Il mio primo incontro col Master

Scritto da , il 2010-03-02, genere sadomaso

Invitata da un Anonimo e sollecitata da Schiavetta, eccomi qui a descrivere il mio primo, e al momento unico, incontro con Master Willy. Sono Roberta 82, alta 1, 60 per 53/54 kg.di peso, castana di occhi e di capelli, bel culetto e seconda misura di reggiseno. Non sono particolarmente attraente, ma fin dai tempi delle medie ero vista di buon occhio dai ragazzi, forse per il modo in cui mi pongo.O forse per il culo, chissà!Ho perso la verginità a 16 anni, con un ragazzo(Roberto) di tre anni più grande, insieme al quale ho trascorso due anni bellissimi. Poi, sette mesi dopo che ci eravamo lasciati, sono caduta come una pera cotta fra le braccia di Eugenio, un ventitreenne al quale (ma questo, come sempre, lo si capisce dopo)interessavo solo dalla cintola in giù.Eugenio con me si è comportato da vero stronzo e gli riconosco solo il merito di avermi introdotto con maestrìa ai piaceri del sesso anale. Per il resto, anche a distanza di anni, se penso ai sei mesi passati con lui mi incazzo per quanto sono stata stupida a frequentarlo. Dopo un paio di relazioni di breve durata, mi sono messa con Marco e, dopo un pò, abbiamo instaurato una simil-convivenza. Stavo da lui dal venerdì sera al lunedì mattina, tutto filava per il verso giusto, ma poi...ho scoperto che mi faceva le corna. A 'sto punto, col morale a terra, all'insegna del "chiodo scaccia chiodo" ho iniziato a frequentare locali con la mia amica Lara e, come lei, ho cominciato a non farmi troppi problemi:se uno mi piaceva ci andavo a letto. Una bella scopata, magari un'inculata, e via, amici come prima.Dopo l'estate scorsa, passata a Riccione con lei e "con chi c'era, c'era", a settembre proprio Lara mi ha fatto conoscere Willy, dicendomi fra l'altro che era un Master.La cosa mi ha subito intrigato e ci siamo scambiati i numeri di cellulare. Dopo lunghi tentennamenti, visto che proprio volevo provare il bdsm, anche grazie ai consigli di Schiavetta mi sono decisa e gli ho telefonato. Appuntamento fissato alle 21 e 30 di venerdì scorso e io... sono andata in tilt. "Chissà come sarà", "Avrò fatto bene o no", "E' più l'idea o la voglia a sostenermi?" continuavo a chiedere a me stessa.Senza trovare risposta.Schiavetta mi ha dato qualche consiglio, che ho messo in pratica.Tornata alle 18 dal lavoro, mi sono fatta una camomilla, mi sono messa sul divano e mi sono fatta un ditalino poi concluso con l'introduzione di tre dita in figa e una bella sborrata, mi son fatta un'altra camomilla e poi una doccia. A quel punto pareva che la tensione se ne fosse andata, ma quando mi sono messa a tavola mi si è chiuso lo stomaco. Non sono riuscita ad assaggiare niente. Ero di nuovo in tilt. Talmente in tilt da dimenticare a casa le analisi che, a fine dicembre, avevo sostenuto per fatti miei, magari anche in previsione di un incontro con Willy. Alle 21 e 30, puntualissima, ho suonato alla porta del Master, lui mi ha accolto con un sorriso che è subito sparito quando mi sono accorta di aver dimenticato a casa le analisi.Mi ha subito ordinato:"Mettiti nuda e aspetta, perchè ti devo punire". Ero un pezzo di legno, incapace di qualunque cosa, ma a spogliarmi non ci ho messo molto. E son rimasta lì alcuni minuti, timorosa e un po' infreddolita, finchè Willy è tornato. Come ha visto che non mi ero rasata il pube, un altro urlo:"Ma allora non hai capito una minchia!" E subito, con rabbia, ha preso tra le sue mani grandi i miei seni, li ha schiacciati chiudendoli a tenaglia tra le mani, mi ha strizzato i capezzoli e poi mi ha fatto sdraiare su una panca a pancia in giù. Li ha cominciato a sculacciarmi con forza, non so quanti, ma sono stati tanti, gli sculaccioni che ho ricevuto. Finito il trattamento mi ha ordinato di mettermi in piedi, mi ha dato due ceffoni, se così si può dire, sulla figa e poi mi ha fatto mettere a quattro zampe. "Adesso gira per la sala e fermati quando te lo dico" ha ordinato. Ho eseguito e quattro volte mi ha ordinato lo stop. E a ogni stop mi è arrivata una frustata sulle chiappe, inflittami con un flogger. Alla fine mi ha fatto mettere in ginocchio, s'è abbassato i pantaloni e mi ha messo in bocca il cazzo. Era già duro e non ho avuto molto da fare. Si è infilato un preservativo e mi ha chiavato alla pecorina. Io, rigida com'ero, per un pò non sono riuscita a "sentirlo" e ci ho messo un pezzo per raggiungere l'orgasmo, io che di solito non ci metto molto a venire.Sentendo che ero venuta ha estratto il cazzo dalla figa e me lo ha messo nel culo, dopo averlo bagnato con la saliva, ma con tutte le pompate che aveva dato prima in quattro colpi è venuto.Si è rimesso a posto i pantaloni senza nemmeno sfilarsi il preservativo, mi ha dato un calcio nel culo e mi ha detto:"Venerdì prossimo vieni con le analisi e la figa depilata:è un ordine! E adesso vai fuori dai coglioni un pò alla svelta". Mi sono rivestita e sono uscita. In macchina ho scoperto di essere un pò più rilassata. La prima era andata. Una volta a casa ho messo la busta con le analisi in bella evidenza e per domani ho appuntamento con un'estetista per depilarmi la figa. Perchè venerdì non posso mancare:sento d'aver imboccato una strada che voglio percorrere. E probabilmente sarò più calma.

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