Erika

di
genere
prime esperienze

Settimana prima di Ferragosto, al mare con un mio amico e dei suoi conoscenti, nella sua villetta che era posta proprio davanti alla spiaggia.

Quel Sabato pomeriggio eravamo stancamente seduti nella spiaggia antistante a cazzeggiare, vicino a noi c'era una famiglia composta da padre, madre e una figlia di nome Erika da come la mamma la chiamava continuamente.

Erika non era una strafica, anzi, un corpo abbondante come il suo seno, pur se portato disinvoltamente ed un viso paffutello ma niente male, con degli occhi scuri, molto vispi.

Lei credo non si sentisse grassa ne brutta, aveva un bichini che mostrava le sue grosse tette quasi completamente fuori, ma soprattutto, nonostante parlasse solo con la sua famiglia, si dimostrava molto affabile con noi, non faceva altro che guardarci, ammiccare ed interessarsi di quello che facevamo.

Tutti se ne erano accorti ma il risultato fu solo battutacce sul suo fisico e sulle sue presunte voglie di relazionarsi. Per fortuna Erika non sentiva e tutte quelle risate o risolini, forse li interpretava come allegria da compagnia.

Ad un tratto lei si alzo' e disse forte che andava a fare un bagno, rivolgendosi piu' a noi che ai suoi genitori. Il suo corpo abbondante che si dirigeva verso il mare suscito' ancora ilarità, e qualcuno aggiunse che per fortuna il sotto del bikini non era un tanga. Chiaramente nessuno la segui e la serata prosegui' in casa preparando prima e poi consumando una cena luculliana annaffiata abbondantemente da Vino e Birra.

Erano le 23,00 decisero di andare fuori in un bar e poi a ballare. Io non ne avevo voglia anche perché, si era sabato, ma fra due giorni sarebbe stato Ferragosto e non avevo tutte queste risorse fisiche da sfruttare. Con enorme mio disappunto anche il mio amico preferì andare con loro, cosi che mi ritrovai solo fuori nella veranda su un lettino da spiaggia, pieno come un otre.

Mi godevo il fresco della sera aspettando che la digestione cominciasse, sulla spiaggia passeggiavano i solito innamorati o qualcuno che si faceva una canna. Quando ad una ventina di metri vidi, anche se era scuro, la sagoma inconfondibile di Erika, che passeggiava sola, soletta.

La villa era divisa dalla spiaggia da un muro bianco ma non era tanto alto. Erika sembrava diretta nello stradino che portava su altre case ma improvvisamente cambiò direzione e passò radente il mio muro.

-Come mai ancora in casa non uscite stasera?

Io gli dissi che ero rimasto solo soletto e che non avevo voglia di uscire, il tutto diede il là ad una conversazione alquanto banale, con qualche battuta e sorriso di circostanza per una quindicina di minuti.

- Ho sete non è che hai dell'acqua?

Preso un po alla sprovvista la feci entrare in casa e gli offrii un bicchiere di frizzantino bianco e fresco, si sedette su una sedia davanti al mio lettino da spiaggia, continuando la conversazione con le stesse modalità, fino a quando guardato l'orologio, si alzo' per guardare il panorama, commentandolo.

Due minuti appena e si risedette questa volta al mio fianco.

La situazione prese una accelerazione inaspettata, perché? Perché lei aveva su per giu 26 anni ed io ero un uomo che stava per raggiungere la 50ina anche se portati molto bene ma potevo dimostrarne a voler essere buoni, 4243. Pensavo che in spiaggia il pomeriggio avesse puntato piu' a due amici che avevano 32 e35 anni e non sicuramente a me.

Ma Erika sembrava aver rotto gli indugi e si avvicinava sempre più finendo per parlare a pochi centimetri dalla mia bocca. Li finalmente presi l'iniziativa e la baciai sulle labbra, ma lei per risposta, abbracciandomi, mi spinse tutta la sua lingua in bocca e non fermo' nemmeno il movimento del suo corpo tanto da farmi scivolare dal lettino.

Sentii la sua risata grassa, alla quale risposi alzandomi e prendendola fra le braccia energicamente, baciandola e pensando di ristabilire, per lo meno, i diritti di anzianità. Macché, lei rispose mulinando la lingua dentro la mia bocca come cercasse qualcosa di prezioso, e quando la tirava fuori la usava su tutto il mio collo, risalendo sul viso ed entrando nelle mie orecchie dandomi brividi inaspettati di piacere. Era davvero un ciclone nonostante la sua età, cominciò a muovere anche le mani ed una andò diritta sul mio arnese, che non si era distratto da tutto questo e rispose degnamente alle sollecitazioni. Poi d' improvviso si scostò e mi disse

- andiamo?

