Mamma e Stefania
di
Spidey93
genere
incesti
Non ci volevo venire, fare ancora una vacanza con mamma era da sfigati.
Mamma mi diverte ma con lei mi sento sfigato, è una cretina, una che attira la sfiga.
Mi ha avuto da ragazza, a sedici anni, i suoi l'hanno obbligata a tenermi. Io non mai conosciuto mio padre e non vedo mai i nonni, solo la bisnonna che mamma adora. In casa ha sempre avuti compagni uno più stronzo dell'altro, l'ho capito presto, stronzi che volevano scoparsela. È ancora giovane e bella, ha trentatré anni, racconta di averne ventotto e ci puoi credere, viviamo in un buco di appartamento, ho una cameretta strettissima e con noi va e viene Paolo, un coglione che cambia sempre lavori e si fa mantenere da mamma. Mamma è una sfigata, se li tira addosso. Li sento anche se di notte mamma non vuole o cerca di fare pianissimo. Una volta sono tornati di pomeriggio e non sapevano che ero in cameretta. Lui è stato un porco bastardo e mamma anche peggio, come non avrei mai potuto immaginarmi, gemeva, gridava e singhiozzava che era una cagna, di sbatterla, che lo voleva in culo, di farle male... Mi ha scioccato.
È giovane, potrebbe essere mia sorella, i compagni me la invidiano, dicono che è una puttana e che si tirano seghe pensando a lei. Non mi importa, sono abituato, abbiamo cambiato tre città e sono sempre stato bullizzato, ma ora piaccio alle ragazze e dicono che sono frocio. Invidiano me.
Mamma dice che sono diventato più bello di lei.
A me le ragazze sono simpatiche, ci sto bene con loro, ma mi piace Raffaele, facciamo l'ora di ginnastica insieme. Forse io sono come mamma, Raffaele è solo uno stronzo, devo trovarmi dietro una chiesetta in campagna, me lo mette in bocca e mi pesta per non farmelo raccontare in giro. C'è anche sui cugino Pietro, mi sborrano sul viso o me la fanno inghiottire. Pietro ha visto una volta mamma, era venuta a prendermi, da allora dice che è una che lo prende in culo, crede di tormentarmi, e vuole che le dica di venire lei dietro la chiesetta, così si scopa se la scopa anche lui quella puttana. Raffaele invece mi piace, è spaventato di essere gay, gli piaccio davvero e me lo mette in culo in segreto, Nemmeno Pietro non lo sa. Per me è una cosa spaziale, mi ha fatto un po' male solo la prima volta.
Con mamma racconto tutto. Vuole che la chiami Pamela, vorrebbe essere mia sorella, ma per me rimane mamma. Dopo che le ho confessato che lo ciucciavo a Raffaele e Pietro mi ha fatto un pompino. Dice che me li fa per scaricarmi la tensione, che io sono sempre troppo teso, e se ho un'interrogazione e sto studiando in panico mi sega al tavolino e, se non c'è in casa Paolo, me lo succhia.
Così si scarica anche lei, mamma ha una vita di merda con Paolo. Poi ride e torna bellissima, si diverte a giocare con me, dice che sono il suo fratellino, mi fa sentire bene. Ho un bel cazzo, dice.
Per me è una cosa normale, non mi sogno e non mi sego pensando di scoparla, solo quando me lo tira mi viene il desiderio, ma mamma è furba, non si fa toccare. Solo una volta non mi ha levato la mano e ha lasciato che le infilassi un dito qualche secondo. 'No Luca, non si può, ha riso, devi trovarti una ragazza o un ragazzo!'
Mi ha insegnato lei come prepararmi con Raffaele, mi ha preso in giro quando ha saputo che avevo usato una carota e ha tirato fuori un vibra a candela.
'Paolo te lo mette in culo?'
'Non fare lo scemo, Luca, non mi va... e questa casa ha le pareti di cartone.'
'Io però ti racconto tutto, Pamela. Lo prendi? Fa male in culo?'
Quando la chiamo Pamela diventa mia complice. 'Sì Luca, lo faccio e posso dirti che se è fatto bene non... ma credo che presto lo scoprirai da solo, ahaha'
'È vero che hai fatto la puttana?'
'Non fare lo stronzo, si dice escort.' Mi ha carezzato il ciuffo. 'Ti darebbe fastidio se fosse così, Luca?'
'No mamma.'
Ora lavora nel centro estetico di una vecchia amica, ci siamo trasferiti qui per questo. Si chiama Stefania, ha forse quarantacinque anni e mette soggezione. Una gran bella donna ma una con le palle. Mamma è molto più giovane e bella, ma Stefania ha una marcia in più, lei non è certo una sfigata che colleziona casini su casini. S'è fatta un centro incredibile, che lavora tantissimo e ha preso dentro mamma con una piccola quota. Gli affari vanno alla grande, mamma ha dato l'anticipo e il prossimo anno ci trasferiremo in un palazzo che stanno costruendo.
Mamma è nata per questo, ha il culto della cura del corpo eppure sta con Paolo che sembra uscito da un film sui vichinghi. È sfigata, si sfoga con me. Mi tormenta da sempre con diete equilibrate, ginnastica, integratori, creme, pulizia viso e mille cazzate. Da quest'anno mi fa anche la ceretta inguinale, dice che è per far pratica con i clienti ma le piace troppo giocare con me, poi mi ringrazia tirandomi pompini da farmi svenire. È bellissima.
Stefania l'ho vista poche volte, mamma non vuole, sono sicuro che mi nasconde qualcosa. Mi ha raccontato solo che Stefania ha sposato e divorziato l'uomo giusto e che è una che sa tenere gli uomini per le palle. Questo lo vedevo da solo.
Con mamma è tutto illogico, mi tiene lontano dalla sua amica e poi decide che andremo in vacanza da lei.
'Stefania ci ha invitati, ha affittato una casa sulla spiaggia.'
'Non voglio, mamma.'
'Non se ne parla, non puoi stare a casa da solo. Andiamo tutti.'
'Viene anche Paolo?'
'Certo, e tu non farmi casini Luca.'
