Una pesca grossa o un grossa pesca?
di
dalmio
genere
trio
A leggere questi racconti tutti hanno una figa di moglie, sarei rimasto solo ad avere una moglie che, definirla bruttina, potrebbe essere un complimento per lei. Da piccola è caduta col viso su una bottiglia che si è rotta causandole diversi tagli. Una di queste schegge le ha tagliato una parte delle labbra, in modo particolare quella inferiore. Tutte gli altri tagli non si notato, quella sulle labbra si nota molto bene dandole un aspetto poco rassicurante. Lei ormai non ci fa più caso, lo copre con i capelli lunghi, io me ne preoccupo meno di lei, anzi le dico che può mostrarsi come crede per me è bellissima. Quello è l’unico difetto perché il suo corpo è semplicemente perfetto. Non vuole mettere il rosso per labbra perché le evidenzia il difetto. Ha sempre avuto il pallino di vestire in maniera decente, non ha mai voluto indossare minigonne o altro che risaltavano il suo corpo. Insomma aveva piacere non farsi notare. A me questa cosa non stava bene, spesso discutevamo, volevo che facesse vedere le sue splendide gambe, il suo seno, lei insensibile ai miei consigli, con dolcezza rifiutava le mie proposte. Avevo iniziato a comprarle abiti che esaltavano il suo corpo, tacchi altissimi, non li provava neanche, li riponeva e basta al punto da farmi desistere. Un giorno avevo un mal di testa tremendo, stavo in ufficio, ho detto al mio capo che mi sentivo poco bene, sono
tornato a casa. Ho aperto la porta, lei non mi aspettava, la trovo in minigonna, col tacco altissimo, con un top che lasciava trasparire il suo seno, sono rimasto fermo in mezzo alla porta, non riuscivo a credere ai miei occhi. Quando mi sono ripreso l’ho trascinata sul letto, non indossava il perizoma, ho tirato fuori il cazzo che aveva raggiunto una misura ragguardevole ed abbiamo fatto una scopata che resterà per sempre nella nostra vita. Difficile da credere, il mal di testa era passato, nell’armadio, ho chiuso a chiave tutti i suoi vestiti abituali, ho chiuso le ante con la chiave, l’ho
trascinata vicino alla finestra che dava sulla strada ed ho gettato la chiave. Neanche a farlo apposta è finita su un camion che portava dei massi forse per costruire qualche scogliera nel mare. Ci siamo messi a ridere, da quel giorno ha indossato solo quegli abiti che avevo acquistato io e che lei aveva riposto con cura. Non solo ma abbiamo iniziato a comprare abiti sempre più succinti per il mio piacere. Così com’era vestita, ha indossato solo il perizoma siamo andati a far visita a casa dei miei genitori prima e dei suoi dopo, non l’hanno riconosciuta appena vista, non potevamo immaginare una trasformazione così repentina. In pratica è stato come darmi la zappa sui piedi perché era diventata la donna desiderabile per tutti, me la mangiavano con gli occhi. Un sabato ci siamo fermati ad una bancarella di pesce, di quelle che si mettono sul mare, abbiamo comprato dei merluzzi, il ragazzo che li vendeva non aveva occhi che per lei, voleva parlare, ci ha offerto di andare a pesca con lui. Abbiamo declinato l’offerta quella volta ma siamo diventati suoi clienti ed il sabato andavamo sempre ad acquistare qualcosa che lui non voleva che pagassimo. Siamo entrati in confidenza ed una domenica mattina, una levataccia impossibile, siamo andati con lui a pesca. La temperatura era abbastanza fresca, poi navigando la brezza arrivava contro ci siamo dovuti mettere nella piccola cabina, era strettissima, eravamo accalcati, il suo seno spingeva la schiena del ragazzo che nonostante fossimo illuminati da una piccola lampada rossa si vedeva la tremenda erezione che ha causato anche la mia. Siamo arrivati vicino ad una piattaforma che
stava sorgendo il sole. Giacomo , questo il nome nel ragazzo, ha indossato maschera e pinne, dopo aver legato il natante ad un pilone della piattaforma, si è immerso risalendo dopo pochi secondi con un pesce enorme, ci ha detto che era una cernia e che era in nostro onore. Subito dopo ha armato la canna da pesca, si è seduto sullo sgabello in attesa che abboccasse qualcosa. Il sole intanto era sorto, la temperatura si alzava Giacomo era già a petto nudo, abbiamo tolto le giacche anche noi. Un silenzio irreale, ho baciato sul collo Celeste che ha avuto un gesto di insofferenza, ho insistito, un sorriso appena accennato, ho fatto l’occhiolino a Giacomo che lasciando la canna da pesca inserita nel supporto è venuto a sedersi vicino a noi. Celeste stava tra noi, avevo già il braccio sulle sue spalle, anche Giacomo ha fatto lo stesso, abbiamo cominciato a baciarla dappertutto, le ho sfilato il reggiseno del costume, ho slacciato i nodi del bikini, è rimasta nuda, abbiamo tolto i costumi anche io e Giacomo, i cazzi trionfanti, l’ho appena sollevata sedendola sul cazzo di Giacomo le ho messo il mio in bocca. Abbiamo sborrato subito, lei prima di noi, mai si era trovata in quella posizione anche se pensava che quella mattina qualcosa succedeva. Siamo rimasti a pescare per un’altra ora circa, c’erano cinque sgombri, eravamo lontanissimi dalla spiaggia. Siamo tornati
che era quasi mezzogiorno, ci ha dato il pescato, ci ha invitato ad andare quando volevamo. Il pesce lo ha cucinato mamma per la cena per la sera di domenica, sono venuti anche i genitori di Celeste. Ormai lei era entrata nel sistema, ha fatto delle battute “Abbiamo pescato diversi pesci, uno era più grosso però” facendomi l’occhiolino. Se c’era tempo bello ed il mare era calmo andavamo con Giacomo a lei piaceva scopare nel magnifico silenzio, Giacomo aveva messo un materassino gonfiabile sulla barca per stare più comodi.