Ero frastornato da tutta quella voglia di fare, che mi aveva fatto dimenticare la differenza di eta' tra noi, la presi per mano dirigendomi verso l'interno della casa ma lei mi disse che non poteva dovevamo andare a casa sua, altrimenti i suoi genitori l'avrebbero sicuramente cercata.



- Ma sei pazza? Io non vengo.

Lei mi spiegò che la sua camera era in una specie di bungalow adiacente alla casa dei genitori e che non ci avrebbe visto nessuno. Rifiutai ancora una volta ma lei quasi implorando mi disse almeno di seguirla per farmi vedere se c'era realmente pericolo.

Ragionai con il mio pene? Non lo so ma non volevo farla andare via e la segui.

Mi portò, o meglio trascinò, davanti al cancello di casa sua e mi fece vedere dove dormiva ed in effetti era distante dall'entrata principale, mi fece aspettare dietro il bungalow, si diresse verso casa sua, e senza nemmeno entrare urlò forte il nome di sua madre, che non stette molto ad affacciarsi con mio sommo spavento.

-Mamma sono tornata vado a dormire.

-Chiudi bene il cancello, mi raccomando.

Cosi' fece e si fiondò verso di me facendomi entrare dentro la sua stanza, dicendomi che sarebbe stato meglio non accendere la luce, cosi mi porto', quasi a tentoni, sul suo letto, appeno steso sentii tutto la sua voglia sopra di me.

Mi baciò quasi subito, toglieva e entrava dalla mia bocca in maniera forsennata, sentivo il suo umido su tutto il mio viso, le sue mani bramose cercavano la mia pelle, ero eccitato ma anche in balia di tanto desiderio. Quasi a forza mi tolse la maglietta e cominciò a baciarmi tutto il corpo sempre con la stessa foga, persino i miei capezzoli non furono immuni dalle sue attenzioni. Mano mano scendeva con la lingua e con le sue mani sui miei fianchi, ma ogni volta che mi toglieva un indumento lo faceva con forza e cosi tocco anche ai miei bermuda lasciandomi nudo in un amen, sentii il mio pene alto sventolare libero senza appoggi o contenitori ma per poco perché fu inghiottito dalla sua bocca, che comincio prima a succhiare su e giu' poi a leccarlo tutto, lo faceva ripetutamente provocandomi piacere e qualche apprensione, l'intensità era rimasta la stessa, ogni volta che mi sfiorava il glande credo rosso e grosso.

Ad un colpetto di troppo la presi per la testa e la tolsi dal mio pene, spingendola in basso, lei non so cosa capi' ma comincio a leccarmi lo scroto, per bene a succhiarlo facendomi provare brividi di piacere e di apprensione , poi mi prese le gambe me le alzò e comincio a leccarmi anche il mio buchetto. Dico la verità all'inizio quasi non volevo ma poi accentuai la sua lingua in modo che mi entrasse il piu' possibile, lei spingeva ed anche io con il bacino, mi piaceva da morire, non avrei mai smesso, inutile dire che nessuna mi aveva fatto provare un piacere simile in quella posizione, tanto che quando ritorno sul mio pene mi accorsi che ero troppo sensibile e che non avrei retto per tanto.

Presi l'iniziativa, le dissi.

- basta adesso faccio io.

La distesi le tolsi i vestiti lentamente, la lascia completamente nuda, pur non l'avendola ancora toccata lei non smetteva di mugolare, quel mugolio di piacere che accompagnava sempre le sue azioni su di me.

La baciai lentamente, lei sempre di impulso voleva contraccambiare con la lingua vigorosamente, ma le dissi di stare ferma ed immobile, ricominciai a baciarla, piano su tutto il viso, ogni volta che le toccavo una parte del corpo piu' sensibile oltre ad mugolare di piu' fremeva con dei piccoli sussulti, cosi' sul colo, nelle orecchie ed anche quando raggiunsi i suoi grandi seni, con voce tremante mi disse.

-Ti piacciono? Piacciono a tutti

Avrei voluto dirgli di no che a me il seno piaceva piccolo e sodo, ma soprattutto pronunciato, ma andava bene cosi', le ferravo i polsi con le mie mani in modo da tenerla ferma ed impedirgli quei movimenti verso la mia lingua che lei si sforzava di fare per farmi assaggiare i suoi capezzoli, che io evitavo di succhiare in maniera continua, lasciandola gemere e sobbalzare, tanto che ad un certo punto, sfregandosi le cosce, mi disse

- Vengo, vengo.