Invece i casini li ha fatti il suo stronzo il giorno prima della partenza. Una lite così non l'avevo mai vista. Siamo partiti lo stesso, in aereo mamma aveva ancora gli occhi lucidi e si sforzava di essere allegra 'Sarà la tua vacanza più bella!'
All'aeroporto c'era Stefania, si sono abbracciate, mamma piangeva da sfigata. Le è arrivata una telefonata, s'è allontanata agitata per parlare. Stefania guardava il soffitto spazientita. Poi è stato un terremoto assurdo, un bombardamento di assurdità.
È saltato fuori che l'avevano chiamata per la nonna, si era rotta un braccio e che noi dovevano tornare subito indietro.
Di corsa agli sportelli, non c'erano voli. Allora in taxi fino alla stazione, c'era un treno tra quaranta minuti. E Stefania che le chiedeva perché dovevo tornare anch'io, mi sarei perso la vacanza, Pamela avrebbe potuto aggiustare le cose da sola.
Mamma era agitatissima. 'Lo faresti Luca? Giuro, torno appena ho sistemato la nonna.'
Fanculo.
Sul binario ha aperto la valigia e travasato nel mio borsone la mia roba. Una scena ridicola, sembravamo migranti, mi ha baciato con le lacrime e finalmente il treno è partito. Stefania invece era la calma fatta persona, elegante e superiore a tutto. 'Andiamo'
Inizia la mia vacanza. Cazzo!
Il tassista ci sta aspettando, fuma appoggiato al taxi. Butta la sigaretta e le apre la portiera. Le guarda il culo mentre la fa salire, è lo stesso che fissava il sedere a mamma. Ora ha solo Stefania, ma è pur sempre una gran donna, tacchi e abito estivo, rosso, aderente sui fianchi e scollato sulle tette sode. Io carico il borsone dietro.
Sono a disagio seduto accanto a lei, Stefania sembra appena uscita da una cena elegante, io in calzoncini e maglietta colorata. Guarda fuori dal finestrino, siamo già sulla litoranea, il mare è bellissimo.
'Certo che tua mamma non le sa proprio raccontare le palle!
'È una sfigata.'
'Non esser cattivo, Luca.'
'Mi fa incazzare, non la capisco, come fa stare con quello? È plagiata, quello la... la sfrutta soltanto.'
'Ah, credi questo! Allora non conosci tua madre.'
'Guarda che so tutto di lei.'
'E cosa sapresti?'
'So tutto!... mamma ha fatto la escort.' Dico sottovoce.
Stefania ride. Guarda la nuca dell'autista. 'Non qui, poi se vuoi ti dico.'
Invece io lo voglio sapere subito. Bisbiglio. 'Me l'ha detto lei, è vero?'
'Non del tutto vero.'
'In che senso?'
'Oh cielo, Pamela m'ha messa in mezzo!... Per me tua madre è un libro aperto, la conosco troppo bene. Vedi?, Pamela non sapeva come confessartelo e allora ti ha portato qui con la speranza che te lo dicessi io. È fatta così, sono sicura che vuole che tu lo sappia ma non ha il coraggio di dirtelo lei.'
'Che cosa?!'
'Ma che non è in pensione! Pamela è giovane, lavora sodo nel centro ma ogni tanto lo fa ancora! Ma sia chiaro, non lo fa nel nostro centro! Io non ho aperto un bordello, ma un vero centro di bellezza, siamo serissime... Qualche cliente però preferisce spostarsi in motel e Pamela è molto desiderata... e disponibile.'
Ci rimango di merda. Non ci credo. Stefania s'avvicina. 'Ora cominci a capire, vero? Forse adesso tua madre non è più una sfigata. Ti è venuto il dubbio che forse è lei che tiene per le palle quel coglione?'
L'idea di Paolo con mamma mi fa incazzare. 'No, ti sbagli, mamma con lui è...'
'Sei giovane, non capisci ancora. Pamela è così, è sempre stata cosi, ma t'assicuro che è più forte di quello che sembra. Cosa credi? Ma scusami, proprio non capisci? Il suo amico ha chiamato perché è disperato senza lei. Pamela sembra debole, invece è una che comanda, ma in un altro modo, non come me. Noi due siamo molto diverse.'
'Diverse?'
'Ahah, Sì. Diverse ma uguali in tante cose! Magari ti spiegherò.'
'Anche tu allora?!'
'Sono così vecchia? Pensi che sia da buttare?'
'No, scusa non volevo... Sei molto bella.'
'E tu sei gentile e carino... ma parliamo di te! Sei davvero un frocetto?'
'Cosa??? No!' Rispondo troppo in fretta.
'Peccato, Pamela lo pensa.'
'Non è vero! Mamma se lo sogna.'
'Okay okay, non scaldarti, hai forse paura d'essere come tua mamma?'
'Io? In che senso?!'
'Gli assomigli tantissimo, Luca, sei bellissimo e mi ricordi lei.'
Cazzo, voglio scendere, mi sento soffocare. Stefania è peggio della mia professoressa.
'Guarda che un complimento! Tu mi incuriosisci, Luca.'
Abbassa lo sguardo tra le mie cosce nude e mi sento una merda, ce l'ho duro che spinge nei calzoncini. Si avvicina di più all'orecchio.
'Stai pensando a Pamela che è scappata dal suo stronzo. Ti eccita pensare a tua mamma con Paolo?'
'Ma figurati se...'
'Allora ti eccito io?'
Mi poggia la mano sul pacco. Sto male, mi si annoda lo stomaco.
'No ti prego... dai, Stefania!'
'O forse ti eccita essere con me con un che ci vede?'
Nel retrovisore vedo gli occhi del tassista.
'Cosa c'è da guardare?' Fa Stefania.
'Nulla signora, guardavo solo se eravate comodi.' Risponde il tassista.
'Stiamo comodi, smettila di guardarmi le tette.'
'No signora, io non stav...' Scoppia a ridere
'Ti piace il mio nipote?'
'Suo nipote?... Non so, sembra un bravo ragazzo.'
'Ti ho chiesto se ti piace.'
'Ma scusi, le sembrano domande da farsi.'
'Come ti chiami?'
'Alberto.'
