Il sogno di un trio

Scritto da , il 2022-09-29, genere trio

Paola è stato il mio primo amore; siamo stati insieme per tanto, ma da un po’ di tempo era finita. La nostra storia non era più andata avanti e avevamo perso ogni traccia l’uno dell’altro. Erano anni, forse avevo perso anche il conto di quanti, che non vedevo il suo viso e non toccavo il suo corpo, nonostante continuassi a cercare il suo sguardo in quello delle passanti. Il mio sogno ad occhi aperti di incrociarla su un treno, su un autobus o in qualsiasi altro posto non si era mai realizzato fino a quando non è successa una cosa molto strana. Ero in viaggio per una piccola vacanza e mentre ero in autobus per una gita fuori dal centro, la vidi. L’ho vista tante volte in vita mia senza che lei fosse realmente lì, ma quella volta era reale. Lei stava davanti a me, in piedi, in modo tale che potessi guardarle il suo magnifico culo che mi riportava alla mente dei bellissimi ricordi. Ero un po’ spaventato dalla sua reazione se l’avessi chiamata ma poi mi feci forza e appoggiandole una mano sul fianco mi feci notare. La sua reazione fu la reazione che volevo ma che non mi aspettavo. Mi abbracciò, forte e per tanto, ed io non ero preparato. Il suo profumo aveva ancora lo stesso effetto benefico su di me e sul mio membro che già stava pregustando l’idea di infilarsi nuovamente nella sua fica. È bello quando incontri una persona così perché senza bisogno di alcuna parola, Paola si accorse dei miei pensieri. Non eravamo cambiati, non su questo. I nostri corpi si sono sempre attratti come una sorta di calamita e in più eravamo cresciuti. Io ero lì solo per poco quindi dovevo capire come fare, anche se la voglia di scopare di entrambi si percepiva in ogni sguardo e parola. Scendemmo dal bus e andammo a prendere qualcosa da bere e ci raccontammo un po’ delle nostre vite. Scoprii che stava convivendo con una persona già da qualche anno ma questo non era poi troppo importante, anzi questa cosa si rivelò essere estremamente positiva. Paola ricordava chi ero e ricordava cosa mi piaceva. In più sembrava essere ancora più aperta di come la ricordavo poiché notai che si muoveva stranamente su una sedia e ipotizzai che era uscita con un piccolo plug nel culo. Feci qualche piccola battutina cercando di capire se fosse vero e me lo confermò. Non vedevo l’ora a quel punto di tirare fuori quell’affare dal culo per sentirne l’odore e poi rimpiazzarlo con il mio cazzo. Però si fece tardi e mi disse che doveva tornare a casa ma mi lasciò un messaggio dicendomi di chiamarla a una determinata ora quella stessa sera. Tornai quindi a casa, mangiai e ansioso aspettavo che si facessero le dieci per chiamarla. Ero sul letto, nudo, con il cazzo in una mano, mentre seguivo lo scorrere delle lancette. Alle dieci in punto ero già sul tasto ‘chiama’ perché non vedevo l’ora di scoprire la sua sorpresa. Paola rispose alla chiamata ma non sentivo nessuno parlare, così restai in silenzio. Improvvisamente sentii delle voci: era lei che parlava al suo ragazzo implorandogli di darle il cazzo. Parlava in maniera molto sporca, dicendo di volere la sua enorme cappella fino in gola, fino a non farla respirare. Sentivo dei gemiti dal cellulare e mi immaginavo la sua testa presa per i capelli e sbattuta ad ogni colpo di quel cazzo. Potevo sentire la saliva della sua bocca scorrere sul telefono e cadermi addosso. Io ero sul letto in preda all’eccitazione e mi stavo masturbando a ritmo dei gemiti di Paola. Ad un certo punto le sento dire al suo ragazzo di togliergli il plug dal culo e odorarlo per poi metterci il cazzo dentro. Ero rimasto sbalordito da quanto mi conosceva e da quanto sapeva cosa avrei fatto io. La sentivo chiedergli se fosse buono l’odore e il sapore del suo buco del culo o se lo era di più quello della sua fica bagnata e carica di umori. Mentre lei si avvicinava sempre di più al telefono, emanò un urlo e ciò poteva solo significare che Jeff, il suo ragazzo, aveva cominciato a penetrarla. La sentivo gemere e le sua urla erano musica. Continuava a dire di volerne di più, di voler essere ricoperta di sborra, di essere la migliore troia e amante del cazzo. Mi stava facendo godere soltanto con la voce mentre immaginavo di essere io a scoparla e darle il mio seme, lasciandola dormire con il mio odore addosso. I gemiti si fecero più intesi e ritmati e il suo culo probabilmente continuava ad allargarsi, quando sentii lui urlare e Paola che si diceva felice di avere il buco pieno di sborra. Andai velocissimo sputandomi sulla mano e emanai anche io un gemito, sborrando sulle coperte. Mi aveva fatto impazzire e lo sapeva. Quello che non sapeva, o forse sì, è che Jeff aveva intuito che ci fosse qualcuno al telefono ed era riuscito a scorgere il nome. Il giorno successivo mi ritrovai un messaggio in cui mi veniva chiesto se mi fosse piaciuto o meno lo spettacolo e io stetti al gioco. Io e Jeff ci incontrammo nel pomeriggio in quanto eravamo entrambi curiosi di