Tra un ciak e l’altro
di
Iris Lume
genere
confessioni
Era una giornata lavorativa di dicembre, fredda fuori, ma dentro c'era un calore che bruciava ogni volta che ci incrociavamo. Sul set tutto sembrava normale: ciak, luci, persone indaffarate. Eppure tra noi due c'era un gioco segreto, un desiderio silenzioso che ci faceva fremere.Ci provocavamo in continuazione. Bastava uno sguardo che durava un secondo di troppo, un sorriso appena accennato. lo partivo sempre passando davanti a lui, leccandomi le labbra o giocando con la bocca. Sapevo che mi stava osservando. Lui non perdeva occasione.Ogni volta che mi sfiorava passando, la sua mano finiva sul mio sedere. Non era mai casuale: breve, decisa, intensa. Ogni tocco mi mandava un brivido lungo la schiena, le gambe tremavano appena. Ero bagnata. A volte si attaccava a me da dietro, il corpo contro il mio per un secondo di troppo, facendomi sentire chiaramente quanto fosse eccitato. Lo era aveva il cazzo duro e faceva in modo di farmelo notare. Si aggiustava continuamente. Tutto di fronte un mare di gente figuraizoni, troupe..
lo stringevo le labbra per trattenere un gemito, rispondendo con lo sguardo: provocami ancora.
Il lavoro sembrava non finire mai, e ogni passaggio accanto a lui diventava una piccola tortura di desiderio. Finalmente, però, la giornata volse al termine. Fuori era buio e gelido, ma nella macchina, soli, tutto il gioco scoppiò.
Non ci siamo neanche guardati: le labbra si cercarono subito, avidamente. Le sue mani erano ovunque: sui fianchi, sul sedere, tracciando percorsi che durante la giornata erano stati solo sfiorati. lo rispondevo con la stessa fame, muovendomi contro di lui, cercando ogni contatto. Mi spoglia mi mette due dita nella figa spingendo velocemente dentro di me, poi si abbassa su di me e inizia a leccarmi velocemente con la testa tra le mie gambe. Urlo di piacere
Mi ha spinta contro il sedile, baciandomi il collo, i suoi sussurri all'orecchio mi facevano tremare. La macchina si è riempita di respiri affannati, pelle contro pelle, mani che esploravano senza fretta, senza fermarsi. “Vuoi provare una cosa?” Mi giro verso di lui le apro la cinta de pantaloni e scendo con la bocca, inizio a succhiarlo è duro e grosso mi riempie la bocca muovendosi, ansima è totalmente preso.
Poi si gira si mette davanti a me e mi infila il cazzo, inizia a spingere,spingere poi mi gira e continua
È molto eccitato quindi rallenta e alterna con le sue mani
Stavo impazzando.
Ogni tocco era preciso, ogni gesto studiato per farci bruciare insieme, senza più limiti. Tutta la tensione accumulata sul set si stava sciogliendo completamente. Il freddo di dicembre non esisteva più: c'era solo il calore dei nostri corpi, il desiderio che finalmente esplodeva. Sento che è vicino mi abbasso lo succhio lui spinge e ansima è durissimo sento che è vicino, continuo a succhiare poi mi stacco e con la lingua continuo a leccare lo sento viene gemendo esplode.Fu intenso, avvolgente, carico di tutto ciò che avevamo solo suggerito sul set.Quando ci siamo fermati, siamo rimasti vicini, ancora senza parlare. Lui ha sorriso piano.
Io ho sistemato i vestiti, ricambiando lo sguardo.
Sappiamo entrambi che questa tensione
tornerà, forse ancora più forte.
lo stringevo le labbra per trattenere un gemito, rispondendo con lo sguardo: provocami ancora.
Il lavoro sembrava non finire mai, e ogni passaggio accanto a lui diventava una piccola tortura di desiderio. Finalmente, però, la giornata volse al termine. Fuori era buio e gelido, ma nella macchina, soli, tutto il gioco scoppiò.
Non ci siamo neanche guardati: le labbra si cercarono subito, avidamente. Le sue mani erano ovunque: sui fianchi, sul sedere, tracciando percorsi che durante la giornata erano stati solo sfiorati. lo rispondevo con la stessa fame, muovendomi contro di lui, cercando ogni contatto. Mi spoglia mi mette due dita nella figa spingendo velocemente dentro di me, poi si abbassa su di me e inizia a leccarmi velocemente con la testa tra le mie gambe. Urlo di piacere
Mi ha spinta contro il sedile, baciandomi il collo, i suoi sussurri all'orecchio mi facevano tremare. La macchina si è riempita di respiri affannati, pelle contro pelle, mani che esploravano senza fretta, senza fermarsi. “Vuoi provare una cosa?” Mi giro verso di lui le apro la cinta de pantaloni e scendo con la bocca, inizio a succhiarlo è duro e grosso mi riempie la bocca muovendosi, ansima è totalmente preso.
Poi si gira si mette davanti a me e mi infila il cazzo, inizia a spingere,spingere poi mi gira e continua
È molto eccitato quindi rallenta e alterna con le sue mani
Stavo impazzando.
Ogni tocco era preciso, ogni gesto studiato per farci bruciare insieme, senza più limiti. Tutta la tensione accumulata sul set si stava sciogliendo completamente. Il freddo di dicembre non esisteva più: c'era solo il calore dei nostri corpi, il desiderio che finalmente esplodeva. Sento che è vicino mi abbasso lo succhio lui spinge e ansima è durissimo sento che è vicino, continuo a succhiare poi mi stacco e con la lingua continuo a leccare lo sento viene gemendo esplode.Fu intenso, avvolgente, carico di tutto ciò che avevamo solo suggerito sul set.Quando ci siamo fermati, siamo rimasti vicini, ancora senza parlare. Lui ha sorriso piano.
Io ho sistemato i vestiti, ricambiando lo sguardo.
Sappiamo entrambi che questa tensione
tornerà, forse ancora più forte.
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Commenti dei lettori al racconto erotico