La guardai qiasi incredulo

- Non ti preoccupare vengo tante volte io, se voglio.

Continuai così il mio gioco superando il suo abbondante punto vita per poi dedicarmi al suo interno cosce indugiando parecchio e facendo scorrere la mia lingua dal basso verso l'alto sempre lentamente, ogni volta che arrivavo vicino alla sua vagina, mi porgeva il bacino inarcandolo per farmi entrare in mezzo alle sue gambe, ma niente volevo che la cosa durasse piu' a lungo possibile.

Spesso si dice che la vagina diventa un lago, ma Erika il lago lo aveva veramente in mezzo alla gambe bagnando abbondantemente il lenzuolo del letto. Il suo Mugolare ora non sembrava un lamento. Finalmente cominciai a leccargli le grandi labbra,piano e per bene, non tralasciando nessun centimetro, il suo respiro si fermo' di colpo per 2 o 3 secondi poi la sua voce.

-Vengo,vengo.

E mi prese la testa fra le sue gambe in un fremito di piacere per poi adagiarsi sul letto quasi stressata.

Tutto questo senza aver nemmeno sfiorato il suo clitoride, ricominciai a baciarla dalle gambe e lei per contro le alzo verso di se scoprendo il suo buchetto posteriore, dovevo sicuramente restituirgli il piacere che prima mi aveva fatto provare, e comincia a sfioraglielo, leccandoglielo sempre di piu'. Gemeva Erika, la cosa le piaceva molto lo dimostrava in maniera sonora e non, allargando le gambe sempre piu', nonostante la sua mole, aiutandosi con le mani appoggiate ai glutei in modo da aprirlo per bene.

la mia lingua arrivava dentro senza alcuna resistenza, ed anche se a me non piace usare le dita al posto del pene, non potei resistere e gliele misi uno dentro.

Erika quasi esplose, si perchè la stanza era buia e quasi ci suggeriva di parlare o mugolare a bassa voce, solo gemiti piu' o meno intensi, così gioco forza usai anche il secondo dito visto che di dolore non se ne vedeva, anzi, di contro lei porto le sue mani sul suo clitoride,presumo, tanto da esclamare di nuovo

-Vengo,vengo

sempre e solo due volte lo ripeteva.

Erika una furia pensai, tanta carne ma tanta passione, avevo il mio membro sempre duro, lei godeva ma io mi eccitavo da morire.

Si alzo su letto e mi disse che era ora di sentirlo, stava su di me per mettermelo dentro, quando gli dissi

-e il preservativo?

-io non ce li ho? Mica li posso tenere

Mi alzai e a tastoni cercai i miei bermuda, dove dentro il mio portafoglio ce ne avevo una da una vita.

-che ti frega io sono sana

-Erika non dire stronzate. E mi infilai con attenzione quell'unica protezione di almeno 2/3 anni dalla loro fabbricazione.

Appena fatto, lei sopra di me se lo mise dentro, ma stavolta non si agito come una forsennata, ma comincio a fare dei movimenti concentrici lenti, accompagnati dal solito mugolio, interrotti o da un cambio di verso o da uno stop improvviso per poi riprendere a muoversi ed ansimare sempre piu'

-Vengo,vengo

nemmeno un minuto ed era ancora in azione prima con un su e giu' lento poi andando avanti ed indietro sfregando il suo pube contro il mio, pochi minuti passarono e di nuovo

-Vengo, vengo...............................Ti piace anche a te?

Certo che vedere godere una donna è la cosa piu' bella del mondo e poi sapere che è anche merito del tuo membro è ancora più piacevole.

Erika alzò una gamba se lo sfilò, e mi chiese?

-Posso?

Posso cosa? Pensai, ma lei no non mi fece rispondere, se lo aggiusto alzando la testa, lo spinse dentro, non ero un pivello avevo percepito che non era la sua fica umida ma il suo secondo buchetto che piano piano veniva violato ma con mia sorpresa senza nessun dolore apparente tanto che non ci volle molto per farlo entrare. Questa volta non mi stava bene che il gioco lo conducesse lei e cosi cominciai a dimenare il bacino sempre piu forte, credo anche per vedere finalmente del dovuto dolore, ma finivo io e ricominciava lei, sospirando sempre di piu', si dimenava sopra di me le sue tette ballavano all'unisono con la testa alta, gli occhi socchiusi e mordendosi le labbra, a quel punto mi partì l'embolo le dissi.

-Stavolta vengo anche io

accelero' i movimenti, si tocco' il clitoride con la mano esclamando un monotono

-Vengo, vengo

venimmo insieme ma io anche di piu' perché lei non si fermo che quando glielo chiesi io oramai distrutto.