conoscerci per organizzarle qualcosa. Quella sera fui invitato a casa sua all’insaputa di Paola. Jeff mi disse di non bussare al campanello e gli scrissi un messaggio appena ero fuori. Lui molto silenziosamente venne ad aprirmi e non appena entrai in casa potevo sentire il rumore di un vibratore e i gemiti della mia ex ragazza. Andai nella stanza notando che il suo ragazzo l’aveva bendata così mi avvicinai e iniziai il mio gioco. Presi delle corde e le legai prima i polsi al letto. Poi le feci alzare le gambe e le divaricai più che potevo, legando anche quelle e facendole esporre tutti e due i suoi buchi. La sua vagina era ancora bellissima, con un po’ di pelo che la rendeva ancora più appetibile. Il suo culo più aperto di quello che ricordavo, dilatato al punto giusto e che subito presi a leccare infilando la lingua fino in fondo. L’odore e il sapore del suo buco proibito mi davano le stesse emozioni eccitanti del passato. Paola parlava con il suo ragazzo dicendogli quanto la stesse facendo godere, così presi un’altra benda e le tappai la bocca. Lei non sapeva che Jeff era vicino alla sua faccia e si stava masturbando nel vedere quanto fosse troia la sua ragazza. Mi spogliai e cominciai a stimolarle i capezzoli, prima massaggiandoli e poi tirandoli, fino a prenderli con delle pinze per lasciarli più turgidi e sensibili. Intanto le mie dita avevano già cominciato a esplorare la sua fica che implorava di prendere un cazzo. Ogni volta che lo chiedeva, le tiravo fuori la benda e le sputavo in bocca facendole capire che lei doveva soltanto stare zitta e godere. Quando lo ebbe capito, tirai fuori il cazzo e con un colpo secco le penetrai la vagina bagnatissima che lasciava uscire il suo liquido magico. Era come tornare indietro nel tempo. Il mio cazzo era ricoperto della sua roba bianca e mi faceva impazzire. Lo tolsi per un attimo e glielo misi in bocca per farglielo assaggiare. Non appena lo tolsi, Jeff mise il suo e lì Paola realizzò quello che stava succedendo. Non appena rimisi il cazzo dentro, la nostra troia cominciò a squirtare alla sola idea che stava prendendo due cazzi. Non la lasciavamo respirare e ci alternavamo nella sua bocca. Il suo attuale ragazzo la stava scopando quando io mi misi su di lei con il cazzo tra le tette. Le tolsi la benda e fu contenta e sorpresa, anche se un po’ se lo aspettava, di vedere me lì. Sapeva che non potevo che essere io quello che la stava facendo godere così tanto, facendola sentire la troia migliore del mondo. Paola implorava di schiaffeggiarla, cosa che non tardò ad arrivare. Le sue natiche erano rossissime e il suo viso non era da meno. Più ci chiedeva di essere trattata da troia, più il suo viso era ricoperto dalla nostra saliva. La slegammo e lei era quasi sfinita, ma c’era ancora tempo per una doppia penetrazione. Jeff si stese e io la scopavo a pecora. I nostri cazzi andavano a ritmo e Paola era assuefatta da quella sensazione. Improvvisamente si girò e mentre il suo ragazzo la penetrava e il mio cazzo stava rompendo il suo culo, mi avvicinai a lei che mi diede un bacio che sapeva allo stesso tempo della troia spaventosa che era diventata e della ragazza passionale di una volta. Nonostante fossimo venuti già più volte sul suo corpo quando era legata, le farcimmo i suoi buchi con il nostro seme. Paola, esausta, rilasciò l’ano e la fica e la sborra uscì a fiumi. Mentre io e Jeff la guardavamo, lei la leccava guardandoci negli occhi. Poi venne verso di noi e iniziò, ad uno alla volta, a leccarci il buco del culo mentre segava l’altro. Mi stava davvero facendo impazzire, così guardai il suo ragazzo e gli dissi che dovevo portarla un attimo in bagno perché “dovevamo fare una cosa soltanto nostra”. Paola già sapeva cosa volessi, così si inginocchiò come una cagna, all’interno della vasca, mentre io con il cazzo all’altezza della sua faccia cominciai a pisciarle addosso. Quella pisciata era proprio come quelle che ho sempre sognato e l’immagine di lei ricoperta dal mio piscio me lo stava facendo tornare duro. Una volta finito, mi stesi nella vasca e lei si mise accovacciata su di me. Potevo vedere i suoi buchi aprirsi e pisciarmi addosso. Con un getto molto potente mi pisciava sulla cappella facendo schizzare tutto fuori dalla vasca e nel frattempo il suo sguardo incrociava il mio, rievocando tutta la complicità che ci aveva sempre contraddistinti. A quel punto il cazzo mi tornò di marmo. Mentre lo faceva, mi masturbai velocemente. Era la prima volta che mi masturbavo mentre lei pisciava sul mio membro e sulla mia mano. Era una sensazione bellissima. Mentre stava per finire, fuoriuscirono dalle mie palle dei getti di sperma che si mischiarono al suo piscio. Una volta finito tornammo da Jeff che ci accolse nel letto invitandomi a dormire lì. Durante la notte continuammo a scoparla, una alla volta o insieme, perché entrambi volevamo farla uscire da quella serata il più soddisfatta possibile.

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