'Io sono Stefania. Scusa Alberto, mi sembravi uno che non si scandalizza, era solo per fare due chiacchiere.'
'Io non mi scandalizzo di nulla.'
'Non so che fare, sono preoccupata per Luca.'
'E perché?'
'Sta prendendo una brutta piega. È un bel ragazzo ma gli piacciono i ragazzi.'
'Stefania ti prego, smettila!' Grido agitato con una voce orribile.
'Cosa ti spaventi? Io non ho detto niente di male e Alberto mica ti conosce! Ho ragione Alberto?'
'Certo, io sono una tomba.'
'Visto Luca? Con lui possiamo parlare, Alberto non racconterà a nessuno che ciucci il cazzo a tuoi amici.'
Le do una manata sotto. Lei mi scuote il pacco e sibila all'orecchio: 'Fammi divertire un po'!' Guarda avanti. 'Cosa ne pensi Alberto?'
'Non saprei, Stefania, sono ragazzate, i ragazzi di oggi sono così, noi una volta invece...'
'No Alberto, non raccontiamoci palle, è sempre successo.'
'Si, è vero, ma adesso sono più sfacciati, una volta invece...'
'È mai capitato a te?'
'A me???'
'Ahah. No Alberto, lo so si vede che sei uomo, dico se ne hai mai conosciuti.'
'Beh devo confessarlo, da giovane c'era un ragazzo che...'
'Una femminuccia?'
'Esatto, una femminuccia.'
'Non vogliamo sapere altro, ahah! Tu l'hai capito subito di Luca, vero?'
'Che gli piacciono i ragazzi? No, non ci ho nemmeno pensato.'
'Ci credo, guardavi sua mamma!'
Il tassista ride insieme a Stefania. 'Non mettermi in imbarazzo, Stefania.'
'No, chiedevo se hai capito subito che non è mio nipote... Pamela è mia amica, vuole che mi prenda cura di suo figlio.'
'È un ragazzo fortunato.'
Muoio. Per fortuna siamo arrivati. Scendo all'istante. Un caldo incredibile. Stefania rimane dentro a flirtare col coglione. Paga con la carta, il tizio scende e apre la portiera a Stefania. Io prendo il borsone e me lo tengo davanti, invece è evidente l'erezione del tassista. Stefania è tra noi due, una gran bella donna, sicura e elegante,intoccabile, mi pare la Regina dei Cazzi.
'Grazie Alberto, allora se ho bisogno di un altro passaggio posso chiamare direttamente te?'
'Certo, ti ho lasciato il numero.'
Stefania mi prende a braccetto 'Non è un bel ragazzo?'
'Stefania, l'ho detto, io preferisco le donne!' Le sta fissando le tette.
Mi gira. 'Eppure ha il culetto di sua mamma!'
'Ci sta, sei divertente Stefania, ma non prendermi troppo in giro!'
La voce di Stefania diventa dura: 'Io non scherzo mai con gli uomini!... Ciao Alberto, ti chiamo se mi annoio in vacanza.'
Stefania mi ha abbandonato. È sparita dentro casa. Mi guardo in giro. È un posto favoloso, la villetta è su una collinetta davanti ad una lunghissima spiaggia. Spiaggia libera, gli stabilimenti sono lontanissimi.
Sono sulla veranda, guardo la piscinetta sotto e tiro indietro la testa, c'è uno che prende il sole. Mi batte il cuore in testa. È un ragazzo di colore che dorme sotto l'ombrellone con le cuffie alle orecchie. Ha un fisico assurdo, ha la tartaruga anche con gli addominali rilassati e il torace largo, pettorali da paura, muscoli neri e lucidissimi, sembra un boxeur. I calzoncini sono da corsa, sgambati, leggeri, sono appoggiati e si vede benissimo il pacco. Chi cazzo è?
Entro. Al piano sotto c'è una saletta con tv e un divanoletto aperto. Ci metto su il mio borsone e in cucina prendo una bottiglietta d'acqua.
Entra Stefania. Pareo trasparente su bikini nero, ma sempre in tacchi, è un giramento di testa. Mi dà un bacetto sulla guancia, coi tacchi è alta come me.
'Ti piace?'
'Qui è bellissimo, una casa favolosa!'
Sorride maliziosa. 'Non fare l'ingenuo, ti ho chiesto se ti piace Jordan.'
'Jordan?!'
'L'hai già visto, no?... Preparami una spremuta, due arance, mezzo cucchiaino di zucchero e ghiaccio.'
Cazzo, è sparita ancora. Mi do da fare in fretta, trovo le arance e lo spremiagrumi. Faccio del mio meglio. Non so decidermi se uscire col bicchiere in mano o su un vassoio. Non trovo vassoi, prendo un piatto.
S'è allungata al sole, il pareo abbandonato di fianco al lettino. Occhiali da sole. Ne beve un sorso e l'appoggia sul tavolino. 'Vuoi stare vestito?'
'No, vado a mettermi il costume'
'No resta qui, devo parlarti.' Mi guarda aspettando.
Mi sfilo la maglietta. Mi fissa ancora. Okay mi levo anche i calzoncini, ho sotto i boxer emporioarmani. Rimango in piedi accanto a lei, c'è un altro lettino ma è lontano verso la siepe, non so se posso prenderlo. Da qui non si vede la spiaggia, solo il mare e nessuno ci può vedere. Jordan non s'è svegliato, cazzo se fa paura, è da svenimento, ottantacinque chili di animale da sesso, al confronto Raffaele è un ragazzino.
'Senti Luca, stabiliamo dubito come funzionano le cose qui. Se non ti piaccio o ti stanco puoi sparire e tornare qui solo per mangiare, a me va benissimo lo stesso. In vacanza ognuno fa quel che cazzo gli pare e questo vale anche per me, quindi se vuoi rimanere qui attorno ti adegui. Ti sembra giusto?'
'Certo.'
'Vuoi andare in spiaggia?'
'Adesso? No... ma se a te sta bene.'
'Mettimi la crema, allora. Un'altra cosa che non sopporto sono le incertezze, per me le cose devo essere ben chiare per tutti, quindi ti dirò tutto quello che devi sapere.'
