Sottomesso a mia sorella lesbica extralarge e la sua compagna (2) Le pulisco l'ano dopo aver defecato
scritto il 2022-06-15 tempo di lettura 5 min
di
Rosco_p
genere
incesti
cura
A
Un giorno mi disse che la prima volta che prese il mio cazzo tutto dentro l'ha segnata per sempre, crescendo ne provò altri ma nessuno le diede le sensazioni del piacere e del proibito che le diede l'incesto. Intorno ai trent'anni fece coming out e ci presentò la sua attuale compagna, una ragazza con cui, oltre all'amore, condivide la passione per il cibo (anche se Alice è bene in carne ma non esageratamente) e per il BDSM...
Si conobbero proprio in un consesso di appassionati del genere. Mia sorella è una mistress, una dominatrice, e Alice una slave, sottomessa. Il loro legame è iniziato nelle sessioni organizzate tramite i forum a tema su internet. In questi incontri si presenta gente sposata o comunque impegnata, e che nasconde questa passione al proprio compagno, inventando scuse ogni volta ci si deve allontanare per una sessione di bondage, una cosa un po' triste. Carmen e Alice invece, oltre ai giochi sadomaso, hanno visto sbocciare un sentimento ed essendo entrambe libere non hanno esitato a renderlo un impegno anche nel reale. Certo, questi loro giochi sessuali non li sbandierano in giro e neanche alla loro cerchia di conoscenti, però fra di loro non si raccontano bugie, cosa che invece faccio io con mia moglie quando devo correre da loro e obbedirgli come un cagnolino....
Carmen è più piccola di me di quattro anni, io ho un debole per lei da sempre. Dopo la passione giovanile tra noi la misi da parte, dedicandomi a costruire una vita di coppia con mia moglie, pensavo fosse giusto così. Quando invece abbiamo fatto sesso il giorno del matrimonio (quando lei mi ha costretto a farlo) è riesplosa in me tutta la passione sopita, ho capito che ero innamorato di lei e che la desideravo più di ogni altra persona; più della mia stessa moglie che mi ha dato tre splendidi figli!...
Ho accettato con estrema felicità la mia sottomissione a lei, e di conseguenza alla sua compagna, e l'obbedienza alle loro più depravate e degeneri imposizioni. Una di queste è l'obbligo di andare a casa loro ogni mattina dei giorni feriali e assistere alle loro defecazioni!...
Questa pratica rivela la paurosa predilezione di Carmen e Alice per l'esibizionismo... Mia sorella ama in maniera spudorata l'essere guardata, ammirata e adorata perfino quando espleta le sue funzioni corporali. Così, per cinque giorni alla settimana, prima di andare al lavoro devo eseguire il suo ordine e seguirla nel bagno. Siccome indosso giacca, camicia e cravatta ho avuto la concessione di poterle levare e assistere in canottiera. Accovacciato ai suoi piedi resto in religioso silenzio mentre lei divarica le gambe e non si siede sulla tazza del wc ma resta sollevata, piegando le ginocchia, dandomi modo di cogliere gli eccitanti momenti in cui gli stronzi le escono dall'ano e precipitano giù, tuffati nell'acqua del cesso. Il silenzio è carico di eccitazione; è un'attesa adorante, un silenzio palpabile, accentuato dai suoi sbuffi e dai rumori delle spinte dell'intestino. Mi sento in adorazione di quel culo... immenso... generoso... di quelle natiche lisce, soffici e rotonde e di quel buco che vedo pulsare e gonfiarsi prima di... espellere merda!
È uno spettacolo sordido e morboso che mi eccita in modo pazzesco, ho il cazzo duro che mi gonfia i pantaloni e scalpito dalla voglia di una sega, magari con sborrata sulle chiappe grasse di Carmen, ma il suo ordine è perentorio: guai se mi prendo in mano la fava, guai se venissi nei pantaloni, crudele com'è mi obbligherebbe a presentarmi in ufficio con una vistosa e imbarazzante chiazza in mezzo alle gambe...
Finito di espletare le esigenze corporali Carmen si alza e mi ordina di pulirle il culo, mi munisco di carta igienica e con delicatezza e perizia la passo più volte sopra e intorno all'ano. È elastico e segnato da grinze tutt'intorno, averlo a pochi centimetri mi mette addosso una voglia insana ma irresistibile. Le chiedo se posso...
"Se mi implori, sì." Risponde facendo la preziosa...
Mi prostro faccia a terra e lo faccio, lei acconsente con distacco e aria di superiorità, fingendo che la cosa non le interessi...
Premo sulle natiche divaricandole, chiudo gli occhi e mi metto a leccarle l'ano, spingo la lingua lì dentro dapprima timidamente poi con sempre maggiore avidità. È una sensazione di sublime, straniante piacere sentire la lingua scivolarle nel retto. Vorrei scoparla così, infilandogliela tutta dentro, e dai suoi sospiri capisco quanto le piaccia ma abbassa lo sguardo e vede il mio cazzo teso fino allo spasimo, sa che impazzisco quando ho il suo sedere a disposizione e, cattiva com'è, mi impone di fermarmi e mi lascia andare al lavoro con addosso una voglia matta e insoddisfatta...