tornato a casa. Ho aperto la porta, lei non mi aspettava, la trovo in minigonna, col tacco altissimo, con un top che lasciava trasparire il suo seno, sono rimasto fermo in mezzo alla porta, non riuscivo a credere ai miei occhi. Quando mi sono ripreso l’ho trascinata sul letto, non indossava il perizoma, ho tirato fuori il cazzo che aveva raggiunto una misura ragguardevole ed abbiamo fatto una scopata che resterà per sempre nella nostra vita. Difficile da credere, il mal di testa era passato, nell’armadio, ho chiuso a chiave tutti i suoi vestiti abituali, ho chiuso le ante con la chiave, l’ho
trascinata vicino alla finestra che dava sulla strada ed ho gettato la chiave. Neanche a farlo apposta è finita su un camion che portava dei massi forse per costruire qualche scogliera nel mare. Ci siamo messi a ridere, da quel giorno ha indossato solo quegli abiti che avevo acquistato io e che lei aveva riposto con cura. Non solo ma abbiamo iniziato a comprare abiti sempre più succinti per il mio piacere. Così com’era vestita, ha indossato solo il perizoma siamo andati a far visita a casa dei miei genitori prima e dei suoi dopo, non l’hanno riconosciuta appena vista, non potevamo immaginare una trasformazione così repentina. In pratica è stato come darmi la zappa sui piedi perché era diventata la donna desiderabile per tutti, me la mangiavano con gli occhi. Un sabato ci siamo fermati ad una bancarella di pesce, di quelle che si mettono sul mare, abbiamo comprato dei merluzzi, il ragazzo che li vendeva non aveva occhi che per lei, voleva parlare, ci ha offerto di andare a pesca con lui. Abbiamo declinato l’offerta quella volta ma siamo diventati suoi clienti ed il sabato andavamo sempre ad acquistare qualcosa che lui non voleva che pagassimo. Siamo entrati in confidenza ed una domenica mattina, una levataccia impossibile, siamo andati con lui a pesca. La temperatura era abbastanza fresca, poi navigando la brezza arrivava contro ci siamo dovuti mettere nella piccola cabina, era strettissima, eravamo accalcati, il suo seno spingeva la schiena del ragazzo che nonostante fossimo illuminati da una piccola lampada rossa si vedeva la tremenda erezione che ha causato anche la mia. Siamo arrivati vicino ad una piattaforma che
stava sorgendo il sole. Giacomo , questo il nome nel ragazzo, ha indossato maschera e pinne, dopo aver legato il natante ad un pilone della piattaforma, si è immerso risalendo dopo pochi secondi con un pesce enorme, ci ha detto che era una cernia e che era in nostro onore. Subito dopo ha armato la canna da pesca, si è seduto sullo sgabello in attesa che abboccasse qualcosa. Il sole intanto era sorto, la temperatura si alzava Giacomo era già a petto nudo, abbiamo tolto le giacche anche noi. Un silenzio irreale, ho baciato sul collo Celeste che ha avuto un gesto di insofferenza, ho insistito, un sorriso appena accennato, ho fatto l’occhiolino a Giacomo che lasciando la canna da pesca inserita nel supporto è venuto a sedersi vicino a noi. Celeste stava tra noi, avevo già il braccio sulle sue spalle, anche Giacomo ha fatto lo stesso, abbiamo cominciato a baciarla dappertutto, le ho sfilato il reggiseno del costume, ho slacciato i nodi del bikini, è rimasta nuda, abbiamo tolto i costumi anche io e Giacomo, i cazzi trionfanti, l’ho appena sollevata sedendola sul cazzo di Giacomo le ho messo il mio in bocca. Abbiamo sborrato subito, lei prima di noi, mai si era trovata in quella posizione anche se pensava che quella mattina qualcosa succedeva. Siamo rimasti a pescare per un’altra ora circa, c’erano cinque sgombri, eravamo lontanissimi dalla spiaggia. Siamo tornati
che era quasi mezzogiorno, ci ha dato il pescato, ci ha invitato ad andare quando volevamo. Il pesce lo ha cucinato mamma per la cena per la sera di domenica, sono venuti anche i genitori di Celeste. Ormai lei era entrata nel sistema, ha fatto delle battute “Abbiamo pescato diversi pesci, uno era più grosso però” facendomi l’occhiolino. Se c’era tempo bello ed il mare era calmo andavamo con Giacomo a lei piaceva scopare nel magnifico silenzio, Giacomo aveva messo un materassino gonfiabile sulla barca per stare più comodi.
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