Comincio con le gambe, me la spremo sul palmo e gliele massaggio a due mani.
'Jordan è un mio amico e t'immagini da solo come. Lavora con me e tua madre.'
'Nel centro?'
'Lui?!! Ahaha, Jordan sa solo dormire e fare sport! Bèh, anche altro sa fare, eheh... No, Jordan è per i miei clienti affezionati. Ricchi che non sanno come spendere i propri soldi e amano essere sottomessi. Jordan mi è molto utile.'
Mi blocco. Scosta le cosce, la spalmo attorno al pube. È calda e liscia e continuo sul ventre piatto. Stefania è tonica, una che fa palestra come mamma, ma il suo corpo ha qualcosa di maschile, anche le tette non sono morbide e mettono soggezione.
Ho un mezzo capogiro.
Stefania si solleva un poco, si slaccia il reggiseno, mi morde il labbro, 'Ahaha! Ti ho spaventato?' e si lascia ricadere sul lettino.
Le impasto i seni. I capezzoli sono scuri, eccitati duri.
'Si Luca, io sono una mistress, una domina, una fendom, o quello che cazzo vogliono. Piaccio parecchio sai? Sono una raffinata. Gli uomini con me diventano cagnolini, vogliono essere sgridati e umiliati e più soffrono più godono. Di più non ti dico, c'è il segreto professionale, ahah!'
Si gira pancia in giù. 'Hai le mani delicate Luca, mi fai star bene.'
La schiena nuda la leccherei. Le massaggio le natiche morbide, vorrei baciargliele, darle piacere, ma ho in mente una sola cosa.
'E mamma... anche lei?'
'Pamela?! Ma te la vedi?' Si aggiusta meglio. 'No Pamela è per quelli che si credono veri maschi, quelli che giocano a fare i padroni. C'è di tutto nel mondo, sai? Tua madre è per loro.'
'Ma cosa fa?'
'Ahaha, chiedimi piuttosto cosa si fa fare!!!... No Luca, non pensare a cose assurde, siamo vere professioniste noi. Tua mamma è il contrario di me, tutto qui!'
'Ma avevi detto che lavorava con Jordan.'
'Certo. Sono tutti potenti e padroni ma poi l'uccellino è quello che è. Diciamo che Jordan fa da supplente, ahah, con lui si sentono veri maschi dominatori con una... con Pamela'.
Sto male ma ho il cazzo duro.
'E con te cosa fa Jordan?'
'Sei troppo curioso, Luca. Ma l'hai visto? Si mettono a tremare quando lo vedono, prova ad immaginarti di essere legato al letto e vedertelo entrare nudo.'
Ci penso davvero.
'Non fare lo stupido. Toccalo, puoi.'
Dorme allungato sul lettino. È fantastico. Ho la testa vuota, mi pare impossibile. Appoggio la mano sui calzoncini di raso, leggerissimi, glielo sento. È morbido, chiudo la mano, non stringo, ho la cappella appoggiata contro le dita, glielo massaggio piano col pollice e con la punta delle dita gli muovo i coglioni sotto. Ha le palle grosse. È caldissimo, morbido in mano, s'indurisce piano.
Jordan si risveglia. Non apre gli occhi e s'abbassa il calzoncini. Sento un nodo allo stomaco, l'uccello nero è addormentato sul fianco. Glielo prendo, lo sollevo, è pesante e molle, lo ciuccio e mi diventa duro in bocca, sa di maschio. Lo stringo in mano, sempre più duro, lo sego leggero per sentirgli le vene.
Jordan mi stringe il capo e s'accorge che ho i capelli corti. Si solleva sorpreso.
'É Luca, il figlio di Pamela'. Gli dice.
Jordan mi sorride, si lascia cadere di schiena sul lettino e richiude gli occhi. Mi tiene il viso fra le mani.
Mi fermo, che cazzo sto facendo?
'Non puoi fermarti adesso.' Mi dice Stefania. 'Jordan sta pensando a tua mamma.'
È la prima figa che vedo, a parte quella di mamma quando esce dalla doccia. È la prima che lecco
Mi piace? Non lo so, ma ho il cazzo durissimo e mi eccita sentirla godere. Stefania mi sta insegnando, mi dice dove insistere, come allargargliela con le dita, come spingere la lingua. Sul clito impazzisce e se non me lo dice lei nemmeno lo sapevo. È bagnata, rovente, sa di mare, sembra un'ostrica.
'Oh Luca, quest'estate noi ci divertiamo! Sei un amore.'
Si rigira, si tocca sotto e mi offre il culo. Due chiappe lisce, da donna ma forti. Ho l'impulso d'incularla.
'Non provarci Luca! Solo lingua!'
Mi spingo di muso, e calda, e infilo la lingua. Lei ha un tremito, a me vibra il cazzo.
Le arriva una telefonata mentre le succhio il buchetto e ci arrotolo la lingua. 'Cazzo Luca, sei un frocetto fantastico, non fermarti!' Risponde.
'Dov'è Luca? Non mi risponde!'
'Ciao Pamela.'
'Sì, scusa, ciao Stefania, ma Luca non è lì con te?'
'È andato in spiaggia con Jordan.'
'C'è anche Jordan??? Non me l'avevi detto!'
'Cosa importa?'
'Cazzo, Stefy, non voglio che Luvca scopra che...'
'Rilassati Pamela, come potrebbe scoprirlo? E io non gli racconto certo che il Brambilla è soddisfatto solo quando Jordan ti ha sborrato in culo tre volte.'
'Sei una stronza.'
'E tu una vigliacca, questa me la lego al dito. Abbandonarmi per correre a farti sbattere incaprettata da quel coglione!'
Non resisto più, mi sego è durissimo e schizzo subito. Una sborrata assurda, mi sembra d'aver sborrato quanto Jordan. Le ho schizzato addosso, sulla schiena e sul sedere. Le cola nel solco.
Mette la mano sul microfono 'Puliscimi.'
Mi sento in colpa, lecco, spero di non averla delusa.
'Sì. Pamela, Luca è un ragazzo adorabile.'