Che crudelissima troia!...
(Continua... e per commenti o contatti: roscoporcellone@hotmail.com
Si conobbero proprio in un consesso di appassionati del genere. Mia sorella è una mistress, una dominatrice, e Alice una slave, sottomessa. Il loro legame è iniziato nelle sessioni organizzate tramite i forum a tema su internet. In questi incontri si presenta gente sposata o comunque impegnata, e che nasconde questa passione al proprio compagno, inventando scuse ogni volta ci si deve allontanare per una sessione di bondage, una cosa un po' triste. Carmen e Alice invece, oltre ai giochi sadomaso, hanno visto sbocciare un sentimento ed essendo entrambe libere non hanno esitato a renderlo un impegno anche nel reale. Certo, questi loro giochi sessuali non li sbandierano in giro e neanche alla loro cerchia di conoscenti, però fra di loro non si raccontano bugie, cosa che invece faccio io con mia moglie quando devo correre da loro e obbedirgli come un cagnolino....
Carmen è più piccola di me di quattro anni, io ho un debole per lei da sempre. Dopo la passione giovanile tra noi la misi da parte, dedicandomi a costruire una vita di coppia con mia moglie, pensavo fosse giusto così. Quando invece abbiamo fatto sesso il giorno del matrimonio (quando lei mi ha costretto a farlo) è riesplosa in me tutta la passione sopita, ho capito che ero innamorato di lei e che la desideravo più di ogni altra persona; più della mia stessa moglie che mi ha dato tre splendidi figli!...
Ho accettato con estrema felicità la mia sottomissione a lei, e di conseguenza alla sua compagna, e l'obbedienza alle loro più depravate e degeneri imposizioni. Una di queste è l'obbligo di andare a casa loro ogni mattina dei giorni feriali e assistere alle loro defecazioni!...
Questa pratica rivela la paurosa predilezione di Carmen e Alice per l'esibizionismo... Mia sorella ama in maniera spudorata l'essere guardata, ammirata e adorata perfino quando espleta le sue funzioni corporali. Così, per cinque giorni alla settimana, prima di andare al lavoro devo eseguire il suo ordine e seguirla nel bagno. Siccome indosso giacca, camicia e cravatta ho avuto la concessione di poterle levare e assistere in canottiera. Accovacciato ai suoi piedi resto in religioso silenzio mentre lei divarica le gambe e non si siede sulla tazza del wc ma resta sollevata, piegando le ginocchia, dandomi modo di cogliere gli eccitanti momenti in cui gli stronzi le escono dall'ano e precipitano giù, tuffati nell'acqua del cesso. Il silenzio è carico di eccitazione; è un'attesa adorante, un silenzio palpabile, accentuato dai suoi sbuffi e dai rumori delle spinte dell'intestino. Mi sento in adorazione di quel culo... immenso... generoso... di quelle natiche lisce, soffici e rotonde e di quel buco che vedo pulsare e gonfiarsi prima di... espellere merda!
È uno spettacolo sordido e morboso che mi eccita in modo pazzesco, ho il cazzo duro che mi gonfia i pantaloni e scalpito dalla voglia di una sega, magari con sborrata sulle chiappe grasse di Carmen, ma il suo ordine è perentorio: guai se mi prendo in mano la fava, guai se venissi nei pantaloni, crudele com'è mi obbligherebbe a presentarmi in ufficio con una vistosa e imbarazzante chiazza in mezzo alle gambe...
Finito di espletare le esigenze corporali Carmen si alza e mi ordina di pulirle il culo, mi munisco di carta igienica e con delicatezza e perizia la passo più volte sopra e intorno all'ano. È elastico e segnato da grinze tutt'intorno, averlo a pochi centimetri mi mette addosso una voglia insana ma irresistibile. Le chiedo se posso...
"Se mi implori, sì." Risponde facendo la preziosa...
Mi prostro faccia a terra e lo faccio, lei acconsente con distacco e aria di superiorità, fingendo che la cosa non le interessi...
Premo sulle natiche divaricandole, chiudo gli occhi e mi metto a leccarle l'ano, spingo la lingua lì dentro dapprima timidamente poi con sempre maggiore avidità. È una sensazione di sublime, straniante piacere sentire la lingua scivolarle nel retto. Vorrei scoparla così, infilandogliela tutta dentro, e dai suoi sospiri capisco quanto le piaccia ma abbassa lo sguardo e vede il mio cazzo teso fino allo spasimo, sa che impazzisco quando ho il suo sedere a disposizione e, cattiva com'è, mi impone di fermarmi e mi lascia andare al lavoro con addosso una voglia matta e insoddisfatta...
Che crudelissima troia!...
(Continua... e per commenti o contatti: roscoporcellone@hotmail.com
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