava la sua anatomia so solo che finalmente potevo arrivare all’orgasmo senza alcuna simulazione.
Mi sembrava un’eternità e sentii il calore nella mia vagina riempita del piacere di un estraneo. Le luci della sala si accesero, ci fu un applauso liberatorio; mi diedero una vestaglia e cominciai a mettere a fuoco chi ci fosse nella sala.
Vi erano circa una ventina di persone, di età più disparata, alcune erano ancora completamente nude che stavano o masturbandosi ancora o che avevano le dita di un uomo a loro vicino completamente immerse nei loro sessi, altre avevano solo i seni in bella vista ma con i pantaloni ancora aperti o appena abbassati sulla sedia, alcune invece vestite e sembrano completamente avulse dal contesto. Gli uomini invece erano praticamente tutti senza pantaloni e slip, intenti chi a rivestirsi, chi alla ricerca di un ulteriore orgasmo.
Il proprietario nel frattempo ringraziandomi e chiamandomi per nome mi invitava ad uscire e a farmi un altro applauso. Erano ormai le 20:00 di sera. Trovai i miei vestiti nella camera in cui cominciai la mia avventura, l’intimo invece era scomparso come pure le mie calze. Cercai di riprendermi. Aspettai che tutti uscissero e uscii anch’io incamminandomi verso casa.
Vidi la chiamata di mia figlia maggiore, risposi
“Hai avuto modi di andare nel locale di cui mi avevi chiesto le informazioni?”
“Si assolutamente favoloso”
“Questo fine settimana possiamo tornarci se vuoi..”
Ritengo di essere ancora una bella donna di 45 anni, di 1metro e 70, mora, occhi verdi, con un bel seno ancora sodo e un sedere ancora capace di attrarre la curiosità, attenta alla linea, pur avendo avuto due figlie (23 e 25 anni), sempre attenta nel vestire e con intimo sempre ricercato. Le figlie entrambe universitarie e fagocitanti di continue richieste economiche, considerando la vita fuori sede con conseguente mia immersione nel lavoro alla ricerca di onorare sempre a tutti gli impegni che tale loro status comportasse.
Stufa di tale astinenza che mi portava alla ricerca di attenzione di altri uomini e nel vestire con un abbigliamento sempre più sensuale nella speranza di avere prima o poi una vera avventura, chiesi a mia figlia se conoscesse il locale.
“Si lo conosco..., passaci uno di questi pomeriggi e potrai trascorrere dei momenti di serenità”
Incuriosita, un pomeriggio, terminato il lavoro, sono contabile di una solida ditta di import/export di macchinari industriali, mi recai al locale. Ero vestita con la mia solita cura nei particolari: una gonna nera appena sopra al ginocchio, delle calze nere autoreggenti, una camicia bianca che faceva solo leggermente intravedere l’intimo nero di pizzo abbinato, come mia consuetudine, una giacca blu, capelli curati ed in ordine. Ammetto che speravo vivamente in qualcosa che mi coinvolgesse.
All’esterno dei bei tavolini con belle tovaglie bianche e fiori freschi, entrai, notando la doppia porta e mi immersi in un ambiente molto riservato, tavoli con belle sedie comode, un pianoforte a coda vecchio stile, un bel bancone scuro pulito; dall’esterno non si sarebbe potuto immaginare la ricercatezza dei particolari e la sensazione di accoglienza che emanava tale posto.
Notai la presenza di due coppie e un paio di uomini che stavano sorseggiando le loro bevande con molta serenità.
Mi si avvicinò un uomo, immagino il proprietario, distinto, con un completo elegante grigio che mi chiese se desiderassi qualcosa di particolare; rispondo un aperitivo e chiesi che tipo di musica si suonasse nelle serate proposte, considerando che era indicato solo il nome della protagonista nel menù che mi stava presentando.
Mi rispose che sarebbe stato molto onorato se avessi voluto parteciparvi come protagonista considerando che da lì a poco ne sarebbe cominciato uno e facendomi i complimenti per l’abito che portavo e l’eleganza del mio portamento.
Mi stavo incuriosendo sempre più e non esplicitando il motivo reale della mia presenza, accolsi l’invito accomodandomi verso un’altra sala. Mi si propone un contratto in cui vi era scritto che avrei partecipato come protagonista di una serata; non era vincolante nel senso che avrei deciso io date e durata, con un compenso di tutto rispetto. Specifico che non sapevo suonare alcuno strumento ma venni rassicurata che sarei stata affiancata da un professionista e avrei dovuto aiutarlo a girare lo spartito al momento opportuno e a sentire le richieste dei clienti…
Accettai entusiasta.
Mi disse che lo spettacolo sarebbe cominciato fra poco, e che sarei stata chiamata al momento opportuno: mi tolsi la giacca stando solo con la mia camicia bianca di seta considerando che la temperatura del locale era oggettivamente aumentata considerevolmente.
Sentii un applauso in sala e pensai che fosse per il musicista con l’altra protagonista che avevo solo furtivamente visto. Avevo notato che era sui 30 anni e portava un completo elegante prima di entrare in scena. Aspettai circa 30 minuti e venni invitata nella sala. Dal fragore degli applausi immaginai che le persone fossero aumentate di numero.
Mi avvicinai al pianoforte che stava accompagnando la mia entrata. Il proprietario mi presentò come una nuova collaboratrice e di accogliermi con una grande applauso di incoraggiamento.