Forse c'è un seguito
Per critiche suggerimenti e collaborazioni
milano3687@proton.me
Mamma mi diverte ma con lei mi sento sfigato, è una cretina, una che attira la sfiga.
Mi ha avuto da ragazza, a sedici anni, i suoi l'hanno obbligata a tenermi. Io non mai conosciuto mio padre e non vedo mai i nonni, solo la bisnonna che mamma adora. In casa ha sempre avuti compagni uno più stronzo dell'altro, l'ho capito presto, stronzi che volevano scoparsela. È ancora giovane e bella, ha trentatré anni, racconta di averne ventotto e ci puoi credere, viviamo in un buco di appartamento, ho una cameretta strettissima e con noi va e viene Paolo, un coglione che cambia sempre lavori e si fa mantenere da mamma. Mamma è una sfigata, se li tira addosso. Li sento anche se di notte mamma non vuole o cerca di fare pianissimo. Una volta sono tornati di pomeriggio e non sapevano che ero in cameretta. Lui è stato un porco bastardo e mamma anche peggio, come non avrei mai potuto immaginarmi, gemeva, gridava e singhiozzava che era una cagna, di sbatterla, che lo voleva in culo, di farle male... Mi ha scioccato.
È giovane, potrebbe essere mia sorella, i compagni me la invidiano, dicono che è una puttana e che si tirano seghe pensando a lei. Non mi importa, sono abituato, abbiamo cambiato tre città e sono sempre stato bullizzato, ma ora piaccio alle ragazze e dicono che sono frocio. Invidiano me.
Mamma dice che sono diventato più bello di lei.
A me le ragazze sono simpatiche, ci sto bene con loro, ma mi piace Raffaele, facciamo l'ora di ginnastica insieme. Forse io sono come mamma, Raffaele è solo uno stronzo, devo trovarmi dietro una chiesetta in campagna, me lo mette in bocca e mi pesta per non farmelo raccontare in giro. C'è anche sui cugino Pietro, mi sborrano sul viso o me la fanno inghiottire. Pietro ha visto una volta mamma, era venuta a prendermi, da allora dice che è una che lo prende in culo, crede di tormentarmi, e vuole che le dica di venire lei dietro la chiesetta, così si scopa se la scopa anche lui quella puttana. Raffaele invece mi piace, è spaventato di essere gay, gli piaccio davvero e me lo mette in culo in segreto, Nemmeno Pietro non lo sa. Per me è una cosa spaziale, mi ha fatto un po' male solo la prima volta.
Con mamma racconto tutto. Vuole che la chiami Pamela, vorrebbe essere mia sorella, ma per me rimane mamma. Dopo che le ho confessato che lo ciucciavo a Raffaele e Pietro mi ha fatto un pompino. Dice che me li fa per scaricarmi la tensione, che io sono sempre troppo teso, e se ho un'interrogazione e sto studiando in panico mi sega al tavolino e, se non c'è in casa Paolo, me lo succhia.
Così si scarica anche lei, mamma ha una vita di merda con Paolo. Poi ride e torna bellissima, si diverte a giocare con me, dice che sono il suo fratellino, mi fa sentire bene. Ho un bel cazzo, dice.
Per me è una cosa normale, non mi sogno e non mi sego pensando di scoparla, solo quando me lo tira mi viene il desiderio, ma mamma è furba, non si fa toccare. Solo una volta non mi ha levato la mano e ha lasciato che le infilassi un dito qualche secondo. 'No Luca, non si può, ha riso, devi trovarti una ragazza o un ragazzo!'
Mi ha insegnato lei come prepararmi con Raffaele, mi ha preso in giro quando ha saputo che avevo usato una carota e ha tirato fuori un vibra a candela.
'Paolo te lo mette in culo?'
'Non fare lo scemo, Luca, non mi va... e questa casa ha le pareti di cartone.'
'Io però ti racconto tutto, Pamela. Lo prendi? Fa male in culo?'
Quando la chiamo Pamela diventa mia complice. 'Sì Luca, lo faccio e posso dirti che se è fatto bene non... ma credo che presto lo scoprirai da solo, ahaha'
'È vero che hai fatto la puttana?'
'Non fare lo stronzo, si dice escort.' Mi ha carezzato il ciuffo. 'Ti darebbe fastidio se fosse così, Luca?'
'No mamma.'
Ora lavora nel centro estetico di una vecchia amica, ci siamo trasferiti qui per questo. Si chiama Stefania, ha forse quarantacinque anni e mette soggezione. Una gran bella donna ma una con le palle. Mamma è molto più giovane e bella, ma Stefania ha una marcia in più, lei non è certo una sfigata che colleziona casini su casini. S'è fatta un centro incredibile, che lavora tantissimo e ha preso dentro mamma con una piccola quota. Gli affari vanno alla grande, mamma ha dato l'anticipo e il prossimo anno ci trasferiremo in un palazzo che stanno costruendo.
Mamma è nata per questo, ha il culto della cura del corpo eppure sta con Paolo che sembra uscito da un film sui vichinghi. È sfigata, si sfoga con me. Mi tormenta da sempre con diete equilibrate, ginnastica, integratori, creme, pulizia viso e mille cazzate. Da quest'anno mi fa anche la ceretta inguinale, dice che è per far pratica con i clienti ma le piace troppo giocare con me, poi mi ringrazia tirandomi pompini da farmi svenire. È bellissima.
Stefania l'ho vista poche volte, mamma non vuole, sono sicuro che mi nasconde qualcosa. Mi ha raccontato solo che Stefania ha sposato e divorziato l'uomo giusto e che è una che sa tenere gli uomini per le palle. Questo lo vedevo da solo.
Con mamma è tutto illogico, mi tiene lontano dalla sua amica e poi decide che andremo in vacanza da lei.
'Stefania ci ha invitati, ha affittato una casa sulla spiaggia.'
'Non voglio, mamma.'
'Non se ne parla, non puoi stare a casa da solo. Andiamo tutti.'
'Viene anche Paolo?'
'Certo, e tu non farmi casini Luca.'
Invece i casini li ha fatti il suo stronzo il giorno prima della partenza. Una lite così non l'avevo mai vista. Siamo partiti lo stesso, in aereo mamma aveva ancora gli occhi lucidi e si sforzava di essere allegra 'Sarà la tua vacanza più bella!'
