La storia di Erica parte 1

Scritto da , il 2022-07-29, genere sadomaso

Lei
Ho chiuso gli occhi e ho fatto un respiro profondo, per cercare di allontanarmi dal presente, quello in cui ero nuda, con le braccia dietro la testa che mi tenevano legata a un palo di pole dance da un paio di manette e con i piedi fasciati da un paio di décolleté tacco 12. Sapevo che gli ospiti del mio aguzzino stavano per arrivare, riuscivo a indovinare cosa avrebbero fatto al mio corpo, ma cercavo di non pensarci. Continuavo a ripensare a come ero finita in quella situazione.

Non mi sono mai considerata uno schianto: sono alta un metro e 65 e sono formosa, certo: ho un bel seno, il mio orgoglio, pieno e sodo. Sono bionda e ho gli occhi azzurri che ho preso da mia madre, di origine russa. Non li ricordo i miei, non ho più rapporti con la mia famiglia da anni ormai.
Il fatto di essere sola non mi aiuta: nessuno verrà a cercarmi, nessuno mi reclamerà. Sto seriamente pensando che rimarrò incastrata nel mercato del sesso a vita.

Lui
Finisco il caffè bollente e mi metto a esaminare i curriculum delle candidate al posto di segretaria del mio studio. Capisco che nessuna fa il caso mio: sono tutte troppo forti, tutte troppo "vincenti". Scorro annoiato le fotografie, quando all'improvviso vedo lei: bionda, occhi di ghiaccio. È perfetta per quello che ho in mente: 24 anni, sola, appena trasferita in una città nuova, niente da perdere e tutto da guadagnare. Avrebbe lavorato da sola, a stretto contatto con me. In un attimo fisso il colloquio e penso: perfetto, in poco tempo l'affare sarà risolto.

Lei
Ok, non volevo proprio fare la segretaria quando sono partita alla volta di Padova, ma mi servono i soldi: se non inizio a guadagnare qualcosa finiranno per cacciarmi di casa. Quando sono arrivata, ho notato subito i modi del mio titolare (un uomo sulla cinquantina, con fare da padrone): sicuro di sé, volitivo, con lo sguardo che non ammette repliche.
Dopo una settimana che ero lì, avrei dovuto accorgermi che le cose stavano cambiando, avrei dovuto capire che ero in pericolo. "Ma come ho fatto a non accorgermene?" pensavo mentre il palo a cui ero ammanettata mi dava i brividi freddi lungo la schiena.

È iniziato tutto in modo sottile, subdolo: qualche complimento, qualche battutina scherzosa di troppo. Poi man mano, si è fatto più insistente. Mi aspettava quando prendevamo l'ascensore fino al parcheggio sotterraneo. Se ho iniziato a sospettare che ci fosse qualcosa di strano, quando l'ho visto appoggiato alla mia bicicletta, non ho avuto più dubbi. Cercavo di vestirmi in modo da essere il meno provocante possibile, ma in effetti era difficile, con un culo come il mio.

Lui
Ormai, facevo in modo di trovarmi a stretto contatto con lei in ogni suo spostamento da dentro e fuori l'ufficio. Dovevo riuscire a farle abbassare la guardia per averla, così studio un piano: doveva fidarsi di me. Una sera ebbi la mia occasione quando l'ascensore uscendo dall'ufficio si fermò. Vedendo la paura nei suoi occhi, il tremore sulle sue labbra carnose, il respiro affannoso che abbassava e alzava i suoi magnifici seni, decisi di cogliere al volo l'occasione: mandai un messaggio vocale al mio socio e finsi che fosse mia moglie: "amore, qui è saltata la corrente, credo di non farcela ad andare a ritirare le camicie: sono quasi le 7". Sbirciando con la coda dell'occhio vidi che si era in parte tranquillizzata. Una settimana di basso profilo e l'avrei conquistata.

Lei
Ricordo che in quel momento mi diedi della stupida venti volte: "cosa pensi, Erica, che un uomo forte e maturo si interessi a te? Non sei nessuno. Certo che viene al parcheggio sotterraneo con te, ha la macchina..lavorate insieme." Attribuì il fatto di aver immaginato che volesse me solo perché in effetti non avevo un ragazzo da un po'. "Sarà meglio che conosci qualcuno, a meno che tu non voglia prendere un Oscar per tutti i film che ti fai".
Il giorno dopo e per tutta la settimana successiva era tutto normale, come al solito. Forse ero io che vedevo le cose con una luce diversa. Iniziai a rilassarmi e feci quello che non avrei mai dovuto fare: abbassare la guardia. "Starò diventando pazza"

Continua....
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