Avvicinandomi notai che la ragazza che mi aveva preceduta aveva adesso, rispetto a prima, una vestaglia di seta come la camicia e le luci, perfettamente progettate e ben coordinate, mettevano in risalto sia il suo seno che il mio intimo, adesso non solo accennato, ma perfettamente visibile. Visto l’effetto trasparenza era evidente inoltre che non portasse più l’intimo scorgendo il suo sesso perfettamente depilato.
Ad ogni mio movimento mi accorgevo che la sala mi stava apprezzando; cominciavo ad essere orgogliosa di me stessa e mi stava piacendo questo ruolo e la sensualità che si stava creando.
Come da accordi, mi avvicinai ai tavoli per capire se avessero delle richieste ed una coppia nel chiedermi un pezzo di blues, la lei mi cinge i fianchi e lentamente mi abbassa la zip della gonna, rilasciando il bottone e trovandomi in autoreggenti e slip con la camicia che mi copriva a malapena. Non mi opposi perché lo fece con gesti sicuri ed eleganti.
Più anni senza che qualcuno mi potesse solo guardare ed apprezzare veramente mi portarono ad uno stato a cui non avrei mai creduto.
Sentii un lungo applauso appena rimasi senza la gonna, tornai al pianoforte e sentii delle mani calde che alzarono la camicia fino a slacciarmi completamente il reggiseno che era tenuto ormai in equilibrio solo dalle maniche della camicia.
Un applauso ritmato che seguiva la musica non fece che portarmi ad uno stato di ulteriore esibizionismo: mi sfilai la camicia rimanendo in slip con le calze autoreggenti che evidenziavano maggiormente il mio sedere ancora parzialmente coperto ed il seno, una quarta con due grandi capezzoli eretti che aspettavano solo di essere toccati.
Mi spostai nella sala scorgendo che alcune donne del pubblico erano anche loro a seno nudo ed altre o o con la gonna alzata o con una mano immersa nei pantaloni.
Sentii un fiotto caldo che mi colpì un polpaccio, mi chinai d’istinto per pulirmi: non l’avessi mai fatto! Una donna del pubblico, più determinata di tanti maschietti troppo intenti a fare altro, mi prese il bordo degli slip e me li abbassò completamente con delicatezza sfiorando il mio sesso.
Venni investita dal faro luminoso.
Ero di spalle rispetto alla luce e la vista della mia rosellina ancora vergine assieme al mio sesso furono alla mercè di tutti. Ero bagnata ed eccitata come non mai, mi misi la mano sopra con le dita che inevitabilmente si posarono sulle piccole labbra sentendo la leggera peluria che sempre mantenevo.
Sentii un altro fiotto caldo che mi colpì questa volta sulla coscia, non mi chinai e mi diressi come se niente fosse, al centro della stanza; ero quasi completamente nuda ma veramente orgogliosa di essere riuscita a trasportare tutte queste persone e me stessa all’eccitazione che per tanto tempo mi era stata negata.
Mi sedetti sulla prima sedia, il cuoio a contatto con il mio sesso era stupendo, mi tolsi le scarpe e le calze rimanendo finalmente completamente ed assolutamente nuda!!!
NUDA completamente di fronte a degli estranei, almeno così pensavo, con una luce che non mi faceva vedere chi mi stesse agognando nel proprio piacere. Mi si avvicinò un uomo anch’egli nudo completamente, completamente depilato, gli presi il sesso eretto e cominciai un pompino che da ormai oltre dieci anni non facevo, allargando nel frattempo il mio sesso in maniera oscena.
Arrivai velocemente con un applauso dei presenti, mentre un altro uomo invitandomi ad alzarmi mi fece appoggiare le mani sullo schienale della sedia, piegandomi in avanti. Dopo un anno di continui ditalini sentii un sesso vero che mi penetrò, non mi importava la sua anatomia so solo che finalmente potevo arrivare all’orgasmo senza alcuna simulazione.
Mi sembrava un’eternità e sentii il calore nella mia vagina riempita del piacere di un estraneo. Le luci della sala si accesero, ci fu un applauso liberatorio; mi diedero una vestaglia e cominciai a mettere a fuoco chi ci fosse nella sala.
Vi erano circa una ventina di persone, di età più disparata, alcune erano ancora completamente nude che stavano o masturbandosi ancora o che avevano le dita di un uomo a loro vicino completamente immerse nei loro sessi, altre avevano solo i seni in bella vista ma con i pantaloni ancora aperti o appena abbassati sulla sedia, alcune invece vestite e sembrano completamente avulse dal contesto. Gli uomini invece erano praticamente tutti senza pantaloni e slip, intenti chi a rivestirsi, chi alla ricerca di un ulteriore orgasmo.
Il proprietario nel frattempo ringraziandomi e chiamandomi per nome mi invitava ad uscire e a farmi un altro applauso. Erano ormai le 20:00 di sera. Trovai i miei vestiti nella camera in cui cominciai la mia avventura, l’intimo invece era scomparso come pure le mie calze. Cercai di riprendermi. Aspettai che tutti uscissero e uscii anch’io incamminandomi verso casa.
Vidi la chiamata di mia figlia maggiore, risposi
“Hai avuto modi di andare nel locale di cui mi avevi chiesto le informazioni?”
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