All'aeroporto c'era Stefania, si sono abbracciate, mamma piangeva da sfigata. Le è arrivata una telefonata, s'è allontanata agitata per parlare. Stefania guardava il soffitto spazientita. Poi è stato un terremoto assurdo, un bombardamento di assurdità.
È saltato fuori che l'avevano chiamata per la nonna, si era rotta un braccio e che noi dovevano tornare subito indietro.
Di corsa agli sportelli, non c'erano voli. Allora in taxi fino alla stazione, c'era un treno tra quaranta minuti. E Stefania che le chiedeva perché dovevo tornare anch'io, mi sarei perso la vacanza, Pamela avrebbe potuto aggiustare le cose da sola.
Mamma era agitatissima. 'Lo faresti Luca? Giuro, torno appena ho sistemato la nonna.'
Fanculo.
Sul binario ha aperto la valigia e travasato nel mio borsone la mia roba. Una scena ridicola, sembravamo migranti, mi ha baciato con le lacrime e finalmente il treno è partito. Stefania invece era la calma fatta persona, elegante e superiore a tutto. 'Andiamo'
Inizia la mia vacanza. Cazzo!
Il tassista ci sta aspettando, fuma appoggiato al taxi. Butta la sigaretta e le apre la portiera. Le guarda il culo mentre la fa salire, è lo stesso che fissava il sedere a mamma. Ora ha solo Stefania, ma è pur sempre una gran donna, tacchi e abito estivo, rosso, aderente sui fianchi e scollato sulle tette sode. Io carico il borsone dietro.
Sono a disagio seduto accanto a lei, Stefania sembra appena uscita da una cena elegante, io in calzoncini e maglietta colorata. Guarda fuori dal finestrino, siamo già sulla litoranea, il mare è bellissimo.
'Certo che tua mamma non le sa proprio raccontare le palle!
'È una sfigata.'
'Non esser cattivo, Luca.'
'Mi fa incazzare, non la capisco, come fa stare con quello? È plagiata, quello la... la sfrutta soltanto.'
'Ah, credi questo! Allora non conosci tua madre.'
'Guarda che so tutto di lei.'
'E cosa sapresti?'
'So tutto!... mamma ha fatto la escort.' Dico sottovoce.
Stefania ride. Guarda la nuca dell'autista. 'Non qui, poi se vuoi ti dico.'
Invece io lo voglio sapere subito. Bisbiglio. 'Me l'ha detto lei, è vero?'
'Non del tutto vero.'
'In che senso?'
'Oh cielo, Pamela m'ha messa in mezzo!... Per me tua madre è un libro aperto, la conosco troppo bene. Vedi?, Pamela non sapeva come confessartelo e allora ti ha portato qui con la speranza che te lo dicessi io. È fatta così, sono sicura che vuole che tu lo sappia ma non ha il coraggio di dirtelo lei.'
'Che cosa?!'
'Ma che non è in pensione! Pamela è giovane, lavora sodo nel centro ma ogni tanto lo fa ancora! Ma sia chiaro, non lo fa nel nostro centro! Io non ho aperto un bordello, ma un vero centro di bellezza, siamo serissime... Qualche cliente però preferisce spostarsi in motel e Pamela è molto desiderata... e disponibile.'
Ci rimango di merda. Non ci credo. Stefania s'avvicina. 'Ora cominci a capire, vero? Forse adesso tua madre non è più una sfigata. Ti è venuto il dubbio che forse è lei che tiene per le palle quel coglione?'
L'idea di Paolo con mamma mi fa incazzare. 'No, ti sbagli, mamma con lui è...'
'Sei giovane, non capisci ancora. Pamela è così, è sempre stata cosi, ma t'assicuro che è più forte di quello che sembra. Cosa credi? Ma scusami, proprio non capisci? Il suo amico ha chiamato perché è disperato senza lei. Pamela sembra debole, invece è una che comanda, ma in un altro modo, non come me. Noi due siamo molto diverse.'
'Diverse?'
'Ahah, Sì. Diverse ma uguali in tante cose! Magari ti spiegherò.'
'Anche tu allora?!'
'Sono così vecchia? Pensi che sia da buttare?'
'No, scusa non volevo... Sei molto bella.'
'E tu sei gentile e carino... ma parliamo di te! Sei davvero un frocetto?'
'Cosa??? No!' Rispondo troppo in fretta.
'Peccato, Pamela lo pensa.'
'Non è vero! Mamma se lo sogna.'
'Okay okay, non scaldarti, hai forse paura d'essere come tua mamma?'
'Io? In che senso?!'
'Gli assomigli tantissimo, Luca, sei bellissimo e mi ricordi lei.'
Cazzo, voglio scendere, mi sento soffocare. Stefania è peggio della mia professoressa.
'Guarda che un complimento! Tu mi incuriosisci, Luca.'
Abbassa lo sguardo tra le mie cosce nude e mi sento una merda, ce l'ho duro che spinge nei calzoncini. Si avvicina di più all'orecchio.
'Stai pensando a Pamela che è scappata dal suo stronzo. Ti eccita pensare a tua mamma con Paolo?'
'Ma figurati se...'
'Allora ti eccito io?'
Mi poggia la mano sul pacco. Sto male, mi si annoda lo stomaco.
'No ti prego... dai, Stefania!'
'O forse ti eccita essere con me con un che ci vede?'
Nel retrovisore vedo gli occhi del tassista.
'Cosa c'è da guardare?' Fa Stefania.
'Nulla signora, guardavo solo se eravate comodi.' Risponde il tassista.
'Stiamo comodi, smettila di guardarmi le tette.'
'No signora, io non stav...' Scoppia a ridere
'Ti piace il mio nipote?'
'Suo nipote?... Non so, sembra un bravo ragazzo.'
'Ti ho chiesto se ti piace.'
'Ma scusi, le sembrano domande da farsi.'
'Come ti chiami?'
'Alberto.'
'Io sono Stefania. Scusa Alberto, mi sembravi uno che non si scandalizza, era solo per fare due chiacchiere.'
