"Porco"

di
genere
bisex


"Porco!", gli disse Margherita. "Si, e cosa c'è di male?", replicò Emanuele. Lui, il giovane e piacente ginecologo, e lei, una delle infermiere del reparto, stavano parlando durante un noioso turno di notte quando il discorso era scivolato sul sesso e lui le aveva confessato (come? perché?) di aver piacevolmente provato a mettersi in quella posizione alla quale solitamente sono costrette le sue pazienti. E che in quell'occasione non era solo né era vestito...
Emanuele era giovane, attraente e desiderato, ma era ancora in una fase di dubbi. Ed un momento di forte confusione stava vivendo dopo aver concluso un lungo pomeriggio di visite ambulatoriali con Enrico (qualche anno in più di lui) nell'ambulatorio vicino.
Si era seduto alla scrivania, un po' stanco, quando Enrico era entrato, ed avevano iniziato a parlare della giornata. I toni erano diventati subito camerateschi, la tensione aveva lasciato spazio al relax, a qualche battuta sulle pazienti appena visitate. Poi Emanuele...
"Sai, una è venuta per un controllo, ma come sempre fatica a mettersi in poltrona, è bloccatissima...".
"La capisco", fece eco Enrico, vorrei vedere te, a gambe aperte, lì...".
"Io mi ci metterei volentieri, una volta o l'altra ci provo...".
"Sicuro?".
"Certo".
"Dai, chiudo la porta e così provi"...
Emanuele si bloccò solo un attimo, poi si alzò dalla sedia, andò nello spogliatoio e quando ne uscì era nudo. Con sicurezza si posizionò sulla poltrona e...
"Visto? È facile, forse anche eccitante trovarsi così. Forse per questo qualcuna è titubante?" E mentre lo diceva sì toccava un pene non ancora cazzo, ma vicino a diventarlo.
Enrico si alzò: "Adesso, però, arriva la visita". Infilò un guanto ed in un attimo le sue mani sostituirono quelle di Emanuele, poi un dito sfiorò l'ano con studiata calma...
Il caso scatenò però un'onda energetica imponente: il dito scivoló facilmente nel culo, un mugolio accentuato fece comprendere l'uno all'altro che i due ginecologi avevano passioni bisessuali. Il dito fu affiancato da altri, la bocca scivolò sul cazzo che cresceva, i vestiti di Enrico caddero a terra mentre il suo cazzo entrò come lama calda nel burro nel culo di Emanuele. E partì una danza che portò uno a riempire velocemente l'altro.
Emanuele si alzò ed ancora affannato si inchinò a pulire quel membro che lo aveva appena riempito. Poi, con dolcezza e decisione, fece capire ad Enrico dove mettersi.
"Ti voglio, tocca a me riempirti. Ti voglio leccare tutto".
E si inchinò davanti a quelle gambe spalancate, le mani a stringere i capezzoli di Enrico, la lingua nel culo. Poi il cazzo che, complice la più giovane età, a lungo penetrò quel culo come il suo ben collaudato. Poi l'esplosione, senza trattenere nulla, nemmeno le urla di piacere. Di un piacere enorme che quasi tutte le pazienti dei due avrebbero voluto per sé...
Anche Margherita, che aveva appena finito di ascoltare il racconto del dottore in quella notte non più noiosa...

"Porco!". "Sì, e cosa c'è di male?".
"Nulla, ma sei un porco, un bel porco", disse Margherita alzandosi a chiudere la porta semi spalancata. "Nulla, ma ora torni su quella poltrona senza discutere".
Il dottore era già eccitato dal racconto, la frase della sua infermiera fu una scossa. In silenzio si denudò e, a cazzo svettante, si sedette. Lei lo guardò, era oscenamente sexy, con quel cazzo giovane che non chiedeva meno cure del culo, ma lei non aveva fretta: prese due pinzette e gli strinse i capezzoli, prese poi lo speculum ed il gel ed iniziò a fare suo quel culo. Che immortalò con un cellulare (Emanuele non poteva saperlo) già ricco di fotografie simili. Ma queste erano più intriganti, pensò Margherita, che mai aveva immaginato di fare suo un dottore...
Emanuele godeva di queste attenzioni, mugolava mentre il cazzo seppur ancora trascurato vibrava in continuazione. Margherita aveva mani fatate e l'abitudine ad usare quello strumento anche in quel modo, Emanuele iniziò ad alzare un po' la voce che era però spezzata dal piacere, innaturale, così ad un certo punto la porta (che era chiusa, ma non a chiave) si aprì e Susanna si trovò di fronte una scena da film porno, degna dei migliori. Margherita si fermò, Emanuele si zittì, Susanna li guardò, si leccò le labbra con la lingua e chiuse la porta. A chiave...
di
scritto il
2026-01-04
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