-Ti è piaciuto?

Certo che mi era piaciuto, uragano Erika, non era certo quello il ritmo dei miei rapporti usuali, ma ogni tanto cambiare non era male. Mentre fantasticavo disteso sul letto per riprendere fiato, sul fatto che poi le ragazze meno belle, si rilevano delle vere perle nel sesso e Erika di sesso ne avrebbe dovuto aver fatto tanto visto come usava le armi del mestiere in maniera divina ed esperta, anche se forsennatamente, ad un tratto sentii un rumore, mi alzai di scatto e gli chiese.

-oddio che è questo rumore??

-Niente non ti spaventare.

-Come niente.

Mi alzai e mi rivestii velocemente di quelle poche cose che avevo, maglietta, bermuda e infradito, ma oltre al fruscio, mi sembrava di sentire dei mugolii tante che gli chiesi se possedeva un gatto.

-Te lo faccio vedere io che gatto chi è

mi accompagnò in fondo alla stanza buia, quando fui ad un metro da un lettino scorsi che sopra c'era qualcuno.

-questa è quella troietta di mia sorella che fa finta di dormire e invece sente tutto, non è vero?

Nessuna risposta, solo la mia voce.

-Ma tu sei matta, se lo sapevo....

-non ti preoccupare, la sorellina cocca di mamma e papà ha più voglia di me

e mentre lo diceva si avvicinò al letto e al viso di quella che avrebbe dovuto essere una ragazza piu' giovane di lei di 3 o 4 anni.

-Vero?

Gli disse a voce alta davanti al suo viso.

La sorella si voltò dall'altra parte senza fiatare, ma facendo così fece incazzare di più Erika che tirò via il lenzuolo e cerco' con la forza di farla voltare.

-Dai lasciala stare, io vado comunque.

-No aspetta non gliela do vinta, perchè qui la troietta della famiglia sono io, la testa calda, la pecora nera.

Cosi' dicendo le prese le braccia le stese in alto tenendola per i polsi stretta con le sue poderose mani.

-Fammi il piacere senti se è bagnata?

-Ma sei matta? Io non lo faccio non forzo nessuna, dai lasciala

-facciamo così se lei dice di no non lo fai se no controlli questa ditalinara.

Un uomo maturo come me doveva andarsene e farsi gli affari suoi, ma quel mutismo da parte della sorella e l'eccitazione del momento fecero andare a benedire tutti i sani propositi.

-Ok ma se non vuoi dillo che io smetto subito e me ne vado

Cosi mi portai vicino alle sue gambe stese e serrate, non toccai subito il suo sesso mi pareva di profanare qualcosa di sacro e poi volevo sentire cosa diceva e se lo diceva.

Cominciai dalle ginocchia e piano piano mi avvicinai alla sua coscia, nessun reazione nemmeno vocale.

-Dai toglitele le mutandine

un po titubante le dico

-Io lo faccio ma basta che mi dici qualcosa e smetto

Cosi' gliele sfilai, ma le sue gambe rimanevano serrate, sento dell'umido del tessuto delle mutandine, ma ancora indugio.

-Visto non dice nulla la troietta , che aspetti sditalinela.

Erika era proprio come il suo corpo abbondante anche nel linguaggio. Non la toccai con le mani ma mi avvicinai con la bocca tanto da sentire prima quel sapore che conoscevo molto bene, e allora cominciai a baciarla sopra il pube, piccoli bacetti accompagnati da qualche tocco di lingua per poi scendere sulle sue cosce ancora tese, e risalire di nuovo al pube , ma facendolo notai che le gambe si erano leggermente rilassate ora lasciavano scoperta quasi tutta la sua intimità.

Splendida, mi appariva e forse perchè proibita ancora di piu', non resistetti e cominciai a leccargli le labbra soprattutto per dischiuderla di piu', piano piano, ma quando vidi il clitoride gia' turgido non potei resistere e lo succhiai avidamente, nonostante il suo sussulto e i suoi mugolii, non lo lascia nemmeno un istante o succhiavo, o ci giocavo leccandoglielo liberamente perchè ora le gambe erano aperte del tutto e si richiusero solo quando lei con un gemito piu' forte mi fece capire che era venuta.

-E brava la troietta cosi' oggi hai goduto pure tu.

Se fosse stata per la mia parte sensuale non sarei mai andato via ma quella razionale mi fece togliere le tende in maniera veloce e nemmeno accompagnato da Erika, scavalcai anche il cancello come un ladro, perchè quella sera mi sentivo veramente un ladro avevo rubato emozioni da vendere anche se ne non mi sentivo per nulla in colpa.
scritto il
2023-09-19
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