'Io non mi scandalizzo di nulla.'
'Non so che fare, sono preoccupata per Luca.'
'E perché?'
'Sta prendendo una brutta piega. È un bel ragazzo ma gli piacciono i ragazzi.'
'Stefania ti prego, smettila!' Grido agitato con una voce orribile.
'Cosa ti spaventi? Io non ho detto niente di male e Alberto mica ti conosce! Ho ragione Alberto?'
'Certo, io sono una tomba.'
'Visto Luca? Con lui possiamo parlare, Alberto non racconterà a nessuno che ciucci il cazzo a tuoi amici.'
Le do una manata sotto. Lei mi scuote il pacco e sibila all'orecchio: 'Fammi divertire un po'!' Guarda avanti. 'Cosa ne pensi Alberto?'
'Non saprei, Stefania, sono ragazzate, i ragazzi di oggi sono così, noi una volta invece...'
'No Alberto, non raccontiamoci palle, è sempre successo.'
'Si, è vero, ma adesso sono più sfacciati, una volta invece...'
'È mai capitato a te?'
'A me???'
'Ahah. No Alberto, lo so si vede che sei uomo, dico se ne hai mai conosciuti.'
'Beh devo confessarlo, da giovane c'era un ragazzo che...'
'Una femminuccia?'
'Esatto, una femminuccia.'
'Non vogliamo sapere altro, ahah! Tu l'hai capito subito di Luca, vero?'
'Che gli piacciono i ragazzi? No, non ci ho nemmeno pensato.'
'Ci credo, guardavi sua mamma!'
Il tassista ride insieme a Stefania. 'Non mettermi in imbarazzo, Stefania.'
'No, chiedevo se hai capito subito che non è mio nipote... Pamela è mia amica, vuole che mi prenda cura di suo figlio.'
'È un ragazzo fortunato.'
Muoio. Per fortuna siamo arrivati. Scendo all'istante. Un caldo incredibile. Stefania rimane dentro a flirtare col coglione. Paga con la carta, il tizio scende e apre la portiera a Stefania. Io prendo il borsone e me lo tengo davanti, invece è evidente l'erezione del tassista. Stefania è tra noi due, una gran bella donna, sicura e elegante,intoccabile, mi pare la Regina dei Cazzi.
'Grazie Alberto, allora se ho bisogno di un altro passaggio posso chiamare direttamente te?'
'Certo, ti ho lasciato il numero.'
Stefania mi prende a braccetto 'Non è un bel ragazzo?'
'Stefania, l'ho detto, io preferisco le donne!' Le sta fissando le tette.
Mi gira. 'Eppure ha il culetto di sua mamma!'
'Ci sta, sei divertente Stefania, ma non prendermi troppo in giro!'
La voce di Stefania diventa dura: 'Io non scherzo mai con gli uomini!... Ciao Alberto, ti chiamo se mi annoio in vacanza.'
Stefania mi ha abbandonato. È sparita dentro casa. Mi guardo in giro. È un posto favoloso, la villetta è su una collinetta davanti ad una lunghissima spiaggia. Spiaggia libera, gli stabilimenti sono lontanissimi.
Sono sulla veranda, guardo la piscinetta sotto e tiro indietro la testa, c'è uno che prende il sole. Mi batte il cuore in testa. È un ragazzo di colore che dorme sotto l'ombrellone con le cuffie alle orecchie. Ha un fisico assurdo, ha la tartaruga anche con gli addominali rilassati e il torace largo, pettorali da paura, muscoli neri e lucidissimi, sembra un boxeur. I calzoncini sono da corsa, sgambati, leggeri, sono appoggiati e si vede benissimo il pacco. Chi cazzo è?
Entro. Al piano sotto c'è una saletta con tv e un divanoletto aperto. Ci metto su il mio borsone e in cucina prendo una bottiglietta d'acqua.
Entra Stefania. Pareo trasparente su bikini nero, ma sempre in tacchi, è un giramento di testa. Mi dà un bacetto sulla guancia, coi tacchi è alta come me.
'Ti piace?'
'Qui è bellissimo, una casa favolosa!'
Sorride maliziosa. 'Non fare l'ingenuo, ti ho chiesto se ti piace Jordan.'
'Jordan?!'
'L'hai già visto, no?... Preparami una spremuta, due arance, mezzo cucchiaino di zucchero e ghiaccio.'
Cazzo, è sparita ancora. Mi do da fare in fretta, trovo le arance e lo spremiagrumi. Faccio del mio meglio. Non so decidermi se uscire col bicchiere in mano o su un vassoio. Non trovo vassoi, prendo un piatto.
S'è allungata al sole, il pareo abbandonato di fianco al lettino. Occhiali da sole. Ne beve un sorso e l'appoggia sul tavolino. 'Vuoi stare vestito?'
'No, vado a mettermi il costume'
'No resta qui, devo parlarti.' Mi guarda aspettando.
Mi sfilo la maglietta. Mi fissa ancora. Okay mi levo anche i calzoncini, ho sotto i boxer emporioarmani. Rimango in piedi accanto a lei, c'è un altro lettino ma è lontano verso la siepe, non so se posso prenderlo. Da qui non si vede la spiaggia, solo il mare e nessuno ci può vedere. Jordan non s'è svegliato, cazzo se fa paura, è da svenimento, ottantacinque chili di animale da sesso, al confronto Raffaele è un ragazzino.
'Senti Luca, stabiliamo dubito come funzionano le cose qui. Se non ti piaccio o ti stanco puoi sparire e tornare qui solo per mangiare, a me va benissimo lo stesso. In vacanza ognuno fa quel che cazzo gli pare e questo vale anche per me, quindi se vuoi rimanere qui attorno ti adegui. Ti sembra giusto?'
'Certo.'
'Vuoi andare in spiaggia?'
'Adesso? No... ma se a te sta bene.'
'Mettimi la crema, allora. Un'altra cosa che non sopporto sono le incertezze, per me le cose devo essere ben chiare per tutti, quindi ti dirò tutto quello che devi sapere.'
Comincio con le gambe, me la spremo sul palmo e gliele massaggio a due mani.
'Jordan è un mio amico e t'immagini da solo come. Lavora con me e tua madre.'
'Nel centro?'
'Lui?!! Ahaha, Jordan sa solo dormire e fare sport! Bèh, anche altro sa fare, eheh... No, Jordan è per i miei clienti affezionati. Ricchi che non sanno come spendere i propri soldi e amano essere sottomessi. Jordan mi è molto utile.'
Mi blocco. Scosta le cosce, la spalmo attorno al pube. È calda e liscia e continuo sul ventre piatto. Stefania è tonica, una che fa palestra come mamma, ma il suo corpo ha qualcosa di maschile, anche le tette non sono morbide e mettono soggezione.
Ho un mezzo capogiro.
Stefania si solleva un poco, si slaccia il reggiseno, mi morde il labbro, 'Ahaha! Ti ho spaventato?' e si lascia ricadere sul lettino.
Le impasto i seni. I capezzoli sono scuri, eccitati duri.
'Si Luca, io sono una mistress, una domina, una fendom, o quello che cazzo vogliono. Piaccio parecchio sai? Sono una raffinata. Gli uomini con me diventano cagnolini, vogliono essere sgridati e umiliati e più soffrono più godono. Di più non ti dico, c'è il segreto professionale, ahah!'
Si gira pancia in giù. 'Hai le mani delicate Luca, mi fai star bene.'
La schiena nuda la leccherei. Le massaggio le natiche morbide, vorrei baciargliele, darle piacere, ma ho in mente una sola cosa.
'E mamma... anche lei?'
'Pamela?! Ma te la vedi?' Si aggiusta meglio. 'No Pamela è per quelli che si credono veri maschi, quelli che giocano a fare i padroni. C'è di tutto nel mondo, sai? Tua madre è per loro.'
'Ma cosa fa?'
'Ahaha, chiedimi piuttosto cosa si fa fare!!!... No Luca, non pensare a cose assurde, siamo vere professioniste noi. Tua mamma è il contrario di me, tutto qui!'
'Ma avevi detto che lavorava con Jordan.'
'Certo. Sono tutti potenti e padroni ma poi l'uccellino è quello che è. Diciamo che Jordan fa da supplente, ahah, con lui si sentono veri maschi dominatori con una... con Pamela'.
Sto male ma ho il cazzo duro.
'E con te cosa fa Jordan?'
'Sei troppo curioso, Luca. Ma l'hai visto? Si mettono a tremare quando lo vedono, prova ad immaginarti di essere legato al letto e vedertelo entrare nudo.'
Ci penso davvero.
'Non fare lo stupido. Toccalo, puoi.'
Dorme allungato sul lettino. È fantastico. Ho la testa vuota, mi pare impossibile. Appoggio la mano sui calzoncini di raso, leggerissimi, glielo sento. È morbido, chiudo la mano, non stringo, ho la cappella appoggiata contro le dita, glielo massaggio piano col pollice e con la punta delle dita gli muovo i coglioni sotto. Ha le palle grosse. È caldissimo, morbido in mano, s'indurisce piano.
Jordan si risveglia. Non apre gli occhi e s'abbassa il calzoncini. Sento un nodo allo stomaco, l'uccello nero è addormentato sul fianco. Glielo prendo, lo sollevo, è pesante e molle, lo ciuccio e mi diventa duro in bocca, sa di maschio. Lo stringo in mano, sempre più duro, lo sego leggero per sentirgli le vene.
Jordan mi stringe il capo e s'accorge che ho i capelli corti. Si solleva sorpreso.
'É Luca, il figlio di Pamela'. Gli dice.
Jordan mi sorride, si lascia cadere di schiena sul lettino e richiude gli occhi. Mi tiene il viso fra le mani.
Mi fermo, che cazzo sto facendo?
'Non puoi fermarti adesso.' Mi dice Stefania. 'Jordan sta pensando a tua mamma.'
È la prima figa che vedo, a parte quella di mamma quando esce dalla doccia. È la prima che lecco
Mi piace? Non lo so, ma ho il cazzo durissimo e mi eccita sentirla godere. Stefania mi sta insegnando, mi dice dove insistere, come allargargliela con le dita, come spingere la lingua. Sul clito impazzisce e se non me lo dice lei nemmeno lo sapevo. È bagnata, rovente, sa di mare, sembra un'ostrica.
'Oh Luca, quest'estate noi ci divertiamo! Sei un amore.'
Si rigira, si tocca sotto e mi offre il culo. Due chiappe lisce, da donna ma forti. Ho l'impulso d'incularla.
'Non provarci Luca! Solo lingua!'
Mi spingo di muso, e calda, e infilo la lingua. Lei ha un tremito, a me vibra il cazzo.
Le arriva una telefonata mentre le succhio il buchetto e ci arrotolo la lingua. 'Cazzo Luca, sei un frocetto fantastico, non fermarti!' Risponde.
'Dov'è Luca? Non mi risponde!'
'Ciao Pamela.'
'Sì, scusa, ciao Stefania, ma Luca non è lì con te?'
'È andato in spiaggia con Jordan.'
'C'è anche Jordan??? Non me l'avevi detto!'
'Cosa importa?'
'Cazzo, Stefy, non voglio che Luvca scopra che...'
'Rilassati Pamela, come potrebbe scoprirlo? E io non gli racconto certo che il Brambilla è soddisfatto solo quando Jordan ti ha sborrato in culo tre volte.'
'Sei una stronza.'
'E tu una vigliacca, questa me la lego al dito. Abbandonarmi per correre a farti sbattere incaprettata da quel coglione!'
Non resisto più, mi sego è durissimo e schizzo subito. Una sborrata assurda, mi sembra d'aver sborrato quanto Jordan. Le ho schizzato addosso, sulla schiena e sul sedere. Le cola nel solco.
Mette la mano sul microfono 'Puliscimi.'
Mi sento in colpa, lecco, spero di non averla delusa.
'Sì. Pamela, Luca è un ragazzo adorabile.'
Forse c'è un seguito
Per critiche suggerimenti e collaborazioni
milano3687@proton.me
2
voti
voti
valutazione
5.5
5.5
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Due stronzi e un pirla
Commenti dei lettori al racconto erotico